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Mastro di chiavi.

L'origine della bandiera europea 09.05.18

Il giornalista Michael Hobbes racconta l'origine dell'emblema europeo, oggi universalmente conosciuto come bandiera dell'Europa, nato per volontà del Consiglio d'Europa negli anni '50.
Allora, dopo numerosi tentativi andati a vuoto, la scelta ricadde sulla proposta di Arsène Heitz, che sottopose l'idea di una corona di quindici stelle d'oro su di un drappo blu con una stella dorata al centro.
L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa il 25 ottobre 1955 adottò l'emblema rimuovendo però la stella centrale.
La nuova bandiera fu esposta per la prima volta al castello di la Muette a Parigi il 13 dicembre 1955.

L'emblema venne in seguito adottato dalla Comunità Europea durante il meeting a Milano dei capi di stato e di governo nel giugno del 1985.
Nel 1992 la neo costituita Unione Europea con il trattato di Maastricht erediterà la bandiera dalle dodici stelle dal CE, divenuta nel frattempo il primo pilastro dell'Unione.

Sullo sfondo blu del cielo del Mondo occidentale, le stelle rappresentano i popoli dell'Europa in un cerchio, simbolo di unità... proprio come i dodici segni dello zodiaco rappresentano l'intero universo, le dodici stelle d'oro rappresentano tutti i popoli d'Europa - compresi quelli che non possono ancora partecipare alla costruzione dell'Europa nell'unità e nella pace.
(Consiglio d'Europa. Parigi, 7-9 dicembre 1955)

L'Unione Europea a PyeongChang 2018 25.02.18

Bandiera olimpica dell'Unione Europea
Bandiera olimpica dell'Unione Europea

Ecco come sarebbe andata se l'Unione Europea (Regno Unito escluso) avesse partecipato con una squadra unificata ai Giochi Olimpici invernali di PyeongChang 2018.
Le medaglie d'oro vinte raggiungono un massimo storico da Albertville 1992, superdando il precedente record dell'edizione casalinga di Torino 2006; tuttavia il totale medaglie risulta inferiore rispetto all'edizione di Sochi 2014.

PyeongChang 2018 Medaglia d'oro Medaglia d'argento Medaglia di bronzo Tot.
Bandiera dell'Unione Europea Unione Europea 48 38 43 129
Bandiera della Norvegia Norvegia 14 14 11 39
Bandiera del Canada Canada 11 8 10 29
Bandiera degli Stati Uniti d'America Stati Uniti d'America 9 8 6 23
Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud* 5 8 4 17

Com'è andata l'Europa da Albertville 1992 a Sochi 2014.

State of the Juncker 13.09.17

Una velocità. Una moneta. Un presidente.
Ovvero mai più un'Europa a più velocità. Adozione dell'euro come moneta continentale con un unico ministro dell'economia e delle finanze e riunire in un'unica persona le presidenze della Commissione Europea e del Consiglio dell'Unione Europea.

L'ambiziosa visione del presidente Juncker per l'Europa del futuro nel primo, ottimistico, Stato dell'Unione dopo lo scorso annus horribilis per il Vecchio Continente.

My hope is that on 30 March 2019, Europeans will wake up to a Union where we all stand by our values, where all member states firmly respect the rule of law, where a single president leads the work of the Commission and the European Council, having been elected after a democratic Europe-wide election campaign.

If our citizens wake up to this Union on 30 March 2019, then they should be able vote in the European Parliament elections a few weeks later with the firm conviction that our Union is a place that works for them.

La storia del più grande accordo commerciale europeo 07.07.17

Politico racconta come è stata raggiunta l'intesa per stipulare l'ambizioso accordo di libero scambio e di partnership tra l'Unione Europea e il Giappone destinato a diventare un modello per l'ordine mondiale del ventunesimo secolo che rafforzerà le relazioni strategiche tra Bruxelles e Tokyo.

The 11th hour mission to Tokyo by Malmström and Hogan was the last big heave in negotiations that often seemed close to failure over recent years, primarily because Japan's politicians were unable to make concessions on agriculture. In part, Tokyo feared that EU farm exports would wipe out fragile rural communities inhabited predominantly by elderly farmers. But EU negotiators also complained Japan was intransigent over products such as tomatoes, chocolate and pasta, where it has no real defensive interests.

Talks had become so bogged down and embittered by the end of 2015 that Mauro Petriccione, the EU's chief negotiator, warned that Brussels could face a terminal credibility crisis if negotiations dragged on much longer without a breakthrough.

Negotiations limped on through 2016 until U.S. President Donald Trump’s election in November suddenly forged an entirely new political dynamic. In January, the protectionist president pulled the U.S. out of the Trans-Pacific Partnership with Japan and 10 other Pacific Rim countries. In an instant, the game had changed.

Trump's rejection of the TPP was a devastating blow to Tokyo, which had long seen the U.S. as the cornerstone of its foreign policy and the guarantor of its security in the face of Chinese naval expansion and North Korean missile launches. For weeks, Japanese officials were in denial and still held out hope that the TPP might survive.

In February, Japanese Prime Minister Abe made a last-ditch attempt to cozy up to Trump by going off to play golf with him at his Mar-a-Lago resort in Florida. Shortly afterward, the Japanese realized it was time to switch horses and make a big push for a European deal. Free trade is a key pillar of the prime minister's policy of "Abenomics" to jolt the economy out of decades of cryogenic stasis, and it became clear that the EU was now the most obvious partner.

I funerali di Kohl all'Europarlamento 01.07.17

I funerali di Kohl all'Europarlamento

Il primo funerale di stato dell'Unione Europea.
Lo spirito di Helmut Kohl riesce a unire l'Europa ancora una volta, almeno per un giorno.

Sua Maestà l'euroregina 23.06.17

Elisabetta II con un cappellino che ricorda la bandiera europea

Questo eurocappellino indossato dalla regina Elisabetta II all'apertura del Parlamento di Westminster.

Helmut Kohl in 5 foto 17.06.17

Helmut Kohl

Helmut Kohl in visita allo Yad Vashem. Gerusalemme 1984.

Helmut Kohl

Helmut Kohl insieme a Fançois Mitterrand all'ossario dei caduti nella battaglia di Verdun. Douaumont 1984.

Helmut Kohl

Helmut Kohl alla Porta di Brandeburgo. Berlino 1989.

Helmut Kohl

Helmut Kohl e la nascita dell'euro. Bruxelles 1998.

Helmut Kohl

Helmut Kohl davanti alla Porta di Brandeburgo nell'anniversario della caduta del Muro. Berlino 2014.

Magica Europa 07.06.17

I viaggi di Stan Chang attraverso l'Europa. Un time lapse che mostra la bellezza del Vecchio Continente in un percorso che ha toccato 30 paesi.

La collezione della storia della fotografia europea 25.05.17

Canal Grande fotografato da Nicola Perscheid

Ragazze fotografate da Julia Margaret Cameron

Europeana, la biblioteca digitale europea multi tematica e multimediale che raccoglie opere digitalizzate da centinaia di istituzioni sparse per tutto il continente, ha messo a disposizione una vastissima collezione di oltre 2 milioni di fotografie scattate durante il primo secolo di storia della fotografia in Europa.

Europa d'oltreoceano 09.05.17

L'Empire State Building si colora di blu per lo per lo Europe Day 2017

L'Opera House si colora di blu per lo Europe Day 2017

Da New York a Sydney gli edifici simboli si accendono di blu e giallo per ricordare la Festa dell'Europa.

Sensibilità differente nel Vecchio Continente dove il giorno della Dichiarazione Schuman passa per lo più sotto silenzio.
Ora raccontatemi di nuovo la storia di un rinnovato impulso volto a coinvelgere maggiormente i cittadini nel progetto europeo.

Essere europei 09.05.17

L'Europa come sognata oltre confine, l'Europa abbandonata tra le mura domestiche.
La dicotomia, vissuta in questi anni nella nostra casa europea, analizzata tra successi, debolezze e visioni nello Stato dell'Unione 2017 del presidente Juncker, con un augurio per questo 9 maggio Festa dell'Europa.

40 europarlamentari da osservare nel 2017 24.04.17

Dalla A di Jan Philipp Albrecht alla W di Cecilia Wikström; la guida di Politico ai 40 europarlamentari da tenere d'occhio quest'anno.

La Brexit annotata 29.03.17

La lettera con la formale richiesta di Brexit annotata

La lettera con cui il Regno Unito attiva formalmente la procedura per lasciare l'Unione Europea annotata da Politico.

Casa Europa 25.03.17

Il testo della dichiarazione dei leader dell'Unione, del Parlamento Europeo e della Commissione Europea nel sessantennale della firma dei Trattati di Roma.

Noi, i leader dei 27 Stati membri e delle istituzioni dell'UE, siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dall'Unione europea: la costruzione dell'unità europea è un'impresa coraggiosa e lungimirante. Sessanta anni fa, superando la tragedia di due conflitti mondiali, abbiamo deciso di unirci e di ricostruire il continente dalle sue ceneri. Abbiamo creato un'Unione unica, dotata di istituzioni comuni e di forti valori, una comunità di pace, libertà, democrazia, fondata sui diritti umani e lo stato di diritto, una grande potenza economica che può vantare livelli senza pari di protezione sociale e welfare.

L'unità europea è iniziata come il sogno di pochi ed è diventata la speranza di molti. Fino a che l'Europa non è stata di nuovo una. Oggi siamo uniti e più forti: centinaia di milioni di persone in tutta Europa godono dei vantaggi di vivere in un'Unione allargata che ha superato le antiche divisioni.

L'Unione europea è confrontata a sfide senza precedenti, sia a livello mondiale che al suo interno: conflitti regionali, terrorismo, pressioni migratorie crescenti, protezionismo e disuguaglianze sociali ed economiche. Insieme, siamo determinati ad affrontare le sfide di un mondo in rapido mutamento e a offrire ai nostri cittadini sicurezza e nuove opportunità.

Renderemo l'Unione europea più forte e più resiliente, attraverso un'unità e una solidarietà ancora maggiori tra di noi e nel rispetto di regole comuni. L'unità è sia una necessità che una nostra libera scelta. Agendo singolarmente saremmo tagliati fuori dalle dinamiche mondiali. Restare uniti è la migliore opportunità che abbiamo di influenzarle e di difendere i nostri interessi e valori comuni. Agiremo congiuntamente, a ritmi e con intensità diversi se necessario, ma sempre procedendo nella stessa direzione, come abbiamo fatto in passato, in linea con i trattati e lasciando la porta aperta a coloro che desiderano associarsi successivamente. La nostra Unione è indivisa e indivisibile.

Per il prossimo decennio vogliamo un'Unione sicura, prospera, competitiva, sostenibile e socialmente responsabile, che abbia la volontà e la capacità di svolgere un ruolo chiave nel mondo e di plasmare la globalizzazione. Vogliamo un'Unione in cui i cittadini abbiano nuove opportunità di sviluppo culturale e sociale e di crescita economica. Vogliamo un'Unione che resti aperta a quei paesi europei che rispettano i nostri valori e si impegnano a promuoverli.

In questi tempi di cambiamenti, e consapevoli delle preoccupazioni dei nostri cittadini, sosteniamo il programma di Roma e ci impegniamo ad adoperarci per realizzare: 1. Un'Europa sicura: un'Unione in cui tutti i cittadini si sentano sicuri e possano spostarsi liberamente, in cui le frontiere esterne siano protette, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, nel rispetto delle norme internazionali; un'Europa determinata a combattere il terrorismo e la criminalità organizzata.

2. Un'Europa prospera e sostenibile: un'Unione che generi crescita e occupazione; un'Unione in cui un mercato unico forte, connesso e in espansione, che faccia proprie le evoluzioni tecnologiche, e una moneta unica stabile e ancora più forte creino opportunità di crescita, coesione, competitività, innovazione e scambio, in particolare per le piccole e medie imprese; un'Unione che promuova una crescita sostenuta e sostenibile attraverso gli investimenti e le riforme strutturali e che si adoperi per il completamento dell'Unione economica e monetaria; un'Unione in cui le economie convergano; un'Unione in cui l'energia sia sicura e conveniente e l'ambiente pulito e protetto.

3. Un'Europa sociale: un'Unione che, sulla base di una crescita sostenibile, favorisca il progresso economico e sociale, nonché la coesione e la convergenza, difendendo nel contempo l'integrità del mercato interno; un'Unione che tenga conto della diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali; un'Unione che promuova la parità tra donne e uomini e diritti e pari opportunità per tutti; un'Unione che lotti contro la disoccupazione, la discriminazione, l'esclusione sociale e la povertà; un'Unione in cui i giovani ricevano l'istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente; un'Unione che preservi il nostro patrimonio culturale e promuova la diversità culturale.

4. Un'Europa più forte sulla scena mondiale: un'Unione che sviluppi ulteriormente i partenariati esistenti e al tempo stesso ne crei di nuovi e promuova la stabilità e la prosperità nel suo immediato vicinato a est e a sud, ma anche in Medio Oriente e in tutta l'Africa e nel mondo; un'Unione pronta ad assumersi maggiori responsabilità e a contribuire alla creazione di un'industria della difesa più competitiva e integrata; un'Unione impegnata a rafforzare la propria sicurezza e difesa comuni, anche in cooperazione e complementarità con l'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, tenendo conto degli impegni giuridici e delle situazioni nazionali; un'Unione attiva in seno alle Nazioni Unite che difenda un sistema multilaterale disciplinato da regole, che sia orgogliosa dei propri valori e protettiva nei confronti dei propri cittadini, che promuova un commercio libero ed equo e una politica climatica globale positiva.

Perseguiremo questi obiettivi, fermi nella convinzione che il futuro dell'Europa è nelle nostre mani e che l'Unione europea è il migliore strumento per conseguire i nostri obiettivi. Ci impegniamo a dare ascolto e risposte alle preoccupazioni espresse dai nostri cittadini e dialogheremo con i parlamenti nazionali. Collaboreremo a livello di Unione europea, nazionale, regionale o locale per fare davvero la differenza, in uno spirito di fiducia e di leale cooperazione, sia tra gli Stati membri che tra di essi e le istituzioni dell'UE, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Lasceremo ai diversi livelli decisionali sufficiente margine di manovra per rafforzare il potenziale di innovazione e crescita dell'Europa. Vogliamo che l'Unione sia grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole. Promuoveremo un processo decisionale democratico, efficace e trasparente, e risultati migliori.

Noi leader, lavorando insieme nell'ambito del Consiglio europeo e tra le istituzioni, faremo sì che il programma di oggi sia attuato e divenga così la realtà di domani. Ci siamo uniti per un buon fine. L'Europa è il nostro futuro comune.

La banconota da 50 euro della serie Europa 17.03.17

La Banca Centrale Europea presenta la nuova banconota della serie Europa che entrerà in circolazione a partire dal 4 aprile.
È il quarto taglio dopo le banconote da 5, 10 e 20€ a essere introdotto e il più diffuso, rappresentando circa il 45% di tutti i biglietti in circolazione.

L'Europa che trolla Donald Trump 05.02.17

Tutto è cominciato con un programma satirico olandese che ha prodotto un video per introdurre il paese al neo presidente degli Stati Uniti imitando la dialettica e gli slogan così cari a Donald Trump.
Ora in tutta Europa iniziano a circolare video analoghi che vengono raccolti dal sito itsgreat.eu.

America first. Europe second.

Palazzo Europa 13.01.17

Di fronte al palazzo Berlaymont, che ospita la Commissione Europea, e a destra del palazzo Justus Lipsius, vecchia sede del Consiglio dell'Unione Europea, sorge l'Europa Building, dal caratteristico spazio interno a forma di lanterna, la nuova casa del Consiglio Europeo e del Consiglio dell'UE che ospiterà anche gli uffici della presidenza, i vertici dell'Unione, i vertici multilaterali e le riunioni ministeriali oltre a tutte le delegazioni statali.

Ciampi e l'euro 16.09.16

L'eredita politica di Carlo Azeglio Ciampi nella creazione della moneta unica europea.

Una vita nel solco dell'euro. Prima come governatore della Banca d'Italia, poi come presidente del Consiglio e ministro del Tesoro e, infine, come presidente della Repubblica. E' dal Quirinale che Carlo Azeglio Ciampi assistette all'entrata in circolazione della moneta unica europea il primo gennaio 2002. Un traguardo storico, raggiunto grazie agli sforzi dell'allora ministro del Tesoro che tra il 1996 e il 1999 aiutò i governi Prodi e D'Alema a centrare gli obiettivi fissati da Maastricht per entrare subito nell'euro.

L'economista con l'intuito politico di un grande statista.

Ciampi si definì un giorno "cittadino europeo nato in terra d'Italia". Nel solco dei grandi europeisti, cercava con passione una unità del continente che avrebbe debellato per sempre le guerre che per secoli avevano insanguinato l'Europa. Da economista, sapeva che i fili degli scambi e del commercio sono le corde più resistenti per tenere i popoli stretti in un abbraccio produttivo. Ma ci voleva di più. Ci voleva un simbolo di unità possente e permanente. E cosa di meglio che rinunciare a quel potente simbolo identitario che è la moneta nazionale?

La vittoriosa battaglia condotta da Ciampi sul tasso di cambio del rientro della lira nel Sistema Monetario Europeo.

Ciampi allora aveva già 76 anni, ma condusse il negoziato fino a notte fonda con un’energia impressionante. Riuscì a chiudere l’accordo su un tasso di cambio centrale lira-marco nello Sme a quota 990, gettando le basi per la conversione nell’euro a 1936,27 lire che sarebbe rimasta fino ad oggi. Quella notte determinò il futuro del Paese. Win Duisenberg, il governatore della Banca d'Olanda che sarebbe diventato il primo presidente della Banca centrale europea, uscì apparentemente infuriato per quella che era stata una vittoria dell'Italia. Fingeva per la platea dei giornalisti: vecchio amico di Ciampi, al quale doveva preziosi favori, quella notte aveva ricambiato aiutandolo nel negoziato a porte chiuse.

L'intervista, pubblicata su Il Sole 24 Ore del 4 maggio 1998, nel giorno della nascita dell'euro.

Guardi, vorrei ricordare quanto ha detto il cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, nel chiudere la seconda riunione dell'Ecofin. Ha sottolineato il valore storico di quanto è stato deciso, e lo ha fatto con forza e convinzione, ancor più apprezzabile se si considera che tale giudizio viene dal rappresentante di un Paese che non prende parte almeno per ora alla moneta unica. Questa per me è la migliore risposta agli interrogativi che vengono posti sull'esito del Consiglio europeo.

Apple, l'Irlanda e il fisco in Europa 31.08.16

La decisione della Commissione Europea, per iniziativa della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, che intima al governo irlandese di riscuotere ad Apple fino a 13 miliardi di euro più interessi di presunte tasse arretrate riassume la sclerotica politica fiscale del Vecchio Continente.

La Commissione Europea ha lanciato un'iniziativa che vuole riscrivere la storia di Apple in Europa, ignorare le normative fiscali irlandesi e sovvertire così l’intero meccanismo fiscale internazionale. Il parere della Commissione emesso il 30 agosto sostiene che l'Irlanda avrebbe riservato a Apple un trattamento fiscale di favore. È un’affermazione che non trova alcun fondamento nei fatti o nella legge. Noi non abbiamo mai chiesto, né tantomeno ricevuto, alcun trattamento speciale. Ora ci troviamo in una posizione anomala: ci viene ordinato di versare retroattivamente tasse aggiuntive a un governo che afferma che non gli dobbiamo niente più di quanto abbiamo già pagato.

La bandiera dell'Unione Europea sventola sul podio olimpico di Rio de Janeiro 11.08.16

La bandiera dell'Unione Europea sventola sul podio olimpico di Rio de Janeiro

Una boccata di ossigeno per tutti gli europeisti. La bandiera dell'Unione Europea sventolata sul podio olimpico dei Giochi Olimpici da Elisa Di Francisca.

Ecco come andrebbe se l'Unione Europea partecipasse con una squadra unificata ai Giochi Olimpici, qualcosa di simile a quanto avviene nel golf, da Barcellona a Londra.

Ti ricordi com'era quando in Europa esistevano le frontiere? 24.07.16

Code a Dover verso l'Unione Europea

Un piccolo assaggio di Brexit. 15 ore di coda a Dover.

Non assumersi responsabilità in perfetto Queen's english 04.07.16

David Cameron, Boris Johnson, Jeremy Corbyn, Nigel Farage. Un'intera classe politica spazzata via dal suo stesso populismo.

La verità è che non esiste e non è mai esistito un piano per la Brexit, se non un misero gioco di potere interno ai partiti britannici sfuggito di mano.
Oltre l'Europa unita (e l'euro, per chi ce l'ha) c'è una palude di incertezza e nessuno che abbia il coraggio e la capacità di traghettarci attraverso un paese, sapendo di dover proporre una traversata di lacrime e sangue.

I capelli di Boris Johnson e 15 milioni di elettori tutti in una volta 30.06.16

Boris Johnson su PornHub

Il video del discorso di Boris Johnson, l'ex sindaco conservatore di Londra e tra i leader della campagna Leave, con cui commentava il risultato del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea è finito su Pornhub sotto il titolo "Dumb british blonde fucks 15 million people at once".

E anche per questa settimana abbiamo il vincitore di internet.

L'opzione Scozia-Gibilterra 28.06.16

I colloqui tra Fabian Picardo, primo ministro di Gibilterra, e Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese, per trovare un'intesa che consenta a entrambi di garantire la permanenza nell'Unione Europea di Gibilterra e Scozia a dispetto della Brexit.

Asse fantapolitico inimmaginabile appena una settimana fa.

Euro ironia 28.06.16

I tweet ironici del presidente Tusk su Inghilterra-Islanda

I tweet del presidente del Consiglio Europeo sull'Euro uscita dell'Inghilterra. Priceless.

Adotta un britannico 28.06.16

La campagna

Romanians for Remainians è l'ironica compagnia del giornale Gândul che sponsorizza l'adozione, da parte dei romeni, dei britannici che hanno votato per rimanare nell'Unione Europea e che ora vivono la crisi dell'esito del referendum.

Si organizzano anche campi per i regrexiter, i pentiti di aver votato in favore della Brexit.

Il volto nuovo del Regno Unito 25.06.16

Il volto del sentimento rinascita isolazionista e provincialotta del ceto medio britannico (e non solo).

L'Europa unità, un progetto politico sgretolato dai colpi di hashtag di boriosi incompetenti.

75% 25.06.16

The 75 percent è il nuovo, un po' stucchevole, blog su Tumblr del Guardian che raccoglie a caldo la voce dei delusissimi giovani sostenitori della campagna Remain.

75% è all'incirca la percentuale dei favorevoli alla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea tra la fascia elettorale dei più giovani.

Il Regno delle decisioni strambe 25.06.16

La copertina del New Yoker sulla Brexit

La prossima copertina del New Yorker a tema Brexit con la citazione dell'iconico sketch dei Monty Pytons.

Independence Day 24.06.16

Quotazioni della sterlina

La quotazione della sterlina nel giorno in cui, democraticamente, gli elettori britannici hanno spento la luce al progetto di un'Europa unita.

Brexit per il resto di noi 14.06.16

Il video del Guardian per spiegare al resto di noi europei il dibattito tutto britannico sulla Brexit.

L'Europa delle metal band 26.05.16

L'Europa delle metal band

In una mappa il numero delle band heavy metal ogni milione di abitanti nei singoli stati europei. Eurometal.

Metal will never die.

5 startup europee da tenere d'occhio 09.05.16

TNW segnala 5 interessanti startup europee per celebrare la Festa dell'Europa.

Happy Europe Day, the commemoration of Schuman’s 1950 speech declaring the creation of the European Coal and Steel Community, which we all know and love as the European Union. Well, maybe not all of us love it... yes, we're looking at you, UK.

But it's a day to celebrate peace and unity in Europe, to teach people about the EU, and for potential members to speak out in support of European integration.

Il jihad europeo e il Belgio 26.03.16

Perché il Belgio è diventato una base del jihad europeo? Perché è così difficile per le autorità belghe contenere il problema?
Joost Hiltermann ha cercato di trovare le risposte a questo problema intervistando Didier Leroy, ricercatore esperto di antiterrorismo alla Royal Military Academy del Belgio e alla Libera Università di Bruxelles.

Bruxelles sotto attacco 22.03.16

Il punto sulla situazione a Bruxelles dopo i due diversi attacchi terroristici che hanno colpito l'aeroporto e la rete metropolitana.

La mappa degli attentati del Washington Post.

La mappa degli attentati a Bruxelles

Due esplosioni hanno colpito il terminal dell'aeroporto Zaventem rispettivamente davanti ai desk delle compagnie aeree SN Brussels Airlines e American Airlines intorno alle 08:00 CET. Una terza bomba è stata torvata inesplosa.

Una terza esplosione è avvenuta nella stazione della metropolitana Maelbeek, nel cuore del Quartiere Europeo di Bruxelles a poca distanza dalle sedi delle istituzioni dell'Unione. L'intera rete metropolitana di Bruxelles è stata chiusa ed evacuata.

L'evacuazione dei treni della metropolitana attraverso i tunnel.

L'evacuazione dei treni della metropolitana di Bruxelles attraverso i tunnel

Il governo belga ha innalzato l'allerta al livello 4, il più alto.

Il livello di allerta delle istituzioni dell'Unione Europea è stato innalzato ad arancione.

Facebook ha attivato il Safety Check Per Bruxelles. Il servizio permette agli utenti del social network di comunicare la propria condizione durante attentati o disastri naturali.

[17:04] Lo Stato Islamico ha rivendicato gli attentati di questa mattina a Bruxelles.

La polizia belga ha diffuso l'immagine degli attentatori islamici all'aeroporto Zaventem. Gli investigatori cercano notizie sull'uomo a destra.

