tizianocavigliablog
Il peggio è passato. A prendermi.

Fassina Who 04.07.15

Fassina, Civati, Cofferati, SEL, Rifondazione Comunista. Non riesco a immaginare un'offerta politica con meno appeal.

Regione Liguria, capoluogo Novi Ligure 01.06.15

Toti presidente della Regione Liguria

BellaCoffi.

Possibilmente autoreferenziale 26.05.15

Possibile. La nuova creatura di Civati che suona come Podemos, ma è solo un caso. Più o meno.

Il cerchio rosso ciliegia in cui si inscrive il segno tipografico dell'uguale ricorda da vicino le insegne del movimento che ha sedotto i giovani spagnoli. Il viola di Podemos è uno dei colori che, miscelati con il rosa e l'arancio di tante battaglie della sinistra del terzo millennio in Italia, hanno dato vita al rossastro di Civati.

Il deputato risponde al telefono che è sera e si dice «molto sorpreso» di sapere che il suo simbolo non sia più segreto: «Lo presenteremo a giugno, dopo le Regionali». Si è ispirato a Podemos? «No... Possibile non è la trasposizione di alcun modello straniero». Cosa c'è in cantiere? «Questa cosa, che spiegheremo con calma, la mettiamo a disposizione di tutti coloro che possono essere interessati a condividere con noi un modello di lavoro completamente nuovo, che supera i partiti tradizionali». Maurizio Landini? «La coalizione sociale è per noi motivo di interesse e confronto». E Sel? «È un interlocutore naturale. Ma ci sono anche gli ambientalisti, che devono ritrovare una rappresentanza. E soprattutto ci sono i cittadini».

Verrà il giorno in cui anche la sinistra radicale capirà che in Italia non esiste un problema di mancanza di rappresentanza politica. Cosa manca alla sinistra radicale? Le idee e i voti. Tanti voti.

Civati il dodo 06.05.15

Fuori tempo massimo Civati lascia il gruppo parlamentare del Partito Democratico o per meglio dire, il Partito Democratico è andato avanti lasciando indietro il narciso solitario.

E certo mi dovrei dimettere da parlamentare, fare come ha fatto Walter Tocci (che fortunatamente è ancora senatore), ma faccio notare che mi dimetto volentieri se lo fanno anche tutti gli altri: se cioè si andasse a votare, anche subito, ciascuno con il suo programma, per darsi una vera legittimazione.

Notte prima delle primarie 07.12.13

Un breve ripasso dei programmi dei tre candidati alla segreteria del Partito Democratico e la guida al voto per le primarie.

Mai fidarsi di un bel visino 11.01.08

Locandina di una vecchia pubblicitàSecondo me, tra queste pubblicità, quella qui a fianco spacca.

La galassia del PD alle primarie 2013 22.10.13

La Stampa sceglie un'infografica per raccontare alleanze, biografie e correnti che si muovono nella sfida delle primarie per la segreteria del Partito Democratico.

Vago dissenso 29.04.13

Non parteciperò al voto di fiducia stasera come ho già annunciato. Dopo il discorso di Letta oggi si confermano le mie perplessità.
Le mie perplessità sono riconducibili a un discorso di metodo, cioè non si è discusso, ma anche una questione di soluzione, cioè si è scelto il governissimo. Il mio è un disagio, non un intento frondista, non ho nulla contro Letta. Ad alimentare ulteriormente le mie perplessità, dopo il discorso di Letta, c'è l'idea della convenzione sulle riforme con una verifica fra 18 mesi. Quello presentato dal premier è un programma vago, che non corrisponde a quello di un governo di scopo. Un programma ambizioso e fragile. Spero che le mie perplessità siano smentite e comunque contribuirò alla riuscita.

Le motivazioni di Pippo Civati, gran ciambellano del mi-si-nota-di-più-se, sulla sua uscita dall'aula durante il voto di fiducia al governo Letta.

La rivoluzione della tartaruga 08.09.10

Il tentativo di ripartenza del PD.
A Firenze dal 5 al 7 novembre.

Lo schema è semplice: l'iniziativa è aperta fin d'ora a tutti. E parlerà della nostra generazione, ma non dei giovani politici, bensì dei giovani elettori. E dei loro problemi e delle loro speranze. Non è una questione anagrafica (anche se un po' lo è, per la verità), ma riguarda l'età di questo Paese e del mondo in cui viviamo.

Parlare dei giovani e parlare ai giovani, per parlare al Paese. Come abbiamo già avuto modo di dire, se vogliamo concederci l'immancabile proverbio, «parlare a nuora (genero) perché suocera (suocero) intenda».

Faremo politica come se fosse una cosa normale, una cosa tra le altre, non quell'esperienza estraniante che molti cittadini non capiscono e non sentono più. Lo faremo con la testimonianze di persone vere, di amministratori consapevoli e seri. E attraverso il contributo di chi vorrà partecipare.

Rettifica quel post 16.06.10

Ogni anno capita di parlare di bavagli e pericoli legati al futuro dei blog.
Da destra e sinistra spesso si cerca di regolamentare ciò che avviene su internet e quasi sempre lo si fa in modo disastroso.
Una tradizione di cui si farebbe a meno.

A questo giro tocca a Paolo Gentiloni, Matteo Orfini e Giuseppe Civati cercare di porre rimedio, con l'iniziativa "Nessuno tocchi i blog", al ddl intercettazioni che prevede la pubblicazione di rettifiche sui blog entro 48 o il rischio di sanzioni fino a 12.500 euro.

