La devozione, la storia e l'arte raccontate dalle casse lignee della Processione del Venerdì Santo a Savona

La Processione del Venerdì Santo a Savona è un evento in cui fede, cultura e devozione popolare diventano visibili, materiali, tangibili. Al centro dell'esperienza c'è un'organizzazione antica, affidata al Priorato Generale delle Confraternite di Savona, che riunisce le sei confraternite cittadine custodi di una tradizione che affonda le radici nel Basso Medioevo.
Un dettaglio curioso di questa tradizione è che la processione si svolge solo ogni due anni. La città di Savona assiste al passaggio delle quindici imponenti e antiche casse lignee, accompagnate dalle bande che intonano i mottetti, penitenti e clero. La Processione del Venerdì Santo è preceduta dalla Croce di Passione, un crocifisso in legno detto in dialetto Cruxe du Pasciu che raffigura tutti i simboli della Passione di Cristo, e chiusa da un reliquario contenente una reliquia della Santa Croce.
La storia della Processione nasce negli oratori edificati tra il XIII e il XIV secolo accanto all'antica Cattedrale di Savona posta su una collina che domina il mare chiamata Priamar. Dopo l'avvento della Repubblica di Genova la collina viene fortificata, gli edifici e il duomo abbattuti. La costituzione della Fortezza del Priamar, tutt'ora uno dei simboli della città, trasformerà per sempre non solo il tessuto urbano, ma anche la Processione.
Nei secoli che seguiranno il 1542 gli oratori diminuiranno di numero e il Venerdì Santo assumerà sempre più la forma attuale, abbandonate le singole processioni per confluire in un unico grande evento devozionale.
et a' detti disciplinanti li sia raccomandata la disciplina massime il giorno del Venerdì Santo, imperoche se non fussero quelle poche orationi e buone operationi che si fanno per le confraternite et altri servi di Dio, sarebbe il mondo più tribulato che non é...
La tradizione cristiana ricorda queste parole, datate 8 aprile 1536 durante la seconda apparizione mariana al Confratello Antonio Botta nella valle del Letimbro. La Vergine Maria spronava i fedeli savonesi alla disciplina del Venerdì Santo, rito penitenziale che in città veniva praticato sino dalla fine del XII secolo, rappresentando le prime manifestazioni di gruppi di disciplinanti in una prima primigenia forma organizzata di aggregazione laicale nella storia della Chiesa.
Nel corso della storia le confraternite di Savona dovranno anche sopravvivere alla tempesta napoleonica, che ne requisì parte sedi e beni, per vedere finalmente nella seconda metà del XIX un ritorno delle tradizioni confraternali.
La guida online Visit Riviera rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire le 15 casse lignee, gli oratori, i confratelli, l'arte, la storia e la grande devozione che circondano la Processione del Venerdì Santo a Savona:
Confraternita di Nostra Signora di Castello dalle cappe blu con risvolti bianchi.
Cristo morto in croce, risalente alla metà del XVI secolo ed è probabilmente di scuola romana;
La Pietà, di Stefano Murialdo detto "il Crocetto" (1776-1838) e realizzata nel 1833;
Deposizione dalla croce, datata 1795, realizzata dal savonese Filippo Martinengo. Il suo peso è di circa 16 quintali.
Confraternita dei SS. Giovanni Battista Evangelista e Petronilla dalle cappe bianche con nastri rossi.
La Promessa del Redentore, detta anche "Adamo ed Eva" del savonese Filippo Martinengo, è datata 1777;
Gesù legato al palo, realizzata nel 1728 dal Maragliano, è di scuola genovese;
Gesù nell'orto, datata 1728;
Cristo spirante, realizzata tra il 1727 e il 1738 dal Maragliano.
Confraternita di S. Domenico e Cristo Risorto dalle cappe bianche con nastri bianchi.
L'Annunciazione, del genovese Anton Maria Maragliano (1664-1739), è stata realizzata nel 1722;
La deposizione nel Sepolcro, realizzata dal savonese Antonio Brilla (1813-1891) ed eseguita nel 1866. Si tratta della cassa più pesante della processione: 17 quintali e servono ben 24 uomini per trasportarla.
Confraternita dei SS. Pietro e Caterina dlle cappe bianche con nastri blu.
La flagellazione, realizzata da ignoto di scuola napoletana del XVII secolo;
Cristo cade sotto la croce, come la prima giunta da Napoli nel 1623, entrambe hanno un impianto molto arcaico e statico nella composizione;
Ecce Homo, è la cassa più recente. Realizzata nel 1978 dalla scultrice savonese Renata Cuneo in sostituzione di una cassa seicentesca di identico soggetto (opera dello scultore genovese Gio Andrea Torre) andata perduta durante il secondo conflitto mondiale.
Arciconfraternita della SS. Trinità dalle cappe rosse con risvolti bianchi.
L'Addolorata, realizzata da Filippo Martinengo alla fine del Settecento.
Confraternita dei SS. Agostino e Monica dalle cappe bianche con nastri verdi.
L'incoronazione di spine, realizzata dal Maragliano nel 1710;
Il bacio di Giuda, è stata realizzata nel 1926 dallo scultore gardenense Giuseppe Runggaldier.
La Processione del Venerdì Santo di Savona è un rito che si trasmette, si ricostruisce e si reinventa nello spazio urbano, tra legno, pittura, reliquie, oratori e immagini. È un evento che rende la fede concreta e condivisa, capace di trasformare una sera in un racconto collettivo.



