tizianocavigliablog
Un uomo impossibile.

La libertà di essere violenti 25.04.15

C'è chi abusa della libertà di espressione per assumere atteggiamenti violenti e ignoranti, calpestando la memoria di chi ha messo in gioco la propria vita per donarci la libertà.
Ma la libertà è anche questo, il diritto a comportarsi da sciocchi viziati.

Nel rumore di fondo degli schiamazzi razzisti la Brigata Ebraica resiste oggi come allora.

All work and no play makes Jack a dull boy 19.05.08

Il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca, il mattino ha l'oro in bocca...

Impressionisti e la neve dal vivo 22.03.05

'La Senna e l'Isola Lacroix a Rouen in inverno' di LebourgSì, c'è lo fatta finalmente, sono riuscito ad andare a Torino.

Mi aspettavo una mostra superba, lo è stata ogni oltre mia più rosea aspettativa.

Sono di parte lo sò, adoro l'impressionismo, ma quando sei di fronte a un "Caprioli nella neve" di Courbet o ti incanti alla vista dei paesaggi di Argenteuil di Monet sfido chiunque a non rimanerne affascinato.

La mostra alla Palazzina della Promotrice delle Belle Arti nei giardini del Valentino si articola in più percorsi: la Francia (con circa cinquanta opere) e l'Europa, dove le opere esposte sono più di cento e vengono suddivise per nazione.

Gli autori ci sono tutti si passa da Monet per Fattori, da Sisley a Van Gogh e ancora Courbet, Pissarro, Caillebotte, Gauguin, Lebourg, Lees , Munch e via discorrendo.

Le luci, i colori e le ombre caratterizzano i riflessi del ghiaccio e della neve sui quali si riflettono paesaggi e persone.
La maestria di far rivivere il momento crea un'atmosfera di realtà assoluta.

Tanto reale e spettacolare "La mattina d'inverno" di Farquharson, quanto commoventi e vividi i pattinatori sotto il lucore della luna di Lees.

25 aprile il fail di Google 25.04.11

Screenshot di Google

Niente doodle per il 25 aprile, ma una semplice bandierina a fondo pagina.
La Liberazione festeggiata da Google. Siamo al punto che era meglio lasciare la pagina spoglia.

Venticinque aprile. Doppio grazie 25.04.10

Brisbane

Mio nonno era uno dei tanti contadini-operai dell'Italia del dopoguerra. Quando non era in fabbrica, era nei campi. Il venticinque aprile, però, non lavorava. Era l'unico giorno dell'anno in cui non lavorava. Partigiano sulle Alpi Liguri alla tenera età di diciassette anni, quel giorno per lui aveva un significato particolare.
Sarà il suo esempio, saranno questi anni di strisciante revisionismo, ma di tutte le giornate di festa nazionale, questa è forse quella che sento di più.

Poi, com'è come non è, finisco in Australia, e addio giorno di festa, direte voi. E invece, bizzarra coincidenza, oggi quaggiù è ANZAC Day, la giornata in cui Australiani e Neozelandesi commemorano lo sbarco delle proprie truppe – sotto il comando britannico – a Gallipoli, nel 1915, nell’ambito della Campagna dei Dardanelli. Per farla breve, il solito Churchill aveva grandi progetti, assumere il controllo della penisola di Gallipoli, aprendo la via del Mar Nero agli alleati allo scopo di conquistare Istanbul e mettere fuori gioco l’Impero Ottomano. Non andò proprio così, visto che un certo Mustafa Kemal, un tenente colonnello trentaquattrenne che pochi anni dopo sarebbe diventato noto con il nome di Atatürk, riuscì a prevedere il luogo dello sbarco (peraltro tardivo) e ad approntare le difese necessarie. Dopo otto mesi, le forze alleate si ritirarono, incapaci di portare a termine la missione. Furono oltre 10.000 i caduti fra i soldati dell’ANZAC, più di 8.000 australiani e di 2.700 neozelandesi. Fu una sconfitta, ma l’importanza di quel sacrificio nell'evoluzione del sentimento nazionale australiano va ben al di là del peso di quegli eventi dal punto di vista strettamente bellico. Australia e Nuova Zelanda non erano più remote colonie britanniche, erano nazioni alleate bisognose di quella mitologia che ogni paese sembra doversi costruire per trovare un'identità.

Trent'anni dopo, in Italia, si cominciava a scrivere una mitologia nuova, e mai come oggi – con gente (sedicente) di sinistra che quasi quasi si aggrappa a un ex-missino – sento la necessità di ricordare cosa successe.

Quindi, mentre intorno a me, avviluppati nei bandieroni blu con la croce del sud, i miei futuri concittadini ricordano il sacrificio dei caduti dell'ANZAC, io, pur unendomi volentieri a loro, approfitto di questa giornata per ricordare il sacrificio dei nostri caduti, specialmente partigiani, per ricordare mio nonno, e per ricordare a me stesso che, sessantacinque anni dopo, abbiamo ancora tanto lavoro da fare.

Buona Festa della Liberazione a tutti.

Ristabilire il peso della storia 24.04.10

Il presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli (PdL, ça va sans dire), dimentica il ruolo della resistenza partigiana nella Liberazione, attribuendo il merito al solo esercito alleato.

Un ripasso accelerato di storia ricorderebbe a Cirielli che tra il 23 e il 25 aprile Genova e la Liguria si liberarono dal giogo dell'occupazione nazista grazie all'insurrezione dei partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale sino alla resa senza condizioni del generale tedesco Meinhold.
Nella sola Genova si arresero ai partigiani 6.000 soldati del Reich.
Il tutto prima che l'esercito alleato iniziasse le operazioni nella regione, concludendo oltre vent'anni di moti e insurrezioni contro il regime fascista.

Giusto per fare un esempio.

Testo dell'atto di resa delle forze tedesche a Genova:
In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 19:30, tra il sig. Generale Meinhold, quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Capitano Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte; il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Maggiore Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra; è stato convenuto:

1. Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold SI ARRENDANO alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;
2. la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;
3. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;
4. il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.

25 aprile. Sempre 25.04.09

Quelli che non capiscono e si indignano 02.10.08

Spike Lee chiarisce un paio di cose dopo la strumentale invettiva scatenata da Giorgio Bocca.

Resistenza 25.04.08

Hanno strappato i fiori ma non fermeranno la primavera.


Partigiani sfilano per le strade di Milano

La libertà è quella cosa di cui senti il bisogno quando non ce l'hai 25.04.14

Il 25 aprile al Vittoriale di Roma

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha celebrato a Roma l'Anniversario della liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista e dall'ocupazione nazista. Non sono mancate le annuali polemiche e distinguo. Revisionismi sul significato della Resistenza che loro malgrado possono manifestarsi proprio grazie alla lotta partigiana che ridiede agli italiani, tra le altre libertà, anche quella di parola.

Fonte: La Stampa

Il 66esimo anniversario della Liberazione 25.04.11

Il Vittoriano a Roma

L'Italia festeggia la Resistenza partigiana ai nazi-fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale, celebrando la giornata della Liberazione.