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Tattica del delirio.

I profitti dei giganti di internet in tempo reale 05.02.16

I profitti dei giganti di internet in tempo reale

Un live ticker per seguire in tempo reale e a colpo d'occhio profitti e fatturati dei giganti di internet.

La Cina rallenta 14.03.15

Cause ed effetti del rallentamento dell'economia cinese spiegati dall'Economist.

Whereas previous leaders propped up growth whenever it slowed, Xi Jinping, China's president since 2013, has instead spread the gospel of the "new normal", by which he means less emphasis on growth and faster structural reform. The central bank has been hesitant to ease monetary policy. Changes to fiscal rules have made it harder for local governments to spend money. With consumer-price inflation running at a five-year low of 1.1% and producer prices deep in deflation, there is a case to be made that China's economy, restrained by the government, is performing below its potential. The good news is that neither the cyclical nor the policy explanations for China's slowdown are permanent. As the cycle turns and policy changes, the outlook should improve. But the structural shifts in the Chinese economy are a different story. They will cap any rebounds. Double-digit growth is most certainly a relic of China's past.

Il Brasile si è inceppato 03.03.15

Russia e Brasile alle prese con recessione, stagnazione e inflazione, da motori si stanno trasformando in zavorre per i BRICS.
La spirale stagflattiva del Brasile tra austerity, crisi del real, debito pubblico e siccità.

L'economia dei Simpson 03.05.14

Homer Economicus è il libro di Joshua Hall che prende a prestito Springfield, la fittizia città natale dei Simpsons, per spiegare i fondamenti dell'economia.

Since The Simpsons centers on the daily lives of the Simpson family and its colorful neighbors, three opening chapters focus on individual behavior and decision-making, introducing readers to the economic way of thinking about the world. Part II guides readers through six chapters on money, markets, and government. A third and final section discusses timely topics in applied microeconomics, including immigration, gambling, and health care as seen in The Simpsons. Reinforcing the nuts and bolts laid out in any principles text in an entertaining and culturally relevant way, this book is an excellent teaching resource that will also be at home on the bookshelf of an avid reader of pop economics.

La prima buona notizia della giornata 20.02.08

Non ne sentiremo la mancanza.

10:38 Pd, De Mita: "Vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio"

"Nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio". Così l'ex segretario Dc Ciriaco De Mita, prendendo la parola all'inizio della direzione del Pd, ha protesta,secondo quanto riferito, per l'esclusione della sua candidatura. "Non sarò con voi - avrebbe aggiunto De Mita - ma contro di voi".

Ratatouille 05.11.07

Locandina di 'Ratatouille'Pare che alla Pixar non sbaglino un colpo. Da anni.
Che dire Ratatouille è una gioia per gli occhi.
L'animazione, la grafica, la fotografia sono impeccabili. E la scenggiatura come al solito non delude.

Il topolino Remy ha una passione per l'alta cucina.
Guidato dalla sua coscienza, che assume la forma del famoso cuoco francese Gusteau passato da poco a miglior vita, aiuterà uno sguattero a riscattarsi proprio nella cucina del grande chef.

Indimenticabile la critica sui critici nel monologo del più importante critico di Francia, Anton Ego. Nomen omen.
La trovata che permette a Remy di autare lo sguattero Linguini farà rotolare giù dalla poltrona più di una persona.
Rientrano dalla finestra persino le questioni dei bamboccioni, della famiglia e dei precari.

Un film d'animazione che diverte con quel sapore ironico e scanzonato tipico dei prodotti Pixar.

Dimenticavo, non perdetevi il corto iniziale.

L'economia di Instagram in Kuwait 14.07.13

In Kuwait le persone vendono ogni sorta di articolo su Instagram, utilizzando il social network fotografico come una vetrina invece di utilizzare un sito web o siti di aste come eBay.

BR: Kuwait is a crazy mix: a super-affluent country, yet basically a welfare state, though with a super neo-liberal consumer economy.

FQ: We consume vast amounts of everything. Instagram businesses are a big thing in Kuwait.

BR: What's an Instagram business?

FQ: If you have an Instagram account, you can slap a price tag on anything, take a picture of it, and sell it. For instance, you could take this can of San Pellegrino, paint it pink, put a heart on it, call it yours, and declare it for sale. Even my grandmother has an Instagram business! She sells dried fruit. A friend's cousin is selling weird potted plants that use Astroturf. People are creating, you know, hacked products.

