tizianocavigliablog
Ha dimostrato il paradosso del gatto imburrato.

La libertà di festeggiarla 25.04.17

Coltivare la memoria di chi si è battuto per la libertà di tutti.

La libertà di essere violenti 25.04.15

C'è chi abusa della libertà di espressione per assumere atteggiamenti violenti e ignoranti, calpestando la memoria di chi ha messo in gioco la propria vita per donarci la libertà.
Ma la libertà è anche questo, il diritto a comportarsi da sciocchi viziati.

Nel rumore di fondo degli schiamazzi razzisti la Brigata Ebraica resiste oggi come allora.

Il 25 aprile a Mountain View 25.04.12

Come ogni anno anche il 2012 passa senza che Google abbia preparato un doodle per la Liberazione.

La festa nazionale del 18 aprile 28.09.11

Il deputato del PdL Fabio Garagnani ha proposto di sostituire il 25 Aprile con il 18 aprile 1948. La data si riferisce alla vittoria della Democrazia Cristiana nelle prime elezioni politiche repubblicane, dopo quelle per l'Assemblea Costituente.

Il nome per la nuova ricorrenza sarebbe già pronto. Festa nazionale dei repressi.

25 aprile il fail di Google 25.04.11

Screenshot di Google

Niente doodle per il 25 aprile, ma una semplice bandierina a fondo pagina.
La Liberazione festeggiata da Google. Siamo al punto che era meglio lasciare la pagina spoglia.

Venticinque aprile. Doppio grazie 25.04.10

Brisbane

Mio nonno era uno dei tanti contadini-operai dell'Italia del dopoguerra. Quando non era in fabbrica, era nei campi. Il venticinque aprile, però, non lavorava. Era l'unico giorno dell'anno in cui non lavorava. Partigiano sulle Alpi Liguri alla tenera età di diciassette anni, quel giorno per lui aveva un significato particolare.
Sarà il suo esempio, saranno questi anni di strisciante revisionismo, ma di tutte le giornate di festa nazionale, questa è forse quella che sento di più.

Poi, com'è come non è, finisco in Australia, e addio giorno di festa, direte voi. E invece, bizzarra coincidenza, oggi quaggiù è ANZAC Day, la giornata in cui Australiani e Neozelandesi commemorano lo sbarco delle proprie truppe – sotto il comando britannico – a Gallipoli, nel 1915, nell’ambito della Campagna dei Dardanelli. Per farla breve, il solito Churchill aveva grandi progetti, assumere il controllo della penisola di Gallipoli, aprendo la via del Mar Nero agli alleati allo scopo di conquistare Istanbul e mettere fuori gioco l’Impero Ottomano. Non andò proprio così, visto che un certo Mustafa Kemal, un tenente colonnello trentaquattrenne che pochi anni dopo sarebbe diventato noto con il nome di Atatürk, riuscì a prevedere il luogo dello sbarco (peraltro tardivo) e ad approntare le difese necessarie. Dopo otto mesi, le forze alleate si ritirarono, incapaci di portare a termine la missione. Furono oltre 10.000 i caduti fra i soldati dell’ANZAC, più di 8.000 australiani e di 2.700 neozelandesi. Fu una sconfitta, ma l’importanza di quel sacrificio nell'evoluzione del sentimento nazionale australiano va ben al di là del peso di quegli eventi dal punto di vista strettamente bellico. Australia e Nuova Zelanda non erano più remote colonie britanniche, erano nazioni alleate bisognose di quella mitologia che ogni paese sembra doversi costruire per trovare un'identità.

Trent'anni dopo, in Italia, si cominciava a scrivere una mitologia nuova, e mai come oggi – con gente (sedicente) di sinistra che quasi quasi si aggrappa a un ex-missino – sento la necessità di ricordare cosa successe.

