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I post con tag "Archeologia" archivio

Le città sotterranee dell'Impero Romano d'Oriente

Geek   31.03.24  

Le stupefacenti formazioni geologiche della Cappadocia sono uno dei paesaggi più sorprendenti della Terra. Conosciute anche come camini delle fate, queste impressionanti formazioni nascondono un'impresa di ingegneria premoderna altrettanto notevole: una rete di vaste città sotterranee che si estendono in profondità sotto la superficie.
Chi abitava queste città e perché? Veronica Kalas, su TED-Ed affronta e svela i segreti di questa storia sepolta.

Le città sotterranee della Cappadocia furono costruite durante l'Impero Bizantino, nel periodo compreso tra il V e il XII secolo. Queste città rappresentano un notevole esempio di ingegneria e architettura antica. Scavate nella roccia vulcanica, le città sotterranee si estendono su diversi livelli, fino a otto o nove piani sottoterra. Si stima che alcune di queste città potessero ospitare migliaia di persone.
Le città sotterranee servivano come rifugi per le comunità locali in tempi di pericolo. Durante il periodo delle invasioni arabe e persiane, le persone trovavano sicurezza all'interno di questi complessi sotterranei con i loro intricati passaggi, le camere residenziali, le chiese e i magazzini.
Vie sotterranee consentivano la comunicazione e il trasporto di merci tra le diverse comunità. La presenza di sistemi di ventilazione e pozzi d'acqua dimostra che le città sotterranee erano progettate per essere autosufficienti e in grado di sostenere la vita delle persone che vi si rifugiavano.

Oggi, alcune delle città sotterranee della Cappadocia sono state aperte al pubblico, permettendo ai visitatori di immergersi nella storia e nell'architettura di questo straordinario complesso. Esplorando le gallerie e le camere sotterranee, si può comprendere l'ingegno e la dedizione che hanno permesso la loro costruzione.
Un tesoro nascosto; un affascinante tuffo nel passato nella testimonianza della resilienza e dell'ingegnosità delle civiltà antiche.

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Come gli antichi egizi costruirono la Grande Piramide

Geek   30.03.24  

Appena il faraone Khufu salì al trono intorno al 2575 a.C., iniziarono i lavori per il suo luogo di riposo eterno. L'architetto della struttura, Hemiunu, stimò che avrebbe avuto bisogno di 20 anni per completare la tomba reale. Ma ciò che non poteva prevedere era che questo monumento sarebbe rimasto la struttura artificiale più alta del mondo per oltre 38 secoli.

Soraya Field Fiorio, su TED-Ed esplora la costruzione della Piramide di Cheope, una delle sette meraviglie del mondo antico e uno dei monumenti più iconici e misteriosi della storia umana. Le dimensioni imponenti e la precisione della sua costruzione hanno affascinato studiosi e visitatori di tutto il mondo per secoli.
La costruzione di una struttura così monumentale richiese un'enorme quantità di manodopera, risorse e pianificazione. Gli antichi egizi impiegarono una combinazione di abilità architettoniche, ingegneristiche e organizzative per realizzare questa meraviglia. La base della piramide copre un'area di oltre 13 acri, con blocchi di pietra di enormi dimensioni che vennero trasportati e posizionati con una precisione significativa.

Una delle domande più affascinanti riguardo alla Grande Piramide è come gli antichi egizi riuscirono a sollevare e posizionare i massicci blocchi di pietra che costituiscono la struttura. Gli studiosi hanno ipotizzato diverse teorie, tra cui l'uso di rampe, argani, leve e persino l'uso di acqua per agevolare il movimento dei blocchi. Nonostante le ipotesi, la tecnica esatta rimane ancora oggetto di dibattito e studio.
Oltre alla sfida della costruzione fisica, gli egizi dovettero anche affrontare questioni logistiche complesse. Era necessario fornire cibo, acqua e alloggio per migliaia di lavoratori durante i lunghi anni di costruzione. I materiali da costruzione dovevano essere estratti da cave remote e trasportati sul luogo di costruzione. Tutto ciò richiedeva un'organizzazione efficiente e una pianificazione attenta.

La Piramide di Cheope rimane un testamento alla maestria degli antichi egizi nel campo dell'architettura e dell'astronomia.
Attraverso lo studio della sua costruzione, possiamo affondare nelle abilità e nella creatività degli antichi egizi. La loro dedizione, il loro ingegno e la loro visione hanno dato vita a un monumento che rimane un simbolo silenzioso della passata grandezza dell'antico Egitto.

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Cosa c'è scritto sulla stele di Rosetta

Geek   09.12.22  

Tutti conoscono la stele di Rosetta e la sua fondamentale importanza per comprendere la lingua egizia, ma non tutti sanno qual era la sua funzione originale.
Ilona Regulski, curatrice della cultura scritta egiziana al British Museum di Londra, descrive le tre incisioni in demotico, geroglifico e greco e analizza il testo di questo decreto emesso nel 196 a.C. in onore del faraone Tolomeo V Epifane in occasione del primo anniversario della sua incoronazione.

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Visitare la Grande Piramide di Giza

Geek   30.11.22  
Necropoli di Giza
Necropoli di Giza

Inside the Great Pyramid regala un affascinante tour virtuale delle camere interne della Piramide di Cheope a Giza, tra cui la Camera del Re, la Camera della Regina e la camera inferiore che è posta nella roccia sotto la piramide stessa.