Tutto quello che c'è da sapere sul budget europeo 19.06.13

Infografica sul budget europeo

Nove infografiche per conoscere e comprendere il budget 2012-2013 dell'Unione Europea.

Durante la sessione plenaria di dicembre, il Parlamento europeo ha adottato il pacchetto del budget 2012-13. L'accordo, firmato dai presidenti del PE, Consiglio e Commissione assicurano un finanziamento supplementare per saldare il deficit del 2012. Esso garantisce anche la copertura da parte delle istituzioni del defici anticipato per il 2013.

Il pacchetto per il budget 2012-2013 prevede 6 miliardi di euro per pagare le fatture del 2012. Il pacchetto stabilisce anche la crescita e il lavoro come priorità del budget 2013, e pone l'accento su una strategia di gestione del pagamento del deficit per l'avvenire.

Il decreto del fare 15.06.13

Tutte le misure per rilanciare l'economia approvate dal governo Letta e illustrate da Repubblica.

Giustizia. Per la giustizia civile "abbiamo pensato di dare vita a una terapia d'urto", dice il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri durante la conferenza stampa al termine del cdm. Ci sarà lo smaltimento di 1 milione e 200mila pratiche arretrate. Letta, poco prima, aveva parlato poco prima di una riduzione delle pendenze di un quarto, un milione e 150 mila: una riduzione significativa, che interviene sull'arretrato".

Pubblica amministrazione. [...] i cittadini italiani potranno pretendere un indennizzo se la pubblica amministrazione non rispetta i tempi, previsti per una procedura.

Impignorabilità della prima casa. [...] il Cdm ha dato via libera alla norma che stabilisce l'impignorabilità della casa se risulta che il proprietario possiede solo quell'immobile.

Rate Equitalia. E' stata approvata una norma che stabilisce che il debitore che ha rateizzato il suo debito con Equitalia potrà continuare a beneficiare della rateizzazione fino ad un massimo di 8 rate non pagate, anche se consecutive. Oggi invece la legge prevede che il beneficio della rateizzazione decada dopo due rate consecutive non onorate.

Fisco amico. "Il cittadino deve percepire lo Stato come amico, per questo abbiamo riequilibrato il rapporto tra cittadini e fisco".

Imprese. bonus per l'acquisto dei nuovi macchinari. Si conferma il bonus da 5 miliardi per favorire l'acquisto di nuovi macchinari da parte delle imprese. Si tratta di prestiti agevolati ad un tasso pari alla metà di quello di mercato, grazie a 5 miliardi della cassa depositi e prestiti messi a disposizione di quelle imprese che vogliono comprare nuovi macchinari, fino a 2 milioni di investimenti per ciascuna azienda. I finanziamenti verranno concessi entro il 2016.

Infrastrutture. Il decreto, spiega Letta, prevede lo sblocco di cantieri in tutto il Paese. Lavori per un totale di circa 3 miliardi di euro in piccole, medie e grandi opere, con una ricaduta a livello occupazione di almeno 30mila nuovi posti di lavoro (20mila diretti, 10mila indiretti).

Risparmi sulle bollette. "Sono state adottate misure che consentono di ridurre le bollette energetiche degli italiani di 550 milioni. Il risultato sarà ottenuto con l'utilizzo del biodisel e con la modifica del Cip6".

100 milioni per edilizia scolastica. [...] grazie anche all'intervento dell'Inail, abbiamo la possibilità d'accordo di cominciare con 100 milioni di euro per la manuetenzione degli edifici scolastici, un segnale importante anche per rassicurare le famiglie in vista dell'apertura dell'anno scolastico. [...] Si ampliano, inoltre, le facoltà di assumere delle università e degli enti di ricerca per l'anno 2014, elevando dal 20 a 50% il turn-over, ovvero il limite di spesa consentito a rispetto alle cessazioni dell'anno precedente. "Con questo provvedimento si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori" di tipo B, aggiunge Carrozza.

Università. Scatta il finanziamento di borse di mobilità per studenti meritevoli e capaci che intendano iscriversi a corsi di laurea in regioni diverse da quelle di residenza.

Suolo. Via libera anche al disegno di legge in materia di contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato. Si definiscono, in particolare, i concetti di "superficie agricola", ossia tutti i terreni che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal loro utilizzo, e di "consumo del suolo". Si individua il procedimento per determinare il limite di superficie consumabile; e si prevede l'istituzione di un Comitato interministeriale con compiti di controllo e monitoraggio del consumo di superficie agricola nazionale.