Gli attentatori dell'aeroporto Zaventem di Bruxelles

Tintin, Le Chat e Bruxelles 22.03.16

Tintin e Le Chat piangono per gli attentati di Bruxelles

Twitter si è riempito di ritagli e immagini di Tintin e Le Chat in risposta agli attentati di Bruxelles.

Tintin e Le Chat sono due tra i più famosi e apprezzati personaggi dei fumetti legati al Belgio. Il giovane reporter giramondo nato dalle matite di Hergé nel 1929 e la striscia quotidiana firmata da Philippe Geluck e pubblicata su Le Soir dal 1983 al 2013.

L'Europa senza confini 25.02.16

Borderline, Frontiers of Peace

Borderline, Frontiers of Peace

Borderline, Frontiers of Peace è il progetto fotografico di Valerio Vincenzo che racconta l'Europa senza confini.
La scomparsa di trincee, valli, steccati, palizzate, barriere, muri da un intero continente è uno dei traguardi più significativi mai raggiunti dall'Europa. Un messaggio di speranza, riconciliazione e pace che gli europei hanno condiviso con il mondo.

Una conquista che va difesa.

I diritti poi 16.02.16

Mentre al Senato la discussione sui diritti civili si limita alla possibilità di mettere in crisi o meno il Partito Democratico, nel resto dell'Unione Europa la situazione dei diritti LGBT e delle famiglie omosessuali è riassunta in questa infografica.

Infografica dei diritti LGBT nell'Unione Europea

Matrimonie e unioni civili per le coppie omosessuali in tutta Europa e le diverse legislazioni in materia di adozioni.

Diritti LGBT e adozioni da coppie LGBT in Europa

Cos'è l'articolo 42.7 del Trattato di Lisbona e come funziona 18.11.15

Per la prima volta uno stato membro dell'Unione Europea ha invocato l'articolo 42.7 del Trattato di Lisbona, la clausola di difesa collettiva.
Il Guardian spiega cosa comporta la decisione presa dal governo francese dopo gli attentati a Parigi e il conseguente aiuto militare che la Francia otterrà da i 27 paesi europei.

As a result of the train attacks in Spain in 2004, the EU inserted mutual defence measures into the Lisbon treaty similar to the Nato alliance's article five, which obliges all member countries to come to the defence of one of their number if attacked.

As the EU does not have an army, the French will now conduct a set of bilateral negotiations with other EU states on what kind of military help might be available.

Article 42.7 stipulates that "if a member state is the victim of armed aggression on its territory, the other member states shall have towards it an obligation of aid and assistance by all the means in their power, in accordance with article 51 of the United Nations charter".

Lo strano dialetto inglese parlato a Bruxelles 24.10.15

Esiste una particolarissima variante dell'inglese, quella parlata nelle istituzioni dell'Unione Europea. L'EU english.

Every profession has its in-group ways of using language, but not every profession requires native speakers of many different languages to communicate with each other every day.

The European Union requires just this, and the people who work there, hashing out, drafting, and translating documents use English in a very particular way. A 2013 EU report outlined some of the unusual qualities of EU English, pointing out that, "over the years, the European institutions have developed a vocabulary that differs from that of any recognised form of English."

Much of that unrecognizable vocabulary is the result of translations or non-native-speaker errors that make a certain kind of sense, but depart from the usual English. Because documents in the EU influence the way other documents are drafted as well as the way discussions proceed, the unusual vocabulary items tend to spread around until they are part of the general professional jargon. Here are 11 examples of words used in EU documents in an odd new way.

L'Europa più verde degli ultimi 100 anni 12.10.15

L'Europa oggi è un continente molto più verde di quanto non lo fosse un secolo fa.
In una mappa il processo di rimboschimento e urbanizzazione dell'Unione Europea (Croazia esclusa per motivi temporali) attraverso le ultime dieci decadi.

"More than 100 years ago, timber was used for almost everything: as fuel wood, for metal production, furniture, house construction. Hence, at around 1900 there was hardly any forest areas left in Europe. Especially after World War II, many countries started massive afforestation programs which are still running today," Fuchs told The Washington Post.

As a result, Europe's forests grew by a third over the last 100 years. At the same time, cropland decreased due to technological innovations such as motorization, better drainage and irrigation systems: Relatively fewer area was needed to produce the same amount of food. Furthermore, many people migrated from rural to urban areas, or overseas.

I paradisi del surf in Europa 30.09.15

Secondo la classifica di Surfline tra i dieci migliori spot dove fare surf in Europa spicca Varazze, in Liguria. Noi lo sapevamo da tempo.

Varazze è anche l'unica località del continente dove è possibile surfare di notte.

Il primo discorso sullo Stato dell'Unione del presidente Juncker 09.09.15

There is not enough Europe in this Union. And there is not enough Union in this Union.

La relazione sullo stato dell'Unione Europea. La prima per il neo eletto presidente della Commisisone Juncker.

Di unghie e di vetri in Grecia 16.07.15

Tsipras is in a terrible bind largely because he made wild promises he couldn't keep, was not on top of important detail, wasted time with inflammatory rhetoric and made a series of bad miscalculations. He is not the victim of a coup.

L'Unione Europea e la sua moneta sono un processo inevitabile e irreversibile. Agitarsi non aiuta.

Lo spitzenkandidaten e la Commissione Europea 11.06.15

Un corto documentario realizzato dal Parlamento Europeo racconta il ruolo e l'attuazione, per la prima volta alle elezioni europee del 2014, della figura dello spitzenkandidaten: la scelta di indicare il candidato capolista alla presidenza della Commissione Europea direttamente sulle schede elettorali.
Una novità introdotta dal Trattato di Lisbona per rafforzare la democrazia rappresentativa attraverso l'investitura popolare e la fiducia (e non più la sola ratifica) espressa dalla maggioranza degli eurodeputati invece di affidarsi esclusivamente all'indicazione del Consiglio Europeo, formato dai capi di stato e di governo, come in passato.

Fare colazione nell'Europa dell'est 10.06.15

16 colazioni tipiche in altrettanti paesi orientali dell'Unione Europea e non.

Piccoli festival grande musica 19.05.15

Se state cercando un evento musicale per rendere indimenticabile l'estate che sta arrivando, pensate in piccolo.
Il Wall Street Journal ha selezionato i migliori festival musicali estivi di piccole dimensioni in Europa.

La forza della diversità 09.05.15

Il messaggio del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk per la Festa dell'Europa.

L'archivio storico del Parlamento Europeo 07.05.15

Il Parlamento Europeo mette a disposizione di tutti i cittadini il suo enorme archivio storico attraverso un nuovo sito.

This new website presents the richness of the European Parliament holdings, illustrated with samples of documents. From legislative records to lesser known testimonies of events in the history of Parliamentary activity, the vast collections of the Parliament's archives in Luxembourg are now available to browse. Documents include those of the Committee of the Four Presidents in the early years of the institution; and range from papers of the former Presidents of the Parliament to Members' private papers.

A Multimedia Gallery is also available, where one can listen to the testimonies of former European Parliament Presidents, or discover the collection of European elections posters, dating from 1979 onwards.

L'accordo sul nucleare iraniano spiegato in breve 02.04.15

Il riassunto di Vox sull'accordo quadro tra l'Iran e i 5+1 per rimandare di qualche lustro la minaccia atomica di Teheran.

An important note: the deal is not yet finalized, and it is not particularly detailed. Thursday's announcement is only for the basic framework. Negotiators will continue to meet over the coming months to develop a complete, detailed agreement based on these terms. The deadline is June 30, but negotiations could collapse before then. However, this is a major step toward reaching a full agreement and thus potentially ending the world's yearslong standoff with Iran over its nuclear program.

La buona scuola del XXI secolo 24.03.15

La Finlandia sta ripensando i suoi metodi didattici, ritenuti non più adatti a formare i ragazzi di questo secolo.
Dopo l'abolizione dello studio del corsivo a partire dalle scuole primarie, favorendo un approccio digitale alla scrittura, il paese scandinavo sta pensando di eliminare gradualmente l'insegnamento per materie per sostituirlo con un approccio didattico orientato agli argomenti.

Subject-specific lessons -- an hour of history in the morning, an hour of geography in the afternoon - are already being phased out for 16-year-olds in the city's upper schools. They are being replaced by what the Finns call "phenomenon" teaching -- or teaching by topic. For instance, a teenager studying a vocational course might take "cafeteria services" lessons, which would include elements of maths, languages (to help serve foreign customers), writing skills and communication skills.

More academic pupils would be taught cross-subject topics such as the European Union -- which would merge elements of economics, history (of the countries involved), languages and geography.

Nel frattempo, ad altre latitudini, si è paralizzati da tre mesi di vacanze (e ferie pagate) e c'è chi pensa di rilanciare l'orto come aula a cielo aperto. L'orto. For darn sake.

Quantitative easing is in the air 27.02.15

Spread tra BTP e Bund passato dai 574 punti base del 2011 ai 98 punti base di oggi.
Un qualche grazie a Mario Draghi.

L'Europa che riparte.

Il multilinguismo al Parlamento Europeo 07.02.15

Ogni giorno i parlamentari europei si esprimono nelle 24 lingue ufficiali dell'Unione. Ecco come tanta complessità viene risolta con efficienza a Strasburgo e Bruxelles.
Il sogno di ogni traduttore.

I partiti populisti d'Europa in infografica 27.01.15

I partiti populisti d'Europa in infografica

Un'infografica del Sole 24 Ore fotografa lo stato dei partiti populisti all'interno dell'Unione Europea.

Se vince Syriza 23.01.15

Gli scenari politici ed economici per la Grecia che si apriranno dopo il voto di domenica, analizzati dal Wall Street Journal.

Who will lead the next Greek government?
Very likely Syriza, the leftwing opposition party, unless the conservative incumbent, Premier Antonis Samaras, pulls off the biggest upset victory since Harry Truman in 1948. Syriza might win an absolute majority in Parliament, but polls suggest it will fall just short, requiring support from another party. A pact with centrist To Potami (The River) or center-left Pasok could make the government more pragmatic in talks with Greece’s international creditors. A pact with the nationalist Independent Greeks could make it more hardline.

What agreements with creditors would Syriza need to reach to keep Greece afloat?
Syriza, eurozone governments, and the International Monetary Fund would have to agree on an extension of Greece’s bailout program that does several things:
- Reassures creditors that Greece will continue to improve its budget balance and overhaul its economy;
- Promises fiscal and reform measures quickly that unlock delayed bailout aid worth €7.2 billion; and
- Keeps the European Central Bank confident that Greece will stay in the euro, so that the ECB allows Greek banks continued access to central-bank liquidity, even if there are heavy deposit outflows.

Il bilancio del semestre europeo di Matteo Renzi 12.01.15

Su La Stampa i risultati (e i successi) ottenuti nei sei mesi di presidenza europea a guida Matteo Renzi.

Dal punto di vista tecnico, la presidenza italiana ha prodotto degli accordi legislativi importanti nel settore Ecofin (fine del segreto bancario, clausola anti abusi contro la doppia non imposizione fiscale delle imprese multinazionali, accordo su antiriciclaggio) e il ministro Padoan, considerato da tutti affidabile e autorevole, ha spinto molto a livello politico sulla priorità per gli investimenti.

Il 19esimo stato dell'eurozona 01.01.15

Con l'arrivo del 2015 l'eurozona si allarga. La Lituania abbandona la litas per adottare l'euro, terzo paese baltico a completare la transizione.
Il supporto all'adesione tra la popolazione è del 63% in una delle economie più virtuose dell'Unione.

La faccia lituana dell'euro mostra per ogni valore l'indentica figura: Vytis, il cavaliere bianco presente nello stemma del Granducato di Lituania già dal Medioevo e poi simbolo repubblicano dal 1918 al 1940.

La tregua di Natale 100 anni dopo 25.12.14

Cento anni fa, oggi, sul fronte occidentale decine di migliaia di soldati di entrambi gli schieramenti, senza avvisare i rispettivi comandi, uscirono dalle trincee e allo scoperto si scambiarono auguri di Natale, doni e saluti. Giocarono a calcio, scattarono fotografie e seppellirono i commilitoni caduti.
Quel giorno divenne famoso come la tregua di Natale. Un giorno di fratellanza e di pace negli anni tragici della Prima Guerra Mondiale.

Un giorno raccontato quest'anno in due diversi spot televisivi.
In quello della catena britannica di supermercati Sainsbury's e in quello istituzionale della RAI che fa parte della serie dedicata a raccontare l'Unione Europea durante il semestre di presidenza italiano.

Politico in Europa 12.12.14

Politico, il sito di analisi politica americana, lancerà una versione europea nella primavera del 2015.

Etica robotica 25.11.14

Robolaw è il documento, presentato alla Commissione Europea da parte di un team di ricerca italiano della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che elenca alcune linee guida per determinare l'eventuale responsabilità in sede civile e penale in caso di errori da parte di robot, veicoli automatici, esoscheletri, protesi e in generale macchine dotate di intelligenza artificiale.

La commissione Juncker in infografica 10.09.14

La commissione Juncker in infografica

La commissione Juncker in infografica

La commissione Juncker in infografica

Un coordinatore tra i coordinatori così ama definirsi Jean-Claude Juncker, il nuovo presidente della Commissione Europea.
Questa è la sua squadra raccontata in un'infografica, definita dagli analisti politici la più ambiziosa dai tempi di Jacques Delors.
Rispetto all'era Barroso il segno più evidente si può già riassumere in meno tecnici e più politici alla testa dell'Europa.

Dzień dobry Mr. President 30.08.14

Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk

Le tre sfide del breve periodo che dovrà affrontare Donald Tusk da dicembre, quando sostituirà Van Rompuy alla presidenza del Consiglio Europeo, raccontate dal Guardian e lady PESC Federica Mogherini, scelta per ricoprire la carica di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune, nell'editoriale di Europa.

"There are three big fundamental issues for the new president – the economy, Ukraine and the UK question," said a senior EU official. "We may be on the edge of a new cold war with the Russians. There are huge economic challenges. And the UK issue will be very big."

On all three, Tusk will have strong views. The rapid pace of change in eastern Europe over 20 years in the transition from communism to capitalism puts him on the Cameron reformist side of the economic argument.

On Ukraine and Russia, Tusk and Poland have led the hawks in Europe on getting tough with Putin, although he will not be able to take Germany, France or Italy to places they do not want to go.

On Britain, it will fall to Tusk to lead negotiations with Cameron, if he remains in power, on a so-called new deal rewriting the British terms of membership. "The future of the EU is not about making it smaller, about contraction," he said after his appointment. "No reasonable person can imagine the EU without the UK."

Abaco a 5 Stelle 27.05.14

Il gruppo parlamentare alla Camera del Movimento 5 Stelle, in debito di ossigeno dopo i risultati delle europee, ha evidenti difficoltà con le operazioni aritmetiche.

È sbagliato affermare che abbiamo perso quasi 3 milioni di voti. Considerando un'affluenza alle Europee attorno al 58% contro il 75% delle politiche dell'anno scorso è come se avessimo perso poco meno di un milione di voti.

Voti alla Camera per il M5S alle elezioni legislative 2013: 8.691.406 (Dati del ministero dell'Interno).
Voti per il M5S alle elezioni europee 2014: 5.792.865 (Dati del ministero dell'Interno).
Totale scarto: 2.898.541. Per l'appunto quasi tre milioni di voti persi in appena un anno. Negazionismo al potere.

La terza via all'italiana 26.05.14

La conferenza stampa del PD dopo le europee 2014

Si potrebbe anche dire che il Partito Democratico nasca oggi.
I risultati delle europee e la guida di Matteo Renzi hanno evidenziato senza più perplessità la fine della somma algebrica portata da PDS e Margherita, facendo evolvere il PD in un coeso partito post ideologico di centrosinistra. Saldamente al centro dell'Europa, laburista, a trazione riformatrice, europeista e in grado di raggiungere quella dimensione potenziale capace di reggere elettoralmente la vocazione maggioritaria su cui è stato fondato.

L'infallibile megafono 27.05.14

Alla luce di una sconfitta devastante alle europee (ma anche alle amministrative e alle regionali) il Movimento 5 Stelle preferisce rispondere con un altro giro di vaffa all'indirizzo del corpo elettorale invece di affrontare una seppur minima forma di autocritica.
A questo giro il nemico da abbattere, l'ennesimo, è quel popolo di italiani pensionati che non avrebbe a cuore l'interesse di figli e nipoti, in un remake di quegli elettori coglioni di berlusconiana memoria. Uno psicodramma che si consuma dopo aver cavalcato una campagna elettorale dai toni allucinati e apocalittici. È l'illusione di una superiorità morale che non supera la prova dei fatti.
Affrontare con sufficienza la sconfitta è il primo passo per tornare a perdere. L'infallibilità è vincente se di mestiere fai il caudillo, altrimenti l'impressione che dai è quella di un comico suonato, arrogante e prepotente, a cui tutti i vaffa prima o poi tornano indietro.

La composizione del Parlamento Europeo 2014-2019 26.05.14

La composizione del prossimo Parlamento Europeo

Scenari interessanti per il futuro presidente della Commissione Europea. Il PSE in queste elezioni ha pressoché mantenuto i suoi eurodeputati, mentre il PPE ne ha perso decine.
L'avanzata dei partiti populisti e di ultradestra in Europa si dimostra comunque inconsistente nel futuro emiciclo di fronte alla loro evidente balcanizzazione.

Il Partito Democratico ha stravinto le europee 2014 26.05.14

Il Partito Democratico di Matteo Renzi è il primo partito in Italia, doppiando quasi il diretto avversario e raccogliendo quasi tre milioni di voti in più rispetto alle politiche dello scorso anno. Il PD è il primo partito del PSE e d'Europa. È l'unico partito in Europa al governo ad aver incrementato il proprio elettorato in modo vertiginoso.

Questo successo continentale ha un nome e un cognome. Matteo. Renzi.
Ha vinto la speranza. Ha vinto la fiducia. Ha vinto l'Europa. Abbiamo vinto noi.

Seguiranno 72 ore di disco samba in loop. Grazie a tutti.

Il Super Sunday delle elezioni europee 2014 in foto 25.05.14

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

L'Europa decide il suo futuro. La sfida tra Schulz e Juncker per la guida della Commissione europea e il contenimento delle spinte antieuropeiste dei gruppi populisti e di estrema destra.

Le foto del primo, secondo e terzo giorno delle elezioni europee 2014.

L'affluenza alle europee 2014 25.05.14

Affluenza alle europee 2014

Per la prima volta alle elezioni europee l'affluenza non scende, ma sale seppur di poco.

Le proiezioni sulla composizione del prossimo Parlamento Europeo 25.05.14

Proiezioni dei seggi all'Europarlamento

Le proiezioni del Parlamento Europeo sulla sua prossima composizione alla luce delle elezioni 2014.

Buon compleanno Enrico 25.05.14

Enrico Berlinguer

30 anni dopo. Ancora una volta alle europee.

Il terzo giorno delle elezioni europee 2014 in foto 24.05.14

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

Il voto per le europee 2014

In attesa del Super Sunday oggi si è votato nei Dipartimenti francesi d'oltremare, in Lettonia, a Malta, in Slovacchia e in Repubblica Ceca per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Le foto del primo e del secondo giorno delle elezioni europee 2014.

Il secondo giorno delle elezioni europee 2014 in foto 23.05.14

Elettrici irlandesi alle europee 2014

Il voto per le europee 2014 in Irlanda

Il voto per le europee 2014 in Irlanda

Il voto per le europee 2014 in Repubblica Ceca

Il voto per le europee 2014 in Repubblica Ceca

Il voto per le europee 2014 in Irlanda

Irlanda e Repubblica Ceca (qui si voterà anche domani) sono gli stati chiamati oggi alle urne per rinnovare il Parlamento Europeo.

Le foto del primo giorno delle elezioni europee 2014.

Il primo giorno delle elezioni europee 2014 in foto 22.05.14

Ragazze olandesi al seggio per le europee 2014

Elezioni europee 2014 nel Regno Unito

Farage alle europee 2014

Elezioni europee 2014 nei Paesi Bassi

Clegg alle europee 2014

Seggio per le europee 2014 nei Paesi Bassi

Seggio per le europee 2014 in una lavanderia

Seggio per le europee 2014 nei Paesi Bassi

Milliband alle europee 2014

Regno Unito e Paesi Bassi al voto oggi per la prima giornata elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo che si concluderà nel fine settimana con il Super Sunday del 25 maggio, giorno in cui si voterà nel maggior numero di paesi dell'Unione.

I primi exit poll nei Paesi Bassi segnalano una clamorosa battuta d'arresto per gli euroscettici di Geert Wilders, che farebbero registrare un 4,5% in meno rispetto al 2009. Testa a testa per i cristiano democratici della CDA (PPE) e il liberali del D66 (ALDE).

Il secondo dibattito tv tra i candidati alla Commissione europea 2014 16.05.14

Se ve lo siete perso potete rifarvi qui.
Perché se davvero volete cambiare l'Europa non basteranno gli slogan, serviranno i voti.

Le proiezioni nei 28 stati sul voto per le elezioni europee 2014 12.05.14

Le proiezioni nei 28 stati sul voto per le elezioni europee 2014

Un'infografica interattiva del Wall Street Journala analizza le proiezioni, elaborate da PollWatch, sulla composizione del prossimo Parlamento Europeo in base al voto nei 28 stati dell'Unione.

Il primo dibattito tv tra i candidati alla Commissione europea 2014 28.04.14

L'Europa dopo Barroso. Sul palco dell'Università di Maastricht, Martin Schulz (PSE), Jean Claude Juncker (PPE), Guy Verhofsadt (ALDE) e Ska Keller (Verdi Europei) si sono confrontati nel primo dibattito televisivo europeo della storia. I candidati a guidare la prossima Commissione europea in novanta minuti hanno affrontato, davanti alle telecamere di Euronews in perfetto inglese, i temi dell'economia, dell'immigrazione, dell'agenda digitale, dell'euroscetticismo e della politica estera per ridare un sogno agli europei. L'assenza di Alexis Tsipras, candidato della Sinistra Unitaria, non ha smosso un sopracciglio.
Si replicherà il 15 maggio sperando che i media nazionali dedichino più attenzione a chi nel bene o nel male ci governerà per i prossimi cinque anni.

Un giornalismo europeo 25.03.14

Credo che sarebbe opportuno, per le maggiori testate europee (carta stampata e tv), investire in un giornalismo europeo. In ogni paese l'informazione dovrebbe essere accompagnata da un’edizione meno "locale". Chi abita in Italia, in Francia o in Germania legge sui propri quotidiani o vede nei telegiornali notizie che riguardano solo la politica interna, la cronaca e le crisi (ad ognuno la propria), come se ad ogni popolo interessasse solo quel che avviene in casa sua. Occorre far entrare nella testa della gente che non siamo più in Italia, ma in Europa, e che quindi ogni scelta e decisione non deve essere presa a vantaggio o a danno di questo o quel paese, ma per la crescita di un'unica politica sociale, economica, fiscale.

Milena Gabanelli sulla visione del giornalismo nell'Unione Europea, intervistata dall'European Journalism Observatory.

L'Europa è un pensiero che deve diventare sentimento 19.03.14

Il mondo ha bisogno dell'Europa e l'Europa comincia da noi. Amo l'Europa. L'Europa è un pensiero che deve diventare sentimento.

Bono Vox al congresso del PPE a Dublino.

24 ore nei cieli d'Europa 12.03.14

NATS, gestore leader del controllo del traffico aereo, ha realizzato questa animazione che mostra la normale attività nei cieli d'Europa e in particolare del Regno Unito (dove Heathrow è l'aeroporto con più traffico nel continente e Gatwick ha la singola pista più trafficata del mondo) durante una tipica giornata estiva.

La guida alle elezioni europee 2014 in infografica 06.03.14

La guida alle elezioni europee 2014 in infografica

Il Parlamento Europeo ha preparato un'infografica per guidare gli elettori all'appuntamento con le elezioni europee del 22-25 maggio 2014.

Italia e Europa intrecciate al Senato 24.02.14

Bandiera italiana e europea intrecciate al Senato

La bandiera italiana e quella europea intrecciate al Sentato nel giorno della fiducia al primo Governo Renzi. La foto di Massimo Percossi, fotoreporter dell'ANSA.

L'Unione Europea a Sochi 2014 23.02.14

Ecco come sarebbe andata se l'Unione Europea avesse partecipato con una squadra unificata ai Giochi Olimpici invernali di Sochi 2014.
Il totale medaglie segna il suo massimo assoluto dall'edizione di Albertville 1992. Gli ori sono sei in più rispetto a Vancouver 2010, ma ancora sotto le 42 medaglie ottenute nell'edizione casalinga dei Giochi di Torino 2006.

Sochi 2014 Tot.
Unione Europea 37 48 50 135
Russia* 13 11 9 33
Norvegia 11 5 10 26
Canada 10 10 5 25
Stati Uniti d'America 9 7 12 28

L'Unione Europea ai Giochi Olimpici invernali 17.02.14

Prendendo spunto dalla versione estiva (più Londra 2012) ecco il medagliere dai Giochi Olimpici invernali di Albertville 1992 a Vancouver 2010, tenuto conto del peso sportivo di una squadra europea unificata e degli allargamenti dell'Unione dal trattato di Maastricht in poi.
L'asterisco indica le eventuali edizioni casalinghe delle prime cinque classificate nel medagliere.