Da pochi giorni in Senato la maggioranza con la trentesima fiducia ha approvato il ddl intercettazioni: un testo che tutela meglio i criminali dei cittadini e uccide il diritto ad essere informati. Tra i commi del testo ci sono attacchi e censure anche alla Rete. Una pagina davvero brutta per la democrazia italiana, il ddl intercettazioni dopo 2 anni di gestazione si dimostra un grande esproprio della democrazia e dell'informazione, dove le notizie cattive si sommano, e ora toccano anche il controllo e la censura della Rete. Come hanno indicato i senatori del Pd Vincenzo Vita e Felice Casson tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxiemendamento sulle intercettazioni ce n’è anche uno devastante per la rete. Infatti, per ciò che attiene alla 'rettifica', si equiparano i siti informatici ai giornali, dando ai blogger l'obbligo di rettifica in 48 ore.
Il comma 29 dell’art. 1 prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista nella vecchia legge sulla stampa del 1948 si applichi anche ai "i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica"! I blogger all'entrata in vigore della nuova legge anti-intercettazioni, dovranno provvedere a dar corso ad ogni richiesta di rettifica ricevuta, entro 48 ore, a pena, in caso contrario, di vedersi irrogare una sanzione fino a 12.500 euro.

Il partito tentenna 11.04.10

Scrive oggi Civati.

Stamattina ho ricevuto due telefonate in cui persone molto serie e poco legate alla politique politicienne mi hanno chiesto di candidarmi a sindaco di Milano. Sorpreso, ho declinato gentilmente l'invito, per due motivi: al di là del fatto che a Milano ci vuole uno 'bravo' davvero (e non mi sento di esserlo), non ho certo la constituency necessaria e sufficiente; al di là della simpatia di alcuni (che ringrazio davvero), la mia candidatura sarebbe vissuta malissimo nel Pd, quasi come una provocazione.

E noi ancora qui a strapparci le vesti sul futuro del PD, i giovani che devono emergere, il ricambio della classe dirigente.

Se a 35 anni ancora non si è pronti a candidarsi a sindaco e a raccogliere forze e responsabilità di rottura contro una classe dirigente giudicata non all'altezza - Renzi vi ricorda qualcosa? - allora probabilmente la politica non fa per te.

Scarpe rotte 28.02.10

Il manifesto elettorale di Civati

La campagna elettorale di Civati.

Il grigio Formigoni 24.02.10

Copertina de 'Il libro grigio della giunta Formigoni'

Due righe sulla giunta Formigoni. Da leggere e scaricare.

Non bruciamoci Civati 06.02.10

Civati sarebbe un ottimo sindaco di Milano e perché no un segretario con tante idee condivisibili in testa. Merce rara di questi giorni.
Quello che mi preoccupa sono i baci della morte - travestiti da endorsement - di Sofri e Mantellini, come già avvenne per Scalfarotto. Ring a bell to anyone?

Non ha prezzo 29.09.09

Civati contro D'Alema. Marino contro Bersani.
Al circolo Ortica di Milano non hanno avuto dubbi.

La terza via c'è 03.07.09

Luca avvisa che il ticket Marino-Civati è pronto. La terza via per la corsa alla segreteria del PD è cosa fatta.

Prima di far gol. La terza via c'è. La stiamo definendo in queste ore. La sottoporremo al giudizio di tutti coloro che ci hanno seguito nel nostro percorso tortuoso degli ultimi mesi. Tra Scilla e Cariddi, proseguiamo spediti, senza tappi, però, per ascoltare, senza preoccuparcene troppo, cosa dicono le sirene. Senza esitazioni, sapendo che un terzo progetto rafforza politicamente gli altri due, proprio perché li ridimensiona elettoralmente (e secondo me, ma questo è un mio personalissimo parere, ridimensiona soprattutto chi, sulla carta, parte favorito). Il terzo progetto estenderà la base elettorale del Pd, aumenterà le iscrizioni, renderà le primarie (altrimenti noiosissime) un passaggio più interessante per tutti. Movimenterà il dibattito e lo renderà meno astioso (e più simpatico) di come è partito. Il terzo, insomma, sarà tutto e fin dall'inizio, un progetto per il Pd. Queste sono le nostre intenzioni.

Intravedere la gioiosa macchina da guerra 01.07.09

Qui si attende la terza via.
Che si chiami Civati, Marino o chi per loro poco importa. Che si formalizzi in tempi rapidi.
Il titolare di questo blog è stufo di doversi turare il naso.

Non lasciatelo solo di fronte alla scelta obbligata tra il ticket Franceschini-Serracchiani e quello Bersani-D'Alema.

La base mormora 18.02.09

Secondo i sondaggi online, le preferenze degli elettori PD per il prossimo leader si dividono tra un nome nuovo, Bersani e Civati.
Nel frattempo si tira a campare con Franceschini.

I candidati alle primarie del PD nel confronto tv 29.11.13

Cuperlo, Renzie e Civati nel confronto tv 2013

Un'ora e mezza di faccia a faccia negli studi di Sky dell'Arena di X Factor per i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico. Matteo Renzi, in testa nei sondaggi demoscopici, ha parlato già da segretario rilanciando sviluppo, privatizzazioni e riforme istituzionali. Cuperlo, esponente dell'establishment PD, si è sforzato di levarsi di dosso l'aura politico troppo ingessato. In economia si è battuto contro i tagli indiscriminati messi in atto dagli ultimi esecutivi. Civati ha puntato tutto sull'attacco. Ultimo al momento nei sondaggi ha cercato la massima discontinuità con il governo Letta per differenziarsi dagli altri due candidati e puntare al ballottaggio dopo l'8 dicembre.