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I post con tag "Steven Spielberg" archivio

Tutti i computer protagonisti di Jurassic Park

Geek   25.07.26  
Scena tratta da Jurassic Park
Scena tratta da Jurassic Park

Quando Jurassic Park uscì nelle sale, nel 1993, il pubblico rimase affascinato dagli effetti speciali rivoluzionari per ricreare quei dinosauri così fotorealistici. Eppure, a distanza di oltre trent'anni, il film rappresenta anche una straordinaria testimonianza della cultura informatica dei primi anni Novanta. Rivederlo oggi significa compiere un viaggio nel passato dell'informatica, osservando workstation, sistemi operativi, monitor, codici di programmazione e software che all'epoca incarnavano il futuro.
La tecnologia in Jurassic Park non è infatti un semplice elemento scenografico, è parte integrante della narrazione. L'intero parco di Isla Nublar è gestito da una sofisticata rete di computer che controlla recinzioni elettrificate, sistemi di sicurezza, laboratori genetici e infrastrutture. È proprio il sabotaggio informatico compiuto da Dennis Nedry a trasformare un'ambiziosa meraviglia scientifica in un incubo, dimostrando come il punto debole di un sistema altamente automatizzato possa sempre essere il fattore umano.

Fabien Sanglard ha riguardato la pellicola per cogliere ogni pezzo di hardware e analizzare ogni frammento di codice. Uno degli aspetti più interessanti è l'attenzione con cui la produzione selezionò l'hardware da mostrare sullo schermo. Nei laboratori della InGen compaiono workstation Silicon Graphics (SGI), autentici simboli dell'informatica professionale dell'epoca. I computer realmente utilizzati dagli studios per gli effetti speciali in CGI che avrebbe rivoluzionato Hollywood. In un curioso gioco di specchi, le stesse macchine impiegate per generare i dinosauri digitali venivano mostrate nel film come strumenti della finzione scientifica.
Accanto alle SGI appaiono Apple Macintosh, terminale e l'onnipresente Unix che restituiscono fedelmente l'estetica tecnologica dei primi anni Novanta. Anche i monitor, le tastiere, i dischi rigidi e le interfacce grafiche sono ricostruiti con notevole accuratezza, offrendo oggi una preziosa fotografia dell'era pre-Internet di massa.

Tra le sequenze più celebri figura quella in cui Lex Murphy utilizza un sistema Unix per riattivare i controlli del parco. La scena è diventata iconica anche per l'impiego di un clone fsn (È un sistema Unix, io lo conosco!), un file manager tridimensionale sviluppato per le workstation SGI IRIX e successivamente reso celebre come ispirazione del progetto open source fsv. Per molti spettatori quell'interfaccia sembrò pura fantasia cinematografica, mentre era realmente esistente.

Oggi i computer presenti nel film sono autentici pezzi da museo, ma continuano a esercitare un fascino particolare sugli appassionati di retrocomputing. Le workstation Silicon Graphics, i CM-5, i PLI MiniArray, i Macintosh Quadra e Powerbook, il codice Pascal e i software utilizzati rappresentano un momento irripetibile della storia dell'informatica, quando la potenza di calcolo stava iniziando a trasformare non solo la ricerca scientifica, ma anche il cinema, il design e l'animazione digitale.
Riguardare Jurassic Park con un occhio attento alla tecnologia significa scoprire un'opera che ha saputo raccontare il rapporto tra uomo e macchina con sorprendente lungimiranza.

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I Predatori dell'Arca Perduta non è invecchiato di un giorno

Multimedia   07.01.26  

I Predatori dell'Arca Perduta è un film che continua a stupire e affascinare gli spettatori, anche a distanza di 45 anni dalla sua uscita. Questo iconico film d'avventura ha catturato il cuore del pubblico non solo per la trama coinvolgente, ma anche per la sua straordinaria estetica visiva.
Wolfcrow racconta che ciò che rende il primo film di Indiana Jones così speciale è la combinazione di personaggi affascinanti, scene d'azione mozzafiato e quel giusto mix di umorismo. Senza dimenticare come gli antagonisti alla fine ricevano sempre la loro giusta punizione; un elemento che lascia gli spettatori soddisfatti e felici.

Ogni scena del film è sorprendentemente bella e realistica, una qualità che continua a brillare anche oggi, grazie al geniale lavoro del direttore della fotografia, Douglas Slocombe. Steven Spielberg ha dimostrato di essere aperto alle idee di Slocombe, riconoscendo che queste miglioravano complessivamente il risultato finale. La sua attenzione ai dettagli ha richiesto una serie di soluzioni creative per mantenere il budget, con l'obiettivo di far sembrare un film da 20 milioni di dollari come uno da 40 milioni.
Non possiamo dimenticare l'importanza del montaggio di Michael Kahn, che ha mantenuto la storia in movimento a un ritmo incalzante, un elemento chiave per il successo del film. Combinato con effetti speciali straordinari e, ovviamente, con le performance memorabili degli attori, il risultato è un capolavoro cinematografico.

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La Shoah attraverso la cinepresa di Steven Spielberg

Multimedia   08.07.24  

Steven Spielberg ha spesso raccontato come Schindler's List sia stato un progetto molto personale per lui e che si è trasformato in un progetto molto personale per tutti coloro che vi hanno lavorato.
Spielberg lo considerava il suo capolavoro, ma non voleva trarne profitto; per quello c'erano già Indiana Jones e Jurassic Park.
I dirigenti degli studios non si aspettavano che il film avesse successo. Come poteva un film in bianco e nero sulla Shoah attirare il pubblico al cinema? Lo consderavano troppo deprimente, quindi decisero di concedere a Spielberg un budget più ridotto rispetto a qualsiasi altro film che avesse realizzato nei decenni precedenti.

