tizianocavigliablog
In varietate concordia.

Voglia di Quarto polo 29.03.12

Le speculazioni dell'Inkiesta sulla nascita di un quarto polo tutto di sinistra a trazione meridionale guidato da Vendola, Emiliano e De Magistris.

Con questi dirigenti non vinceremo mai dieci anni dopo 02.02.12

L'intervento di Nanni Moretti a Roma il 2 febbraio 2002 in piazza Navona durante la manifestazione del comitato parlamentare del centrosinistra "La legge è uguale per tutti". Quasi un anno dopo la seconda vittoria di Berlusconi e a pochi giorni dalla nascita del movimento dei Girotondi.

Rivoluzionari da giardino 17.10.11

E' tempo che la sinistra cessi ogni connivenza con quell'area di estremismo a cilum e guinzagli, perennemente adolescente, rivoluzionario a oltranza e complottista.
Il paese ha bisogno di una sinistra matura, consapevole e concreta, che faccia della serietà la sua bandiera. Una sinistra intransigente contro i violenti e capace di presentare le proprie istanze politiche senza la necessità di inseguire la destra sul terreno del populismo qualunquista.

L'intervista di Repubblica a uno dei devastatori di Roma conferma tristemente quanto si conosce da tempo.

[...] "Il Movimento finge di non conoscerci. Ma sa benissimo chi siamo. E sapeva quello che intendevamo fare. Come lo sapevano gli sbirri. Lo abbiamo annunciato pubblicamente cosa sarebbe stato il nostro 15 ottobre. Ora i "capetti" del Movimento fanno le anime belle. Ma è una favola. Mettiamola così: forse ora saranno costretti finalmente a dire da che parte stanno. Ripeto: tutti sapevano cosa volevamo fare. E sapevano che lo sappiamo fare. Perché ci prepariamo da un anno".

Vi preparate?
F. sorride di nuovo. "Abbiamo fatto il "master" in Grecia".

Quale "master"?
"Per un anno, una volta al mese, siamo partiti in traghetto da Brindisi con biglietti di posto ponte, perché non si sa mai che a qualcuno viene voglia di controllare. E i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un'arte in cui vince l'organizzazione. Un anno fa, avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma, abbiamo vinto perché avevamo un piano, un'organizzazione".

[...] Parli come un militare.
"Parlo come uno che è in guerra".

Ma di quale guerra parli?
"Non l'ho dichiarata io. L'hanno dichiarata loro".

Loro chi?
"Non discuto di politica con due giornalisti".

E con chi ne discuti, ammesso che tu faccia politica?
"Ne discuto volentieri con i compagni della Val di Susa".

Sei stato in val di Susa?
"Ero lì a luglio".

A fare la guerra.
"Si. E vi do una notizia. Non è finita".

Vendola riletto e tradotto 30.10.10

Questa è la retorica del politico italiota medio, mica per niente prima ho citato Fini. Ma potevo citare politici di qualunque schieramento. Io, come tanti altri, non ho problemi a levar soldi ai contribuenti per darli alle imprese. No aspetta, così è un po' brutale. Allora diciamo che noi non diamo i soldi alle imprese ma diamo "finanziamenti per i distretti industriali di filiera che hanno consentito ai diversi attori di cicli produttivi omogenei di mettersi in rete accompagnando processi di internazionalizzazione". Che è la stessa roba ma suona un saccobbello e di sinistra.

L'intervista, "riletta" da noiseFromAmeriKa, rilasciata da Vendola al Sole 24 Ore.

Lennon vi prenderebbe a calci in culo 10.10.10

A me questa cosa che mandiamo in Afghanistan dei bombardieri senza bombe fa impazzire.
Tanto quanto la dichiarazione, farcita da quella paura paranoica delle forze dell'ordine e dello Stato, del senatore Belisario (IdV).

Le dichiarazioni del ministro "della Guerra" La Russa e di quello "delle Colonie" Frattini sono anacronistiche e irresponsabili. La loro posizione bellicosa non considera minimamente l'esposizione al serio pericolo di rappresaglie per il nostro esercito, che teoricamente dovrebbe essere impegnato in una missione di pace e che invece ha già subito la perdita di 34 giovani vite. Se è una missione di pace, La Russa mandi suo figlio a sganciare le bombe dagli aerei.