Agenda digitale. [...] il decreto riorganizza e rende più snella e operativa la governance. Si ridefiniscono i compiti della cabina di regia che, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato, presenterà al Parlamento un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e del loro stato di avanzamento, nonché delle risorse disponibili che costituiscono nel loro insieme l'agenda digitale medesima. Saranno poi introdotti il domicilio digitale ed il fascicolo sanitario elettronico.

L'illusione romantica della decrescita felice 22.08.12

Irene Tinagli sulla teoria antistorica, antisociale e molto naif della decrescita felice.

Quello che dovremmo fare, come ci ricorda anche Guido Ceronetti nel suo articolo su La Stampa di domenica scorsa, è separare i bisogni essenziali da quelli che non lo sono e i beni prodotti per soddisfare bisogni reali da quelli fatti solo per generare profitto, ovvero i «commerci». Se le persone, per esempio, anziché produrre beni inutili volti al commercio e al profitto fine a se stesso, producessero semplicemente quello che serve loro per sostentarsi, sarebbero meno dipendenti dai cicli economici, dai debiti e dall'ansia di accumulare ricchezza. E i Paesi starebbero in piedi senza bisogno di far crescere il Pil a tutti i costi.

Questa prospettiva è molto affascinante e per certi versi romantica, se non fosse che la distinzione tra beni volti alla soddisfazione di bisogni cosiddetti essenziali e beni commerciali non è così netta come si possa pensare (senza contare l'inquietante scenario in cui qualcuno decide cosa è essenziale per la gente e cosa non lo è). A meno di ridurre i beni essenziali al mero consumo alimentare, molti bisogni fondamentali non si soddisfano solo con l'autosussistenza. Se per beni essenziali si considerano infatti anche l'istruzione, le scuole e la sanità pubblica, i vaccini e le medicine, i trasporti e così via, allora tutto cambia.

Perché tutti questi beni e servizi non si mantengono con l'economia di sussistenza, soprattutto in Paesi, come l'Italia, che non hanno materie prime da esportare. Si costruiscono invece con i proventi delle attività commerciali e industriali e le relative entrate fiscali; risorse che consentono, appunto, di finanziare servizi pubblici e di supportare ricerca scientifica, innovazione e progresso. Deve essere chiaro, quindi, che decrescere non significa solo diminuire le ricchezze individuali e fare a meno di qualche accessorio come il cellulare o l'iPad, ma significa allo stesso tempo diminuire le risorse che lo Stato ha a disposizione per tutte le azioni di redistribuzione, assistenza e investimento per il futuro.

[...] Basta pensare che l'aspettativa di vita è rimasta quasi invariata dai tempi dei Romani fino agli inizi del Novecento. E' stato con l'aumento dei commerci, dei grandi progressi economici, industriali e scientifici dell'ultimo secolo, che si è più che raddoppiata. Anche la storia recente ci offre numerosi esempi del ruolo della crescita. E' stato grazie all'apertura e alla crescita economica che la Cina ha potuto, nei soli vent'anni tra il 1981 e il 2001, dimezzare la povertà nel Paese. E' stato con la crescita economica che il Brasile si è potuto permettere programmi sociali che hanno strappato all'emarginazione milioni di famiglie.

[...] Perché pure i Paesi d'ispirazione socialista, forse anche più degli altri, si sono accorti dell'importanza della crescita economica. Come disse Deng Xiaoping: «La povertà non è socialismo». Quello su cui molti Paesi dovrebbero riflettere oggi, e la vera sfida che hanno davanti, non è tanto come eliminare o ridurre la crescita, ma su quali basi costruirla e con quali criteri utilizzarla e ridistribuirla.

Il nuovo ceto medio africano 19.04.12

Cresce in tutta l'Africa il numero di persone che guadagnano fino a venti dollari al giorno e capaci di alimentare un'economia di consumi interna.
Secondo gli economisti si tratta di una situazione paragonabile a quelle viste in India e Cina venti anni fa.

Il modello argentino 14.03.12

Il modello economico su cui l'Argentina ha impostato il boom post-default sta entrando in crisi e i margini di recupero sono stretti.

Argentina now faces the double whammy of a slowing global economy and productivity-sapping domestic economic distortions. The deteriorating balance of international payments is stimulating speculation about a new peso devaluation, while the country's increased levels of protectionism are generating threats of retaliation from its regional trade partners.

