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Perché non usiamo ovunque la luce ultravioletta per uccidere i virus

Geek   03.03.24  

La scoperta dell'effetto letale della luce ultravioletta sui virus non è nuova, ma l'attenzione si è sempre focalizzata sugli effetti nocivi che questa radiazione può avere sulla nostra pelle.
L'ultravioletto C, o UVC, in particolare, è una forma di luce ultravioletta che ha dimostrato di essere altamente efficace nel neutralizzare i virus. Tuttavia, la radiazione UV è stata considerata dannoso per la salute umana a causa della sua capacità di danneggiare il DNA nelle cellule e causare il cancro. Questa è la ragione per cui negli anni abbiamo adottato misure di protezione come l'uso di creme solari e l'esposizione controllata al sole.

Tuttavia, nel 2020 è stata fatta una scoperta sorprendente nel tentativo di trovare una difesa efficace contro il Coronavirus. È emerso che l'UVC, se utilizzato a una specifica lunghezza d'onda, chiamata ultravioletto lontano, o FUV, può essere sicuro per l'uomo e allo stesso tempo efficace nel distruggere i virus. Questa scoperta ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica e medica.

Nonostante i risultati promettenti, l'adozione diffusa dell'UV lontano per eliminare i virus non è ancora diventata una pratica comune.
Vox analizza le ancora molte domande aperte sulla sua sicurezza e sulla sua efficacia. Ad esempio, è necessario comprendere meglio gli effetti a lungo termine dell'esposizione all'UV lontano sull'uomo e determinare le dosi ottimali per un'efficace sterilizzazione. Inoltre, ci sono anche considerazioni economiche da valutare, come il costo degli apparecchi di illuminazione UV lontano e la loro manutenzione.
Solo attraverso un approccio scientifico rigoroso e una valutazione accurata della sicurezza e dell'efficacia dell'UV lontano, potremo determinare se e come questo potrebbe diventare una soluzione affidabile per la sterilizzazione e il controllo dei virus.

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I paradossi di un universo finito o infinito

Geek   03.03.24  

La domanda su cosa si trovi al di fuori dell'universo è un interrogativo complesso che ha affascinato filosofi, scienziati e pensatori per secoli. L'universo, come lo conosciamo, comprende tutto ciò che esiste: spazio, tempo, materia ed energia. Quindi, se ci riferiamo a ciò che si trova oltre l'universo, stiamo implicitamente cercando di comprendere cosa esista al di fuori di tutto ciò che esiste. È un concetto che sfida la nostra comprensione e supera i confini della nostra esperienza.

Kurzgesagt si interroga sulla natura dell'universo, prendendo in esame sia la teoria di un universo finito in espansione e virtualmente senza confini e l'ipotesi di un universo veramente infinito.
Sappiamo che l'universo ha avuto origine circa 13,8 miliardi di anni fa e che da allora ha continuato a espandersi. Quando parliamo dell'espansione dell'universo, ci riferiamo al fatto che le galassie e le strutture cosmiche che le uniscono gravitazionalmente si stanno allontanando l'una dall'altra nello spazio. Tuttavia, è importante sottolineare che l'espansione dell'universo non implica necessariamente l'esistenza di un bordo o di un limite fisico. Se l'universo avesse la forma di un'ipersfera, di una sella o toroidale potremmo attraversarlo senza percepire mai una fine. Inoltre la sua costante espansone potrebbe anche rendere impossibile ritornare al punto di partenza compiendo un giro completo, proprio perché il punto di origine si allontanerebbe sempre di più man mano che avanziamo verso di esso.
Se invece fosse finito, a seconda della sua forma, ci troveremmo d'innanzi a continui paradossi spaziotemporali.

La teoria di un'universo infinito è ancora più complessa da afferrare.
Un universo infinito presuppone anche infinite possibilità. Uno spazio infinito può diventare più grande. In uno spazio infinito potremmo scoprire infinite varianti di noi stessi, ma non riuscire mai a incontrarle.