Albertville 1992 Tot.
Unione Europea* 18 24 14 56
Squadra Unificata (ex-URSS) 9 6 8 23
Norvegia 9 6 5 20
Austria 6 7 8 21
Stati Uniti d'America 5 4 2 11
Lillehammer 1994 Tot.
Unione Europea* 16 14 25 55
Russia 11 8 4 23
Norvegia 10 11 5 26
Stati Uniti d'America 6 5 2 13
Corea del Sud 4 1 1 6
Nagano 1998 Tot.
Unione Europea 26 32 35 93
Norvegia 10 10 5 25
Russia 9 6 3 18
Canada 6 5 4 15
Stati Uniti d'America 6 3 4 13
Salt Lake City 2002 Tot.
Unione Europea 31 38 32 101
Norvegia 13 5 7 25
Stati Uniti d'America* 10 13 11 34
Canada 7 3 7 17
Russia 5 4 4 13
Torino 2006 Tot.
Unione Europea* 42 36 38 116
Stati Uniti d'America 9 9 7 25
Russia 8 6 8 22
Canada 7 10 7 24
Corea del Sud 6 3 2 11
Vancouver 2010 Tot.
Unione Europea 31 36 41 108
Canada* 14 7 5 26
Stati Uniti d'America 9 5 13 37
Norvegia 9 8 6 23
Corea del Sud 6 6 2 14

La Lettonia è il 18 paese dell'area euro 02.01.14

Il Sole 24 Ore racconta in cinque punti l'avvicinamento e l'ingresso nell'area euro della Lettonia che dopo vent'anni ha detto addio al lats, la moneta che nel 1993 aveva sostituito il rublo dopo il crollo dell'Unione Sovietica.
Nota a margine; anche nell'euroscetticismo Riga si allinea ai partner continentali. I contrari all'adozione della moneta unica si concentrano nella popolazione di età compresa tra i 64 e i 75 anni, nelle famiglie a basso reddito e in quelle con un grado di educazione elementare, oltre che nella consistente minoranza russafona.

L'Europa del roaming 11.09.13

Il piano della Commissione Europea per avvicinare l'Europa entro il 2014 e rilanciare lo sviluppo di un mercato comune delle telecomunicazioni e dei servizi internet, estendendo i diritti degli utenti e impegnandosi nel difendere il principio della neutralità della rete.

In sostanza, il piano propone una singola autorizzazione per poter operare nel settore delle tlc nei 28 stati dell'unione (invece di 28 autorizzazioni), con una ulteriore armonizzazione delle regole per l'accesso alle reti di società concorrenti. Per quanto riguarda il roaming, Bruxelles propone invece di eliminarne i costi per gli utenti a partire dal primo luglio del 2014 all'interno dell'Unione Europea. Le società avrebbero due possibilità: offrire un unico piano tariffario valido in tutta l'Unione, oppure consentire ai loro clienti di poter optare per un fornitore di roaming che offra tariffe più convenienti.

Per le telefonate tra gli stati europei, Bruxelles propone di eliminare i costi aggiuntivi. In tal modo una telefonata costerebbe con una chiamata domestica a lunga distanza e comunque a un prezzo non superiore a 0,19 euro (più iva) al minuto. Su internet, la Commissione intende vietare il blocco e la limitazione di contenuti dando la possibilità agli utenti di un accesso a internet completo e aperto a prescindere dal costo o dalla velocità del loro abbonamento. Sul fronte dei diritti dei consumatori, la Commissione propone la stesura di contratti con linguaggio più semplice e con la possibilità di maggiore comparazione e di avere contratti di lunga limitata anche a 12 mesi. Infine, sul fronte della concorrenza tra operatori, la Commissione propone nel piano che le tariffe di accesso alla rete banda larga vengano stabilite dal mercato e non dalle autorità di regolamentazione nazionali.

Gli stili architettonici europei in time lapse 06.08.13

Nightvision è il viaggio in time lapse attraverso la storia dell'architettura in Europa realizzato da Luke Shepard.

Nightvision is a celebration of the brilliance and diversity of architecture found across Europe. Over the course of three months I journeyed with a friend through 36 cities in 21 countries with the ambition of capturing some of the greatest European structures in a new and unique way. Comprised of thousands of carefully taken photographs, strung together and stabilized in post-production, Nightvision aims to inspire appreciation for these man-made landmarks.

Il mix energetico dell'Unione Europea in infografica 05.08.13

Il mix energetico dell'Unione Europea in infografica

L'ambiziosa strategia europea per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2050 alla luce dell'attuale mix energetico analizzato attraverso un'infografica della Commissione Europea.

In Europa, l'utilizzo di combustibili altamente inquinanti, come il petrolio e il carbone, dovrà essere ridotto in maniera considerevole per raggiungere l'obiettivo della strategia a lungo termine: riduzione dell'80% delle emissioni di CO2 entro il 2050. Il PE ha adottato una risoluzione il 14 marzo per investire più nelle fonti rinnovabili e nell'efficienza energetica.

Ogni agenzia di intelligence cerca informazioni sulle altre 01.07.13

Every country in the world that is engaged in international affairs undertakes all kinds of activities to protect its national security. All I know is that it is not unusual.

Spionaggio for dummies sul caso PRISM e le intercettazioni ai danni dell'Unione Europea. Ora potete scendere dalla montagna del sapone.

Il primo giorno della Croazia in Europa 01.07.13

Infografica sulla Croazia nell'Unione Europea

I numeri della Croazia, ventottesimo stato ad entrare a far parte dell'Unione Europea, in infografica.

Tutto quello che c'è da sapere sul budget europeo 19.06.13

Infografica sul budget europeo

Nove infografiche per conoscere e comprendere il budget 2012-2013 dell'Unione Europea.

Durante la sessione plenaria di dicembre, il Parlamento europeo ha adottato il pacchetto del budget 2012-13. L'accordo, firmato dai presidenti del PE, Consiglio e Commissione assicurano un finanziamento supplementare per saldare il deficit del 2012. Esso garantisce anche la copertura da parte delle istituzioni del defici anticipato per il 2013.

Il pacchetto per il budget 2012-2013 prevede 6 miliardi di euro per pagare le fatture del 2012. Il pacchetto stabilisce anche la crescita e il lavoro come priorità del budget 2013, e pone l'accento su una strategia di gestione del pagamento del deficit per l'avvenire.

Come si nomina un commissario europeo 04.06.13

Come si nomina un commissario europeo in infografica

Con l'ingresso della Crozia dal primo luglio, 28esimo stato dell'Unione Europea, anche la Commissione Barroso si allarga per includere un nuovo membro. Un infografica spiega i passaggi necessari per nominare un commissario europeo.

La geografia dei tweet 01.06.13

I tweet nell'Unione Europea

Il team di Visual Insights di Twitter ha realizzato queste stupende mappe visuali che aggregano tutti i tweet geotaggati dal 2009 a oggi.

Sentimenti europei 09.05.13

L'Europa è il più grande tentativo di democrazia transnazionale mai tentato.
Una scommessa che ha portato pace, progresso e stabilità a un intero continente.

C'è chi la ama e c'è chi la odia. Chi si sente europeo e chi pensa a Bruxelles come a una lobby di burocrati. Chi la accusa per la crisi e chi vede in questa reazione un atteggiamento di autoassolvimento per responsabilità e fallimenti molto più locali.

In qualunque modo la pensiate l'Europa è casa nostra.
Celebriamola.

Risolvere il caso Cipro 20.03.13

La soluzione per Cipro, prossimamente per la Slovenia, e in generale per ridare stabilità e indipendenza al sistema bancario europeo passa sotto il nome di unione bancaria.
Prima si capisce. Prima si realizza. Prima si risolveranno i problemi.

Libero porno in libera Europa 13.03.13

Il Parlamento Europeo ha approvato il testo della risoluzione sull'abbattimento degli stereotipi sessuali, ma bocciando la norma che prevedeva il bando di tutte le forme di pornografia sui media, internet inclusa.

L'Europa delle donne al lavoro in infografica 08.03.13

L'Europa delle donne al lavoro in infografica

Il Parlamento Europeo celebra la Festa delle donne con un'infografica che analizza la condizione femminile nel mercato del lavoro.

L'accordo di libero scambio tra le sponde dell'Atlantico 14.02.13

Il discorso sullo Stato dell'Unione ha evidenziato la volontà anche dell'amministrazione Obama di creare una zona di libero scambio tra Stati Uniti e Unione Europea.
Il nuovo mercato transatlantico interesserebbe 800 milioni di cittadini, potrebbe valere almeno 275 miliardi di euro l'anno e contribuirebbe alla creazione di due milioni di posti di lavoro.
I negoziati potrebbero durare due anni. I nodi più intricati sarebbero quelli relativi alla normativa europea sull'alimentazione e sui prodotti farmaceutici.

Accordi analoghi sono già operativi o lo saranno a breve tra la UE, Singapore e Canada. Bruxelles inizierà inoltre i negoziati con il Giappone ad aprile.
Questi accordi bilaterali sono il frutto del fallimento dei negoziati del Doha Round. Una sorta di globalizzazione a due velocità.

Tagli europei 09.02.13

Il primo quadro finanziario pluriennale in ribasso della storia dell'Unione Europea.
Un bilancio di austerità che si concentra su ricerca, educazione e sviluppo, investimenti sul lavoro e infrastrutture. Un bilancio che con 34 miliardi in meno ha salvato il programma Erasmus, le politiche verdi e gli aiuti ai paesi del terzo mondo.

It was a marathon but it was a marathon for very important results.

I giornali con le foto false dei nuovi 5 euro 10.01.13

La nuova banconota da 5 euro 2013

Screenshot de La Repubblica

Screenshot de Il Messaggero

La Repubblica e Il Messaggero hanno pubblicato le immagini della nuova banconota da 5 euro, peccato che le foto mostrino euro chiaramente falsi.
Una commistione tra la vecchia e la nuova serie, con una bandiera dell'Unione Europea tagliata, una banda olografica palesemente non olografica, stampati su carta non filigranata e con un formato molto più grande dell'originale.

A ore dalla presentazione ufficiale ancora nessuno nelle due redazioni se ne è accorto.

In alto potete vedere la nuova banconota ufficiale da 5 euro e cogliere le differenze.

L'Europa in time lapse 31.12.12

Il viaggio di David Kosmos Smith da Helsinki alla Liguria.

L'Europa a banda larga 18.12.12

Neelie Kroes, commissario per l'agenda digitale della Commissione Europea, ha annunciato che il 72% delle abitazioni dell'Unione sono connesse a internet in banda larga.

Europe on average has come a very long way in broadband penetration. Whereas in 2006 only 30% of the population had broadband access, now that figure is at 72%. Some countries like Denmark and Finland are now at 85% and significantly no country is at less than 50% penetration.

Il primo passo dell'unione bancaria 13.12.12

I ministri delle finanze dell'Unione Europea hanno trovato un accordo per dare il via alla prima fase dell'unione bancaria.
A partire dal marzo 2014 la BCE avrà il potere di monitorare le banche dell'Unione con asset per almeno 30 miliardi di euro o che rappresentino almeno il 20% del PIL di un paese.

UE Nobel 10.12.12

La cerimonia di premiazione per il Nobel per la pace all'Unione Europea in diretta da Oslo.

Euro 2020 attraverso l'Europa 06.12.12

Un continente in campo. Per festeggiare il 60esimo anniversario del campionato europeo di calcio l'edizione 2020 si disputerà, per la prima volta nella storia, in diverse città di tutta Europa trasformando in realtà l'idea lanciata dal presidente della UEFA Michel Platini.

Il Parlamento Europeo a favore della neutralità della rete 27.11.12

I rappresentati di Bruxelles hanno votato e approvato una risoluzione, proposta dall'europarlamentare olandese Marietje Schaake, per rimarcare che l'International Telecommunication Union o altre istituzioni internazionali non rappresentano l'organismo appropriato per sostenere una autorità regolatoria su internet.
Nelle prossime settimane i rappresentanti dell'ONU discuteranno a Dubai la proposta di un passaggio dei poteri di controllo, gestione e regolamentazione da ICANN all'ITU e ad altre organizzazioni non indipendenti, con evidenti rischi di censura per la libertà di espressione e la libera circolazione delle informazioni in rete.

L'Europa nello spazio 22.11.12

L'Agenzia Spaziale Europea ha approvato un budget di 10 miliardi di euro per i prossimi anni in cinque settori principali: scienza (tra cui Gaia, la missione che si occuperà di mappare e catalogare i miliardi di stelle che popolano la Via Lattea, il programma LISA Pathfinder, l'esplorazione di Mercurio e una missione verso le lune di Giove Europa, Callisto e Ganimede), lanciatori (con lo sviluppo di Ariane5 ME, Ariane 6 e Vega), osservazione della Terra, volo umano ed esplorazione, navigazione.
L'ESA ha inoltre confermato il suo impegno verso la Stazione Spaziale Internazionale e con la NASA per lo sviluppo del sistema di trasporto spaziale Orion Multipurpose Crew Vehicle.

L'Europa ha deciso di investire sulla ricerca per uscire dalla crisi e mantenere il suo ruolo di leadership nel settore spaziale. Un segnale forte da cui prendere esempio.

L'Europa e i bambini 14.11.12

L'Unione Europea, Nobel per la pace 2012, ha annunciato che devolverà l'intero ammontare del premio a favore di progetti di aiuto ai bambini vittime della guerra.

Il restyling dell'euro 08.11.12

Screenshot della nuova serie degli euro

A partire dal maggio 2013 la BCE introdurrà la seconda serie di banconote in euro.
Caratteristiche della nuova emissione, centrata sulla figura mitologica greca Europa saranno le nuove filigrane con ritratto, l’ologramma della figlia del re di Tiro e il numero del taglio brillante e cangiante.
Le nuove banconate, graficamente simili alle attuali, si avvarranno delle più recenti tecniche anticontraffazione.

La prima banconota introdotta sarà quella da 5 euro e verrà presentata ufficialmente il 10 gennaio 2013.

Sessant'anni di progresso della pace, di riconciliazione, di democrazia e di diritti umani 12.10.12

Il Premio Nobel per la Pace all'Unione Europea è un riconoscimento a mezzo miliardo di persone che hanno saputo mettere da parte secoli di divisioni imparando a condividere la pace per inseguire il progresso umano e sviluppare la democrazia. Anche a favore di chi è troppo ottuso per essersene reso conto.

L'Europa rimane ancora la cosa più vicina al paradiso in terra 23.09.12

Secondo il Guardian il livello di sviluppo raggiunto in Europa è una delle più grandi conquiste dell'umanità e uno dei motivi principali di questo successo è dato dal buon governo del continente.

Anche con la crisi, gli europei godono di uno stile di vita tra i più sicuri, più sani e più ricchi del pianeta.
Il PIL adeguato alle parità dei poteri di acquisto della disastrata Grecia, dopo quattro anni di crisi economica, è ancora irraggiungibile da qualunque paese del Sud America e dell'Africa e da gran parte delle nazioni asiatiche. Compresi i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa).

Europeans should never forget that most people in this world would give anything to be able to live like them. So those who are lucky enough to be citizens of the closest thing to paradise on Earth should be more appreciative of what they have and less depressed about the future of this continent.

Nei Paesi Bassi vince l'Europa 12.09.12

Una buona giornata per l'Unione.
Dopo le notizie da Karlsruhe arrivano i dati degli exit poll dai Paesi Bassi che vedono i partiti laburista e liberale - entrambi filo-UE - testa a testa e registrano una pesante sconfitta dei populisti di destra di Geert Wilders.

Anche in tempi di crisi economica l'idea di abbandonare l'eurozona e l'Unione Europea per tornare al protezionismo e a piccoli giardinetti chiusi esce perdente.
Secondo gli analisti Mark Rutte e Diederik Samsom, malgrado le divergenze sul fronte dell'austerity, sapranno trovare la quadra per formare un'alleanza europeista di governo.

12 castelli circondati dall'acqua 02.09.12

Il castello di Leeds

I 12 castelli circondati dall'acqua più affascinanti dell'Unione Europea raccolti da The World Geography.

L'Unione Europea a Londra 2012 12.08.12

Ecco come sarebbe andata se l'Unione Europea avesse partecipato con una squadra unificata ai Giochi Olimpici di Londra 2012.
Il totale medaglie segna il suo massimo assoluto dal 1992 e sfonda quota 300. Gli ori sono due in più rispetto al record raggiunto a Pechino.

Londra 2012 Tot.
Unione Europea* 92 104 109 305
Stati Uniti d'America 46 29 29 104
Cina 38 27 22 87
Russia 24 25 33 82
Corea del Sud 13 8 7 28

L'Unione Europea ai Giochi Olimpici 10.08.12

Il medagliere dai Giochi Olimpici di Barcellona 1992 a Pechino 2008, tenuto conto del peso sportivo di una squadra europea unificata e degli allargamenti dell'Unione dal trattato di Maastricht in poi.
L'asterisco indica le edizioni casalinghe delle prime cinque classificate nel medagliere.

Barcellona 1992 Tot.
Unione Europea* 71 50 79 200
Squadra Unificata (ex-URSS) 45 38 29 112
Stati Uniti d'America 37 34 37 108
Cina 16 22 16 54
Cuba 14 6 11 31
Atlanta 1996 Tot.
Unione Europea 75 68 86 229
Stati Uniti d'America* 44 32 25 101
Russia 26 21 16 63
Cina 16 22 12 50
Australia 9 9 23 41
Sydney 2000 Tot.
Unione Europea 79 80 79 238
Stati Uniti d'America 36 24 31 91
Russia 32 28 29 89
Cina 28 16 15 59
Australia* 16 25 17 58
Atene 2004 Tot.
Unione Europea* 80 102 104 286
Stati Uniti d'America 36 39 27 102
Cina 32 17 14 63
Russia 28 26 38 92
Australia 17 16 17 50
Pechino 2008 Tot.
Unione Europea 90 100 90 280
Cina* 51 21 28 100
Stati Uniti d'America 36 38 36 110
Russia 23 21 28 72
Australia 14 15 17 46

Lo scudo europeo 29.06.12

Il salvataggio dell'Eurozona passa per l'accordo sullo scudo anti-spread.

L'accordo prevede che i paesi 'virtuosi' sotto la pressione di spread 'eccessivi' possano usufruire dell'acquisto di una parte dei loro titoli di Stato da parte dei fondi di salvataggio dell'Eurozona (l'Efsf e il suo successore permanente, l'Esm), senza per questo doversi sottoporre a condizioni aggiuntive rispetto agli impegni già presi con la Commissione e l'Eurogruppo nell'ambito delle cosiddette raccomandazioni 'country specific', che applicano il 'Semestre europeo', il Patto di stabilità e la 'procedura sugli squilibri macroeconomici'.

In sostanza, il paese interessato dovrà comunque fare una richiesta formale di attivazione dell'intervento del Fondo di salvataggio, e sottoscrivere un 'Memorandum of understanding' ('Protocollo d'intesa') con la Commissione europea. Su questo punto Monti non ha ottenuto quello che voleva (l'attivazione automatica dell'intervento quando gli spread superassero una determinata soglia). Ma il 'Memorandum' non conterrà una 'condizionalità aggiuntiva'.

La Grecia ancorata all'euro 14.06.12

Chiunque vinca il 17 giugno la Grecia non uscirà dall'Unione e non abbandonerà l'euro.
Chiunque vinca chiederà di rinegoziare il memorandum per ottenere tassi più bassi e tempi più lunghi, afgiancandolo a un piano nazionale per la crescita.
Chiunque vinca, anche Syriza, una volta al governo abbasserà i toni.

Il pensiero di Marco Zatterin su La Stampa.

Tsipras è in campagna elettorale, ha capito che giocare contro l'Europa cattiva lo aiuta. Se eletto, cambierà tono. Lo ha fatto anche François Hollande. Qualcuno ricorda ancora i proclami contro il Fiscal Compact da rinegoziare o non ratificare? Chiusi i seggi, sono finiti nel poco o nulla.

Non c'è crescita senza unione politica 07.06.12

Il Merkel-pensiero sull'Europa di domani. Un'accelerazione a lungo attesa dai possibili contraccolpi previsti.

Noi diciamo che abbiamo bisogno di più Europa, che non abbiamo solo bisogno di un'unione monetaria, ma che serve anche una cosiddetta unione fiscale, cioè più coordinamento per le politiche di bilancio.
Abbiamo bisogno di un'unione politica, il che significa che dobbiamo dare, passo dopo passo, più competenze all'Europa, accordando all'Europa anche più poteri di controllo.

Un modo per salvare l'Europa 05.06.12

Sembra essersi fatta strada l'idea che per risolvere il deficit democratico dell'Unione, rimettere in moto un circolo virtuoso di crescita sostenibile e salvare l'euro sia ormai necessaria un'unione fiscale e bancaria.
Equivale a dire che abbiamo bisogno di un'unione politica e degli eurobond, o in qualunque modo li si voglia chiamare. In parole povere i contribuenti tedeschi dovranno garantire, per amore di solidarietà, i debiti e i fallimenti di chi fino a ora non solo ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, ma ha per decenni eletto politici corrotti che hanno regolarmente ingannato le istituzioni continentali e truccato i conti.

Quest'idea di federazione leggera, che dovrà inevitabilmente venire a crearsi attraverso la negoziazione di un nuovo trattato, comporterà la perdita della sovranità nazionale nelle politiche di bilancio, in quelle fiscali, sociali, delle pensioni e naturalmente del mercato del lavoro.
Ve lo ripeto, la perdita di sovranità nelle politiche di bilancio, in quelle fiscali, sociali, delle pensioni e del mercato del lavoro. Chiaro?

Beninteso, io ci metterei la firma oggi stesso perché queste materie venissero delegate a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.
Al contrario non sono così sicuro della reazione dei fautori della crescita contro l'austerity qualunque-cosa-sia, dei teorici degli eurobond, dello scravattato Tsipras e dello statilista Hollande.

Si ha l'impressione che la salvezza dell'Europa attraverso questa strada creerà più di un mal di pancia a chi oggi la propone non come una ragionata e ambiziosa visione di lungo periodo, ma come soluzione dettata dalla demagogia.

I risultati del referendum sul fiscal compact in Irlanda 01.06.12

Il liveblog dell'Irish Times sui risultati del referendum che chiede ai cittadini irlandesi di esprimersi sul trattato fiscale europeo.

[12:10] Secondo la Reuters il risultato definitivo del referendum sarà a favore del . Una boccata di ossigeno per l'Europa.

Il referendum irlandese sul trattato fiscale 30.05.12

Giovedì 31 maggio gli irlandesi saranno chiamati alle urne per esprimersi sul trattato fiscale europeo.
L'Irish Times si schiera per il sì e ne motiva le ragioni.

Come abbiamo fatto in occasione di quasi tutti i sette referendum sull’integrazione alla Cee/Ce/Ue che sono stati proposti al popolo irlandese, l'Irish Times raccomanda di nuovo di votare "sì". E questo non per un'incurabile e acritica eurofilia, bensì per una pragmatica valutazione degli interessi vitali dell'Irlanda e per la sensazione, soprattutto, che ci siano cose che facciamo meglio da soli e altre che possono essere fatte soltanto insieme ai nostri partner europei.

La realizzazione dell'unione monetaria è un caso molto esemplificativo. Il voto di domani verte proprio su questo compito lasciato a metà - un uccello non può spiccare il volo con un'ala sola - quello che ci fornirà le premesse fiscali per una solidità su scala europea che dovrà garantire la sicurezza dei capitali, in cui i paesi dell'euro saranno in grado di ottenere prestiti a tassi di interesse sostenibili. E questo non è uno strano concetto di matrice tedesca, ma un fatto reale della vita economica.

Non esiste niente di gratuito. I soldi facili comportano un prezzo che tutti gli stati membri dell'euro dovranno pagare - con disciplina fiscale, solida gestione e anche qualche sacrificio. Questa è la motivazione di fondo sia del trattato che siamo chiamati a votare sia del carattere condizionale dell’accesso ai fondi dell'Esm, il Meccanismo per la stabilità europea, di cui potremmo benissimo tornare ad avere bisogno.

Questo non è - come i sostenitori del no vorrebbero farci credere - un "trattato delle banche" o un "trattato degli speculatori", ma un trattato che consentirà agli stati europei di associarsi tutti insieme contro i capricci degli speculatori, per dar vita a una valuta di peso e stabilità sufficienti a resistere ai loro attacchi.

Tunnel Grecia 28.05.12

La teoria secondo cui la Grecia dovrebbe liberarsi dalla dittatura dell'euro per tornare alla sovranità monetaria, svalutando la dracma e puntando alla crescita grazie alle proprie risorse riceve un primo duro colpo.
Il settore turistico, principale entrata del paese, ha fatto registrare un calo pari a un terzo delle prenotazioni a causa della crescente paura di instabilità.

Restano le olive.

La fantamoneta 22.05.12

La fantaproposta del capo economista della Deutsche Bank Thomas Mayer. L'ennesima ciambella di salvataggio per i greci.
Il prossimo passo, ve lo annuncio, sarà il baratto.

Se la sinistra radicale dovesse vincere le elezioni del 17 giugno e mantenere la promessa di non attuare i tagli previsti nel piano di aiuti da 130 miliardi di euro, la Grecia potrà restare nell’eurozona senza aiuti finanziari, a condizione che introduca una valuta parallela. Il "geuro" sarebbe costituito da promesse di pagamento, una forma di titolo di debito emesso dal governo che potrebbe essere rivenduto. La nuova valuta sarebbe fortemente svalutata rispetto all’euro ma permetterebbe al governo di Atene di guadagnare tempo per portare a termine le riforme e approvare i tagli al bilancio. [...] Una condizione essenziale per il buon esito della proposta è che gli aiuti continuino ad arrivare dagli altri paesi dell’eurozona e dall'Fmi. [...] Le banche greche, prive di liquidità, avrebbero inoltre bisogno di essere salvate con la creazione di una "bad bank" europea.

Mille miliardi di euro 17.05.12

Un uno seguito da 12 zeri. E' il costo stimato nell'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro.
Costo che inciderebbe sulla spalle di ogni singolo cittadino europeo.
Una tassa sull'irresponsabilità di chi favoleggia su soluzioni argentine, socialisti sogni di notti islandesi, invocando decrescite felici, giardinetti glocali a chilometro zero, combattendo il signoraggio bancario con monete virtuali peer-to-peer e baratti.