Less tangible, but more ominous, there has been a decline in the quality of governance across the decade. Argentina has seen a marked deterioration in the World Bank's measure of government effectiveness and the rule of law, even as the government's increased reach has produced a significant drop in most dimensions of economic freedom.

Argentina's post-crisis model is thus coming unraveled, and the economy appears on course for another reality check. As in past run-ups to disaster, Argentine wealth is fleeing the country despite the government's tightening of capital controls. A new financial crisis could be especially devastating because the country's differences with foreign debt holders (other than official lenders like the IMF) are still unresolved, effectively freezing it out of global capital markets.

La Cina e la crescita lenta 13.03.12

Nella Cina continentale le disuguaglianze e le tensioni politico-sociali sono diventate un problema pressante di stabilità interna a lungo termine.
La vertiginosa crescita economica degli ultimi decenni convince sempre meno milioni di cinesi della classe media che non hanno avuto accesso alla redistribuzione della ricchezza, tanto da far riconsiderare a Pechino i suoi obiettivi economici e politici nel medio periodo.

The central priority for the Chinese government is no longer simply about economic growth. Rather, the chief challenge is dealing with the sociopolitical tensions and inequalities that are products of that growth. On these two fronts, the Wen administration record has been far less than stellar. Moreover, facing the unprecedented ferocity of public opinion, the government is increasingly having its feet held to the fire on issues of social equality and quality of life...

... After 35 years of breathless expansion of the economy, the growth story is less compelling for the Chinese public. Growth alone is no longer the panacea that papers over structural problems or ensures political legitimacy of the regime.

Why? Because the Chinese public, particularly the rising middle class, has started to notice that for all the talk of the Chinese economic miracle, they have not miraculously grown wealthy. Some have indeed become obscenely rich, which only serves to reinforce the sentiment that the system is tilted towards the few and stacked against the many. Adding fuel to the fire is that those who have been blessed by the growth miracle happen to be the political class itself or just one degree removed...

... But it is the nearly 3,000 delegates of the NPC who broadly represent the establishment that has disproportionately benefited from China's economic pie. Of the thousands of delegates, 70 of the richest have a combined net worth of $90 billion, according to Bloomberg. To put that figure in context, it translates into more than $1 billion per delegate, while the average urban income is just $3,500 in 2011...

Non sottovalutate l'Italia 12.03.12

Per Christine Lagarde, direttrice del FMI, la politica di Mario Monti è un esempio e una speranza per la ripresa dell'economia globale.

La fragilità cinese 29.02.12

La bolla cinese raccontata da Michael Schuman.

[W]e can see the pieces of a crisis falling into place: excessive, misguided investment, including a giant property boom, propelled on by debt and the decisions of government bureaucrats. Sound familiar? A crisis, of course, is not inevitable - if China's leadership takes action and reorients the direction of the economy. The positive thing is that at least some top policymakers understand the need to change. In policy pronouncement after policy pronouncement, the government pledges to reform. The problem is that China's government is not taking its own advice. The economy needs to rebalance away from investment and exports to a more consumption-driven growth model with a primary focus on quality of growth, not high rates at any cost. That’s not happening, or not happening quickly enough.

Standard & Poor's declassa l'Europa 13.01.12

Francia e Austria perdono la tripla A, l'Italia scende a BBB+. La scure dell'agenzia di rating si abbatte poi su Spagna, Portogallo, Malta, Slovacchia e Slovenia.
14 stati dell'eurozona, tutti eccetto la Germania, mantengono un outlook negativo. Equivale a dire che entro i prossimi dodici mesi potrebbero esserci ulteriori downgrade.

Erano misure attese.
Non è un dramma. E gli Stati Uniti sono lì a ricordarcelo ogni giorno dopo il declassamento ad AA+. E' però un pericolo per il fondo salva stati che basa la sua tripla A proprio sui rating degli stati membri.

Il lato positivo di questa nuova crisi, più mediatica che strutturale, sarà un ancora maggiore sforzo politico comune europeo per far virare l'obiettivo dell'agenda economica da rigore a crescita.

Declassati 19.09.11

Standard & Poor's ha declassato il debito dell'Italia.
Ora il nostro debito sovrano a breve termine vale appena una A, mentre quello a lungo termine una A -1 con outlook negativo.