Data la natura di questi problemi, gli astronomi tendono a definire lo spazio secondo i concetti di universo osservabile, in questo caso è ragionevole definirne una dimensione conosciuta seppur senza bordi, e la totalità dell'universo che non ci è dato sapere se sia finito o infinito.

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L'evoluzione della biologia speculativa

Geek   26.02.24  

La biologia speculativa può essere definita come un genere di fiction incentrato su scenari ipotetici che ipotizzano nuove evoluzione della vita.
L'interesse per la biologia di vita immaginaria non è sempre stato così diffuso. I mostri dell'antica mitologia non venivano considerati parte di un ecosistema, semplicemente esistevano. L'origine e l'ascesa dell'evoluzione speculativa come la conosciamo oggi è un racconto affascinante, profondamente intrecciato con l'avanzamento scientifico e trame complicate.

La storia della biologia speculativa affonda le sue radici nel desiderio di esplorare l'ignoto e di spingersi al di là dei confini della conoscenza scientifica convenzionale. Fin dai tempi antichi, l'uomo ha immaginato creature fantastiche e mitologiche, ma solo in tempi più recenti questa concezione ha iniziato a evolversi in una disciplina più strutturata e scientificamente informata.
L'avvento della teoria dell'evoluzione di Charles Darwin nel XIX secolo ha gettato le basi per un nuovo modo di pensare l'evoluzione della vita. La sua teoria ha offerto uno spunto di riflessione sulla diversità delle specie e sui meccanismi che guidano il cambiamento nel corso del tempo. Tuttavia, la biologia speculativa non si è sviluppata immediatamente dopo le scoperte di Darwin, ma ha richiesto ulteriori sviluppi scientifici e tecnologici per poter prendere piede.

Come ricorda Curious Archive, durante il XX secolo con l'avanzamento delle conoscenze scientifiche e l'esplosione dell'immaginazione creativa, l'evoluzione speculativa ha cominciato a emergere come un campo di studio a sé stante. Opere pionieristiche come Dopo l'uomo di Dougal Dixon hanno introdotto il concetto di evoluzione di creature immaginarie in un contesto scientifico. Questi autori hanno applicato principi biologici e paleontologici per immaginare come potrebbero evolvere gli esseri viventi in scenari futuri o in mondi alternativi.
Con l'avvento di internet e la democratizzazione dell'informazione, l'allobiologia ha trovato una nuova forma di espressione e diffusione. Progetti online come Speculative Evolution Wiki e The Speculative Dinosaur Project hanno permesso agli appassionati di condividere idee, creare creature immaginarie e sviluppare scenari evolutivi dettagliati.

Oggi, l'allobiologia si è evoluta in un campo multidisciplinare che coinvolge biologi, artisti, scrittori e appassionati di fantascienza. L'interesse per l'esplorazione di mondi immaginari e per la biologia delle creature fantastiche ha raggiunto un pubblico sempre più vasto, grazie anche alla popolarità dei videogiochi, dei film e dei libri che esplorano questi temi.

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Rivivere la Firenze del tardo Medioevo

Geek   22.02.24  
La mappa di Firenze di Buonsignori 1584
La mappa di Firenze di Buonsignori 1584

Florence As It Was è un progetto digitale della Washington and Lee University che mira a ricostruire la città così come appariva alla fine del XV secolo.
Potrete esplorare, ispezionare, visitare le strade, i palazzi, le chiese, i negozi e gli uffici che costituivano il tessuto di una delle città più vivaci d'Europa.
Troverete immagini, persone, pagamenti, relazioni, riferimenti letterari e descrizioni contemporanee, e talvolta persino musica legata alle singole strutture che hanno plasmato l'esperienza quotidiana dei fiorentini nel 1500.
Vedrete la sede del governo e del potere nel tardo Medioevo. Camminerete per le strade e i palazzi dove Cosimo de' Medici trascorreva gran parte del suo tempo.
Esaminerete il dipinto di culto più importante della città e il tabernacolo che lo incorniciava.

Ingrandite, volate in alto o avvicinatevi a questi luoghi. Cercate nomi, luoghi, date ed eventi e vedrete come i collegamenti e le connessioni possano essere fatti in modi inaspettati.