La tomba del faraone Cheope è la più antica delle sette meraviglie del mondo antico ed è stata l'edificio più alto del mondo per oltre 3.800 anni.
Il tour inizia con l'ingresso nella piramide attraverso un tunnel scavato nell'820 a.C dagli operai del califfo al-Ma Mun per esplorare l'interno del monumento, e presenta due opzioni di esplorazione.
La visita guidata utilizza immagini panoramiche a 360° per condurci all'interno della piramide e nelle tre camere. Questa visita include annotazioni che illustrano i passaggi e le stanze.
L'opzione esplorazione libera consente invece di adddentrarsi nella piramide e visitarla a piacimento.

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Le città perdute dell'Amazzonia

Geek   25.07.22  

Quando i primi esploratori europei arrivarono in Amazzonia nel XVI secolo, restarono affascinati dalle voci su una città d'oro nascosta da qualche parte nella foresta pluviale. La loro ricerca di El Dorado è durata oltre un secolo, ma ha portato solo a rovina e morte.
Per molto tempo gli esperti hanno pensato che l'Amazzonia fosse incapace di ospitare una civilità evoluta, ma a partire dalla fine del XX secolo gli archeologi hanno iniziato a studiare più da vicino il suolo della foresta. Scaando e mappando lunghi fossati e tumuli hanno potuto accertare che questi erano i segni di grandi insediamenti.
Da allora le scoperte di mura, fossati, piazze e strade che si collegavano ad altri insediamenti si sono succedute in tutta l'Amazzonia.

Questa è la storia delle città perdute dell'Amazzonia, raccontata da Vox.

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Breve guida agli acquedotti romani

Geek   20.04.22  

Vitruvio nel De architectura e Sesto Giulio Frontino nel De Aquaeducto Urbis Romae, descrivono i metodi di costruzione e manutenzione degli acquedotti, nonché i problemi, gli usi e gli abusi della rete idrica pubblica nella Roma dal I secolo a.C. al periodo imperiale.

Il primo acquedotto conosciuto di Roma riforniva una fontana situata nel mercato del bestiame della città, ma già nel III secolo a.C. l'urbe disponeva di undici acquedotti capace di sostenere una popolazione di oltre un milione di persone e fonti primarie dei numerosi bagni pubblici della metropoli.

Gli acquedotti romani spostavano l'acqua della gravità sia con canali e tubazioni sotterranee sia lungo le iconiche strutture ad arcate, assieme a una capillare rete di infrastrutture collegate, come vasche di sedimentazione, paratoie e serbatoi di distribuzione per regolare la fornitura secondo le necessità.

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Una rete neurale artificiale per comprendere le lingue antiche

Geek   05.04.22  

Le origini delle antiche iscrizioni sono spesso avvolte nel mistero. La scrittura scolpita nella pietra millenni fa può essere difficile da leggere e spesso mancano intere sezioni del testo.
Ora, grazie al machine learning, una rete neurale artificiale è stata addestrata a comprendere migliaia di iscrizioni esistenti per aiutare storici e archeologi a capire quando e da dove proviene uno testo, oltre a formulare ipotesi per riempire gli spazi mancanti con numeri e parole.

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I droni di Pompei

Geek   02.04.22  

Il Parco archeologico di Pompei ha iniziato a usare droni per ispezionare i resti della città in modo che i conservazionisti possano rilevare eventuali problemi occorsi alle fragili strutture e monitorare lo stato di avanzamento dei lavori delle aree oggetto di recupero e restauro per gestire al meglio la sicurezza del personale del sito archeologico.

In questa prima fase di sperimentazione sono stati utilizzati il Leica BLK2FLY, il primo laser scanner volante in grado di effettuare scansioni 3D in autonomia, e SPOT di Boston Dynamics, il robot quadrupede che con agilità e autonomia si muove su diversi tipi di terreni, consentendo di automatizzare le attività di ispezione di routine e l'acquisizione dei dati in modo sicuro. SPOT è stato equipaggiato in due modalità rispettivamente con Leica BLKARC e con il sensore Spot CAM+.

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Il più antico trattato di pace conosciuto

Geek   21.03.22  
Tavolette del Trattato di Kadesh
Tavolette del Trattato di Kadesh

Sulle pareti del tempio di Karnak vicino a Luxor, in Egitto, e nel tempio del faraone Ramesse II a Tebe, ci sono incisioni che descrivono una grande battaglia contro il "Gran re di Khatti" e un trattato di pace stipulato con questo popolo. I geroglifici, conosciuti fin dall'antichità, furono tradotti per la prima volta da Jean-François Champollion all'inizio del XIX secolo, suscitando un rinnovato interesse nell'Antico Egitto in Occidente.
Nel 1858 gli archeologi scoprirono che il termine "Khatti" si riferiva agli Ittiti, antico popolo anatolico stanziato nella parte centrale dell'Asia Minore.
Nel 1906 l'archeologo Hugo Winckler, durante gli scavi tra le rovine fortificate di Bo?azkale in Turchia, scoprì i resti della capitale ittita, Hattusa. Tra le rovine del palazzo più grande furono ritrovate 10.000 tavolette di argilla scritte in cuneiforme che documentano molte delle attività diplomatiche degli Ittiti, tra cui anche le tavolette su cui era inciso un trattato il cui testo corrispondeva a quelli trovati sulle pareti dei templi egizi. Il più antico trattato di pace conosciuto, il Trattato di Kadesh, era tornato alla luce.

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