Ennesimo grande successo del governo Berlusconi - e di chi lo ha votato, non dimentichiamocene mai - che non tarderà a trasformarsi in un nuovo, intenso, dramma finanziario.

L'ultimo falco della BCE 10.09.11

Le dimissioni a sorpresa di Jurgen Stark, dal board della BCE, hanno gettato ieri pomeriggio i listini nel panico e assestato un duro colpo alla credibilità della Banca Centrale Europea.
La scelta di sostenere il debito pubblico dei paesi in difficoltà acquistando titoli di stato, in attesa dell'entrata in vigore del fondo Efsf, non è andato giù al garante di quell'ortodossia in salsa Bundesbank rappresentata da Stark in seno all'Eurotower.

A bocce ferme e a mercati chiusi l'addio dell'economista tedesco assume un significato meno apocalittico e anzi può trasformarsi in un vantaggio per il futuro dell'area euro.
Successore di Otmar Issing, ma senza averne la finezza di analisi, Jurgen Stark era considerato il delfino dell'ex governatore della Bundesbank Tietmeyer. Lo stesso governatore che in nome del rigore monetario contestò a più riprese la decisione di Helmut Kohl di concedere la parità tra marco federale e marco dell'est e di avviare un gigantesco trasferimento di risorse ovest-est in seguito alla riunificazione. La reazione della Bundesbank a quella visione di unità fu una politica di rialzo dei tassi che portò la Germania post-muro in una grave recessione che squassò a più riprese l'intera Europa.

Stark wie die Mark, forte come il marco. Così veniva soprannominato in patria il falco della BCE.
La sua intransigenza rischiava di minare le fondamenta dell'euro ancora di più delle politiche di finanza creativa.
Oggi all'Unione serve sviluppo e crescita e Stark non era l'uomo adatto a sostenerle. Troppo occupato a studiare i commi dei trattati per prevedere e appoggiare le mosse della Banca Centrale a sostegno dell'eurozona.

Strak era un burocrate orgoglioso al punto di dimettersi a mercati ancora aperti pur di segnare un punto e mettere in crisi la politica europea di Angela Merkel.
Non ne sentiremo la mancanza.

La crisi si autoalimenta 08.08.11

Il giorno del giudizio dopo il downgrade del rating USA è arrivato e non è passato inosservato.
Paul Krugman sintetizza il rischio loop della crisi in quattro punti.

1. US debt is downgraded, sparking demands for more ill-advised fiscal austerity

2. Fears that this austerity will depress the economy send stocks down

3. Politicians and pundits declare that worries about US solvency are the culprit, even though interest rates have actually plunged

4. This leads to calls for even more ill-advised austerity, which sends us back to #2

Cronache del dopo downgrade 06.08.11

Sarah Palin, Randy Paul, Michele Bachmann

E' il primo grande successo politico del Tea Party. La rielezione del presidente Obama ora non sembra affatto così granitica come qualche mese fa.
Per riportare in corsa i propri candidati la politica miope della destra ultraconservatrice e bigotta ha prodotto il primo declassamento del debito americano della storia. Standard & Poor's ora valuta i titoli di stato a stelle e strisce AA+.

Il giorno del giudizio è atteso per domenica sera, alla riapertura dei mercati asiatici.

Danni collaterali 24.07.05

I "tragici incidenti" dovuti al "fuoco amico".

Ipocrisia allo stato brado.

L'accordo sul debito americano passa alla Camera 02.08.11

Gabrielle Giffords ritorna alla Camera dei Rappresentanti

L'accordo tiene all'esame della Camera.

Nella drammatica serata di Washington, tra le file dei democratici al Congresso, arriva Gabrielle Giffords venuta per votare un sì convinto.
E' la sua prima volta alla Camera dal terribile attentato di Tucson.

L'accordo sul debito americano 01.08.11

C'è poco da fare, nell'intesa trovata al Congresso per evitare agli Stati Uniti il default, aumentando il tetto del debito e riducendo il deficit, emergono due posizioni distanti e inconciliabili.
Quella del presidente Obama e dei democratici impegnati da mesi per risolvere lo stallo ad ogni costo e il ricatto ad oltranza del Tea Party rivolto unicamente a conquistare consensi in vista delle presidenziali del 2012.

Serietà contro interessi di parte.
Non ho dubbi da che parte stare.