Si parla troppo poco delle banche 15.05.12

La crisi del settore bancario europeo secondo Daniel Gros.

Secondo l'economista tedesco del think-tank di Bruxelles Ceps, quello su "austerità contro crescita" è un falso dibattito, che non fa compiere nemmeno un passo in più in direzione della soluzione alla crisi dell'euro. Il vero dibattito, dice, dovrebbe vertere sulle banche, in particolare quelle dell'Europa del sud che stanno andando parecchio peggio di ciò che si presume.

"Le banche greche e spagnole sono sedute su una montagna di debiti sempre più colossale", spiega Gros. "Soltanto l'Europa potrà salvarle: il governo greco e quello spagnolo sono troppo deboli. Questo è un problema europeo di gravità enorme".

L'anno scorso, dopo forti pressioni politiche, le banche europee hanno accettato gli haircut, vale a dire la cessione del debito dello stato greco. Da allora quelle stesse banche si stanno ritirando dalle regioni meridionali d'Europa, prima che arrivino i prossimi haircut. Spagna, Italia e Portogallo sono stati abbandonati in massa dagli investitori stranieri. In Grecia è già iniziata la fase successiva: perfino i greci stanno depositando all'estero i propri soldi. Secondo Gros, la fuga dei capitali all'estero ha assunto proporzioni enormi. "Quattro, cinque, sei miliardi di euro al mese. E' un processo inarrestabile".

Questo fenomeno va di pari passo con un altro sviluppo altrettanto pericoloso: a causa dell'abbandono da parte delle banche dell'Europa del nord, le banche dell'Europa del sud precipitano sempre più in un mare di debiti. E questo perché i medesimi titoli di stato - dei quali si sbarazzano gli investitori stranieri - sono legittimamente acquisiti dalle banche dell'Europa del sud. Lo fanno sotto le pressioni dei loro governi, ma anche perché ciò permette loro di guadagnare qualcosa. In cambio di questo favore, infatti, i governi concordano a loro volta nuovi prestiti con le banche, a tassi di interesse vantaggiosi per queste ultime.

Tassi molto vantaggiosi. L'inverno scorso la Bce ha accordato crediti a buon mercato per mille miliardi di euro al fine di mantenere lo scambio di prestiti europeo. Le banche dell'Europa meridionale utilizzano assai volentieri questi crediti a un tasso dell'1 per cento per concedere prestiti ai governi che fruttano oltre il 6 per cento. Un atto di patriottismo che permette loro di fare bei soldi.

Questa parrebbe una soluzione. In realtà innesca un meccanismo perverso, in virtù del quale le banche e i governi diventano a tal punto interdipendenti da indebolirsi a vicenda sempre più.

Dracmageddon 15.05.12

Il fallimento dei negoziati per la nascita di un governo di coalizione ad Atene e la completa incertezza sul nuovo passaggio elettorale che si prospetta a giugno ha scatenato nuove ondate di panico e azzardate speculazioni sul futuro della Grecia in Europa.
In quattro punti Stefano Lepri spiega perché l'uscita dall'euro e il ritorno della dracma sarebbero mosse suicide per Atene.

Punto primo. La Grecia non è in grado di sopravvivere da sola; non più di quanto potrebbe ad esempio - per avere un'idea delle dimensioni - una Calabria separata dall'Italia.

Senza aiuti dall'Europa e dal Fondo monetario, presto non avrebbe soldi né per pagare gli stipendi degli statali né per comprare all’estero ciò che serve ad andare avanti, tra cui alimenti e petrolio.

Punto secondo. Dopo la ristrutturazione a carico dei privati, oggi circa la metà del debito greco è in mano all'Europa o al Fondo monetario. Quindi se la Grecia non paga, ci vanno di mezzo soprattutto i contribuenti dei Paesi euro, cioè noi tutti (in una stima sommaria, circa un migliaio di euro a testa).

Punto terzo. Il ritorno alla dracma sarebbe vantaggioso solo nella fantasia di economisti poco informati, per lo più americani. Trapela ora che il governo Papandreou aveva commissionato uno studio dal quale risultava che perfino i due settori da cui la Grecia ricava più abbondanti introiti, turismo e marina mercantile, non sarebbero molto avvantaggiati da una moneta svalutata.

Punto quarto. L'incognita vera è quali danni aggiuntivi, oltre al debito non pagato, una eventuale bancarotta della Grecia causerebbe agli altri Paesi dell'area euro (in primo luogo crescerebbero gli spread). Di certo le conseguenze sarebbero asimmetricamente distribuite: più gravi per i Paesi deboli, in prima fila il Portogallo poi anche Spagna e Italia; meno gravi per la Germania.

L'ottica europea di Herman Van Rompuy 09.05.12

L'intervista di Euronews al presidente dell'Unione Herman Van Rompuy.

L'Unione Europea è un'Unione di valori. Spagna, Grecia e Portogallo sono entrati nell'Unione perché hanno messo da parte la dittatura, il fascismo e poi ci sono gli ex paesi comunisti; non c'è futuro per queste democrazie senza un'ancora nell'Unione Europea.
Così l'Unione Europea non è solo un'opera di pace, lo è e lo è stata, ma è anche garanzia per la democrazia ed è per questo che quei paesi vi hanno aderito. Questo è anche il caso dell'ex Jugoslavia. C'è stata una guerra civile, un genocidio 15 anni fa, una prospettiva europea è la sola possibilità di evitare in futuro guerre civili.

[...] L'Unione europea non diventerà mai gli Stati Uniti d'Europa. Siamo 27 o 28 con la Croazia, ciascuno ha la sua storia, per alcuni lunga 200 anni, come per Belgio e per altri è una storia di migliaia di anni. Non siamo come uno Stato americano. Abbiamo le nostre lingue, 23 in Europa. Abbiamo un'identità particolare in ogni nostro stato membro e situazioni molto specifiche dovute alla nostra storia, ma ciò che dobbiamo fare è creare ogni volta che possiamo. Una crisi è un periodo molto fecondo per questo, dobbiamo creare più Europa, più integrazione europea.

Europe Day 2012 09.05.12

La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all'altezza dei pericoli che ci minacciano.
Mettendo in comune talune produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, saranno realizzate le prime fondamenta concrete di una federazione europea indispensabile alla salvaguardia della pace.

Dalla Dichiarazione di Robert Schuman, 62 anni fa, nasceva il primo embrione dell'integrazione europea.

La federazione leggera europea 09.05.12

L'appello per la nascita di una federazione leggera, secondo la visione di Altiero Spinelli, firmato da eminenti europeisti.

Noi chiediamo che i deputati europei della zona Euro si riuniscano immediatamente  -  aperti alla partecipazione di altri deputati europei che lo vorranno  -  per precisare il cammino che dovrà essere intrapreso da oggi alle elezioni europee nel 2014. Sulla base delle proposte che saranno elaborate, noi chiediamo ai deputati europei di promuovere l'organizzazione di assise interparlamentari sull'avvenire dell'Europa a partire dalla zona Euro, che accoglieranno delegazioni del Pe e dei parlamenti nazionali come era stato proposto da François Mitterrand davanti al Parlamento europeo alla vigilia della caduta del Muro di Berlino.

Questo federalismo di necessità darà vita ad una vera Europa politica e sociale, le cui istituzioni garantiranno un giusto equilibrio fra politiche monetarie e di bilancio, la stimolazione dell'attività economica, le riforme strutturali della competitività e la coesione sociale rafforzata. La sopravvivenza dell'Euro passa attraverso un governo economico europeo ed un bilancio europeo di crescita. Solo il federalismo sarà capace di evitare il fallimento dell'Euro e le sue conseguenze disastrose sulla vita di tutta l'Unione europea. Esso aprirà agli Europei la via verso un'Europa giusta, solidale e democratica in grado di garantire il suo spazio centrale nel mondo.

Il vento del cambiamento in Europa 06.05.12

Hollande eletto presidente in Francia. Il partito pirata e le opposizioni che avanzano in Germania. Il crollo dei socialisti e l'ingresso in parlamento dei neonazisti in Grecia. Il ritorno del Labour nel Regno Unito.
Non c'è di nulla di imprevisto in questo fine settimana elettorale in Europa.
Si chiama crisi economica. Quella cosa che tradotta in politica fa cadere i governi in carica, spinge gli estremismi, gela il consenso, alimenta l'astensione.

L'Europa tra cento giorni sarà identica a quella che ci siamo lasciati alle spalle ieri. Fragile, senza guida e influenzata dalla recessione. Incerta sul suo futuro.
Il pericolo che il vento del cambiamento si trasformi presto nell'ennesimo fuoco di paglia è concreto. Per gli attori della svolta, sbollita l'iniziale euforia radicale, non sarà facile coniugare le promesse elettorali con la realtà sociale ed economica.

Gli europei, che oggi guardano all'ombelico delle patrie più che alla casa comune, lasciano in sospeso il progetto di integrazione e la strada verso una federazione più o meno leggera.
Se e quando lo riprenderemo sarà una volta finita la crisi, ricostruendo le fondamenta della fiducia prima ancora di rimettere mano ai trattati.

200.000 galassie in un'immagine 26.03.12

200.000 galassie

Questa immagine, composta da 6.000 foto, contiene oltre a qualche centinaio di soli circa 200.000 galassie ed è stata realizzata con il telescopio europeo VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) all'Osservatorio del Paranal dell'ESO in Cile.

Il club di Berlino 21.03.12

Un nucleo forte di paesi dell'Unione Europea - Germania, Polonia, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Austria, Lussemburgo, Spagna, Danimarca e Francia - pronti ad assumersi la responsabilità di un passo avanti verso l'integrazione delle politiche fiscali ed economiche, del controllo delle frontiere e della sicurezza.
L'iniziativa del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle volta a dare un nuovo impulso alla federazione leggera europea.

Perché la crisi greca è diversa da quella argentina 02.03.12

Sull'orlo del baratro, aggrappata a Bruxelles, la Grecia è la prima tessera di un monumentale domino.

Atene, nonostante la rassicurazioni di importanti politici europei come il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, che nel maggio 2010 in occasione del primo piano da 110 miliardi di euro dicevano che la Grecia non sarebbe fallita, ora è alle prese con una ristrutturazione del debito, parola più cauta di bancarotta, perché così si pensa di non far scattare (per il momento come detto dall'Isda) il "credit event" e i successivi pagamenti dei Cds di copertura. Il debito di Atene è una questione molto complessa, perché discutendo del destino di appena 3,25 miliardi di Cds greci netti e di 70 miliardi di euro lordi, si decide, in realtà, della sorte di tutti i Cds del mondo, una montagna di derivati pari a 2.900 miliardi di dollari.

Ecco perché Atene è diversa dalla crisi argentina o di quelle che l'hanno preceduta: 1) ora abbiamo un paese Ocse e dell'eurozona nell'occhio del ciclone; 2) ci sono i derivati e le leve finanziarie a multipli inimmaginabili, nel caso argentino non erano presenti; 3) nel 2005 l'Ecofin, dietro pressioni di Germania e Francia, decise di indebolire lo «stupido» Patto di Stabilità che impediva deficit eccessivi dei paesi eurozona. Oggi a Buxelles 25 paesi su 27 firmano il Fiscal compact, cioè il ritorno all'originario Patto di stabilità che prevede rigore nei conti, sanzioni e pareggio di bilancio.

Van Rompuy verso la riconferma 23.02.12

Il presidente dell'Unione Europea Herman Van Rompuy, il più abile diplomatico del continente, con tutta probabilità sarà riconfermato il primo marzo per un secondo incarico.

Van Rompuy [...] è caloroso, ama la birra e malgrado una certa rigidità gli piace mettere le persone a loro agio; inoltre sa motivare i suoi collaboratori come nessun altro - tutti a Bruxelles vorrebbero lavorare con lui. Ma è anche furbo e abbastanza duro per eliminare a distanza i suoi avversari. Silvio Berlusconi per esempio, quando era capo del governo italiano, gli aveva inviato una lista di riforme, ma Van Rompuy l'ha rifiutata fino a quando non sono state inserite tutte le voci che voleva.

E' stato lui ad aver trovato una soluzione alle richieste impossibili della Finlandia, che voleva dalla Grecia garanzie finanziarie in cambio dei prestiti. Quando molti capi di governo europei chiedono gli eurobond ma la cancelliera tedesca non ne vuole sentir parlare, Van Rompuy fa in modo che se ne discuta in seguito - una volta risolte le questioni che Angela Merkel è disposta ad affrontare. Van Rompuy filtra, mette ordine, smussa gli angoli. E tutto a distanza. In quanto ex ministro del bilancio è una delle poche persone a sapere di cosa parli Merkel. Secondo chi lo conosce Van Rompuy sta svolgendo un ruolo fondamentale nella soluzione della crisi.

Una cosa Van Rompuy ha capito bene: in quanto presidente di un consiglio di capi di stato e di governo, deve fare attenzione a non mettersi troppo in mostra. Non può criticarli troppo apertamente e di rado può esprimere quello che pensa realmente; può cambiare la sua immagine di secchione solo attraverso gli haiku che scrive. Ma anche questi haiku sono diventati di dominio pubblico. Più Van Rompuy è modesto, meglio è. Deve essere il presidente di tutti, ha 27 datori di lavoro da soddisfare e cercare allo stesso tempo di fare gli interessi dell'Europa.

I greci e l'integrazione europea 20.02.12

Austerity, scioperi, sacrifici, scontri non hanno minato lo spirito europeista dei greci.
I quattro quinti dei cittadini ellenici respingono l'idea di abbandonare l'Unione Europea.

8 punti per crescere 20.02.12

Nove capi di stato europei, tra cui Mario Monti, hanno inviato al presidente dell'Unione Europea Herman Van Rompuy e a quello della Commissione Josè Barroso un documento in 8 punti con proposte concrete per rilanciare crescita e sviluppo, riassumibile in: sviluppare e completare il mercato interno europeo, creazione di un mercato unico digitale entro il 2015, attuazione dell'impegno a realizzare un mercato unico dell'energia entro il 2014, creazione dell'area europea della ricerca, allargare al livello mondiale l'apertura del mercato attraverso gli accordi commerciali internazionali, ridurre gli oneri amministrativi della regolamentazione UE che pesano sulle imprese, promuovere un mercato del lavoro che crei opportunità di impiego e livelli più alti di partecipazione per giovani, donne e lavoratori anziani, costruzione di un settore finanziario robusto, dinamico e competitivo, che crei posti di lavoro e fornisca sostegno vitale ai cittadini e alle imprese.

Monti al Parlamento Europeo e gli euroscettici 15.02.12

L'applauditissimo Monti, intervenuto alla seduta plenaria del Parlamento Europeo, si concede anche un piccola lezione di europeismo all'indirizzo degli europarlamentari dello United Kingdom Independence Party, partito euroscettico del gruppo EFD.

Penso che sia estremamente possibile conciliare democrazia e integrazione, solamente una cultura insulare molto superficiale può ritenere ingenuamente che integrazione significhi un super Stato.

Polo Nord Europa 01.02.12

La chiesa di Wendelstein a Bayrischzell

La neve ricopre Utrecht

Un treno nella neve a Schierke

Neve a Godewaersvelde in Francia

Il mare ghiacciato a Constanta

Un canale ghiacciato a Monaco di Baviera

Neve e temperature estremamente rigide avvolgono l'Europa.

Le proteste in Europa contro l'ACTA 29.01.12

Cresce e si diffonde in Europa la protesta contro l'ACTA dopo che ventidue paesi dell'Unione Europea hanno firmato l'adesione al trattato a Tokyo.
L'Anti-Counterfeiting Trade Agreement è un accordo internazionale che si prefigge di intervenire in modo omogeneo su scala globale per arginare la pirateria online e la contraffazione dei beni immateriali, ma come già accaduto per il SOPA americano il dubbio è che possa trasformarsi in un inaccettabile strumento di censura su internet.
Nei prossimi mesi il trattato sarà al vaglio del Parlamento europeo dove è attesa una battaglia spietata.

L'Unione politica secondo la cancelliera Merkel 26.01.12

La mia visione è l'Unione politica, l'Europa deve infatti percorrere la sua strada. Passo dopo passo, dobbiamo avvicinarci in ogni settore politico. Ci accorgiamo infatti sempre più che ogni tema affrontato ai nostri confini interessa anche noi e viceversa. L'Europa è politica interna. Come si deve rispecchiare questo sul piano istituzionale e strutturale? Nel corso di un lungo processo, trasferiremo sempre più competenze alla Commissione, che poi, per le competenze europee funzionerà, come un governo europeo. In questo quadro rientra un Parlamento forte. La seconda camera è costituita praticamente dal Consiglio con i Capi di Governo. Ed infine abbiamo la Corte di Giustizia europea quale corte suprema. Questo potrebbe essere l’assetto futuro dell’Unione dell’Europa, in un prossimo futuro, come ho già detto, e dopo molti passi intermedi.

La lunga intervista alla cancelliera Merkel sul futuro dell'Europa.

Il referendum in Croazia per l'adesione all'Unione 20.01.12

Il 22 gennaio i croati voteranno per confermare l'adesione all'Unione Europea che scatterà da luglio di quest'anno.

La crisi finanziaria non ha smorzato l'entusiasmo degli elettori di quello che sarà il 28esimo stato dell'Unione.
I sondaggi non prevedono sorprese. Sia Kukuriku, la coalizione di centrosinistra al governo, sia HDZ e la Chiesa cattolica condividono la campagna per sostenere il fronte del sì.

Sostenibilità spaziale 19.01.12

Gli Stati Uniti scendono in campo assieme all'Unione Europea per trovare accordi internazionali volti preservare l'ambiente spaziale.
L'intervento duplice mira a ridurre e controllare i rifiuti in orbita e a mantenere lo spazio libero da armamenti militari.

The long-term sustainability of our space environment is at serious risk from space debris and irresponsible actors. Ensuring the stability, safety, and security of our space systems is of vital interest to the United States and the global community. These systems allow the free flow of information across platforms that open up our global markets, enhance weather forecasting and environmental monitoring, and enable global navigation and transportation.

Unless the international community addresses these challenges, the environment around our planet will become increasingly hazardous to human spaceflight and satellite systems, which would create damaging consequences for all of us.

In response to these challenges, the United States has decided to join with the European Union and other nations to develop an International Code of Conduct for Outer Space Activities. A Code of Conduct will help maintain the long-term sustainability, safety, stability, and security of space by establishing guidelines for the responsible use of space.

As we begin this work, the United States has made clear to our partners that we will not enter into a code of conduct that in any way constrains our national security-related activities in space or our ability to protect the United States and our allies. We are, however, committed to working together to reverse the troubling trends that are damaging our space environment and to preserve the limitless benefits and promise of space for future generations.

Standard & Poor's declassa l'Europa 13.01.12

Francia e Austria perdono la tripla A, l'Italia scende a BBB+. La scure dell'agenzia di rating si abbatte poi su Spagna, Portogallo, Malta, Slovacchia e Slovenia.
14 stati dell'eurozona, tutti eccetto la Germania, mantengono un outlook negativo. Equivale a dire che entro i prossimi dodici mesi potrebbero esserci ulteriori downgrade.

Erano misure attese.
Non è un dramma. E gli Stati Uniti sono lì a ricordarcelo ogni giorno dopo il declassamento ad AA+. E' però un pericolo per il fondo salva stati che basa la sua tripla A proprio sui rating degli stati membri.

Il lato positivo di questa nuova crisi, più mediatica che strutturale, sarà un ancora maggiore sforzo politico comune europeo per far virare l'obiettivo dell'agenda economica da rigore a crescita.

Obama è troppo europeo 11.01.12

La posizione di Mitt Romney, neo vincitore anche alle primarie in New Hampshire, si trasforma incidentalmente in un complimento per il presidente Obama.

1. Obama "wants to turn America into a European-style entitlement society. We want to ensure that we remain a free and prosperous land of opportunity."

2. "This President takes his inspiration from the capitals of Europe; we look to the cities and small towns of America."

3. "I want you to remember when our White House reflected the best of who we are, not the worst of what Europe has become."

L'Europa dopo il 2012 01.01.12

In piena crisi del debito sovrano e con l'euro in affanno, a dieci anni dalla sua entrata in circolazione, qui si scommette in un 2012 che getterà le basi dell'unione fiscale e del futuro dell'Unione Europea.
Il primo passo verso un'unione politica continentale. Un primo passo che in futuro alcuni storici potrebbero indicare come la data di nascita di un processo destinato a realizzare quel modello di federazione europea leggera tanto caro ad Altiero Spinelli.

Il futuro economico sulle spalle di Monti 27.12.11

Il futuro dell'economia mondiale dipende dalla capacità dell'Europa di risolvere la sua crisi del debito che a sua volta soggiace alla capacità del sistema Italia di reagire alla spinta recessiva rimettendo in moto sviluppo e occupazione.

Il Washington Post fa il tifo per Monti.

La Grecia del dopo bomba 21.12.11

Un'analisi di Petros Markaris sulla società greca dopo lo scoppio della bolla del debito sovrano.

Accanto al sistema politico istituzionale, composto da sette partiti, in Grecia c'è un sistema parallelo, slegato dal parlamento e articolato in quattro partiti. Sono i partiti in cui si è spaccata la società dopo diciotto mesi di crisi economica. Invece di avvicinarsi e collaborare, con l'aggravarsi dei problemi e l'inasprirsi della lotta per la sopravvivenza quotidiana questi quattro gruppi sono sempre più distanti tra loro. A volte si alleano per raggiungere un obiettivo, ma spesso sono impegnati in una guerra di trincea.

Per cominciare c'è il "partito dei profittatori". Ne fanno parte tutte le imprese che negli ultimi trent'anni hanno approfittato del sistema clientelare. Innanzitutto le imprese edilizie, che hanno fatto fortuna grazie alle Olimpiadi del 2004, aggiudicandosi appalti pubblici a cifre astronomiche. Al partito dei profittatori appartengono anche le imprese che riforniscono gli enti pubblici: per esempio le ditte che vendono farmaci e apparecchiature mediche agli ospedali.

[...] La seconda fazione si potrebbe chiamare "partito degli onesti", ma preferisco "partito dei martiri". Ne fanno parte i proprietari delle piccole e medie imprese, i loro dipendenti e i lavoratori autonomi, come i tassisti o gli artigiani. Questi cittadini, che lavorano sodo e pagano regolarmente le tasse, dimostrano che la tesi diffusa in Europa secondo cui i greci sono pigri e scansafatiche è completamente falsa. Il partito dei martiri è il più numeroso. Eppure non è abbastanza forte da stringere alleanze vantaggiose, e alla fine viene sfruttato da tutti. I martiri sono i greci più colpiti dalla crisi.

[...] C'è poi il terzo gruppo, che chiamerò il "partito del Moloch". Questo partito recluta i suoi militanti nell'apparato dello stato e nelle imprese pubbliche, ed è diviso in due correnti: da una parte ci sono gli impiegati e i funzionari pubblici, dall'altra i sindacalisti. Il partito del Moloch è la componente esterna al parlamento su cui fa affidamento il partito che si trova di volta in volta al governo. Ed è anche il garante del sistema clientelare, perché è composto in gran parte da quadri e funzionari di partito.

[...] La quarta e ultima fazione della società greca è quella che mi preoccupa di più. E' il "partito dei senza futuro", tutti quei ragazzi greci che passano la giornata seduti davanti al computer cercando disperatamente su internet un lavoro in qualsiasi parte del mondo. Non diventeranno Gastarbeiter (lavoratori immigrati) come i loro nonni, che negli anni sessanta partirono dalla Macedonia e dalla Tracia per andare a cercare un lavoro in Germania. Questi ragazzi hanno una laurea e a volte perfino un dottorato. Ma dopo gli studi li aspetta la disoccupazione.

Il Liechtenstein nello spazio Schengen 20.12.11

Il principato del Liechtenstein entra a far parte dello spazio Schengen.
E' il ventiseiesimo stato europeo. Il quarto extra UE dopo Norvegia, Islanda e Svizzera.

L'Europa è sempre stata a più velocità 09.12.11

C'è chi in questi giorni si straccerà le vesti per la frattura tra Regno Unito e Unione Europea. No, l'Europa non è spaccata in due, rifate i conti.
C'è chi titolerà a caratteri cubitali sulla fine dell'Unione. Chi da euroscettico stapperà bottiglie.
La verità è che l'Europa è sempre stata a più velocità e in molteplici settori.
Giusto a titolo di esempio: lo SME, la Convenzione di Schengen, la UEO, il Trattato di Prüm, la NATO, l'euro, la CED, l'ESA. E oggi un'unione fiscale e qualcosa di molto simile ad una politica.
Storicamente gli innovatori si sono sempre spinti avanti, i ritardatari si sono sempre adeguati presto o tardi all'acquis comunitario.

La verità è che l'Europa oggi è più forte, là dove il Regno Unito che sperava di far saltare il banco per un mero interesse particolare si ritrova circondato da un continente che andrà avanti senza aspettare gli scettici e gli egoisti.

L'unione fiscale e gli splendidi isolazionisti 09.12.11

Da tempi non sospetti su queste pagine si afferma che la crisi del debito e le conseguenze sulla moneta unica possano trasformarsi opportunità per l'Unione Europea.
Oggi sembra confermarsi questa visione. La zona euro si rafforza. Possiamo girarci attorno quanto vogliamo, ma oggi nasce l'unione fiscale e con essa, inevitabilmente, il primo embrione di unione politica.
La profezia dell'euro inizia dunque ad avverarsi.
Fatto strabiliante sei nazioni, di cui cinque futuri membri della moneta unica più la Danimarca, decidono su base volontaria di cedere parte della loro sovranità fiscale a Bruxelles per allinearsi all'eurozona. Svezia e Repubblica Ceca attenderanno un passaggio parlamentare prima di aderire con tutta probabilità in un vicino futuro.