L'immagine che dei soldati debbano girare diversamente armati, in scenari potenzialmente letali, solo perché l'Italia non ha il coraggio di tracciare una sua politica estera, cosa che porta al fallimentare esercizio dialettico della "missione di pace", è talmente assurda da aver fatto il giro ed essere diventata punto nodale per una battaglia ideologica tra le varie anime della sinistra.

Lennon vi prenderebbe a calci in culo fischiettando Imagine.

Mettersi d'accordo su cosa è sinistra 04.10.10

L'articolo di oggi su Repubblica di Ilvo Diamanti, sulla rinascita della sinistra, parte da un errore di fondo. Il Movimento 5 Stelle di Grillo non è sinistra e non lo vuole essere.

L'unico, almeno secondo i sondaggi, a crescere a sinistra è Vendola. Un successo dovuto più al carisma personale rispetto alla sua piattaforma programmatica eche probabilmente va a rosicchiare più consensi a Di Pietro che non al PD.
I restanti cespugli sono un deserto radioattivo.

Il paesaggio a sinistra del Partito Democratico resta desolante.

A sinistra qualcosa è andato storto 26.04.10

Il rapporto asfissiante tra sinistra e antiberlusconismo.

La speranza del tramonto di Berlusconi è talmente pressante che si trasforma in una faziosità senza alcuna coerenza. Imbarchiamo dalla nostra parte qualsiasi essere respirante abbia da dire contro Berlusconi: che siano giornalisti di destra, o ex fascisti che hanno messo in piedi leggi violente contro l'immigrazione. Chiunque può diventare il nostro eroe, da un giorno all'altro; perfino Bocchino. E nascono, a sinistra, improvvise necessità di festeggiamenti retorici dell'Unità d'Italia; si rintracciano temi sociali che noi da soli ci eravamo quasi dimenticati; si è persino capaci di citare, a difesa del diritto di Fini di fare politica pur coprendo una carica istituzionale, il "precedente" di Irene Pivetti che quando era (sì, è successo) presidente della Camera, andava ai raduni leghisti più sguaiati. Senza ricordare che eravamo inorriditi in quanto persone democratiche dalla disinvoltura della Pivetti, ma adesso, che ci è utile come prova a favore, la usiamo senza nessun pudore. E' vero, l'Italia in questi anni è peggiorata. Quando lo diciamo, pensiamo a Berlusconi e Bossi. Ma la sinistra è lo specchio e la misura concreta di questo peggioramento.

Diventare grandi 14.03.10

Nel giorno in cui la Polverini perde ogni speranza di recuperare la lista del PdL nel Lazio e a Roma si manifesta contro la crudele sorte, si aggira lo spettro del cantiere di una nuova Unione sgangherata e fallimentare come non mai.

La sfida più grande del centro sinistra oggi non è dimostrare se e in che misura Berlusconi è colpevole o il suo Governo incapace. Quanto convincere gli italiani - uno per uno, militanti compresi - di rappresentare un'alternativa alla destra, credibile e di governo.
Metabolizzato il concetto e abbandonata ogni velleità di "cantierismo" di prodiana memoria il centro sinistra sarà in grado di dettare una sua linea. Concreta. Efficace. Vincente.

Alternativa a che cosa? e in nome di chi, con quali obiettivi, con quale programma? L'idea che tutto ciò che sta all’opposizione sia di per sé potenzialmente coalizzabile, solo che lo si voglia, è antica quanto la sinistra e le sue sconfitte. Può riscaldare i cuori e accompagnarci più sereni a casa, dopo una giornata tra vecchi compagni, ma non conduce da nessuna parte. Per la buona ragione che al di fuori del teatrino autoreferenziale del centrosinistra italiano ci sono gli italiani, i quali vanno pazientemente convinti, uno per uno, non che Berlusconi sia un criminale, ma che il centrosinistra dispone di soluzioni migliori per la scuola, il lavoro, le tasse: per i problemi della gente, e anche per i loro sogni, le loro paure, le loro speranze.

L'onda che si infrange 28.02.10

L'entusiamo del popolo viola è quasi commovente.
Come tale, e i "girotondi" sono lì a ricordarcelo, non modificherà di una virgola l'attuale - e prossima - situazione politica italiana.