La crisi del debito americano in una foto 29.07.11

La crisi del debito americano in un tweet 29.07.11

Screenshot di Twitter

Il presidente Obama invita gli elettori a tempestare di messaggi i propri rappresentanti al Congresso per chiedere una soluzione bipartisan alla crisi del deficit.

Cinque verità sul debito americano 17.07.11

Il Washington Post cerca di fare chiarezza sulla situazione del budget americano, dal deficit pubblico al debito nazionale, sfatando alcuni miti e presentando un'interessante infografica.

1. That gap between revenue and spending? It's the deficit.
[...] The U.S. government took in about $7,000 in revenue for every man, woman and child in the United States last year. It spent more than $11,000 per person. The gap between those numbers, about $4,000 per person, is the deficit, and it was covered by borrowing money.

Some politicians speak as if high levels of government spending and a large budget deficit are the same thing. This isn't so. You could have a government that spends $11,000 per person - but with taxes to match it - and no deficit. Or you could have a bare-bones government of a libertarian's fantasy that spends only $7,000 per person but that runs a large deficit because it raises only $3,000 per person in taxes. [...]

2. How did we get all this debt? From deficits accumulated over 200 years.
[...] The national debt works out to about $46,000 per American.

That level of debt has been accumulated over two centuries, rising rapidly in times of war and depression, rising slowly most of the time, and occasionally falling in times of prosperity and fiscal restraint.

But even if Congress and the Obama administration agreed to a budget for next year with zero deficit, the national debt would still be with us. It would take massive budget surpluses year after year to eliminate it. No one in public office has offered a plausible plan that would do that.

The good news is that there's really no need to eliminate the debt entirely. Having no debt could be problematic. Government debt, in the form of U.S. Treasury bonds, plays a crucial role in the inner workings of the financial system, offering a what is considered a safe place for investors to put their money.

3. Not all debt is bad. Some debt is good.
[...] If the government borrows money to pay for things that have a long-term payoff, such as a highway between two major cities or education for its citizens, deficit financing can make a lot of sense. When the government borrows money just to pay its year-in, year-out expenses, it's really just a tax increase by another name. [...]

4. The stronger the economy, the less debt we'll have and the more we can handle.
[...] The reality is that economic growth has a massive impact on both the scale of deficits and how sustainable a given debt level might be.

When the economy is stronger - when there is more economic activity, fewer unemployed and higher incomes - income taxes are higher. Simultaneously, there is less need for unemployment insurance, Medicaid and other social welfare programs.

Not only would a stronger economy make the deficit lower - it would broaden the nation’s capacity to handle a large debt. [...]

5. Interest rates matter (a lot).
Here’s a phrase that most Americans have never heard but that will be really, really important over the coming decade: "debt dynamics."

That's the concept that deficits and debt have a built-in feedback loop. So when debt levels rise too high, interest rates can rise, making the debt problem all the more onerous. Debt dynamics are the reason that, even though interest rates are very low now, it is worth worrying about current U.S. debt levels.

A debt level that is completely manageable when interest rates are 3 percent can become burdensome when rates are 6 percent. Every rise in interest rates by a single percentage point increases the annual cost to service that debt by about $140 billion, or $450 for every American.

What that means is that with debt levels high relative to the size of the economy, a country loses control of its own destiny in terms of public finances. If global lenders lose faith that the U.S. government is the safest entity on Earth to lend money to, the fiscal situation would go from being a long-term challenge to a near-term crisis.

There are countries that maintain larger levels of debt than the United States, relative to the size of their economies, such as Japan and Italy. But it creates a certain national vulnerability - to the hard-to-predict whims of financial markets.

Il decreto sviluppo 06.05.11

Il nuovo testo di economia creativa firmato Tremonti. Sviluppo a costo zero. Candidato al premio Nebula.

Cuba si interroga sul futuro 17.04.11

Una replica del Granma durante una sfilata a L'Avana

Mentre per le strade de L'Avana va in scena la parata per il 50esimo anniversario dello sbarco nella Baia dei Porci, al Congresso del Partito Comunista cubano Raul Castro propone riforme strutturali per consentire al regime una qualche possibilità di tenuta. Si va dallo svecchiamento della decrepita dirigenza a timide aperture verso forme di libero mercato.

I tagli tombali dei repubblicani 09.04.11

Lo psicodramma del bilancio federale americano si conclude con un accordo in extremi tra John Boehner - Speaker della Camera -, l'amministrazione Obama e il leader democratico al Congresso il senatore Harry Reids su 38 miliardi e mezzo di dollari di tagli.
Una finanziaria di guerra che non guarda in faccia a nessuno, tagliando tutto il tagliabile in puro stile repubblicano.