Regno Unito e Ungheria decidono invece di tirarsi fuori. Budapest sceglie di diventare se possibile ancora meno influente di quanto già non sia oggi, anche se in mattinata giunge la notizia che anche nell'estremo oriente dell'Unione si percorrerà una via parlamentare per decidere se aderire o meno.
Londra preferisce ritirarsi nel suo splendido esilio dorato. Il governo Cameron sceglie di pesare meno in Europa, non senza essersi prima inimicato un continente intero e aver ricevuto una gelida accoglienza in patria.
Cameron ha scommesso il destino del suo paese sulla sua personale convinzione di una prossima dissoluzione dell'euro; ora il Regno Unito si trova ora in una situazione spiacevole. Finire isolato all'interno di un continente che sceglie volontariamente di integrarsi o necessariamente aderire alla zona euro, a quel punto con enormi sacrifici.

La Croazia alla porta dell'Europa 09.12.11

La Croazia firma il trattato di adesione all'Unione Europea. A luglio del 2013 ne diverrà il 28esimo stato, il secondo dei Balcani.

I piani di salvataggio per l'Europa 07.12.11

A 48 ore dal giorno del giudizio il piano di rigore e riforme, proposto da Merkel e Sarkozy per dotare l'Unione di una politica fiscale e una governance per quanto possibile comune che scongiuri la mancanza di fiducia che grava sull'area euro, viene affiancato dalla proposta dei presidenti Van Rompuy e Barroso che punta sulla modifica del fondo di salvataggio EFSF tale da permettere la ricapitalizzazione diretta delle banche e l'emissione nel breve termine di titolo di debito del tutto paragonabili agli eurobond.

Salvataggi epistolari 07.12.11

Screenshot della lettera di Merkel e Sarkozy

La lettera di Merkel e Sarkozy al presidente Van Rompuy sul piano franco-tedesco per una governance economica e fiscale europea.

In Europa c'è ancora voglia di Europa 05.12.11

La vittoria del centro sinistra di Zoran Milanovic, a quattro giorni dalla firma del trattato di adesione all'Unione Europea, segna per la Croazia la consapevolezza che un disegno fortemente europeista è imprescindibile nonostante la crisi e i dubbi che essa solleva.
L'Unione resta un approdo naturale e prioritario per chi ha a cuore la costruzione di un continente basato su valori e interessi comuni.

L'unione fiscale 02.12.11

L'Europa sta affrontando la sua più grande sfida. L'euro ha dimostrato il suo valore. E' stabile.
Ma è molto più di una valuta. Rappresenta la volontà dell'Europa di unirsi per affrontare le sfide globali.

[...] Chiunque, pochi mesi fa, avesse detto che alla fine di quest'anno avremmo preso provvedimenti seri e concreti verso un'unione fiscale europea sarebbe stato preso per pazzo.
Oggi tutto questo è all'ordine del giorno. Ci siamo quasi. Naturalmente ci sono difficoltà da superare, ma la necessità di una tale azione è ampiamente riconosciuta.

[...] Non stiamo solo pensando a un'unione fiscale, stiamo iniziando a crearla.

L'eurocrisi affrontata con la fermezza tedesca del cancelliere Merkel, nel suo discorso al Bundestag.

Prima che sia troppo tardi per l'Europa 25.11.11

L'Economist torna a battere sulla crisi del debito e di credibilità in Europa con un editoriale estremamente pessimista sul futuro della moneta unica.
Le ricette sempre più urgenti e imprescindibili per uscire dalla spirale recessiva restano le stesse conosciute e citate da tempo: una BCE che si comporti da vera banca centrale, maggiore integrazione fiscale e politica, titoli di debito continentali, politiche di sviluppo e crescita, una Germania finalmente protagonista che abbandoni paure, egoismi e miopie per aprirsi ad un futuro comunitario.

La via verso gli eurobond 20.11.11

Un mix di politica fiscale comune, conti sotto stretta sorveglianza da parte degli ispettori di Francoforte e Bruxelles, amministrazione controllata per i paesi in stato di stress. Le condizioni per l'emissione, in tempi non troppo lunghi, di titoli obbligazionari continentali che ridiano fiato e fiducia all'euro e alla ripresa economica.

Per mercoledì prossimo è prevista l'adozione di un documento (cosiddetto Libro verde) in cui [la Commissione Europea, n.d.r.] presenta tre proposte di euro-obbligazioni e sottolinea che anche la sola prospettiva di future emissioni di questi titoli - cioè un effetto annuncio - potrebbe "potenzialmente e velocemente alleviare" l'attuale crisi dei debiti sovrani. In particolare si tratta della completa sostituzione delle emissioni di titoli pubblici nazionali con Eurobond garantiti da tutti i Paesi di Eurolandia, della sostituzione parziale e di una sostituzione parziale senza garanzie congiunte con una responsabilità pro-quota che resterebbe ai singoli Stati.

La diplomazia degli insulti 07.11.11

Infografica suli insulti tra leader europei

La politica europea ha spesso toni accesi.
Businessweek presenta un'infografica che raccoglie isulti ed epiteti tra leader europei.

Suggerimenti dalla Grecia 06.11.11

Il premier greco George Papandreou fa un passo indietro per permettere la creazione di un governo tecnico di larghe intese, a tempo, per attuare le riforme necessarie al paese per non affondare.

Ogni riferimento a eventi italiani è puramente casuale.

Fuck you Papandreou 04.11.11

Il sentimento degli europei sulla crisi del debito greco in un irriverente video musicale.

Sorvegliati speciali 04.11.11

In tre anni nessuna iniziativa politica, messa in atto dal nostro governo e dall'attuale maggioranza, è stata capace di incidere sull'economia in maniera efficace e significativa.
Non riesco davvero a scorgere lati negativi nella notizia che la gestione economico-finanziaria del sistema Italia, in attesa di nuove elezioni, sarà presa in carico dal Fondo Monetario Internazionale e da Bruxelles.

La mano di Papandreou 03.11.11

Il bluff inizia a dare i suoi frutti.
Il terrore dei mercati alla prospettiva di un referendum in Grecia sul piano di salvataggio costringe le opposizioni a lavorare con il Pasok per cercare un compromesso che porti a un governo di unità nazionale (o quanto meno di transizione).
Resta l'incognita elezioni anticipate. Per Papandreou sarebbero disastrose, per l'opposizione di centro destra il naturale compimento del percorso di transizione.

Intanto il resto dell'eurozona risponde al bluff alzando la posta. L'euro può fare a meno della Grecia. La solidarietà europea non può essere tenuta sotto scacco continuo dal ricatto di Atene.

Il bluff di Papandreou 01.11.11

Il premier greco Papandreou gioca col fuoco.
L'annuncio di indire un referendum per accettare o meno il piano di aiuti da 110 miliardi di Unione Europea, BCE e FMI è un bluff basato sul supposto senso di responsabilità dei greci.
Accettare sacrifici e salvare il paese o essere annientati dormendo il sonno dei duri e puri.

Un bluff azzardato che si disputa su un campo greco, ma che si gioca sulle spalle di tutti gli europei.

Merkozy 31.10.11

Il presidente Sarkozy e il cancelliere Merkel

Storia per immagini di una relazione tra un presidente e una cancelliere che hanno tenuto insieme l'Europa.

Come abbiamo salvato l'Europa 27.10.11

Bruxelles trova la quadra per preservare l'euro e spingere avanti una nuova stagione per l'Europa che dovrà necessariamente passare attraverso una più stretta e centralizzata unione fiscale e politica.

Attraverso la ricapitalizzazione delle banche, il dimezzamento del debito greco e l'aumento del fondo salva stati EFSF i piccoli leader europei - Sarkozy e Merkel in testa - si sono ritrovati grandi insieme, scegliendo di passare alla storia come rifondatori dell'Unione invece di essere ricordati come i becchini del sogno europeo.

Le tre preoccupazioni dell'Europa 26.10.11

Gli esiti del voto di domani al parlamento tedesco sul fondo EFSF, del voto del parlamento greco sull'esito del summit europeo e di una sempre probabile implosione del governo italiano decideranno buona parte del futuro dell'Europa.

Magnifico isolazionismo 24.10.11

C'è chi pensa nel Regno Unito che l'Unione Europea sia accettabile come mercato unico, ma diventi un peso quando assurge a casa comune di mezzo miliardo di europei.

Si accettano i benefici e si respingono gli oneri. Molto facile in tempi di crisi come questi.
Altresì molto poco lungimirante, come la destra targata Cameron sa essere.

Google, Europa 24.10.11

Dopo l'esperienza di Topeka, Google potrebbe continuare la sperimentazione della sua rete in fibra ottica a 1 Gbps nell'Unione Europea.

L'unione acconsente alle nozze tra Microsoft e Skype 07.10.11

I rilievi di Messagenet non sono stati accolti dalla Commissione Europea che ha dato il via libera all'acquisto di Skype da parte di Microsoft.
La concorrenza in Europa non sarà a rischio dopo la maggiore acquisizione di sempre del gruppo di Redmond.

Nessun confine nell'Unione Europea, neanche televisivo 04.10.11

Per la Corte di giustizia dell'Unione Europea non possono esistere limiti territoriali sul continente per la trasmissione degli incontri di calcio. Le leghe calcio europee non possono più vendere i diritti televisivi su base nazionale, perché ciò è contrario al diritto della concorrenza nell'Unione.

E' una rivoluzione per il nostro mercato televisivo. Ora i privati hanno diritto ad utilizzare le loro schede tv prepagate o abbonamenti ovunque nei 27 paesi. Qualcosa di paragonabile alla sentenza Bosman sui trasferimenti dei calciatori comunitari.

La decisione della corte arriva in risposta alla denuncia delle squadre della Premier League contro la titolare di un pub di Portsmouth che proiettava incontri del campionato inglese sfruttando una scheda greca.

L'azienda italiana che si oppone all'acquisizione di Skype da parte di Microsoft 30.09.11

Il 7 ottobre la Commissione europea deciderà se accogliere o meno l'istanza presentata da Messagenet, secondo cui Microsoft dovrebbe impegnarsi a soddisfare due requisiti prima di rendere valida l'acquisizione di Skype in Europa.

La prima richiesta prevede di rendere opzionale l'installazione del software VoIP su Windows, proprio come avviene per i browser.
La seconda imporrebbe a Microsoft di aprire il protocollo di Skype ai servizi di terze parti.

Per il New York Times la sentenza del commissario europeo Almunia potrebbe obbligare Microsoft a ritardare l'uscita di Windows 8, che secondo le indiscrezioni prevede l'integrazione dei servizi di Skype nel sistema operativo.

L'unione fiscale vista da Bruxelles 28.09.11

Quanto emerge dal discorso del presidente Barroso sullo Stato dell'Unione è il primo passo verso un'unione fiscale.
Tutto molto complicato da attuare, ma necessario per superare le sfide che ci attendono e costruire un'Europa più stabile, forte e responsabile.

Eurobond.

Una volta che l'eurozona si sarà dotata degli strumenti per garantire integrazione e disciplina, l'emissione di debito comune sarà un passaggio naturale e vantaggioso per tutti.

La fine delle decisioni prese all'unanimità, per la quale sarà necessario modificare i trattati.

Il passo non può essere dettato dal più lento.

Tobin Tax. La tassa prende il nome da James Tobin che la propose nel 1972 e colpirà tutte le transazioni finanziarie, escluse quelle generate nei rapporti delle banche con la clientela privata a meno che non si tratti di un acquisto di bond o azioni. Se adottata, dal 2014 genererà un gettito annuo tra i 50 e i 57 miliardi di euro.

E' eticamente giusta, tecnicamente fattibile, economicamente sostenibile.

L'Europa si costruisce ora 27.09.11

La finestra di poche settimane per salvare l'euro e uscire dalla crisi del debito sovrano sarà l'occasione per raggiungere un'unione fiscale e dunque politica o dire addio al progetto di Unione Europea e al nostro futuro.

Sept 27 Greek parliament votes on unpopular new property tax.
Sept 28 Finnish parliament votes on new powers for the European financial stability facility, the eurozone bail-out fund.
Sept 29 German parliament due to ratify the EFSF, but will Chancellor Angel Merkel win over her coalition partners?
Oct 3 Eurozone finance ministers meet in Luxembourg.
Oct 11 Slovak parliament votes on the EFSF, the last eurozone member to do so.
Oct 13 Eurozone ministers could meet again to sign off on a Greek aid tranche.
Oct 14 G20 finance ministers meet in Paris Mid-Oct Greece starts to run out of money.
Oct 17-18 Herman Van Rompuy, European Council, president, will make proposals on fiscal union at an EU summit.
Nov 3-4 G20 summit in Cannes.
Dec Talks begin on next aide tranche for Athens.
Dec 9 EU summit at which leaders to discuss increasing EFSF at summit and fiscal unionarly 2012 German parliament votes on a permanent bail-out fund to replace the EFSF.

L'Europa ha ancora il suo fascino 27.09.11

Kiev ha scelto Bruxelles. L'Ucraina sceglie di seguire la via dell'accordo di associazione con l'Unione Europea allontanandosi dalla sfera di influenza russa.

Le risorse naturali di Cipro 27.09.11

Lo sfruttamento delle risorse naturali di Cipro apre un nuovo capitolo di tensioni tra Unione Europea e Turchia.

Stando alle ultime notizie, la Turchia, insieme al governo della parte turca di Cipro, si sta preparando a rispondere alla decisione della Repubblica di Cipro di dare inizio alle trivellazioni per il gas naturale in una zona del mar Mediterraneo che Nicosia ritiene di sua competenza e che invece per i turchi è ancora contesa. Questa disputa è di fatto inesistente per l’Unione europea, che considera legittimo solo il governo della Repubblica di Cipro, suo paese membro, nonostante la spaccatura tra il sud e il nord che dura dall’intervento militare turco del 1974.

La Turchia ha annunciato che, grazie a un accordo tra i turcociprioti e la società petrolifera turca Tpao, presto saranno ultimati i preparativi per cominciare a estrarre petrolio e gas in aree del Mediterraneo che Ankara considera sotto la sovranità turcocipriota, nonostante il parere contrario di Unione europea e Onu. E' un’iniziativa che rischia di aggravare la tensione.

Buoni motivi per tenere la Turchia fuori dall'Unione 18.09.11

La Turchia fa sapere che se l'Unione Europea proseguirà nell'intenzione di assegnare la presidenza di turno a Cipro nel secondo semestre 2012, senza che prima siano conclusi i negoziati di pace, è pronta a congelare le relazioni con Bruxelles.

Dal 1974 l'isola è divisa in due in seguito all'invasione della zona nord da parte dell'esercito turco. L'autoproclamatasi Repubblica Turca di Cipro del Nord è uno stato fantoccio riconosciuto solo da Ankara.
Cipro, nella sua interezza, fa parte dell'Unione Europea dal 2004. Dal 2008 la parte sud ha adottato l'euro.

70 anni di copyright 12.09.11

Nel mondo oltre i confini della fantasia il Consiglio dell'Unione Europea ha deciso di estendere il copyright da 50 a 70 anni in favore di interpreti e produttori di musica, con l'intento dichiarato di proteggere gli artisti anche nell'autunno della vita.

Nel mondo reale si continua ad ascoltare musica scaricata da canali più o meno legali grazie ad internet.

L'Europa a più velocità 05.09.11

Berlino è sempre più intenzionata ad accelerare l'integrazione politica e fiscale dei paesi dell'area euro anche senza il beneplacito della Commissione, in un'inedita alleanza che vede la cancelliera Merkel e buona parte della CDU sulle stesse posizioni di SPD e Verdi contrapposti alla strenua opposizione della CSU e dei liberal democratici del FDP.

Un progetto che non solo sarebbe un buon viatico per uscire dalla crisi, ma diverrebbe la summa del sogno di un'Europa unita senza compromessi.

Gli eurobond di Prodi 23.08.11

EuroUnionBond. La proposta tanto spannometrica quanto di difficile attuazione di Romano Prodi e Quadrio Curzio.

Gli EuroUnionBond (Eub). La nostra proposta è che bisogna innovare di più con il varo di un Fondo finanziario europeo (Ffe) che emetta Eub con quattro caratteristiche che ricomprendono alcune delle precedenti.

1) Il Ffe dovrebbe avere un capitale conferito dagli Stati Uem in proporzione alle loro quote nel capitale della Bce. Il capitale dovrebbe essere costituito dalle riserve auree del Sistema europeo di banche centrali (Sebc) che sono la maggiori al mondo con circa 350 milioni di once per un controvalore intorno ai 450 miliardi di euro. Per mettere l'oro a garanzia vanno modificati gli statuti del Sebc e della Bce (anche con riflessi sui Trattati europei, ma non sul Central banks gold agreement che tratta delle vendite di oro), enti che potrebbero anche diventare azionisti, in quanto conferenti, del Ffe. Supponendo che il capitale versato del Ffe sia di 1.000 miliardi di euro, ogni Stato membro della Uem dovrà conferire oltre all'oro altri capitali anche in forma di obbligazioni e azioni stimate a valori reali e non a prezzi di mercato sviliti.

L'Italia dovrebbe conferire 180 miliardi di euro in totale di cui 79 milioni di once in riserve auree, valutabili oggi a circa 101 miliardi di euro, più altri 79 miliardi di euro che a nostro avviso dovrebbero essere azioni di società detenute dal ministero dell'Economia (Eni, Enel, Finmeccanica, Poste ecc). Società che oggi non sono privatizzabili, dati i prezzi di mercato. Con questi conferimenti il timore tedesco di pagare i debiti altrui dovrebbe placarsi. La Germania dovrebbe versare al Ffe 270 miliardi di euro di cui 140 miliardi sono 109 milioni di once d'oro e 130 altri valori. La Francia dovrebbe versare 200 miliardi di cui 100 con i 78 milioni di once d'oro e 100 in altri valori. Sarebbe importante che Italia, Germania e Francia conferissero a complemento dell'oro azioni di società settorialmente omogenee nell'energia, nelle telecomunicazioni, nei trasporti.

2) Il Ffe con 1.000 miliardi di euro di capitale versato potrebbe fare una emissione di 3.000 miliardi di Eub con una leva di 3 e durata decennale (e oltre) al tasso del 3% eventualmente variabile dopo un certo periodo. Altre garanzie si potrebbero aggiungere con impegni giuridici degli Stati Uem. L'onere di interessi sarebbe di 90 miliardi di euro all'anno pari oggi a circa l'1% del Pil della Uem pagabile sia con i profitti del conferimento del capitali azionari al Ffe sia con una quota dell'Iva dei Paesi della Uem, sia con gli interessi di cui diremo. Quanto detto è ovviamente adattabile in vari modi su tassi, scadenze, rimborsi degli Eub e magari loro convertibilità in azioni. Ma la sostanza non cambia.

3) Il Ffe dovrebbe dividere in due parti i 3.000 miliardi raccolti con gli Eub.Per far scendere dall'attuale 85% al 60% la media del debito della Uem sul Pil verso il mercato il Ffe dovrebbe rilevare 2300 miliardi dei titoli di Stato dei Paesi della Uem. L'Italia scenderebbe al 95% del debito su Pil verso il mercato mentre per il restante 25% sarebbe debitrice verso il Ffe. La Francia e la Germania scenderebbero sotto il 60% di debito su Pil verso il mercato. I rimanenti 700 miliardi della citata emissione dovrebbero andare a grandi investimenti europei anche per unificare e far crescere imprese continentali nella energia, nelle telecomunicazioni, nei trasporti delle quali il Ffe diverrebbe azionista.

I vantaggi di questa emissione di Eub sarebbero enormi. Ne citiamo solo due. Il primo è che il Ffe non sarebbe opportunistico ma stabilizzante nella gestione dei titoli di Stato nazionali da detenere su lunghe durate rendendo così molto difficile anche la speculazione. Il secondo vantaggio sarebbe un mercato degli Eub di grandi dimensioni e una raccolta a interessi in media più bassi rispetto ai titoli nazionali di quasi tutti i Paesi Eum. Data anche la natura del Ffe e degli Eub, che hanno garanzie reali, diverrebbe realistico attrarre investitori molto liquidi come i Fondi sovrani che si stima abbiamo oggi asset intorno ai 4.200 miliardi di dollari, ovvero circa 3.000 miliardi di euro, che nessuna emissione di titoli di Stato della Uem può servire se non in piccola parte. In tal modo gli Eub possono davvero diventare competitivi nei confronti dei titoli del tesoro Usa dei quali la Cina vuole alleggerirsi.

Esiste una soluzione alla crisi del debito europeo e si chiama politica fiscale comune. Ovvero unione politica e finanziaria.
Un modello che rilanci lo sviluppo a livello continentale invece che in 27 piccole parti componibili.

Europa baltica 19.08.11

Dall'URSS all'Unione Europea.
Vent'anni di sfide e di successi per le tre repubbliche baltiche.

Il governo (economico) europeo 16.08.11

Eurocouncil. La proposta dell'accoppiata Merkel Sakozy per dotare l'area euro di un governo economico che si riunisca una volta al mese, composto dai capi di stato e di governo e con un presidente eletto per 2 anni e mezzo. La scelta iniziale potrebbe ricadere sul presidente dell'Unione Herman Van Rompuy.
E poi pareggio di bilancio nelle Costituzioni di tutti gli stati e tasse sulle transazioni finanziarie.

L'Europa si appresta a raggiungere un'unione economica e politica, dopo quella monetaria.
Quello che non è stato possibile per via di classi dirigenti non altezza potrebbe concretizzarsi grazie alla spinta della crisi finanziaria.

E' una crisi del debito pubblico non dell'euro 02.08.11

Il punto di vista del presidente Van Rompuy sulla crisi finanziaria europea.

il est impératif de garder à l'esprit qu'il ne s'agit pas d'une crise de l'euro. Depuis la crise financière de 2008, tous les pays développés font face à un accroissement de la dette publique. Etant donné l'interdépendance de leurs économies, comme nous l'avons clairement vu par nous-mêmes dans l'UE, il est dans l'intérêt de tous que chaque pays trouve une solution à ce fardeau, adaptée à ses propres besoins, qui aura un effet direct sur les emplois et la croissance dans les années à venir.

La croissance économique a redémarré en Europe et se situe en moyenne à 2,5 % dans les Etats d'Europe de l'Ouest. Les pays participant à des programmes de prêt retrouveront le chemin de la croissance en 2012. Dès que les consommateurs et les entreprises verront que les niveaux d'endettement et les déficits baissent, cela aura un effet positif supplémentaire qui sera de nature à stimuler la confiance des consommateurs et les investissements des entreprises. Cette situation sera avantageuse pour tout le monde.

Da destra a sinistra 29.07.11

Screenshot del Guardian

38 anni di alternanza nei governi del Vecchio Continente, entrati a far parte dell'Unione Europea, in un'animazione del Guardian.

Tenete d'occhio Cipro 28.07.11

La possibile insolvenza di Cipro preoccupa Bruxelles.
Si rischia un nuovo caso Islanda, questa volta nel Mediterraneo.

Così abbiamo salvato l'Europa 22.07.11

Un nuovo piano di aiuti per 109 miliardi di euro.
I privati - ovvero banche, fondi pensionee assicurativi - sosterranno il salvataggio su base volontaria con 135 miliardi in 9 anni.
Gli Stati membri si indirizzano verso nuova governance economica. Si rafforzerà il Patto di stabilità e verranno introdotti nuovi strumenti di sorveglianza sul bilancio.
I prestiti per i paesi per Grecia, Irlanda e Portogallo verranno estesi dagli attuali 7 anni e mezzo a un minimo di 15 anni e un massimo di 30 anni, riducendone il tasso di interesse a circa il 3,5%.
Si aumenta la flessibilità del fondo salva-Stati. Ora potrà intervenire per finanziare la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie con prestiti ai governi anche non coperti da programma di aiuti e acquistare il debito dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario. E' un primo passo verso gli Eurobond.
Infine la Commissione Europea ha presentato una proposta per ridurre il peso delle agenzie internazionali di rating.

Quello che viene già definito il nuovo piano Marshall per salvare la Grecia e mettere al sicuro l'area euro e l'Unione Europea è stato accolto con euforia dai mercati.
L'unione monetaria ha fatto il suo primo passo verso l'unione finanziaria.

Gli israeliani e l'Europa 14.07.11

A dispetto di quanto si tende a credere gli israeliani sono ferventi europeisti. L'81% sarebbe favorevole all'ingresso dello stato di Israele nell'Unione Europea.

Gli occhi puntati sull'Italia 11.07.11

La crisi del debito europeo si fa raggelante per la Spagna e l'Italia.

La stagnazione della nostra economia, legata all'assenza di un piano di Governo credibile o meglio all'assenza di credibilità dello stesso Governo mette a rischio il nostro futuro e quello dell'Unione.
La speculazione internazionale, lo spread sempre più marcato tra BTP e Bund e la conseguente paura che investe il mercato obbligazionario ci costringerà, volenti o nolenti, a tornare seri.

Il primo passo sarà uscire dal nostro orticello recintato e a guardare a Bruxelles non più come a un nemico, ma come a un partner capace di rimettere in funzione il motore della nostra economia malata e fatta a pezzi da quindici anni di allegri governi di centro destra.

Serietà è la parola chiave. Prima ancora di lavoro, ripresa e debito.
Sulla serietà di giochiamo il futuro nei prossimi cinque anni. Le scelte che compiremo in questo lasso di tempo costituiranno l'eredità che il nostro paese e l'Europa potranno spendere in futuro.

Prima ci libereremo di un puttaniere con manie di persecuzione, di un sedicente premio nobel in nuce, di un giurista prestato all'economia e di quel drappello di marionette intente a travestirsi da statisti e prima riacquisteremo prestigio internazionale. Il che tradotto equivale a una poderosa iniezione di fiducia nel mercato.

Serietà. Tenetelo a mente.