Dove eravate, dove siete 06.12.09

Quindi, organizzatori del No B Day, se pensate che un modo di dimostrare la propria distanza dai salottidellapolitica sia cominciare a raccontare gigantesche palle alla gente come fanno gli altri, a mio modesto parere vi sbagliate, e così non andrete da nessuna parte. O, più semplicemente, almeno dal punto di vista della comunicazione, siete gente da assemblea di istituto, minchia il preside è un bastardo, porta le cartine, oggi pomeriggio andiamo da me che ti faccio sentire Nick Drake. Robetta, insomma.

Via Freddy Nietzsche.

Un corteo di trenta centimetri 06.12.09

Basterebbe capire che 150.000 manifestanti sono una folla enorme. Una città intera. Un capoluogo di provincia che si ritrova in un unico posto per esprimere un unico messaggio. Un'unica voce.
Assorbito questo dato potremo iniziare a dedicarci ad elaborare quel mesaggio, senza perdere di vista l'obiettivo nel tentativo di misurarcelo attraverso calcoli fantasiosi su numeri a sei zeri.

Si tratta di calcolare la metratura dello spazio e misurarne la densità. In ogni metro quadrato stanno in genere dalle tre alle quattro persone. Ma esistono diverse altre variabili: la posizione del palco (più o meno addossato alla basilica), la dislocazione della folla nelle vie laterali, l'ampiezza e la velocità del corteo (tanto compatti quelli di un tempo quanto sfilacciati quelli odierni). A quest'ultimo riguardo il parametro di raffronto è il tempo di deflusso dello stadio Olimpico (80 mila posti) dopo una partita di grande rilievo. Questi elementi vanno fatti reagire con l'afflusso dei pullman (ogni pullman 50 persone) e dei treni straordinari (con 13 carrozze si va dalle 700 alle 900 presenze). [...] L'esempio è interessante perché da allora consente di stabilire che piazza San Giovanni, stracolma, ospita al massimo 150 mila individui. E non due milioni, come proclamò Berlusconi nel dicembre 2006; né un milione e mezzo, come annunciato dal palco durante il Family day del maggio scorso. Piazza Navona contiene d'altra parte tra le 80 e le 90 mila persone; e piazza del Popolo a mala pena 60 mila. Il Circo Massimo è uno spazio molto più ampio, ma non riesce a ospitare più di 300 mila unità, a dispetto dei tre milioni propagati dalla Cgil nella manifestazione contro il terrorismo e le modifiche all'articolo 18 del marzo 2002. Fu quella certamente fra le più affollate manifestazioni della storia repubblicana. Eppure, rispetto ai criteri di comunicazione propagandistica, per non dire bugiarda, ciò che più fa riflettere è che il coefficiente di scostamento numerico è passato da uno a tre degli anni settanta a uno a dieci di oggi. Per alcuni decenni, ha sostenuto lo storico Mario Isnenghi, autore di Piazze d'Italia (Mondadori, 1989), «centomila persone è parso l'ideale». Difficile dire quando esattamente i politici hanno cominciato a farsi prestigiatori, novelli baroni di Munchausen, signori Bonaventura alla ricerca del milione, partecipanti alla surreale «Gara Mondiale di Matematica» raccontata da Cesare Zavattini. Certo un buon contributo al fenomeno deve averlo dato Bossi reclamando tre milioni di dimostranti nel 1996 sulle rive del Po; e altrettanti o forse più nel 1998 ai seggi delle elezioni padane, quando a suo dire vennero mobilitati 25 mila gazebi. In realtà, calcolò il Viminale, i tendoni furono 2.200, per giunta montati e rimontati nei vari paesi. E' probabile che a quel punto, per malintesa emulazione, anche gli altri vollero sperimentare la «voluttà del numero che cresce» (Elias Canetti). Ed eccoci così alla smilionante balla contabile normalizzata. Cifre asiatiche, cinesi; o forse cifre televisive. Metafore più o meno aggressive in alto e in basso. Comunque irreali. Truccate e insieme svergognate. Dopo tutto ci crede solo chi vuole crederci.

No B. Day 04.12.09

Io non voglio che Berlusconi si dimetta perché glielo chiedo: voglio che perda il consenso democratico di cui gode e voglio lavorare per quello. Le dimissioni di un uomo che la maggioranza del paese vorrebbe tuttora a propria guida non mi sembrano un successo: mi sembrano una sconfitta doppia.

Non c'è un'Italia civile che sarà in piazza e una incivile che resterà a casa. E per quanto si possa desiderare e urlare con tutte le forze che Berlusconi sparisca domani, domani ce lo ritroveremo lì - e se non sarà lì, non sarà successo a causa del No B. Day. Nonostante quello che pensano molti di quelli che saranno in piazza domani, le cose sono molto più complicate di così.