Politico racconta i retroscena.

Al grido di viva il mercato 23.03.11

Giulio Tremonti e il pacchetto di riforme anti scalate estere.

Aumentare i salari è la cosa più stupida da fare 21.02.11

Parola di Jean Claude Trichet.
Il presidente della Banca Centrale Europea percepisce quasi 30.000 euro al mese e ha a disposizione una residenza a carico dell'istituto.

Le liberalizzazioni viste dal PD 11.02.11

Le 35 proposte del Partito Democratico per rimettere in moto l'economia salvaguardando la giustizia sociale.

L'Italia ha bisogno di una nuova stagione di liberalizzazioni, intesa in senso ampio e molteplice. Ciò vuol dire: aprire alla concorrenza mercati chiusi o in regime di monopolio; dare più potere e libertà ai consumatori nei mercati caratterizzati dalla presenza di forti operatori; ridurre le barriere di accesso a categorie economiche e professioni; dotarsi di Autorità di regolazione realmente indipendenti dal potere politico, sia nei settori dove già operano, sia in quelli in cui si è sprovvisti; rivedere la regolamentazione di alcuni settori di grande impatto sociale, in cui la liberalizzazione ha funzionato poco e male, prevedendo anche forme di intervento pubblico al fine di assicurare la fruibilità dei servizi ai cittadini a costi accessibili.

Gli impressionisti e la neve 22.12.04

'Neve a Louveciennes' di SisleyL'esposizioni per l'apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 ha come tema dominante la neve e l'inverno. Circa centocinquanta le opere presentate negli spazi completamente restaurati della Palazzina della Promotrice delle Belle Arti.

La neve era un tema molto amato nella seconda metà del XIX secolo, oltre ad aver ispirato nomi notissimi tra i quali Van Gogh, Monet, Gauguin, Manet, Sisley, Pissarro, Munch, Segantini , è stata ispiratirce per capolavori meno noti di tutta una serie di artisti che hanno lasciato tracce indelebili nella storia della pittura.

La sezione francese si compone di circa cinquanta opere: Courbet, Monet, Camille Pissarro e Alfred Sisley (sette opere).

Ma anche Gustave Caillebotte, Emile Bernard, Armand Guillaumin, Albert Lebourg, Adolphe Monticellie addirittura Gauguin, Van Gogh, e Manet.

Nella sezione "Europa" cento le opere incluse, suddivisa, a sua volta, in otto sezioni: Scandinavia, Russia, Est Europa, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Germania, Svizzera e Italia.

"Gli impressionisti e la neve. La Francia e l'Europa"
Fino al 2 aprile 2005.
Torino, Promotrice delle belle arti, Parco del Valentino
Orario: Lunedì - Giovedì e Domenica ore 9 - 19, Venerdì e Sabato ore 9 - 21, 1 Gennaio 2005 ore 12 - 21; chiuso 24, 25, 31 Dicembre 2004.
Ingresso: intero € 10,00, ridotto € 8,00
tel. 0438 21306,
fax 0438 418108,
biglietto@ibiscusred.it
www.ibiscusred.it

Vi ricordate del Giappone? 31.08.10

Perché la Cina non ci deve far paura.

Non avevamo già paura negli anni ottanta, quando l'economia giapponese conquistava inesorabilmente terreno e il settore automobilistico in Europa e America sembrava condannato a una rapida estinzione? In realtà le case francesi e tedesche si sono riprese, rafforzando i loro punti forti – design, tecnologia, immagine di marca – e lavorando per migliorare i punti deboli – la qualità e la produttività. La sfida era enorme, ma le marche europee ne sono uscite più forti di prima.

[...]

La Cina è ancora un colosso dai piedi di argilla. È diventata la seconda economia del mondo, ma è anche un paese gigantesco. Per pil pro capite la Cina è al 127° posto nella classifica della Banca mondiale, dopo l'Angola e l'Azerbaigian.

La Cina rimane quindi un paese in via di sviluppo. Gli economisti ritengono che non potrà tenere a lungo il ritmo di crescita degli ultimi trenta anni. L'anno scorso diversi scioperi hanno portato a importanti aumenti salariali. E questi significano inevitabilmente perdita di competitività e rallentamento della crescita.

