I megaprogetti romani rimasti incompiuti
La storia di Roma è anche la storia di opere che non furono mai portate a termine. Dietro acquedotti, strade, porti e monumenti sopravvissuti fino a noi esiste infatti un'altra Roma, quella dei progetti soltanto immaginati o iniziati e poi abbandonati. Tre casi sono particolarmente rivelatori. Tre megaprogetti della classicità analizzati da Toldinstone: la deviazione del Tevere progettata da Giulio Cesare, il canale di Corinto tentato da Nerone e il centro di Waldgirmes destinato a diventare un importante centro amministrativo della Germania romana.
Il primo progetto era talmente ambizioso da modificare la geografia stessa di Roma. Cesare aveva concepito diverse soluzioni per il Tevere, secondo Cicerone, avrebbe voluto spostarne il corso all'altezza del Ponte Milvio, facendolo passare lungo le pendici dei colli Vaticani e liberando così il Campo Marzio da una parte del fiume. Secondo Plutarco, esisteva anche un progetto ancora più radicale, deviare il Tevere in un grande canale a sud di Roma, indirizzandolo verso Circeii e Terracina, per creare una via d'acqua più sicura per i mercanti diretti alla capitale.
Non si trattava soltanto di un'opera idraulica. Deviare il fiume avrebbe permesso di ridisegnare vaste aree urbane, ridurre i problemi legati alle inondazioni e migliorare i collegamenti commerciali con il mare. Il progetto faceva parte di una più ampia trasformazione che comprendeva anche nuovi porti, opere a Ostia e la bonifica delle paludi Pontine. Cesare fu però assassinato nel 44 a.C., prima che queste idee potessero essere realizzate.
Il secondo sogno appartiene a Nerone. L'istmo di Corinto, largo circa sei chilometri, costringeva le navi che dovevano passare dal Golfo di Corinto al Golfo Saronico a circumnavigare il Peloponneso, affrontando anche il pericoloso Capo Malea. L'idea di tagliare l'istmo era antichissima, ne avevano parlato o tentato l'impresa diversi sovrani, tra cui Periandro, Demetrio Poliorcete, Cesare e Caligola. Ma fu Nerone, nel 67 d.C., a trasformare finalmente il progetto in un vero cantiere.
L'imperatore diede personalmente inizio ai lavori e furono mobilitati soldati e prigionieri, compresi circa 6.000 prigionieri ebrei inviati da Vespasiano. Furono scavate trincee e gallerie di sondaggio, ma l'impresa si arrestò rapidamente: la morte di Nerone nel 68 d.C. e le difficoltà tecniche e politiche determinarono l'abbandono del progetto. Il canale che oggi attraversa l'istmo di Corinto sarebbe stato finalmente realizzato soltanto nel XIX secolo, seguendo in larga parte la direttrice dell'antico tentativo neroniano.
Il terzo progetto è forse il più interessante perché non è rimasto soltanto nelle fonti letterarie. Waldgirmes, nell'attuale Assia, conserva fisicamente le tracce di una città romana costruita a est del Reno durante il tentativo augusteo di trasformare la Germania in un territorio stabilmente romanizzato. La fondazione risale almeno al 4 a.C. e il sito, esteso per circa 7,5 ettari, comprendeva un vero foro, edifici civili, sistemi di approvvigionamento idrico e una rete urbana. Non era semplicemente un accampamento militare.
Nel foro furono inoltre rinvenuti i resti di monumentali statue equestri in bronzo dorato, tra cui la celebre testa di cavallo probabilmente appartenuta a una statua di Augusto. L'importanza di Waldgirmes sta proprio nella sua apparente vocazione civile, gli archeologi ritengono che la città facesse parte di un progetto di insediamento permanente e di organizzazione amministrativa della Germania. Alcuni studiosi hanno persino ipotizzato che potesse diventare un importante centro amministrativo, forse una futura capitale, ma questa interpretazione va mantenuta come ipotesi, non come fatto certo.
Il progetto germanico si infranse dopo la sconfitta di Teutoburgo del 9 d.C., quando tre legioni romane furono annientate dalle forze guidate da Arminio. La presenza romana oltre il Reno non terminò immediatamente, ma l'ambizione di trasformare la Germania interna in una provincia stabile venne progressivamente abbandonata; Waldgirmes fu infine evacuata e cessò di esistere come città romana. Studi recenti continuano a sottolineare quanto il progetto di una grande Germania romana fosse più avanzato di quanto si pensasse in passato.
Questi tre progetti mostrano un aspetto fondamentale della civiltà romana, Roma non fu soltanto ciò che riuscì a costruire. Fu anche l'insieme delle possibilità che la sua capacità politica, militare e ingegneristica arrivò a concepire. Spostare un fiume, perforare un istmo o fondare una nuova città nel cuore dell'Europa erano imprese che appartenevano allo stesso immaginario, quello di un potere convinto che il paesaggio, le distanze e persino la geografia potessero essere trasformati dalla volontà umana.