Il tunnel solare 21.06.11

La linea ferroviaria ad alta velocità che collega Parigi ad Amsterdam è stata coperta da una galleria di 16.000 pannelli solari nei pressi di Anversa.

Il parlamentare europeo in tutti noi 21.06.11

L'ottimo VoteWatch.eu, il sito che monitora il comportamento dei parlamentari europei, mette a disposizione un tool per verificare il nostro orientamento politico sulle risoluzioni discusse dalla camera bassa d'Europa.

Il 28esimo membro dell'Unione Europea 10.06.11

La Commissione Europea ha dato il via libera all'ingresso dela Croazia nell'Unione Europea.
Il paese dal primo luglio 2013 diverrà il 28esimo membro e la seconda nazione dell'ex Jugoslavia a entrare nella comune casa europea.

Draghi alla BCE 16.05.11

I ministri dell'eurozona indicano Mario Draghi come prossimo presidente della BCE.

I passaggi tecnici prevedono ora l'avvallo dell'Ecofin di domani, l'esame non vincolante del Parlamento Europeo in forma scritta e in audizione davanti alla Commissione affari economici e monetari, il parere non vincolante sia del Consiglio direttivo della BCE e il 24 giugno la nomina ufficiale a maggioranza da parte dei capi di Stato e di governo dell'Unione Europea.

Smantellare l'Europa 13.05.11

Siete davvero sicuri che tornare ai nostri piccoli confini, con i nostri dazi medievali, alle nostre purissime razze miste, con le nostre deboli valute, in mano alle nostre miopi classi dirigenti, capaci a malapena di inseguire la pancia dei peggiori minus habens continentali, sia la soluzione migliore ai problemi e alle aspettative di mezzo miliardo di persone?

Perché stanno iniziando seriamente a pensare a come smantellare Schengen mattone per mattone per poi passare a tutti gli altri pilastri dell'Unione e noi non stiamo muovendo un dito.

Pensioni di fatto 11.05.11

Se il sistema pensionistico di un paese membro dell'Unione europea prevede vantaggi e pagamenti addizionali di rateo per chi è sposato, allora questo vantaggio deve valere anche per le coppie di fatto. Negarlo vuol dire rischiare d'introdurre discriminazioni sessuali.

La sentenza di cristallino buon senso con cui la Corte europea di giustizia ha accolto il ricorso di una coppia omosessuale di Amburgo potrebbe ora costituire un effetto domino in tutta l'Unione.

La Danimarca sospende il trattato di Schengen 11.05.11

Così se ne va l'Europa.
Torniamo al nostro piccolo orticello recintato.

Sperando che alla fine ad acquisirci saranno gli USA e non la Cina.

Le stelle non vanno più di moda 09.05.11

Neanche Google se lo è ricordato, ma oggi in tutta l'Unione Europea si dovrebbe celebrare la Festa dell'Europa, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di uno spazio economico comune europeo delle riserve di carbone e acciaio. Per gli amici la CECA, pilastro della futura CEE e dall'odierna Unione.
Il superamento di secoli di guerre fratricide che ha regalato a questo continente e al mezzo miliardo di cittadini che lo popolano qualcosa come una sessantina d'anni di pace, progresso e prosperità. Uniti nella diversità.
Una pax europea perduta sin dai tempi dell'Impero romano.

Oggi, in mancanza di una leadership all'altezza, si preferisce dar voce alle più grette pulsioni xenofobe e a un miope egoismo politico incapace di governare le sfide che un mondo divenuto villaggio globale ci pone innanzi.

EurHope 09.05.11

Nessun sventolio di bandiere blu stellate al numero 10 di Downing Street nel giorno della Festa dell'Europa.

Non si potrà dire che il premier Cameron non sia coerente con l'ormai ben noto celolunghismo anti-europeista delle destre continentali.

L'Europa parlerà all'ONU 04.05.11

Le Nazioni Unite cambiano idea concedendo il diritto di parola all'Assemblea Generale al rappresentante dell'Unione Europea, grazie al nuovo status di super osservatore.
Nessun diritto di voto e il candore di Catherine Ashton sul futuro diplomatico dell'UE all'ONU.

I believe in the collaboration between the European Union and the United Nations and I have made it part of my remit to ensure that the European Union works as closely as possible with the United Nations as we seek to rise to the challenges that we face across the world.

Una svolta epocale che inciderà sulla struttura stessa dell'organizzazione.
Permettere a Herman Von Rompuy di parlare dal palco dell'Assemblea rappresentando buona parte del continente apre le porte ai blocchi regionali dall'Unione Africana alla Lega Araba, superando il concetto di Stati.

Tre punti per riscrivere il trattato di Schengen 26.04.11

Uno: chiedere all'Ue di fare di più per aiutare i paesi del Nord africa per il contenimento dell'emigrazione, dunque con aiuti e strategie per fermare l'esodo e bloccare i trafficanti di uomini. Due: invocare piena solidarietà in seno all'Unione per chi è in prima linea, anche nella distribuzione dei rifugiati. Tre: stringere la sorveglianza alle frontiere e rivedere le regole per la libera circolazione senza incrinarla.

Già che ci siamo aggiungerei un quarto punto. Impedire la libera circolazione agli imbecilli. L'Europa ne gioverebbe grandemente.

Schwarzenegger presidente europeo 20.04.11

Il rumor del giorno è la voce fatta circolare dallo staff di Arnold Schwarzenegger secondo cui l'ex governatore della California avrebbe l'intenzione di candidarsi alla carica di presidente dell'Unione Europea come successore di Herman Van Rompuy.
La fortuna politica di Schwarzenegger in America non ha ulteriori sbocchi, in quanto austriaco di nascita non può ambire alla Casa Bianca.

I veri finlandesi 17.04.11

Timo Soini leader dei Veri Finlandesi

Le facce sveglie, dell'ultradestra ignorante e populista che avanza Europa, si assomigliano da Varese a Rauma.

Ecco come l'avanzata del partito dei Veri Finlandesi, guidati da Timo Soini, può compromettere gli accordi in seno all'Unione per il salvataggio finanziario del Portogallo.

Unlike other Eurozone states, Finland puts requests for bail-out funds to a majority vote in parliament and risks defeat at the hands of an opposition coalition of the True Finns and Social Democrats, also sceptical of eurozone loans.

An EU bail-out of Portugal, expected in June, must be approved unanimously by all 17 eurozone members and a Finnish Ei, or No, could plunge Europe's single currency into a new crisis.

[...] Timo Soini, the leader of the True Finns, has pledged to work to block the Portuguese bail-out, sparking alarm in Brussels and across other EU capitals.

"The party is over," he said. "Why should Finland bail anyone out? We won't hand over more Finnish money to be burned in the fire."

I rimpianti di Emma Bonino sul fallimento europeo 11.04.11

«Il modello politico italiano sta facendo scuola in Europa, l'infinita transizione italiana, iniziata 17 anni, si sta espandendo oltre confine. Anzi, la peste italiana si è trasferita in Europa: non solo perché certi modelli politici nostrani prendono piede in altri stati membri, ma anche e soprattutto perché le istituzioni europee rinunciano a fare il loro mestiere. Come da noi». L'ex ministro e commissario europeo la spiega così: «Ogni paese, in Europa, fa le sue leggine per sé. Ognuno protegge il suo orticello. I microinteressi nazionali o subnazionali sono ormai egemoni nel processo politico europeo. La tendenza al localismo e al particolarismo è fondativa di questa coalizione di governo e di questo blocco politico fin dall'inizio. Così facendo, però, l'Europa politica non solo si ferma, ma si sfascia». La vittoria di un antieuropeismo che ha visto nel centrodestra italiano un suo avamposto la si vede chiaramente oggi «nella debolezza assoluta della Commissione di Barroso, che ormai si è ridotta a serva delle decisioni prese dal Consiglio, cioè dall'organo che riunisce i singoli governi nazionali. Del resto la Francia ha sempre pensato a un modello di Europa delle patrie, di una somma delle nazionalità: solo che così facendo si distruggono anche le patrie, perché nessun paese da solo è in grado di affrontare i passaggi chiave di quest'epoca, o di sedersi al tavolo con Russia, India, Cina o Stati Uniti. Questo può farlo solo l'Europa, e nessuno stato membro, neanche la Germania o la Francia». Sarebbe bello, prosegue Emma Bonino, che ogni tanto l'Europa politica facesse battaglie a tutela di se stessa e del proprio rafforzamento: «Sarebbe già un successo se ogni tanto la Commissione facesse proposte impopolari agli occhi dei governi nazionali e del Consiglio, anche a costo di farsele bocciare. Almeno si capirebbe che l'Europa vuole esistere al di là delle resistenze nazionali. E invece no: quando si capisce che una proposta non passerebbe in Consiglio, neanche la si avanza... Di fatto non abbiamo messo in comune, come europei, la politica di difesa, la politica estera, la politica economica, ma neanche esercitiamo le competenze che abbiamo già».

[...] E invece il dibattito politico italiano e degli altri stati europei è tutto volto alle scadenze elettorali. «Vale per l'Italia, ma anche per Sarkozy o per la Merkel alle prese con le elezioni dei Laender». La politica italiana, in effetti, non offre squarci di novità strutturali in grado di far pensare che quest'epoca ne stia preparando di per sé una migliore. «Già, tanto è nervosa, caotica e veloce negli insulti tanto risulta statica e immobile nelle dinamiche profonde». L'unica cosa sicura è che Berlusconi ha una leadership. «Non c'è dubbio: ha una grande capacità di rischio, oltre che un grande potere. Trattarlo da clown o sottovalutarlo o demonizzarlo non serve a niente, ormai dovrebbe essere chiaro. Lui non sta comunque granché bene, politicamente parlando, ma ancora non esistono alternative serie». Ma a sinistra si riesce a stare peggio di lui... «Dipende. La sinistra che non si pone il problema di governare il paese – penso a Di Pietro, ma direi anche allo stesso Vendola – sta benone. La sinistra che si pone come alternativa di governo sì, effettivamente non sembra in grande salute. Finché si parla di stare contro Berlusconi si può anche trovare un accordo. Ma poi, nel merito: sulla politica economica continuo a non sapere cosa vogliano fare. Sulla riforma della giustizia invece credo di sapere cosa vogliono, e non mi piace, perchè domina una posizione fortemente conservatrice per cui nulla va toccato o cambiato. La politica estera del centrosinistra è molteplice. Questo è il centrosinistra per come lo vediamo oggi. Altre alternative? Penso a Fini, alla sua confusione tra urgenza e fretta e a un'opportunità bruciata da errori e sottovalutazioni gravi. Insomma, grande movimento e nessun cambiamento strutturale all'orizzonte.»

Così l'esponente radicale intervistata da Linkiesta.

Il Portogallo chiede aiuto a Bruxelles 07.04.11

La crisi finanziaria portoghese si acuisce dopo l'azzardata decisione del centro destra di non sostenere il piano di austerity del governo Socrates.
Adesso, in attesa delle elezioni anticipate previste per giugno, Lisbona sommersa dai debiti si ritrova costretta a chiedere aiuto finanziario al fondo di salvataggio previsto dall'Unione Europea. E' il terzo paese, dopo Grecia e Irlanda, ad affidarsi alle casse di Bruxelles per evitare la bancarotta.

Cinque anni e 3.4 milioni di domini dopo 06.04.11

Il compleanno del nome a dominio europeo .eu festeggiato con il nono posto tra i TLD più popolari del mondo.

Gli interessi in Libia e l'intervento militare 21.03.11

C'è almeno un punto su cui il fronte dei pacifisti ha assolutamente ragione, gli interessi in Libia giocano un ruolo fondamentale. E questo vale per tutti gli schieramenti.

Se Russia, Cina, India, Germania e Brasile si sono astenute in Consiglio di Sicurezza alle Nazioni Unite lo hanno fatto non certo per amore della fratellanza dei popoli, ma altresì per specifici interessi economici e geopolitici.
La Russia ha ancora il dente avvelenato per aver dovuto rinunciare a milioni di euro di commesse militari in Libia.
La Cina mal sopporta le rivolte africane. La paura che la democrazia dilaghi mina la sua stabilità interna e rischia di indebolire la sua penetrazione nel continente.
L'India persegue la sua politica di neutralità terzista portata avanti sin dalla fine della seconda guerra mondiale alla testa dei paesi non allineati.
Il Basile ha sempre più bisogno di smarcarsi, senza contrapporsi frontalmente, dal potente alleato nordamericano per ritagliarsi il suo spazio di manovra come potenza regionale emergente.
In Germania si sente odore di elezioni.
In molti di questi paesi poi esistono forti componenti secessioniste che mosse dagli sviluppi politici nel mondo arabo potrebbrero generare nuove fonti di instabilità. Pensiamo alla Cecenia, agli Uiguri e al Tibet, solo per citare i più noti.
Persino nel nostro piccolo giardinetto recintato di prostitute e ricatti federalisti l'unico interesse della Lega Nord contro l'intervento militare è dettato dalla mera paura di ondate immigratorie.

Sarebbe stupido negare che anche l'occidente ha il suo interesse ad essere presente in Libia, ma non bisogna dimenticare che già da anni faceva affari con il rais di Tripoli e con enorme profitto.

L'intervento militare non è privo di rischi, ma è probabilmente la scelta più giusta - e forse tardiva - sul piatto delle opzioni.
La via politica e diplomatica è fallita per l'impermeabilità di Gheddafi alla trattativa. Più volte e da più parti pressioni e offerte di uscite di scena onorevoli sono state poste di fronte al rais e tutti conosciamo le sue risposte, un misto di minacce e farneticamenti.
La guerra civile mieteva vittime inermi ben prima che gli aerei della coalizione scaldassero i motori.
La no fly zone per essere imposta ha bisogno di smantellare la capacità dell'avversario di accedere liberamente al cielo e inibire i suoi tentativi di forzare il blocco, per questo è necessario rendere inoffensive basi, aerei, postazioni mobili e contraerea del nemico. E lo si fa sganciando bombe, disturbando le comunicazione e lanciando razzi.

Giovedì il colonnello Gheddafi era sul punto di schiacciare in modo definitivo la rivolta e aveva iniziato a mettere in pratica la minaccia di stanare e giustiziare i ribelli. Oggi il rischio maggiore è che lo scenario di guerra possa di nuovo impantanassi in uno stallo con una nuova, ma non decisiva, avanzata del fronte rivoluzionario.

La missione, al contrario della guerra del 2003 mossa contro Saddam Hussein, ha il preventivo avvallo delle Nazioni Unite, l'esplicita richiesta dei rivoltosi e il benestare della Lega Araba con tanto di aerei del Qatar che prendono parte all'operazione Odyssey Dawn. I recenti ripensamenti di quest'ultima vanno letti nell'ambito della strategia di tenere il piede in due staffe: non scontentare i popoli arabi desiderosi di riforme e democrazia, ma neppure gettare troppa enfasi sull'invio della cavalleria. In fondo molti dei membri del consesso sono alle prese con manifestazioni analoghe e rivolte interne che potrebbero degenerare e richiedere nuovi interventi mirati.
Qui non si tratta di esportare la democrazia bensì di proteggere un popolo che ha chiesto il nostro aiuto per mettere fine ai massacri, gettando quindi le basi per attuare in futuro quelle riforme che creino le potenzialità per un ripristino dei diritti umani.

Restano i dubbi se l'intervento militare sortirà gli effetti previsti, come anticipato prima non è detto che i ribelli siano in grado di sconfiggere le truppe lealiste sul campo. Eppure proprio l'intervento potrebbe sortire effetti prima insperati di nuove e determinanti defezioni tra le file del regime. E se anche tutto dovesse concludersi per il meglio rimane il dubbio su quale volto assumerà la Libia di domani. Anche se a bocce ferme un mondo in cui Gheddafi non può più nuocere è sempre preferibile a quello in cui il colonnello ha in mano le leve del comando.

Restare a guardare il massacro libico senza alzare un dito sarebbe, al netto di ogni interesse, ignavia.
Reiterare gli errori di un passato di disimpegno di fronte a massacri di civili, basti pensare al Ruanda, sarebbe stato inaccettabile.

Otto cose che l'Italia ci dice dell'Europa 16.03.11

I 150 anni dell'Unità d'Italia visti da oltre Manica.

1. L'Italia come l'Europa e l'Europa come l'Italia non sanno quale storia vogliono raccontare. I festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità ai quali ho preso parte di recente all’ambasciata italiana a Londra sono stati dedicati quasi interamente a due aspetti strettamente collegati tra loro: le donne e l'amore. La serata è stata molto piacevole. Greta Scacchi ha letto alcuni versi meravigliosi tratti dalla Divina Commedia (Amor ch'a nullo amato amar perdona), e un tenore ci ha intrattenuto cantando canzoni d’amore in napoletano, finché è sembrato che mancasse poco a esplodere. In ogni caso si è trattato di un modo alquanto bizzarro per un paese moderno europeo di presentarsi agli amici. L'Unione europea non è neppure in grado di offrirci qualche canzone.

2. Più che una storia, l'Europa ci offre uno stile di vita. L'Italia ne è l'esempio più sfavillante: cibo, vino, moda, sole, orario di lavoro "sociale", vacanze lunghe, bell'aspetto, dolce vita e tutto il resto. Il problema, però, è che di questo stile di vita gode un numero sempre più piccolo di italiani e di europei, e sarà insostenibile senza una riforma radicale dell'economia e del welfare, senza una riuscita integrazione di uomini e donne di origine straniera, molti dei quali musulmani. (Pio II si starà rivoltando nella tomba).

3. La maggior parte degli europei ormai sa più più cose di Berlusconi che di qualsiasi altro politico europeo. Egli è quanto di più vicino ci sia a un personaggio politico pan-europeo. Purtroppo ciò che si sa di lui è soprattutto lascivo e increscioso – per non dire di peggio. E così, invece di un’opera di livello europeo, ci ritroviamo questa operetta di cattivo gusto.

4. Il berlusconismo non è il fascismo, e tuttavia è qualcosa di molto distante dal modello ideale di un'efficiente democrazia social-liberale, quella che gli europei rivendicano metodicamente come specifica dell’Europa. L'Italia non ne è l'unico esempio. L'Ungheria di Viktor Orbán – per prendere a esempio un’altra antica potenza europea citata da Pio II – la segue da vicino. Se dovessimo accorpare in un unico paese immaginario tutti gli aspetti peggiori dei ventisette stati membri dell'Unione europea ne uscirebbe un posticino alquanto sgradevole.

5. I paesi europei devono dare il meglio di sé e dimostrare di essere democratici, liberali e rispettosi della legge per un arco di tempo di circa un anno o due, prima di poter entrare a tutti gli effetti nell'Unione europea. Una volta entrati, però, se ammazzano qualcuno possono anche passarla liscia. (Uso questa frase nell'accezione colloquiale inglese, e non in modo letterale). Se l'Italia di Berlusconi dovesse presentare oggi domanda di ingresso nell’Unione, probabilmente non sarebbe ammessa.

6. Non si deve mai identificare un paese con il suo governo. Tutti i paesi europei hanno le loro specificità, e l'Italia è più multiforme degli altri. Vi sono molti aspetti moderni, efficienti, civili e ammirevoli in questa nazione – i cui meriti vanno anche ai sostenitori di Berlusconi. Lo stesso paese che ci ha dato il Cavaliere ci offre anche il più credibile tra i candidati al posto di governatore della Banca centrale europea: Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia.

7. Non dobbiamo confondere antiche e gloriose nazioni con stati-nazione stabili e uniti. Nel libro che ha pubblicato in occasione di questo anniversario, The Pursuit of Italy, David Gilmour sostiene che l’Italia ha impiegato 150 anni per non diventare un efficiente stato nazione coeso. Gilmour ricorda le battute della Lega nord di Umberto Bossi ("Garibaldi non ha unito l'Italia, ha diviso l’Africa"). Se l’indebolimento politico di Berlusconi corrisponderà a un rafforzamento di Bossi, non c'è da sperare in un’Italia più coesa. E' proprio l'integrazione dell'Unione europea a consentire questa auto-indulgenza nei confronti della disgregazione nazionale. Basti pensare al Belgio, ormai senza governo da ben 270 giorni.

8. A proposito di Africa: ci sarebbe da sperare che l'Italia – una delle potenze più importanti dell'Europa mediterranea – fosse schierata in prima fila insieme a Francia e Spagna nell’elaborazione di una risposta coraggiosa e creativa alla primavera araba. E invece vediamo fotografie di Berlusconi che abbraccia Gheddafi, l'Eni che continua ad assicurare al dittatore libico i proventi di petrolio e gas, e la psicosi per i rifugiati tunisini che approdano a Lampedusa. Anche in questo caso, l'Italia è solo una versione estrema della confusione che regna in Europa. E non possiamo più permettercelo.

Per finire, auguri di buon ompleanno, Italia (dis)unita. Ti vogliamo bene. Ti siamo vicini, specialmente con la leadership che ti ritrovi oggi. Ma abbiamo un impellente bisogno che tu torni nell’avanguardia di quel grandioso progetto antico e moderno che chiamiamo "Europa". Dopo tutto sei stata proprio tu a inventarla.

La risposta del mondo alla crisi libica 09.03.11

Resta confusa la situazione strategica nella parte occidentale della Libia, dove le truppe fedeli al colonnello Gheddafi da quasi una settimana tentano una controffensiva per riprendere le città conquistate dai ribelli.
Zone d'ombra che si riproporrebbero anche all'interno della stessa famiglia del leader libico, dove non tutti sarebbero d'accordo a continuare il sistematico massacro contro i rivoltosi.

Si delinea meglio invece, ad ogni ora che passa, la strategia della comunità internazionale in risposta alla crisi. USA e UE sembrano ormai d'accordo nello stabilire una zona di interdizione al volo sopra la Libia.
Una risoluzione per istituirla sarebbe pronta per essere presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Unione Africana e Lega Araba - in un primo momento contraria all'ipotesi - avrebbero raggiunto un accordo di massima per un intervento a guida NATO, ascoltate anche le richieste degli stessi ribelli.
La Cina fa sapere, in via del tutto confidenziale, di essere pronta a sostenere la no-fly zone. La Russia tentenna in attesa di capire quale opzione favorirebbe maggiormente i suoi interessi.
Verrebbe esclusa per il momento ogni azione militare di terra, considerata controproducente sia sotto il profilo politico dall'Unione Europea sia dal punto di vista militare dalla stessa Alleanza atlantica.

Per rendere efficace e sicura la no-fly zone sarebbe comunque necessaria una preventiva missione aereo navale per colpire stazioni radar, difese antiaeree e antimissile e un bombardamento delle piste di decollo dei caccia libici.
Una missione che necessariamente vedrebbe in prima linea le basi aeree italiane e il upporto logistico della portaerei Cavour, nonché l'impiego di unità navali della NATO con manovre dalla base di Napoli. Gli USA sono già presenti davanti alle coste della Libia con due navi portaelicotteri e intercettori a decollo verticale.

Questo spiega la confusione delle dichiarazioni ministeriali in una crescente paura per la mancanza di capacità e strategie che possano preservare gli interessi del paese davanti agli impegni internazionali e dall'imbarazzo per gli stretti legami personali tra il premier Berlusconi e Gheddafi. ENEL intanto fa sapere che il protrarsi della crisi potrebbe causare problemi di approvigionamento a partire dal prossimo inverno.

L'Europa mette una pezza al bavaglio ungherese 08.03.11

Il parlamento di Budapest ha ammorbidito la legge bavaglio sui mezzi di informazione in seguito alle forti pressioni giunte da Bruxelles.

I nuovi emendamenti approvati escludono internet dalla regolamentazione, diminuiscono le sanzioni, mentre i media non avranno più l'obbligo di accreditarsi presso le autorità.

Ora l'ONU bracca Gheddafi 27.02.11

L'ONU si esprime all'unanimità. La risoluzione numero 1.970 stabilisce le sanzioni contro Gheddafi e i suoi familiari, mentre Stati Uniti e Unione Europea sono pronti a sostenere gli insorti.

In dettaglio si prevede il blocco dei beni del rais, otto dei suoi figli, due cugini e undici esponenti del regime di Tripoli.
L'embargo alle vendite di armi.
Un possibile e auspicabile coinvolgimento della Corte penale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra e contro l'umanità.
Per il momento l'uso delle armi è escluso esplicitamente nel documento. Il riferimento esplicito all'articolo 41 della Carta non lascia dubbi. A volerlo Russia e Cina.

Il mondo non concederà l'impunità al leader libico per i suoi crimini. Il messaggi è forte. Il Consiglio di Sicurezza compatto.
E' un primo passo, ma è quello nella giusta direzione.

A Bengasi si forma il governo provvisorio sotto la guida dei comitati che gestiscono le città liberati e l'influenza dell'ex ministro della Giustizia Mustafa Abdeljalil.
Il governo provvisorio ha decretato che la capitale resterà Tripoli e che il clan Gheddafi è stato perdonato. Solo il rais pagherà per le sofferenze del popolo.
Intanto nella capitale regna una clama irreale, mentre truppe fedeli al regime cercano di sfondare con una controffensiva a Misurata.

L'interventismo in Libia 24.02.11

Le ragioni di Rocca, dalle pagine del Sole 24 Ore, per un auspicato intervento italiano e internazionale in Libia, mentre il regime di Gheddafi è intento a sedare la rivolta a colpi di artiglieria ad al-Zawiyah, trenta chilometri a ovest di Tripoli.

Le dichiarazioni italiane, le prese di posizione europee, le condanne delle Nazioni Unite non bastano. Mettere in guardia sul rischio del fondamentalismo islamico, nel caso il regime quarantennale di Muammar Gheddafi dovesse finalmente cadere, non serve assolutamente a nulla se, nel frattempo, a Bengasi e a Tripoli e nelle altre città libiche le milizie del Colonnello continuano a sparare ad altezza d'uomo sui manifestanti. La priorità è fermare il massacro, poi contenere gli effetti dell'inevitabile caduta del regime e, infine, aiutare il processo di ricostruzione del paese. Questo è il nostro interesse nazionale, oltre che la cosa giusta, etica e morale da fare.