Ad un passo dal bosone di Higgs 28.10.09

Ottobre ha portato in dote un nuovo micropartito nella galassia della sinistra estrema. Il sesto. Comunisti-Sinistra popolare di e con Marco Rizzo.

Frutto della sua espulsione dai Comunisti Italiani. Di e con Diliberto.

Sto con Bersani. Samuele 29.09.09

Nel 2005 la Spd era il primo partito tra gli under 30 con il 35%, ora è il terzo con il 16. Pirati all'8. Nel segmento più giovane dell'elettorato i Pirati hanno la metà del consenso del più antico partito socialdemocratico del mondo.

Via Andrea Mollica.

Golpe proletario bene 20.09.09

Arredare il tunnel 04.09.09

Ho i coglioni pieni delle lamentele sopra Berlusconi. Son 15 anni che non si parla d'altro. Mi sento come confinato dentro la casa di qualche sfigato, mollato dalla ragazza e che non sa farsene una ragione.

Via SPAAM.

Rimpiangere i leader 12.06.09

Zambardino sul perché Berlinguer non avrebbe i requisiti per diventare il riferimento di una sinistra vincente e moderna.
In sette punti.

Ho scritto su Facebook questo "stato": "Detto da uno che nel Pci di Berlinguer ci è stato ed ha lavorato, questo ritorno di mito è privo di ogni fondamento e, come tutti i miti, è "ignorante" dei dati di realtà. Alla larga".

Giustamente qualcuno che non è d'accordo mi ha chiesto di motivare l'affermazione. In questi giorni ho un po' il tempo contato, quindi cercherò di dire saltando alcuni passaggi. E magari viene una cosa lunga lo stesso.

Italiano medio 06.06.09

Roberto Grassilli:

io snob di sinistra sono ormai lontano dalla gente. E le volte che la avvicino ho voglia di picchiarla.

Distinguo 06.06.09

Democratici Anonimi 18.05.09

E' solo questione di tempo 17.03.09

Mi aspettavo un progetto serio. Più che altro ci speravo. Da tempo.
Qualcosa che potesse riaggregare definitivamente i cespugli a sinistra del PD. Un'idea rinnovata di sinistra che fosse in grado di far fronte alle sfide di questo secolo. O almeno un inizio.
Invece Movimento per la Sinistra (i vendoliani, fuoriusciti da Rifondazione Comunista), Partito Socialista, Unire la Sinistra (i fuoriusciti dei Comunisti Italiani), Verdi e Sinistra Democratica si sono inventati l'ennesimo cartello elettorale: Sinistra e Libertà.
Si tratta, niente di più niente di meno, della riproposizione de La Sinistra-l'Arcobaleno meno Rifondazione e Pdci, che correranno con una loro lista unitaria.

Una facciata per tentare di superare lo sbarramento al 4% delle europee. Il giorno dopo ognuno per se. A partire proprio dal diverso collocamento dei possibili eletti all'Europarlamento di Strasburgo.

Il simbolo sarà una commistione di brand. Un Sole-che-ride, scelto in modo da evitare la raccolta delle firme per presentare le liste dei candidati essendo già presente nel Parlamento europeo, al di sotto del quale compariranno i simboli del PSE e del GUE (il gruppo di comunista all'Europarlamento).

Caduto nel vuoto anche l'appello di migliaia di cittadini che, attraverso il Manifesto, chiedevano di fare spazio ad una lista della società civile orientata sui temi delle libertà civili, del lavoro e dell'ambiente, al posto dei simboli.

Nel frattempo non si è smesso e non si smette di litigare. Sulla composizione delle liste, sul riferimento al GUE conteso a Rifondazione, sul nome del cartello elettorale, sull'eventuale partecipazione dei Radicali e di Pannella.

L'oblio sarebbe il giusto successo.