Il bivio italiano 02.08.10

Before World War II, Argentina was rich. Even in 1960, the country was twice as rich as Italy.
Today you can compare the per capita income of Argentina to that of Romania. Because it didn't grow. A country could get rich in 1900 just by producing corn and meat, but that is not true today. But it took them 100 years to realize they were becoming poor. And that is what worries me about Italy. We're not going to starve next week. We are just going to decline, slowly, slowly, and I'm not sure what will turn that around.

Il futuro tra declino e speranze dell'Italia a crescita zero.
Il paese dei piccoli imprenditori, delle aziende familiari e del debito pubblico fuori controllo, visto dall'America.

You know, it is a hard world for poets.

Il secolo canadese 25.06.10

At the beginning of the 20th century, Canada was one of the richest countries in the world, enjoying boundless natural resources, a privileged place in the commercial empire established by still-dominant Britain, and access to the energetic American market. Against this backdrop, it didn't seem unreasonably boastful in 1904 when Prime Minister Wilfrid Laurier proclaimed that "the 20th century shall be filled by Canada."

Ninety years later, his words seemed more ironic than prophetic. The Canada of 1994 in many ways resembled the United States or Europe of today. Deteriorating public finances at every level were causing grave anxiety among both the public and experts. The federal government was plagued by persistent deficits. The national debt was growing at an alarming rate. The media and the international community were all predicting a day of fiscal reckoning with far-reaching implications. The Wall Street Journal went as far as to call Canada "an honorary member of the Third World."

Fast-forward again to today, and Canada seems to be back on track.

Via Foreign Office.

Ministro per merito 15.03.10

Per quanto riguarda i ministri, il più "impoverito" risulta essere proprio quello dell'Economia, Giulio Tremonti. Nella dichiarazione del 2009 relativa ai redditi del 2008, infatti, Tremonti ha dichiarato un imponibile di soltanto 39.672 euro rispetto ai 4,5 milioni dell'anno precedente. Il titolare dell'Economia ha iscritto un credito d'imposta di 70.376 euro. Nello specifico, il reddito complessivo di Tremonti è stato pari a 176.897 euro, ma con oneri deducibili dal reddito per 137.225 euro che hanno fatto scendere l'imponibile a 39.672 euro.

La bolla cinese 08.01.10

James Chanos, quello che previde il crollo di Enron e ci costruì sopra parte della sua fortuna, scommette che il prossimo crack interesserà la Cina.

La crescita di Davos 22.01.14

Il World Economic Forum 2014

Si è aperto a Davos il World Economic Forum 2014. Il gotha della finanza, della politica e dell'economia si riunirà in Svizzera per quattro giorni. Sul tavolo i primi segnali concreti di crescita seppur fragile. Più in difficoltà i paesi emergenti. Attese per le performance al rialzo di Stati Uniti, Giappone, Germania e Regno Unito. Il 2014 potrebbe davvero essere l'anno della svolta almeno secondo il giudizio dei CEO intervistati dai sondaggisti di PwC. I più ottimisti, un po' a sorpresa, sono proprio gli europei.

La Liguria si rilancia con il turismo 09.08.13

I fuochi d'artificio a Savona

Nonostante la crisi la Liguria vede segnali di ripresa. Il turismo, uno dei comparti strategici dell'economia ligure, presenta dati di crescita a cominciare dalla capacità attrattiva sui turisti provenienti da paesi europei e stranieri. Dalle mete storiche come la Riviera di Ponente, Genova e le Cinque Terre a paesaggi incantevoli, ma meno conosciuti come i numerosissimi borghi dell'entroterra, la regione si concentra sempre più nell'offrire ai turisti un'offerta targettizzata in cui il contatto con la natura, il trekking, la bici, le arrampicate e gli eventi enogastronomici sono protagonisti.

La Camera dei Rappresentanti approva l'accordo sul debito 02.08.11

Il Campidoglio a Washington

Per 261 a 161 la Camera dei Rappresentanti, controllata dai Repubblicani, approva l'aumento del tetto del debito e una riduzione del deficit evitando il catastrofico default degli Stati Uniti.

Fonte: Reuters

Si apre a Davos il World Economic Forum 2011 26.01.11

Conferenza al World Economic Forum

Da oggi e sino a domenica il gotha della economia mondiale si ritrova a Davos, in Svizzera, per discutere di soluzioni per uscire dalla crisi e di proposte per guidare una crescita forte e solidale.

Fonte: Terra