La storia però ha stabilito diversamente. La maestria tecnica, la cura di ogni dettaglio, una recitazione corale che raramente si vede sul grande schermo e l'impatto emotivo della tragedia ebraica ha lasciato un impatto emotivo indelebile sul pubblico, decretando un successo planetario.

Weird History ripercorre gli anni che Spielberg ha impiegato per realizzare il suo progetto. Dalla lettura dell'omonimo libro di Thomas Keneally, pubblicato nel 1982, all'adattamento di Steven Zaillian e alla complessa lavorazione del film.
Per Spielberg Schindler's List è stato molto più di un progetto cinematografico. Il suo impegno sociale lo ha spinto a creare la USC Shoah Foundation per preservare le testimonianze dei sopravvissuti e per educare le future generazioni sulla tragedia.
Schindler's List è un inno all'amore per il cinema e allo storytelling capace di dare voce alle vittime e testimoniare la forza dell'umanità di fronte all'orrore.

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Come l'assenza di uno squalo ha reso il film Lo squalo ancora più terrificante

Multimedia   03.07.23  

Il film Lo squalo è senza dubbio uno dei film più iconici della storia del cinema. Tuttavia, ciò che lo ha reso questa pellicola così memorabile è frutto di un incidente che ha portato alla creazione del famigerato Bruce, lo squalo animatronico.

Il regista Steven Spielberg aveva inizialmente pianificato di mostrare lo squalo in modo continuativo durante tutto il film, ma si rese presto conto che la sua idea non funzionava a causa delle difficoltà tecniche legate all'utilizzo di un animatrone in acqua salata.
La necessità di trovare una soluzione alternativa spinse Spielberg e il suo team a creare un'atmosfera di paura e tensione senza mostrare il personaggio principale del film, lo squalo. Questo fu fatto grazie all'atmosfera creata dalla colonna sonora di John Williams e dalla sapiente regia che puntava a stimolare l'immaginazione degli spettatori, mostrando solo brevi istanti di violenza e suggerendo la presenza dello squalo attraverso una ripresa in soggettiva.

Come racconta TIFF Originals, tutte queste scelte creative resero il film più coinvolgente e spaventoso di quanto Spielberg avesse potuto immaginare. Ciò che rese Lo squalo un successo fu la capacità del regista di tenere il pubblico incollato allo schermo, provocando allo spettatore un continuo stato di ansia per la sorte dei personaggi nella loro disperata lotta per la sopravvivenza.

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Come cambia la regia quando si dirigono film con budget differenti

Multimedia   25.08.21  

In Depth Cine esamina come alcuni tra i maggiori registi dell'ultimo secolo hanno diretto tre loro film avendo a disposizione tre diversi livelli di budget.
Qui sopra, come Stanley Kubrick ha diretto Paura e desiderio, Arancia meccanica e Shining.

Come Steven Spielberg ha diretto Duel, I predatori dell'arca perduta e Salvate il soldato Ryan.

Come Wes Anderson ha diretto Un colpo da dilettanti, Rushmore e Grand Budapest Hotel.

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Perché Jurassic Park è migliore dei suoi sequel

Multimedia   01.09.19  

Films&Stuff esamina gli effetti speciali e la fotografia di Jurassic Park, a distanza di 25 anni ancora così realistico e spettacolare, mettendolo a confronto con i suoi troppo numerosi sequel (invecchiati malissimo).
L'analisi giunge alla conclusione che il divario è dovuto non tanto all'uso più o meno accorto della CGI, quanto alla capacità del regista di immaginare scene dove la composizione fotografica e prospettica sia in grado di generare nello spettatore quel senso di stupore e grandiosità che ha reso Jurassic Park un classico senza tempo.

Per Spielberg i dinosauri erano meri oggetti di scena, utilizzati come effetti speciali per raccontare una storia. Per i registi che lo hanno seguito gli effetti speciali sono stati la storia.

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Spielberg e l'effetto Kuleshov

Multimedia   06.06.18  

Si attribuisce al regista Lev Kuleshov, all'inizio degli anni '20, l'esperimento volto a confermare l'importanza del montaggio e l'influenza che ha sull'inconscio dello spettatore nella comprensione di ciò che si svolge sullo schermo, noto come effetto Kuleshov.
L'esperimento prevedeva di riprendere una sequenza con primo piano del viso inespressivo di un attore e mostrarla combinata con altre tre scene: un piatto di zuppa su di un tavolo, una donna in una bara e una bambina intenta a giocare con un orsacchiotto. Il pubblico che assisteva al film aveva la sensazione che di fronte alla zuppa il viso dell'attore esprimesse appetito, tristezza di fronte alla bara e gioia alla vista della bambina, nonostante l'immutabilità espressiva dell'attore.

StudioBinder analizza come Spielberg sia maestro nel gestire l'effetto Kuleshov, costruendo sui primi piani e il montaggio una narrativa capace di stimolare la percezione dello spettatore.

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La luce secondo Spielberg

Multimedia   20.02.18  

Il supercut di Jorge Luengo Ruiz che raccoglie alcune tra le più iconiche scene dirette da Steven Spielberg in cui l'illuminazione aiuta a creare un alto contrasto tra lo sfondo e le figure in primo piano.
Un tipo di illuminazione che lo stesso Spielberg definisce come le "luci di Dio".

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