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La storia di Lemmings

Geek   18.02.24  

Nato dalle menti di DMA Design (ora Rockstar North), uno studio di Dundee, Lemmings era un concetto rivoluzionario: un puzzle game dove contava salvare più vite possibile invece di abbattere nemici e raccogliere tesori.

Lemmings offriva una semplice premessa: guidare un numero predeterminato di lemming verso un'uscita assegnando loro dei ruoli unici.
Questa apparente semplicità nascondeva la vera profondità della meccanica di gioco. A partire dal distintivo design dei personaggi, riprodotti a una scala sorprendentemente piccola, ogni livello presentava una sfida unica, richiedendo pensiero strategico, riflessi rapidi e un pizzico di umorismo slapstick attraverso i vari tentativi ed errori che portavano all'inevitabile morte violenta dei lemming.

Il successo fu immediato. Lemmings conquistò console e computer, vendendo oltre 15 milioni di copie e diventando il gioco più venduto nel Regno Unito nel 1991. Premi e riconoscimenti piovvero, ma forse l'impatto più significativo fu sullo sviluppo dei giochi in Scozia. Lemmings mise DMA Design sulla mappa, attirando talenti e investimenti e ispirando il primo corso di laurea in videogiochi al mondo.
In un lungo documentario, Exient Games ripercorre il fenomeno Lemmings, intervistando diversi membri del team originale, per approfondire l'impatto culturale che ha avuto sui giocatori e sull'industria dei videogame.

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Leonardo da Vinci il genio del Rinascimento

Geek   12.02.24  

Leonardo non si limitava a osservare il mondo, lo interrogava. Questa curiosità, la sua visione e il suo approccio unico alla scienza e all'arte lo portava a elaborare progetti futuristici che trascendono il tempo, prefigurando invenzioni che si sarebbero concretizzate solo secoli dopo.
La sua arte non era solo esteticamente innovativa, ma rifletteva anche il suo pensiero scientifico. La sua celebre Mona Lisa è un esempio di sfumato, una tecnica pittorica che crea effetti di chiaroscuro e sfumature impercettibili, conferendo al dipinto un'aura enigmatica e misteriosa. Anche l'uso della prospettiva e della luce nelle sue opere era magistrale, creando un'illusione di profondità e realismo che ancora oggi affascina il pubblico.

Arte e scienza in Leonardo da Vinci erano inseparabili. Considerava il disegno come un'estensione del pensiero creativo. La sua visione architettonica, che enfatizzava la scultura spaziale, influenzò l'architettura e l'urbanistica del suo tempo. L'eredità di Leonardo comprende progetti innovativi per macchine, applicazioni militari e trasporti.

Per Chronicle, Leonardo incarna in pieno lo spirito del Rinascimento. Il suo lavoro non è solo espressione di genialità individuale, ma anche di un contesto storico favorevole alla sperimentazione e alla rottura degli schemi, grazie a un grande fermento culturale e scientifico.

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20 anni di fotografia attraverso Flickr

Geek   10.02.24  
Screenshot di Flickr nel 2004
Screenshot di Flickr nel 2004

Flickr, l'originale social network dedicato alla fotografia, festeggia 20 anni celebrando questo traguardo con un viaggio nel passato per esplorare tutti i momenti che hanno contribuito a plasmare il sito e la sua community di fotografi.

Il cammino di Flickr è iniziato come un semplice progetto collegato a un videogioco, ma grazie all'entusiasmo e al contributo della nostra comunità, si è evoluto in qualcosa di molto più grande. La passione dei nostri utenti ha spinto Flickr a diventare una piattaforma di condivisione fotografica all'avanguardia, consentendo alle persone di tutto il mondo di esprimere la propria creatività e di connettersi attraverso le immagini.

Negli anni, Flickr ha abbracciato i progressi tecnologici, offrendo funzionalità sempre più avanzate per migliorare l'esperienza degli utenti. Dagli albori delle fotocamere digitali alla diffusione dei dispositivi mobili, Flickr si è adattato e ha integrato nuove tecnologie per consentire agli utenti di condividere e scoprire fotografie in modo sempre più semplice e coinvolgente.