Voto utile 02.02.09

Francesco Costa ci riassume l'alibi e l'ipocrisia della sinistra sul "voto utile" e il tentativo di autoassoluzione per l'inevitabile sconfitta elettorale nel 2008:

Veltroni (o il Pd, o il voto utile) ha ucciso la sinistra

con riferimento al risultato estremamente deludente delle liste della Sinistra l'Arcobaleno alle politiche e alla scelta del Pd di fare a meno dell’alleanza con quel cartello - e alla conseguente accusa che viene mossa a Veltroni: sarebbe colpa sua se la sinistra ha preso così pochi voti. Qui il debunking è davvero facile facile: ma lo scopo dei partiti alle elezioni non è proprio conquistare i voti agli altri? E la stessa sinistra non bramava da oltre due anni di rubare tonnellate di elettori al Pd a causa della sua "svolta centrista"? Sì, credetemi - se non credete a me, chiedete a Mussi. Un'ultima cosa. Finché è il Pd a parlare del voto al Pd come "voto utile", niente di nuovo: qualsiasi partito pensa che il voto più utile sia quello che gli elettori danno a lui. Ma nel momento in cui gli stessi partiti della Sinistra l'Arcobaleno hanno parlato del voto al Pd come della strategia del voto utile, non hanno di fatto palesato il fatto che votare loro, quello sì, sarebbe stato inutile?

Dividersi per zero 13.01.09

Prosegue inesorabile l'emorragia a sinistra, in un crescendo di partiti di lotta e di sconfitta.

Moriremo tutti ulivisti 24.08.08

Invece di inseguire un'idea di futuro e trovare nuovo spazio nella società moderna che non ci capisce e non ci segue, la sinistra preferisce fermarsi.
Immobile si interroga sui bei tempi andati; ripercorrendo ad libitum le orme dei "grandi" vecchi.
Incapace di imparare dagli errori del suo recente passato.

Sarebbe giunto il momento di comprendere che questa sinistra, negli ultimi vent'anni, non ha fatto altro che esautorare se stessa.

Privata di ogni ideologia si è trasformata in tarallucci, cilum e djembe.

L'intelligenza non basta 15.08.08

Michele Serra intervistato da Claudio Sabelli Fioretti.

"Sarebbe giusto porsi il problema della misura. Io sono stato educato da una famiglia liberale e da un partito comunista. Il risultato è che quando leggo un'intervista a Fabrizio Corona rimango sconvolto."

Reductio ad Hitlerum 25.06.08

Di Pietro, e una larga parte della sinistra, sono la dimostrazione che la legge di Godwin può essere perfettamente applicata anche alla politica.

Parafrasando:

"Più si prolunga una discussione su Berlusconi, più la probabilità di una comparazione riferita ai nazisti o a Hitler si avvicina ad 1."

Il che provoca, il più delle volte, una reazione uguale e contraria nell'elettorato, a tutto vantaggio del leader del PDL.

Come se fosse antani 12.06.08

Bertinotti ci racconta le ragioni della sconfitta della sinistra:

[...] Quel che ha contribuito ad abbattere le resistenze critiche, a dissolvere le culture dell'autonomia dal sistema capitalistico, è la mancata estrapolazione delle verità interne alle tradizioni e la mancata capacità di farle rivivere nelle nuove forme necessarie, al di là degli spartiacque che la storia ci consegna. Se non si vuole fare riferimento, ma sarebbe bene farlo, alla nozione benjaminiana di rammemorazione, basti, per il rapporto cruciale tra presente e passato, un passo famoso del comitato clandestino rivoluzionario indigeno dell'EZLN. [...]

Il rapporto con la realtà 29.05.07

Quando a sinistra si capirà che la litigiosità non rafforza, ma fa perdere consensi.
Quando la sinistra capirà che la lotta alla micro-criminalità e il sostegno alla famiglia non sono dei tabù.
Quando a sinistra si imparerà che le primarie sono indispensabili anche in comuni con 100 abitanti.
Quando la sinistra inizierà a discutere meno sui massimi sistemi e a tornare tra la gente.

Allora la sinistra potrà avere qualche possibilità di tornare maggioranza nel paese.

Il Partito Democratico spiegato al militante della sinistra DS 26.01.07

Immaginate una spiaggia e due gelatai che si sono divisi in altrettante parti uguali la sua superficie.
In quale posizione sarà consigliabile posizionare i loro chioschi per ottimizzare il flusso dei clienti?
Ovviamente al centro della spiaggia stessa.

Questa posizione permetterà infatti al gelataio di sinistra di raccogliere tutti i bagnanti del suo lato e magari carpirne qualcuno anche dell'altro lato.
Lo stesso dicasi per il gelataio di destra.

Ora sostituite alla spiaggia il corpo elettorale e ai due gelatai il Partito Democratico ed il "partito unico delle libertà".

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