[...] L'idea del ministro Franco Frattini, secondo cui non è compito dell'Europa interferire negli affari interni della Libia, non è solo miope, sbagliata e fondata sull'illusione che il regime alla fine si salverà. E' anche diametralmente opposta a un'ormai consolidata politica estera italiana, condivisa dai governi di centro-sinistra (Somalia, Serbia, Albania, Libano) e di centro-destra (Iraq e Afghanistan) e incentrata sul diritto all'ingerenza democratica e sul dovere d'intervenire per fermare i massacri a pochi chilometri di distanza da casa nostra.

[14:34] Secondo Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della NATO, l'Alleanza atlantica non ha alcun piano di intervento in Libia.

La Libia potrebbe tagliare le forniture di gas all'Italia 22.02.11

La minaccia, contenuta in una nota su Facebook, di una fazione dell'opposizione libica chiamata "17 febbraio", che raccoglie gli abitanti della regione compresa tra la città di Nalut e Gherban, punta il dito contro il silenzio delle istituzioni contro il massacro perpetrato dal regime di Gheddafi contro i manifestanti.
Nell'area è infatti presente il gasdotto che dal campo d Al Wafa attraversa il Mediterraneo per raggiungere l'Italia e l'Unione Europea.

Il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia si è affrettato a dichiarare che per il momento la fornitura di gas è regolare, ma avverte che la situazione è molto complicata e l'attenzione resta alta.

[15:28] Intanto ci ha pensato ENI a svuotare per sicurezza il gasdotto Greenstream, affermando che la chiusura non compromette la sicurezza energetica del paese.

Il grattacielo più alto dell'Unione Europea 30.01.11

Il grattacielo The Shard in costruzione a Londra

Un rendering del grattacielo The Shard a Londra

The Shard, per gli amici il Shard London Bridge, in costruzione accanto all'omonima stazione domina già lo skyline della metropoli britannica.
Il progetto dell'architetto Renzo Piano, finanziato da un importante investitore del Qatar, una volta completato nel 2012 sarà l'edifico più alto dell'Unione Europea con i suoi 310 metri e 87 piani.

Le foto della prima eclisse di sole nel 2011 04.01.11

L'eclisse di sole del 4 gennaio

Le immagini della parziale eclisse di sole sull'Europa.

Eclisse parziale di sole martedì 02.01.11

Visibile su tutta l'Europa, lo spettacolo inizierà alle 7:45 per concludersi alle 10:45.
Dall'Italia il Sole risulterà coperto per circa il 70%, sul nord Europa la Luna arriverà a oscurare oltre l'80% del disco solare.

L'Estonia entra nell'euro 01.01.11

Il 17esimo membro dell'eurozona è il terzo paese dell'est Europa e il primo ex sovietico a entrare nel club.

L'ingreso dell'Estonia è stata l'occasione per un po' di sana retorica sull'augurio di stabilità per ridare forza alla moneta unica europea.

Quest'anno sarà una data importante anche per i cittadini danesi, chiamati ad esprimersi sul referendum all'abolizione delle quattro eccezioni danesi al Trattato di Maastricht, inclusa quella relativa all'euro.
Rimane incerto se il voto riguarderà le singole eccezioni, o la loro totalità.
E' ipotizzabile che il risultato del referendum danese possa avere conseguenze sul dibattito svedese relativo all'adozione dell'euro.

Un'Europa federale per uscire dalla crisi 09.12.10

Sfruttare la forza della politica per uscire dalla crisi finanziaria. Bonino rilancia la federazione leggera europea.
Come darle torto.

Per uscire davvero da questa crisi, per stabilizzare davvero l'euro, l'Europa deve dunque affrettarsi a convincere i mercati e il resto del mondo che la sua unità politica non può essere messa in discussione. E l'unico modo per farlo è muoversi subito per renderla più credibile, approfondendola.

Come? Per esempio creando un bilancio federale al servizio di vere funzioni di governo, che finanzi la fornitura di beni pubblici importanti, come la difesa, la diplomazia, i grandi programmi di ricerca scientifica, le reti infrastrutturali trans-europee, la sicurezza dei traffici commerciali e delle persone sul modello della home security americana.

Non stiamo parlando del mostro che turba i sonni degli euroscettici britannici - il Superstato europeo. Al contrario stiamo parlando di una Federazione leggera, che assorba non più del 5% del pil europeo per assolvere alle funzioni di governo cui abbiamo accennato - contro il 20% circa del pil che va al bilancio federale statunitense e contro l'I% dell'attuale bilancio comunitario che serve solo a distribuire sussidi a destra e a manca.

Incidentalmente, il 5% del pil europeo corrisponde a circa 650 miliardi di euro, più o meno l'ordine di grandezza dell'attuale fondo di stabilizzazione.

Lo sforzo di immaginazione richiesto agli europei per creare una Federazione leggera è quello del federalismo di Spinelli, Monnet e Adenauer adattato al XXI Secolo, un approccio che prenda semplicemente atto della realtà: che gli eserciti nazionali in Europa non hanno più alcun senso, visto che nessuno minaccia alcuna integrità territoriale; che certa scienza ha bisogno di una scala che nessuno Stato nazionale europeo può più assicurare; che le reti infrastrutturali esistono già a supporto del mercato interno ma le finanziamo male, a pezzi e bocconi, ciascuno per conto suo; che l'unione doganale è già una competenza esclusiva dell'Unione di oggi ed è ridicolo affidarla a 27 diverse organizzazioni nazionali distinte e separate.

Un federazione, dunque, ma una Federazione leggera. Se avessimo il coraggio di farla ora, subito, i mercati e il mondo avrebbero non solo il segnale chiaro e forte che la nostra unità politica non è in discussione, ma saprebbero anche che abbiamo finalmente un bilancio federale di dimensioni sufficienti a rendere la stabilizzazione macroeconomica dell'Europa una faccenda d`ordinaria amministrazione.

Il Piano Pelanda 26.10.10

Carlo Pelanda, sul Foglio, detta la strategia euro-mediterranea per un'Italia che voglia tornare a contare nella regione e un concreto avvicinamento tra l'emergente Turchia e l'Unione Europea.

Prima di tutto l'Italia deve riprendere libertà d'azione cestinando l'iniziativa mediterranea della Ue a guida francese, volutamente inconsistente. Deve proporre a Turchia, Siria, Egitto, Russia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania, Grecia, Romania e Bulgaria la creazione di un mercato del Mediterraneo orientale, dove Roma ha influenza, poi da estendersi a quello occidentale. Libano, Palestina e Israele invitati come osservatori, ma fuori fino alla pacificazione. Roma, Mosca e Ankara dovrebbero, con trattato militare, garantire la sicurezza del teatro orientale. Le seconde due entrerebbero di fatto nel mercato europeo grazie a questa area densa di associati alla Ue. La Russia convergerebbe sostanzialmente, pur selettivamente, con la Nato via Italia e Turchia. Ankara avrebbe lo status di potenza senza bisogno di cercarlo con mosse divergenti. La Nato riavrebbe un senso. L'Italia si troverebbe al centro del mercato mediterraneo ed europeo, la seconda posizione rafforzata dalla prima.

Tentativi di dialogo tra Russia e Unione Europea 18.10.10

La Russia non vuole perdere il treno Europa e chiede una maggiore partecipazione nelle istituzioni del Vecchio Continente.

La richiesta di Mosca, per bocca dell'ambasciatore presso l'UE Chizhov, è di formalizzare i rapporti tra le due entità al fine di convergere su politiche comuni in fatto di relazioni estere e di sicurezza.
In cambio l'Unione Europea si aspetta sostanziali passi avanti nella risoluzione dello status della Trasnistria, la regione russofona - e protetta da Mosca - della Moldavia de facto indipendente e in mano alla criminalità.

L'Europa vince la Ryder Cup 2010 04.10.10

I festeggiamenti per la vittoria del Team Europe in Ryder Cup

Supremazia europea in Ryder Cup.

Ryder Cup 2010 03.10.10

Un momento della Ryder Cup

Il trofeo di golf più ambito.
L'evento che si ripete di due anni in due anni dal 1927 e che vede affrontarsi, dal '79, i dodici migliori giocatori statunitensi e i dodici campioni del Vecchio Continente sotto la bandiera dell'Unione Europea.

Ad un giorno dall'assegnazione della coppa, al Celtic Manor Resort di Newport in Galles, l'Europa è in vantaggio di tre punti.

L'Europa paralizzata dagli scioperi 29.09.10

Manifestanti e polizia a Madrid

Da Buxelles a Madrid i sindacati scendono in piazza contro i tagli al lavoro e le misure di austerity previste per fronteggiare gli strascichi della crisi finanziaria.

Quanto costa la rivoluzione energetica 24.09.10

Der Spiegel fa i conti in tasca alla strategia verde tedesca ed europea.

Il governo tedesco ha approntato all'inizio di questo mese una bozza di piano energetico. Tra gli obiettivi c'è anche quello di aumentare la quota di energia rinnovabile, portandola dal 16 all'80 per cento entro il 2050.

Sarà la fine del sistema energetico che negli ultimi due secoli si è basato pressoché esclusivamente sui combustibili fossili – carbone, petrolio e gas, ma Merkel ha mantenuto un silenzio assoluto sui costi reali che tale ambizioso piano comporterà.

Tanto per cominciare, sarà necessario costruire nuove reti elettriche in grado di veicolare le crescenti quantità di energia eolica dal nord dell'Europa e di quella solare dal sud. Si stima che realizzare questa sorta di "autostrade" energetiche costerà circa 40 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.
Gli strateghi della Rwe, la società energetica più importante della Germania, hanno calcolato che l'Europa avrà bisogno di investire tremila miliardi di euro per passare a produrre energia pulita. Questa cifra non comprende le spese necessarie per la realizzazione delle reti e l'immagazzinamento dell'energia. Nei prossimi 25 anni il prezzo della produzione di elettricità salirà da 6,5 cent a 23,5 cent per chilowattora nel peggiore degli scenari prefigurabili, se la Germania dovesse cambiare e diventare completamente autosufficiente dal punto di vista della produzione energetica.

Niente diritto di parola per l'UE all'ONU 15.09.10

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di non concedere lo status speciale all'Unione Europea, che le avrebbe permesso di partecipare attivamente e in prima persona ai lavori dell'aula.
L'Europa unita fa paura a molti.

Barroso misura lo Stato dell'Unione 07.09.10

La tag cloud del discorso sullo Stato dell'Unione di Barroso

Il discorso del Presidente della Commissione Barroso sullo Stato dell'Unione al Parlamento Europeo.

L'Unione Europea ha lavorato assieme e assieme sta uscendo dalla crisi finanziaria.
Se qualcuno ipotizzava la fine dell'Europa si dovrà ricredere.

L'Unione Europea ha ancora da dire la sua 03.09.10

Il catastrofismo di Charles Kupchan sul futuro dell'Unione Europea ha risvegliato reazioni ottimistiche in tutto il continente, come non se ne vedevano da molto tempo.

La crisi non ha segnato, come dice Kupchan, la fine del tempo dell'Europa, forse al contrario ha girato la clessidra.

Riponete i coccodrilli l'Unione non è ancora morta.

Il diritto di voto dell'Unione Europea 24.08.10

Bruxelles

Il prossimo mese l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite potrebbe concedere all'Unione Europea uno status speciale che le permetta il diritto di intervento.

La svolta di questo evento sarebbe epocale.
Finora infatti alla UE era riconosciuto solo lo status di "osservatore", al pari dello Stato Vaticano, della Lega Araba o della Croce Rossa.
Una condizione che costringeva l'Unione Europea a parlare solo per mezzo del suo presidente di turno. Se invece passerà la risoluzione sarà la signora PESC, Catherine Ashton, a reggere le file della diplomazia europea in prima persona al Palazzo di Vetro.

Il tema è tuttavia delicato a partire proprio dalle resistenze europee di Francia e Regno Unito, superate solo dall'assicurazione che i rapporti di forza all'interno del Consiglio di Sicurezza non verranno intaccati.
Inoltre per alcuni si scoperchierebbe un vaso di pandora in grado di aprire la strada ad altre richieste del genere da organizzazioni come appunto la Lega Araba, l'Unione Africana o l'Organizzazione degli Stati Americani. Paure tuttavia infondate, secondo gran parte della diplomazia internazionale, in quanto queste organizzazioni sono ben diverse da quello che sempre più è il super stato europeo.

Secondo il Vice Segretario Generale dell'ONU Mark Malloch Brown, la piena partecipazione della UE ai lavori dell'Assemblea Generale è un processo storico inevitabile.
Un processo che diventerà sempre più evidente a partire da dicembre quando anche il corpo diplomatico dell'Unione (SEAE) prenderà ufficialmente il via.

Tasse europee 09.08.10

Il Commissario per il bilancio dell'Unione Europea, Janusz Lewandowski, ha presentato una proposta per consentire a Bruxelles di riscuotere imposte dirette ai cittadini europei.
Questo permetterebbe ai paesi membri di alleggerire i bilanci nazionali gravati dai contributi dovuti alla UE.
La situazione attuale prevede infatti che i paesi membri versino una quota fissa a Bruxelles, basata sul PIL, più una percentuale sull'IVA.

Le ipotetiche imposte dirette della UE riguarderebbero tasse sul traffico aereo, operazioni finanziarie e sui diritti di emissione di CO2.
La mossa della Commissione europea avrebbe anche una rilevanza politica. Imposte e tasse sono infatti da sempre associate agli stati nazionali.
Il prelievo UE non intaccherebbe il portafoglio degli europei più di quanto già non accada, ma rappresenterebbe un sostanzioso salto di qualità verso un'Unione Europea vista sempre più come un organismo politico e non solo come un'unione commerciale.

L'exclave europea di Melilla 09.08.10

Rabat considera Melilla (e Ceuta) come un retaggio del colonialismo europeo da riconquistare a tutti i costi.
I cittadini dell'enclave nord africana, arabi e berberi compresi, la considerano un'oasi di civiltà e democrazia da preservare ad ogni costo.

Gli abitanti dell'enclave vogliono credere che Melilla sia un modello di multiculturalismo. I marocchini sanno bene che gli spagnoli li guardano dall'alto in basso, ma preferiscono coltivare l'immagine di un'oasi di civiltà in un deserto di barbarie.
In Marocco le donne non hanno alcun diritto di parola, ma qui è diverso.

Le città autonome di Melilla e Ceuta appartengono al regno spagnolo sin dal tempo della Reconquista. Ceuta dal 1668 - dal 1415 faceva parte dei territori portoghesi - e Melilla dal 1497. Entrambe fanno parte dell'Unione Europea dal 1986.

La politica europea di Berlusconi 02.08.10

Perché l'Unione Europea viene vista come un noioso ostacolo dalla destra italiana.

Most explanations of this phenomenon begin with an observation. Italians, unlike the British, French and, increasingly, the Germans, do not see the EU as an arena for the resolution of conflicting national interests. Instead, "Europe", always referred to as if it were somewhere else, is a supplement to - and maybe, one day, a replacement for - their own government, which is axiomatically bad. The EU is like one of those benign but stern creators that reach out of the clouds in Renaissance masterpieces.

To successive Italian governments, "Europe" has been a convenient excuse for imposing unpopular measures. It is why Italians must sort their rubbish, give up their farmland and let in foreign goods. "Europe" is also the reason why certain things cannot be done - in the bureaucratic slang of Rome, it is the vincolo esterno (external constraint).

This utilitarian view of the EU is nevertheless tinged with a genuine idealism that inhibits Italy from playing rough. It rarely practises what is known in Brussels as "cross-table bargaining" (back-scratching deals in which a member state helps another with one issue in return for a hand with a second). And it has seldom used its veto. The most notable recent exception - Rome's refusal to allow a unanimous condemnation of Russia over its incursion into Georgia in 2008 - was prompted by one of Mr Berlusconi’s extra-European relationships.

These attitudes have translated into a long history of benign neglect. It is striking, for example, that almost uniquely within the EU, Italy has no stable alliances, even with other Mediterranean states. Until quite recently, its negotiating positions, if it had any, were concocted by the permanent representative in Brussels on the eve of council meetings. Government departments failed to co-ordinate European policies. There was no proper parliamentary scrutiny of the domestic impact of EU policies.

Il Kosovo indipendente è legale 23.07.10

La proclamazione unilaterale dell'indipendenza del Kosovo non viola il diritto internazionale e dunque risulta legale.
In attesa di leggere le motivazioni, questa è la sintesi della sentenza a cui è giunta Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. Di fatto un nulla osta alla secessione dato dal collegio dei 15 giudici riuniti all'Aja.

Il parere della corte era stato richiesto dalla Serbia che sperava in una bocciatura per poter riprendere in mano la situazione di tensione con il Kosovo.
Bocciatura che non è arrivata e anzi ora potrebbe spianare la strada a nuovi riconoscimenti dopo i 69 Stati che già intrattengono relazioni diplomatiche con Pristina.

Ora la palla passerà in settembre all'Assemblea generale dell'ONU per una, si spera, decisione definitiva e politica sullo status della neonata repubblica balcanica.

Continueremo a mangiare Nutella e saremo più informati 17.06.10

Le paure, in chiave anti-europeista, per il paventato rischio di prematura scomparsa della Nutella, dopo l'introduzione di profili nutrizionali sulle etichette, sono al solito grandemente esagerate.

Avete presente la fine di sigarette, bistecche alla fiorentina, bianchetti e telline?

L'Europa sott'acqua 17.06.10

Il dipartimento francese del Var colpito duramente dal maltempo

Dalla Polonia alla Francia, dall'Ungheria alla Spagna l'emergenza alluvioni colpisce l'Unione Europea.

La Slovenia accetta l'arbitrato 06.06.10

In Slovenia hanno vinto i favorevoli al referendum che permette l'accordo con la Croazia per aprire un arbitrato internazionale che possa trovare una soluzione al contenzioso marittimo che divide i due paesi balcanici.
Il popolo sloveno ha voluto dare la sua risposta definitiva su una controversia che si protrae da molto prima dello scoppio della guerra jugoslava nella metà degli anni novanta.

Ora la Croazia è ad un passo dall'Unione Europea.
Entrambi i paesi hanno dimostrato di saper andare oltre i propri egoistici interessi nazionali per il bene comune e nell'interesse della casa europea.

Addio a frittura di pesce e bianchetti? La solita bufala 01.06.10

Ieri ho provato a spiegare perché il nuovo regolamento europeo sulla piccola pesca, in vigore da questa mattina, non ci avrebbe impedito di gustare fritti misti, bianchetti e telline né avrebbe messo in ginocchio gli operatori del settore, ma che semplicemente si limiterà a coprire un vuoto normativo per la salvaguardia della biodiversità marina.
Oggi Il Secolo XIX titola: Bianchetti, rossetti e cicciarelli: salva la pesca.

Chi l'avrebbe mai detto.

Perché continueremo a mangiare frittura di pesce e telline 31.05.10

Da domani, 1 giugno, il nuovo Regolamento Mediterraneo approvato dalla Commissione europea stringerà le maglie attorno alla pesca indiscriminata degli anelli di base della catena trofica marina, ovvero seppie, bianchetti, lattarini, rossetti, calamaretti, telline, cannolicchi. Una prospettiva che secondo alcuni metterà la parola fine a piatti come la frittura di paranza con conseguenze disastrose per ristoratori e pescatori.

In realtà il nuovo regolamento europeo, che impone reti a maglie più larghe e limiti di pesca a non meno di 1,5 miglia dalla costa, si propone di salvaguardare le specie a rischio di estinzione e la biodiversità marina messa a dura prova dalla pesca a strascico e sotto costa.
Il regolamento tuttavia già prevede deroghe e autonomie gestionali in base a specificità locali e piani di pesca ad hoc. Una pratica in uso da anni in Italia e che proprio per questo non dovrebbe limitare eccessivamente la pesca artigianale nostrana.

Come sempre cambierà tutto per non cambiare niente e le paure infondate lasceranno solo i titoli urlati sui giornali.
Il caso della "fiorentina" vi fa tornare in mente qualcosa?

Insomma continueremo a vederci servire fritti misti sulle nostre tavole con in più la garanzia di una maggiore attenzione al nostro insostituibile ambiente marino.

La quarta via 21.05.10

Gli eurocon e la natura isolazionista del Regno Unito visti da oltre oceano.

Conservatism's continent-wide ascendancy may be short-lived anyway. Sarkozy's approval ratings are slumping and the right was routed in the latest round of regional elections. Just as troublingly for the president, if IMF Director Dominique Strauss-Kahn returns from Washington to lead the Socialists, the French left will have its most capable, attractive candidate since it last won the presidency in 1988.

Meanwhile, in Germany, Merkel's Christian Democrats were hammered in recent regional elections in the wake of the Greek bailout. Voters remain unhappy that, as always, it falls to productive German workers to bail out free-spending governments in other parts of the Eurozone. If the Greek bailout fails, or if the contagion spreads to Portugal or Spain, even Germany's ability -- and willingness -- to pay for Europe may be tested beyond breaking point. That in turn would make Merkel's position extremely uncomfortable.

Add in predicted losses for the right in Sweden and the Netherlands, and it may be that Cameron's victory could come to be seen not as the dawning of a new conservative moment, but as the right's last victory before Europe inevitably swings back to the left. Once again, Britain seems to be out of step with the continent.

I matrimoni gay in Portogallo 17.05.10

I diritti civili avanzano in Europa.

La crisi greca spiegata 11.05.10

Le divertenti animazioni create da Nomint per spiegare la crisi finanziaria greca.
Qui il secondo episodio.

Qualcuno deve pur ricordarsene 09.05.10

Manifesto per la Festa dell'Europa

World peace cannot be safeguarded without the making of creative efforts proportionate to the dangers which threaten it. The contribution which an organized and living Europe can bring to civilization is indispensable to the maintenance of peaceful relations. In taking upon herself for more than 20 years the role of champion of a united Europe, France has always had as her essential aim the service of peace. A united Europe was not achieved and we had war.

Robert Schuman, 9 maggio 1950. Festa dell'Europa.

Tragedia greca 05.05.10

Dimostrante greco tra i fumogeni della polizia ad Atene

Atene e la Grecia, aggredite dalla crisi finanziaria, precipitano nella spirale della violenza aspettando la ciambella di salvataggio dell'Europa.

L'Europa delle nazioni è egoista 28.04.10

L'economista francese Fitoussi mette il dito nella piaga della crisi finanziaria greca e punta l'indice sulle manchevolezze della inadeguata ed egoista leadership europea, senza scordare una stoccata alle agenzie di rating.

Lo sa cosa insegna questa crisi? Che l'Europa unita è un'utopia. Forse dovevamo capirlo dal tempo in cui non c'era l'euro, e dalla laboriosità delle mediazioni che hanno portato alla moneta unica. Ecco, mi sembra che siamo tornati a quell'epoca, vent'anni passati invano. E guardate che tutto questo è un vero peccato: l'Europa nel suo insieme sarebbe un meraviglioso e ricco paese, con un rapporto debito/Pil di gran lunga migliore di quello americano, o giapponese o cinese. Siederebbe alla tavola dei grandi con pieno titolo, e avrebbe il posto d'onore. E invece si è ridotta ad andare a mendicare al Fondo Monetario un'integrazione all'intervengo a favore di uno stato membro. Bella lezione di europeismo. [...]

Questa crisi rappresenta un'incredibile prova di inadeguatezza delle strutture comunitarie, l'ambizioso disegno europeo non ha retto alla prova più difficile. L'ultima cosa da fare era avvitarsi in questa serie infinita di consultazioni, di riunioni, di decisioni che peraltro ancora non sono operative. Ma è questa l'Europa? Se si andrà avanti così, scoppierà una rivolta popolare contro l'euro e tutto ciò che gli sta intorno. [...]

Ma che coraggio! Proprio loro che hanno mandato in rovina il mondo. S&P e Moody's portano sulle loro spalle la responsabilità del collasso della finanza che è stato l'inizio e la causa di tutta la crisi. Non mi pare una responsabilità da poco, dovrebbero rintanarsi in un angolo e chiedere perdono. Hanno ingannato tutti: i risparmiatori e anche le banche. E tutti hanno pagato carissime le loro inadempienze.

Difendere l'inquinamento 15.04.10

Ieri il Senato della Repubblica Italiana ha approvato una mozione della destra (la n. 248 Testo 3) che impegna il governo a rivedere tutta la politica ambientale e energetica italiana e europea. In breve, ieri i senatori del PDL hanno detto apertamente che conviene "inquinare di più", il che naturalmente è nei loro poteri di indirizzo, ma per giustificare questa inversione a U hanno approvato un atto infarcito di falsità e pressappochismo, abbracciando le più improbabili tesi negazioniste sia nel testo che nella discussione. L'obbiettivo è quello di allentare i cordoni della legislazione europea sui cambiamenti climatici.

Via iMille.

Ha solo salvato il mondo (notes for dummies) 19.12.09

Basterebbe ricordare che non più tardi di un anno fa la maggior parte delle potenze che ieri hanno trovato un accordo a Copenaghen si dividevano tra chi non considerava il riscaldamento globale una priorità e chi semplicemente lo bollava come fantasie pseudoscientifiche.

Il mondo intero, come forse mai è accaduto in passato, si è trovato d'accordo sul considerare possibile e auspicabile uno sviluppo diverso e sostenibile.
Rimangono divergenze su come raggiungere questo obiettivo, ma l'obiettivo in se non è più oggetto di discussione. Pensare che 193 nazioni trovassero un accordo senza compromessi è utopia
L'impronta lasciata dall'amministrazione Obama, multilaterale e di completa rottura con le posizioni precedenti, è evidente.