Tra alterne vicende, Flickr e la sua community continuano a costruire un luogo intimamente legato all'esperienza fotografica con spirito resiliente. Kudos.

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Cosa c'è dentro un Apple Vision Pro

Geek   05.02.24  

Sam Goldheart, di iFixit, ha smontato l'Apple Vision Pro per scoprire come è fatto.
Il meticoloso processo di smontaggio rivela quanto è complesso l'hardware dell'Apple Vision Pro, come nessun altro device progettato a Cupertino.

Goldheart si sofferma infine sul funzionamento del display lenticolare:

Questo display è coperto di piccole creste che sono in realtà proiettori lenticolari... L'effetto di movimento viene ottenuto intrecciando due immagini insieme. Un lato della lente mostra solo l'immagine A, mentre l'immagine B appare dall'altro lato. Questo metodo crea anche un effetto tridimensionale chiamato stereoscopia: ogni occhio vede un angolo leggermente diverso dello stesso soggetto, che viene interpretato come un oggetto tridimensionale.

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La storia della prima attività extraveicolare con un jetpack spaziale

Geek   04.02.24  

Il 7 febbraio 1984, l'astronauta Bruce McCandless II eseguì la prima attività extraveicolare senza ombelicale della storia, impiegando l'iconica la Manned Maneuvering Unit (MMU) fuori dalla stiva di carico dello Space Shuttle Challenger.
Come ricorda la NASA, fino a quel momento le precedenti passeggiate spaziali prevedevano che gli astronauti rimanessero sempre collegati con cavi, limitando di fatto gli spostamenti. Primal Space ripercorre la storia del jetpack spaziale e l'impresa, non priva di ostacoli e rischi, di McCandless.

McCandless, mentre si trovava nel vuoto dello spazio, pensò di dover cercare di allentare la tensione che provavano sua moglie e i controllori di volo a Houston. Fu allora che pronunciò una frase che richiamava alla mente la celebre dichiarazione di Neil Armstrong quando mise piede per la prima volta sulla Luna nel 1969: "Potrà essere stato un piccolo passo per Neil", disse, "ma è un grande passo per me."

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La scatola di cartone una storia di successo

Geek   01.02.24  

L'ascesa degli imballaggi in carta ha radici profonde. La prima diffusione nota di carta ondulata risale agli anni '50 del XIX secolo, con un brevetto inglese rilasciato nel 1856 a Edward Charles Healey e Edward Ellis Allen. Tre anni dopo, Oliver Long brevettò un miglioramento sul design di Jone, aggiungendo un singolo foglio di carta incollato per evitare che si perdesse l'ondulatura, ponendo le basi per il moderno imballaggio di cartone ondulato.

Robert Gair, un tipografo e produttore di sacchetti di carta di Brooklyn, scoprì che tagliando e piegando il cartone da un'unica forma poteva creare scatole prefabbricate. In collaborazione con la Thompson and Norris Company, il concetto fu applicato al cartone ondulato a doppia faccia, dando origine alla produzione delle prime scatole di cartone ondulato. Nel 1903, il primo utilizzo di scatole di cartone ondulato per il trasporto ferroviario avvenne quando i fratelli Kellogg ottennero una deroga al requisito delle scatole di legno dalle ferrovie della Central Freight Association.

Come ricorda New Mind, la produzione del cartone ondulato è un processo affascinante.
Il successo del cartone ondulato si basa su una serie di fattori. La sua leggerezza e resistenza lo rendono ideale per il trasporto, mentre la sua facilità di ripiegatura e stoccaggio riduce i costi. Ma ciò che lo distingue davvero è la sua straordinaria riciclabilità. Con un tasso di recupero di quasi il 97% e un processo di produzione che taglia considerevolmente il consumo elettrico e di acqua ripetto alla produzione di carta vergine, il cartone ondulato dimostra che è possibile coniugare praticità e sostenibilità, facendo del suo utilizzo una vera e propria vittoria per l'ambiente.

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