Quindi, mentre intorno a me, avviluppati nei bandieroni blu con la croce del sud, i miei futuri concittadini ricordano il sacrificio dei caduti dell'ANZAC, io, pur unendomi volentieri a loro, approfitto di questa giornata per ricordare il sacrificio dei nostri caduti, specialmente partigiani, per ricordare mio nonno, e per ricordare a me stesso che, sessantacinque anni dopo, abbiamo ancora tanto lavoro da fare.

Buona Festa della Liberazione a tutti.

Ristabilire il peso della storia 24.04.10

Il presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli (PdL, ça va sans dire), dimentica il ruolo della resistenza partigiana nella Liberazione, attribuendo il merito al solo esercito alleato.

Un ripasso accelerato di storia ricorderebbe a Cirielli che tra il 23 e il 25 aprile Genova e la Liguria si liberarono dal giogo dell'occupazione nazista grazie all'insurrezione dei partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale sino alla resa senza condizioni del generale tedesco Meinhold.
Nella sola Genova si arresero ai partigiani 6.000 soldati del Reich.
Il tutto prima che l'esercito alleato iniziasse le operazioni nella regione, concludendo oltre vent'anni di moti e insurrezioni contro il regime fascista.

Giusto per fare un esempio.

Testo dell'atto di resa delle forze tedesche a Genova:
In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30, tra il sig. Generale Meinhold, quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Capitano Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte; il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Maggiore Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra; è stato convenuto:

1. Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold SI ARRENDANO alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;
2. la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;
3. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;
4. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.

25 aprile. Sempre 25.04.09

Resistenza 25.04.08

Hanno strappato i fiori ma non fermeranno la primavera.


Partigiani sfilano per le strade di Milano

La Libertà rivista e corretta 25.04.07

Revisionismo.
Oggi la puzza è travolgente e ogni anno il fetore aumenta e diventa sempre più pungente.

Come se chi avesse scelto la Repubblica Sociale fosse un martire paragonabile ai partigiani.
Come se chi avesse tradito i suoi connazionali, i suoi vicini di casa fosse degno di rispetto, al pari di chi combatteva per la nostra libertà.
Come se chi si era alleato con i tedeschi e ne copriva e favoriva le stragi fosse un eroe della patria.
Come se chi costrinse il paese ad vivere vent'anni di dittatura, umiliò e distrusse la nostra nazione guidandoci in una guerra sciagurata, fosse da considerarsi un grande statista.

Qualcuno afferma: "Finì una guerra e basta, ricordiamoci tutte le vittime italiane".
Certo finì la guerra, ma non dimentichiamoci mai che tra quei morti alcuni erano carnefici e altri vittime innocenti.

Il 25 Aprile della Brigata Ebraica 25.04.16

La Brigata Ebraica al corte milanese del 25 Aprile

I ragazzi con lo striscione della Brigata Ebraica al corteo per la Festa della Liberazione a Milano. La Jewish Infantry brigade Group, conosciuta in Italia come Brigata Ebraica, fu una formazione militare alleata inquadrata nell'Esercito britannico che operò durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel novembre del 1944 la Brigata venne impiegata sul fronte italiano. Sbarcata a Taranto risalì la penisola lungo il versante adriatico insieme all'VIII Armata britannica. Il 27 marzo 1945 la Brigata venne affiancata al Gruppo di Combattimento "Friuli" con il quale fu protagonista dello sfondamento della Linea Gotica nella vallata del Senio.

La libertà è quella cosa di cui senti il bisogno quando non ce l'hai 25.04.14

Il 25 aprile al Vittoriale di Roma

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha celebrato a Roma l'Anniversario della liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista e dall'ocupazione nazista. Non sono mancate le annuali polemiche e distinguo. Revisionismi sul significato della Resistenza che loro malgrado possono manifestarsi proprio grazie alla lotta partigiana che ridiede agli italiani, tra le altre libertà, anche quella di parola.

Fonte: La Stampa

Il 66esimo anniversario della Liberazione 25.04.11

Il Vittoriano a Roma

L'Italia festeggia la Resistenza partigiana ai nazi-fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale, celebrando la giornata della Liberazione.