A chi si lamenta del basso profilo tenuto dall'Unione Europea dovrebbe essere fatto presente che nessun altro paese è così sensibile all'ambiente e così determinato e preparato a preservarlo come il Vecchio Continente e la sua tanto criticata classe politica di Bruxelles.

Infine solo un mese fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo su una possibile intesa. Tutti erano certi di un completo fallimento. Nessun accordo. Nessun obiettivo.
Ieri invece, a dispetto di ogni previsione, abbiamo fatto il primo passo. Piccolo e malfermo, ma decisivo per il nostro futuro.

Goeiemorgen Mr. President 19.11.09

Herman Van Rompuy, primo presidente dell'Unione Europea

Il primo presidente dell'Unione Europea, come da previsione, sarà il blogger Herman Van Rompuy.
Catherine Ashton è stata scelta per ricoprire la carica di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune, trombando le aspettative dell'improbabile candidatura di D'Alema e regalando al Regno Unito la piazza d'onore, dopo la bocciatura di Blair e il ritiro di Miliband.

Le reazioni dall'estero evidenziano come sempre che i cinesi sanno vedere lontano.

Belgium is a very small country and he hasn't been prime minister for long. I know he's been a master in co-ordination - Belgium is complex in terms of its political parties and regions, but he's been a master in bringing people together.

It's too early to say how he would affect relations with China. [But] a lot of people, including me, have argued that the future president should be someone who knows Europe and works in Europe well. His acceptance by Europeans is more important than his acceptance by the US or China.

Ma che davvero davvero? 09.11.09

D'Alema guadagna posizioni nella corsa a mr. PESC.

Europa politica 04.11.09

Bruxelles

Mi hanno chiesto se il Trattato di Lisbona cambierà l'Europa.
Sono convinto di sì, perché cambierà gli europei.

L'Europa sarà più politica. Quasi un superstato con una riconoscibilità e autorevolezza mai avute fino ad oggi.
Le cariche elettive e il rafforzamento del Parlamento Europeo andranno ad incidere notevolmente sul rapporto tra cittadini ed istituzioni. Gli europei potranno sentirsi più vicini e presenti. Avere figure chiavi che non cambiano ogni sei mesi renderà più semplice raffrontarsi con le massime istituzioni europee.
Allo stesso tempo l'Unione Europea avrà più voce in capitolo e si gioverà di un più stretto rapporto con i parlamenti nazionali.
Il nuovo metodo decisionale a "doppia maggioranza" permetterà di avere un'Europa meno ricattabile dalle gelosie e dagli egoismi dei singoli stati membri o di esigue minoranze di euroscettici.

Il primo traguardo della nuova Europa politica sarà la doppia elezione del presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione. Il cosiddetto mr. PESC.
Se l'ipotesi di Van Rompuy, come primo presidente dell'Unione, prende sempre più piede tanto da essere ormai data per certa, l'ipotesi di un D'Alema mr. PESC la vedo solo come una macchinazione tutta italiana per bruciarlo. Soprattutto ora che il Regno Unito si trova un Blair praticamente fuori dai giochi e la possibilità di rientrare dalla porta di servizio attraverso la nomina di David Miliband (una volta sciolta la riserva of course).

One Europe One Union 04.11.09

La bandiera dell'Unione Europea sulla Tour Eiffel

The Czech president, Vaclav Klaus, signed the landmark Lisbon Treaty on Tuesday, making his country the last of the 27 European Union countries to approve it and allowing its unifying, strengthening measures to go into force shortly across the bloc of half a billion people.

Mr. Klaus signed the treaty just hours after a Czech court concluded that the document was compatible with the country's Constitution.

The signing raises the prospect of an empowered Europe with an enhanced global stature. The treaty, which may go into effect as early as Dec. 1, creates a permanent presidential post and sets up a more powerful foreign policy chief supported by a network of diplomats around the world. It seeks to make an increasingly unwieldy bloc more workable by putting in place a new voting system, which reflects countries' population size, while reducing the number of areas where one country alone can block a proposal. It also gives more power to the directly elected European Parliament.

Cautamente ottimisti 03.10.09

A quanto pare - dal primo exit poll - l'Irlanda si avvia alla ratifica del Trattato di Lisbona.

E' bastato sbattere il naso su una crisi economica globale per mettere la testa a posto.

Prossimo passo la presidenza 03.10.09

Bruxelles

La vittoria del sì nel referendum irlandese sul Trattato di Lisbona vedrà la Francia e la Germania in prima fila a spingere rapidamente verso la piena e completa entrata in vigore della costituzione (mi piace ancora chiamarla così) europea.

I primi passi saranno la nomina del Presidente d'Europa e del "ministro" per gli affari esteri dell'Unione.

A quanto pare la presidenza potrebbe ricadere su Tony Blair, che vanta appoggi in mezza Europa. Sempre che riesca e si riesca a zittire gli altrettanto numerosi nemici.

Nemici che tramano sin nel cuore della cara e vecchia Londra. William Hague, ministro ombra conservatore, ha difatti affermato che i tories sarebbero pronti a cercare alleanze in tutta Europa pur di bloccare la sua nomina.

Il secondo papabile (altamente papabile) alla presidenza è il premier belga Hermann Van Rompuy. Lì in zona si distinge anche Jan-Peter Balkenende, attuale primo ministro olandese.

Sarà un voto di scambio tra socialdemocratici e cristiano-democratici. Una carica a testa.

Il posto di capo della politica estera dell'Unione Europea (e vice-presidente della Commissione europea), attualmente diviso tra il socialdemocratico spagnolo Javier Solana e Benita Ferrero-Waldner, austriaca e cristiano-democratica, andrà alla parte avversaria. Qualcuno punta sul ministro degli Esteri britannico David Miliband, un azzardo? Resta il fatto che per il momento Miliband non è disponibile.

Tra un mese, nel vertice di Bruxelles, il destino dell'Europa verrà deciso a porte chiuse. Klaus permettendo.

European Parliament photostream 25.08.09

Liberi di pensare 09.06.09

Bruxelles

Non credo che in molti se ne siano accorti, ma le appena trascorse elezioni europee sono state le prime in cui votava una generazione che era nata dopo la caduta del muro di Berlino. Dopo le rivolte di piazza Tiananmen. In un'Europa davvero unita.
Una generazione che non ha vissuto il comunismo, ma è cresciuta con l'interrail e il progetto Erasmus.
Una generazione che ha imparato ad usare un computer e una console prima di una calcolatrice e del videoregistratore.
Una generazione che ha pagato la prima cena alla ragazza in euro e conosce almeno un'altra lingua straniera.
Una generazione cha ha viaggiato low cost. Una generazione per cui astronavi, sonde e stazioni spaziali sono perfettamente naturali e anzi quasi noiose nella loro quotidianità.

Questa è la prima generazione della storia in grado di insegnare qualcosa ai propri genitori sin dalla tenera età.
E' una generazione di europei che vive in un mondo in cui l'informazione è un bene universale. Facilmente accessibile e pluralista.
L'Europa ha bisogno di questa generazione. Facciamo in modo che questa occasione non venga sprecata.

Mi chiamo Daniel. Questa rubrica si chiama Berlaymont come l'omonimo palazzo sede della Commissione europea a Bruxelles (da dove scrivo), tratterà di Europa e se capita di cultura ebraica.

Isolamento nordico 27.04.09

Se anche l'Islanda non può più fare a meno dell'Unione Europea e dell'euro.

We want Iceland as soon as possible to join the European Union and adopt the euro, I should emphasize that this is a priority issue for the Social Democrats.

L'accesso ad internet è un diritto fondamentale 27.03.09

Ennesima importante dichiarazione sull'importanza dell'accesso ad internet come diritto fondamentale del cittadino digitale. La raccomandazione presentata al Parlamento europeo dal socialista Stavros Lambrinidis (Grecia) sul "rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet" è stata approvata con una schiacciante maggioranza di 481 contro 25 (21 gli astenuti). Nel testo viene indicato chiaramente che:
1) Internet "dà pieno significato alla definizione di libertà di espressione";
2) "può rappresentare una straordinaria possibilità per rafforzare la cittadinanza attiva";
3) il monitoraggio del traffico web "non può essere giustificato dalla lotta al crimine";
4) l'accesso a internet "non dovrebbe essere rifiutato come sanzione dai governi o dalle società private" e
5) le ricerche in remoto, dove previste dalla legislazione nazionale, devono essere condotte "sulla base di un valido mandato delle autorità giudiziarie competenti" e devono sempre preferirsi le ricerche in diretta a quelle in remoto visto che queste ultime "violano il principio di legalità e il diritto alla riservatezza".

Via Corriere della Sera.

Assenze 13.08.08

Il ministro Frattini ha deciso di non interrompere la sua vacanza alle Maldive, per partecipare alla riunione sulla crisi georgiana indetta dall'Unione Europea.

Pare che a Bruxelles nessuno si sia accorto della sua assenza.

50 anni, 500 milioni 25.03.07

Bandiera dell'Unione Europea"L'Europa è stata per secoli una idea, una speranza di pace e comprensione. Questa speranza ha trovato conferma. L'unità europea ci ha portato pace e benessere. Ci ha donato affinità e ci ha fatto superare contrasti. Ogni paese membro ha contribuito a riunificare l'Europa e a rafforzare democrazia e stato di diritto. Dobbiamo ringraziare l'amore per la libertà dei popoli dell'Europa centrorientale se oggi è stata definitivamente superata la divisione innaturale dell'Europa. Con l'unità europea abbiamo tratto le lezioni dalle sanguinose contrapposizioni e dalla storia piena di sofferenze. Oggi noi viviamo insieme come mai era stato possibile prima", si legge nel preambolo della Dichiarazione, che si conclude con la frase: "Noi cittadine e cittadini dell'Unione europea siamo uniti nella nostra fortuna".

"I - Noi realizziamo nell'Unione europea i nostri comuni ideali: per noi al centro vi è l'uomo. La sua dignità è inviolabile. I suoi diritti sono inalienabili. Donne e uomini hanno gli stessi diritti.
Noi abbiamo come obiettivo la pace e la libertà, la democrazia e lo stato di diritto, il rispetto reciproco e la responsabilità, il benessere e la sicurezza, la tolleranza e la partecipazione, la giustizia e la solidarietà.

Noi viviamo e operiamo insieme nell'Unione europea in una maniera straordinaria. Ciò si esprime nella convivenza democratica degli stati membri e delle istituzioni europee.

L'Unione europea si basa sull'uguaglianza e relazioni solidali. Così rendiamo possibile un giusto equilibrio di interessi fra gli stati membri.

Noi preserviamo nell'Unione europea l'autonomia e le molteplici tradizioni dei loro paesi membri. Le frontiere aperte e la vivace varietà di lingue, culture e regioni ci arricchiscono. Molti obiettivi li possiamo raggiungere non da soli ma soltanto insieme. L'Unione europea, gli stati membri e le loro regioni e comuni si dividono i compiti.

II - Noi siamo di fronte a grandi sfide, che non si fermano alle frontiere nazionali. L'Unione europea è la nostra risposta ad esse. Solo insieme possiamo conservare anche in futuro il nostro ideale sociale europeo, per il benessere di tutte le cittadine e i cittadini dell'Unione europea. Questo modello europeo unisce successo economico e responsabilità sociale. Il mercato comune e l'Euro ci rendono forti. In tal modo noi possiamo formare secondo i nostri concetti e valori la crescente interdipendenza dell'economia a livello mondiale e la sempre più intensa competitività sui mercati internazionali. La ricchezza dell'Europa è nel sapere e nella capacità delle sue persone: questa è la chiave per la crescita, l'occupazione e la coesione sociale.

Noi combatteremo insieme il terrorismo, la criminalità organizzata e l'immigrazione illegale. I diritti civili e di libertà li difenderemo anche lottando contro i loro nemici. Razzismo e xenofobia non dovranno più avere una chance.

Noi ci impegniamo affinchè i conflitti nel mondo vengano risolti pacificamente e le persone non siano vittime di guerre, terrorismo o violenza. L'Unione europea vuole favorire libertà e sviluppo nel mondo. Noi vogliamo reprimere povertà, fame e malattie. in questo vogliamo anche per il futuro assumere un ruolo guida.

Noi vogliamo andare avanti insieme nella politica energetica e nella difesa del clima, e dare il nostro contributo affinchè venga scongiurato il mutamento climatico.

III - L'Unione europea vive anche in futuro della sua apertura e della volontà dei suoi paesi membri, e al tempo stesso a consolidare lo sviluppo interno dell'Unione europea.

L'Unione europea continuerà a favorire la democrazia, la stabilità e il benessere al di là dei suoi confini. Con l'unità europea è divenuto realtà un sogno delle passate generazioni. La nostra storia ci ammonisce a difendere tale fortuna per le future generazioni. A questo scopo dobbiamo rinnovare di continuo la forma dell'Europa in conformità ai tempi. E per questo oggi, 50 anni dopo la firma dei Trattati di Roma, noi siamo uniti nell'obiettivo di porre l'Unione europea fino alle elezioni del parlamento europeo nel 2009 su una rinnovata base comune. Poichè noi sappiamo: l'Europa è il nostro comune futuro."

L'Europa si allarga 01.01.07

Logo del 50° anniversario dei Trattati di RomaNell'anno del 50° anniversario dei Trattati di Roma, l'Unione Europea accoglie due nuovi membri la Romania e la Bulgaria arrivando a quota 27.
Mentre l'Euro si arricchisce del 13° stato, la Slovenia e di 8 nuovi cent.

Anche sull'ambiente isolati dall'Europa 15.12.04

Il ministro MatteoliAncora un volta il Governo sgancia l'Italia dall'Europa. L'argometo del giorno è il clima.

L'annuncio viene dato direttaente dal ministro dell'Ambiente Altero Matteoli:

"La prima fase del protocollo di Kyoto si chiude nel 2012. Dopo non è pensabile andare avanti senza Stati Uniti, Cina e India. E visto che questi paesi non vogliono sentir parlare di accordi vincolanti, si dovrà procedere con accordi volontari, patti bilaterali, partnership commerciali. In Europa c'è chi vorrebbe che tirassimo dritto anche da soli, ma non è realistico".

Tutto questo mentre, ricordiamo l'Italia chiuderà sul Kyoto 2 e non ha nemmeno assolto gli impegni assunti con il Kyoto 1.

Difatti le nostre emissioni di gas serra, invece di andare verso il target di diminuzione del 6,5 per cento sono aumentate di oltre il 9 per cento. E il piano di riduzione preparato a Roma non è stato approvato da Bruxelles.

Dato ancor più negativo dei 25 paesi che fanno parte dell'Unione Europea, 21 hanno avuto semaforo verde. Solo quattro sono rimasti al palo: Italia, Grecia, Repubblica ceca e Polonia.
Matteoli ha spiegato quest'ultimo punto col fatto che non essendo stata recepita entro il 31 dicembre 2003 la direttiva europea sull'emission trading mancavano gli strumenti giuridici per ottenere dalle industrie i numeri necessari a compilare correttamente il piano.

Bruxelles non è parsa impietosità e ha già aperto una procedura d'infrazione a carico dell'Italia. Esatto. L'ennesima.

Bulgaria e Romania nell'Unione Europea 10.12.04

Bulgaria e Romania entreranno a far parte dell'Unione Europea dal 1 Gennaio 2007.

Il trattato di adesione verra' firmato nel corso del 2005.

No alla conservazione preventiva dei dati 23.11.04

I Garanti della privacy dell'Unione Europea hanno stabilito che imporre ai provider la conservazione preventiva di tutti i dati di traffico e' contrario alla Convenzione europea dei diritti umani.

Questo a prescindere che tali dati siano stati richiesti per eventuali indagini giudiziarie.

Firmata a Roma la Costituzione Europea 29.10.04

Sala degli Orazi e Curiazi in CampidoglioAlle 11:58 in punto, con due minuti di anticipo rispetto al programma, nella sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio (dove nel 1957 fu firmato il Trattato di Roma), i rappresentanti dei 25 Paesi dell'Unione hanno firmato la nuova Costituzione Europea.

Il primo Stato membro a firmare è stato il Belgio, l'ultimo il Regno Unito. Anche Bulgaria, Romania e Turchia hanno apposto la loro firma, ma non sulla Costituzione, bensì solo sull'Atto finale.

La cerimonia si è chiusa con le note dell'inno europeo, l'"Inno alla Gioia".

Molti dei discorsi si sono soffermati sul futuro iter del processo di integrazione europea: per il premier olandese Jan Peter Balkanende "questa nostra firma non è una conclusione, è una nuova partenza". E Romano Prodi, presidente uscente della Commissione europea, ha rilevato come la firma non sia un punto di arrivo.

"Nei prossimi mesi i governi dovranno impegnarsi per ottenere la ratifica del nuovo trattato da parte dei parlamenti o dei popoli: sono decisioni che non possiamo dare per scontate".

Parole trionfanti anche dal presidente dell'Europarlamento, lo spagnolo Josep Borrell: "Torniamo a Roma dopo aver scritto la storia di un successo: la riunificazione del continente, la pace tra le nostre nazioni, l'integrazione delle loro economie la solidarietà con le regioni e i paesi piu' arretrati".

E guardando al futuro, il presidente designato della Commissione Josè Manuel Durao ha rilanciato la palla ai governi: "Adesso tocca a loro ottenere la ratifica del trattato costituzionale" e "non si tratta di una decisione che si possa dare per scontata", dunque l'auspicio è che "i governanti e i popoli d'Europa" siano ora "all'altezza delle sfide cui noi tutti ci troviamo di fronte".

Preambolo della Costituzione Europea 29.10.04

Il libro delle firmeISPIRANDOSI alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, e dello Stato di diritto;

CONVINTI che l'Europa, ormai riunificata dopo esperienze dolorose, intende avanzare sulla via della civiltà, del progresso e della prosperità per il bene di tutti i suoi abitanti, compresi i più deboli e bisognosi; che vuole restare un continente aperto alla cultura, al sapere e al progresso sociale; che desidera approfondire il carattere democratico e trasparente della vita pubblica e operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo;

PERSUASI che i popoli d'Europa, pur restando fieri della loro identità e della loro storia nazionale, sono decisi a superare le antiche divisioni e, uniti in modo sempre più stretto, a forgiare il loro comune destino;

CERTI che, "Unita nella diversità", l'Europa offre ai suoi popoli le migliori possibilità di proseguire, nel rispetto dei diritti di ciascuno e nella consapevolezza delle loro responsabilità nei confronti delle generazioni future e della Terra, la grande avventura che fa di essa uno spazio privilegiato della speranza umana;

RISOLUTI a proseguire l'opera compiuta nel quadro dei trattati che istituiscono le Comunità europee e del trattato sull'Unione Europea, assicurando la continuità dell'acquis comunitario;

RICONOSCENTI ai membri della Convenzione europea di aver elaborato il progetto della presente Costituzione a nome dei cittadini e degli Stati d'Europa,

(segue elenco dei firmatari)

I QUALI, dopo avere scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, hanno convenuto le disposizioni che seguono.

Istituzioni, ruoli e regole nella nuova UE 29.10.04

L'EuroparlamentoPARLAMENTO EUROPEO Esercita, insieme al Consiglio, le funzioni legislative e di bilancio. Elegge il presidente della Commissione e ratifica la nomina del ministro degli esteri e dei commissari. Vede aumentati i suoi poteri di co-decisione ed ha l'ultima parola su tutte le spese dell'Unione. E' composto da un massimo di 750 membri. Gli stati, in base alla popolazione, avranno un minimo di sei deputati ed un massimo di 96.

CONSIGLIO EUROPEO Tale organismo viene ora istituzionalizzato. Ha l'incarico di dare all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e definire orientamenti e priorità politiche generali. Non esercita alcuna funzione legislativa. E' composto dai capi di stato e di governo degli stati membri, dal suo presidente e da quello della Commissione. Il ministro degli esteri partecipa ai lavori.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO Novità introdotta dalla Costituzione: presiede i lavori del Consiglio europeo, ne assicura preparazione e continuità. Ha la rappresentanza esterna dell'Unione "senza pregiudizio delle responsabilità del ministro degli esteri". E' eletto dal Consiglio europeo per un mandato di 30 mesi, rinnovabile una volta. Può far parte di altre istituzioni europee, non può avere mandati nazionali.

CONSIGLIO DEI MINISTRI Insieme all'Europarlamento svolge funzioni legislative e di bilancio. E' composto da un rappresentante di ogni stato membro a livello ministeriale per ciascuna delle sue formazioni. Ad eccezione di quello Esteri la presidenza di ogni consiglio viene fatta a rotazione ugualitaria da un gruppo di tre paesi per diciotto mesi.

COMMISSIONE EUROPEA Promuove l'interesse generale europeo e prende le iniziative appropriate a tale fine. Verifica il rispetto della Costituzione e l'applicazione del diritto dell'Unione sotto il controllo della Corte di giustizia. Promuove ogni atto legislativo salvo quelli per cui la Costituzione dispone altrimenti. Assicura la rappresentanza esterna dell'Unione tranne su politica estera e difesa comune, promuove la programmazione annuale e pluriennale. E' composta da un commissario per ogni stato membro fino alla seconda legislatura dopo l'approvazione della Costituzione. Successivamente (presumibilmente dal 2014) i suoi componenti saranno ridotti ai due terzi degli stati membri, salvo diversa decisione presa all'unanimità dal Consiglio europeo.

PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE Definisce gli orientamenti nel quadro in cui la Commissione esercita la sua missione, sceglie i commissari, può nominare dei vicepresidenti della Commissione. E' eletto dall'Europarlamento su proposta del Consiglio europeo.

MINISTRO DEGLI ESTERI Contribuisce all'elaborazione di una politica estera, di sicurezza e di difesa comune. Presiede il Consiglio affari esteri. E' vicepresidente della Commissione. Viene eletto dal Consiglio europeo d'accordo con il presidente della Commissione e con ratifica dell'Europarlamento.

PROCEDURE LEGISLATIVE La Costituzione provvede ad una drastica riduzione. Erano oltre venti sono state limitate ad un terzo.

CORTE DI GIUSTIZIA Assicura il rispetto dei diritti nell'interpretazione e l'applicazione della Costituzione. Comprende anche il tribunale di grande istanza ed i tribunali speciali. E' formata da un giudice per ogni stato membro.

MAGGIORANZA QUALIFICATA A partire dal 2009 sara' basata sul 55 per cento degli stati membri, con un minimo transitorio di quindici che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione complessiva. Quando le decisioni riguardano provvedimenti che non sono proposti dalla Commissione o dal ministro degli esteri, per la maggioranza occorrono il 72 per cento degli stati, pari ad almeno il 65 per cento della popolazione. Resta il diritto di veto in tema di fiscalità e ci sono formule di maggioranza diverse per la cooperazione giudiziaria, la politica sociale sociale e quella estera. Sono facilitate, in alcuni settori, le cooperazioni rafforzate.

GOVERNANCE ECONOMICA La Costituzione attribuisce più poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici nella sola fase di verifica di deficit eccessivo, ma non in quella sulle misure per ridurlo. Ai paesi dell'eurozona è attribuito il potere di valutare l'ingresso di nuovi membri in Eurolandia. Viene allegata una dichiarazione in cui si riafferma l'impegno a rispettare il dettato del Patto di stabilità.

DIRITTO DI INIZIATIVA POPOLARE Se un milione di cittadini europei, suddivisi su un numero di paesi ancora da determinare, lo richiede, la Commissione sarà invitata ad adottare un' iniziativa legislativa.

La piazza di Kiev e l'Unione Europea 02.12.13

Manifestanti a Kiev pro Unione Europea

Se per gli europei, ormai assuefatti da privilegi e sicurezza sociale, l'Europa appare come una figura ingombrante governata da tecnoburocrati per gli ucraini resta un sogno. Irraggiungibile. Centinaia di migliaia di sostenitori dell'integrazione europea affollano le strade di Kiev da giorni contro la decisione del governo filo russo di congelare l'accordo di associazione con l'Unione Europea. E nelle piazze spicca il giallo e il blu delle bandiere ucraine ed europee unite nel cromatismo dei colori.

Dentro o fuori 23.01.13

Cameron parla del referendum sulla UE

Il premier britannico Cameron ha annunciato il controverso referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea e l'intenzione di rinegoziare i trattati a vantaggio di Londra. La consultazione è prevista entro il 2017. La mossa di Cameron, più che un attacco alle istituzioni continentali, sembra un tentativo per distogliere l'attenzione pubblica dalla profonda crisi che attraversa il suo esecutivo che con le sue scelte impopolari ha fatto sprofondare il consenso dei conservatori a tutto vantaggio dei laburisti.

Fonte: Guardian

L'Unione Europea a Oslo per il Nobel 10.12.12

La cerimonia per il Nobel per la pace all'UE

Il presidente Herman Van Rompuy ha ricevuto il Premio Nobel per la pace a nome dell'Unione Europea, per la sua opera di pace e riconciliazione, di promozione della democrazia e dei diritti umani.

L'Europa dell'euro 09.12.11

Sarkozy a Bruxelles

Dal vertice di Bruxelles nasce un'Europa a due velocità o per meglio dire il Regno Unito decide di isolarsi dal resto del continente. I 17 paesi dell'eurozona più altri sei paesi - a cui potrebbero aggiungersi nel breve futuro anche Svezia, Repubblica Ceca e Ungheria - decidono di integrarsi maggiormente dando vita a quell'unione fiscale e probabilmente politica attesa da tempo.

Fonte: TLUC Blog

Il referendum greco spaventa l'Europa 01.11.11

Il premier greco George Papandreou

Il premier Papandreou forza la mano alle opposizioni, al PASOK e alla troika europea proponendo un referendum popolare per accettare o meno il piano di salvataggio della Grecia proposto da UE, BCE e FMI. Un terremoto politico che si è trasformato in un giorno di passione per i mercati finanziari di tutto il mondo.