tizianocavigliablog
Il camerlengo? Sì, proprio lui.

Il trio sciagura 05.01.13

Monti, Fini e Casini secondo la definizione di Berlusconi, loro ex alleato. Quell'uomo è un comico nato.

L'Italia di Monti dopo Monti 20.12.12

Casini, Montezemolo, Fini, Monti e la sua agenda. Il nuovo che avanza in politica ha un sapore antico.
Abbondonato un posto quasi sicuro al Quirinale, Monti spenderà la sua rinnovata verginità in campagna elettorale a favore della variegata coalizione di centro che passerà da FLI all'UDC per approdare in una lista di tecnici.

Un azzardo. Velleitario pensare un ritorno del Professore a Palazzo Chigi, ma c'è chi avanza l'ipotesi che la contropartita del premier potrebbe valere una sua candidatura alla presidenza dell'Unione Europea o della Commissione, entrambe in scadenza nel 2014.

Storicamente la carriera politica dei presidenti del Consiglio tecnici diventati successivamente leader di partito non è mai andata bene. Non si capisce perché questa volta dovrebbe essere diverso.

Il Partito della Nazione 19.04.12

Qualunque nome assumerà la nuova creatura di centro Fini, Casini e Rutelli hanno trovato la quadra per presentarsi alle elezioni del 2013.

Il sofisticato disegno del PD per scalzare il Governo 28.11.11

Concita De Gregorio torna sulla sconfitta elettorale di Emma Bonino nel Lazio raccontando un intricato piano di un alto dirigente del PD (D'Alema, n.d.r.) per rafforzare Fini, accelerare la scissione all'interno del PdL, innescare l'implosione del Governo con l'aiuto della crisi e puntare ad un'alleanza con il nascituro Terzo Polo.

Tutto poi puntualmente avvenuto.

Quando Emma Bonino si autocandidò a Roma per assenza di candidati del centrosinistra aveva tutte le possibilità di vincere, lo dicevano i sondaggi e le esperienze di vita. Siccome il PD non sembrava di voler sostenere la candidatura di Bonino, sono andata da un altissimissimo dirigente nella sede del Pd e ho chiesto «Siccome esiste un candidato del centrosinistra ed uno del centrodestra, io vorrei sapere  se per caso voi avete deciso di non sostenere questa candidatura. Siccome mi sembra che sia cosi, diciamocelo, è ipocrita e inutile che l'Unità faccia la campagna quando nei circoli del PD arrivano indicazioni di non fare volantinaggio». L'alto dirigente mi ha risposto così «A noi questa volta nel Lazio ci conviene perdere. Perché, siccome la Polverini è la candidata di Fini e siccome è l'unica sua candidata della tornata, se vince, Fini si rafforza all'interno della sua posizione critica del centrodestra e, finalmente, si decide a mollare Berlusconi e a fare il terzo polo, insieme a Casini. E noi avremmo le mani libere per allearci con Fini e Casini e andare al governo. Senza ovviamente che gli elettori ci mollino, senza perdere troppo consenso. Perché non saremo noi a condurre questa operazione, noi perdendo oggi daremo solo il via, il resto lo farà la crisi economica.

Pesca miracolosa 07.09.11

Fini pescatore di frodo

Fini sorpreso ancora una volta a pescare in acque protette. Questa volta si tratta di un mollusco bivalve della lunghezza di 30-40 centimetri e una stella marina al largo dell'isola di Giannutri.
La pesca miracolosa del presidente della Camera, che ora rischia sanzioni amministrative e penali, sarebbe poi stata ributtata in mare.

Una censura per La Russa 05.04.11

Il ministro La Russa se la cava con lo scappellotto della censura per aver mandato al diavolo il presidente della Camera Fini in aula.

Una misura iniqua che apre la via all'impunità, tanto cara all'attuale compagine governativa, ad atti analoghi di violenza verbale e cafonaggine istituzionale.

Solide opposizioni 04.03.11

Ora che la campagna acquisti si avvia alla conclusione e la maggioranza è tornata più solida che mai, messe da parte velleità di leader in erba e elezioni anticipate, compito della sinistra sarebbe quello di ricostruire un progetto forte attorno al quale trovare un leader credibile, capace di porre le basi per un successo elettorale contro una destra stanca e senza idee.

La sinistra ha a disposizione uno massimo due anni per uscire dalla crisalide. Meglio non perdere ulteriore tempo.

Fini vita 22.02.11

Gianfranco Fini

Mentre il Parlamento si appresta a discutere l'agghiacciante decreto sul fine vita che annulla l'autodeterminazione e le volontà del malato, il gruppo di Fini Futuro e Libertà evapora al Senato e sopravvive in stato comatoso alla Camera, aspettando l'assalto al Secolo d'Italia.

Fini perde i pezzi 17.02.11

Il senatore Pontone lascia Futuro e Libertà, Saia e Baldassarri ci stano pensando.
E' il drammatico epilogo del congresso fondativo iniziato con l'abbandono di Menardi e la votazione in ordine sparso alla fiducia sul decreto Milleproroghe.

Una campagna acquisti che rafforza la maggioranza Cavaliere. Una maggioranza pronta a salvare il vecchio sultano e le sue perversioni pur di restare ancorata al potere.

Il ritorno di Fini 13.02.11

Non è attendendo l'esito dei processi che si supera Berlusconi o lo si archivia, ma agendo nella società italiana.

Si conclude con scintille il congresso fondativo di Futuro e Libertà.

La formazione di Fini è viva, in apparenza, dopo le sistematiche batoste politiche degli ultimi mesi non era così scontato, ma rischia nuova abbandoni.

Arriva l'affondo su Berlusconi. Dimissioni per entrambi, federalismo, legge elettorale ed elezioni anticipate nel 2012.
Si riafferma lo spirito futurista e la volontà di essere il motore di una destra nuova e liberale. Arriva infine la chiusura alla grande alleanza trasversale in chiave anti-Cavaliere.

Fini chiude il nodo presidenza autosospendosi dalla guida del partito per dedicarsi al suo incarico istituzionale, ma è proprio sulle nomine della segreteria che si consuma l'ennesima spaccatura del neonato partito.
Urso e Viespoli si dicono sconcertati per l'organigramma stravolto e deciso dall'alto, minacciando la fuoriuscita.
Domani nel pomeriggio l'attesa conferenza stampa.

L'intermezzo con contestatore ballerino placato sul palco non distende gli animi.

Il congresso fondativo di FLI 11.02.11

Si apre a Milano il congresso fondativo di Futuro e Libertà.
Ricostruzione di una destra liberale post Berlusconi e chiusura all'ipotesi di una grande alleanza con il centro sinistra, saranno i temi che terranno banco sino al 13 febbraio.

I lavori dell'assemblea potranno essere seguiti in diretta sul sito di FLI e su Twitter.

La congiura dei tacchi alti 28.01.11

La lenta e dolorosa caduta di Berlusconi che tutto e tutti travolge come l'abbiamo sempre immaginata.

Il sistema istituzionale è al collasso. Il sistema politico è allo sfascio. Berlusconi è la causa di questa progressiva disgregazione democratica, che culminerà addirittura in una manifestazione organizzata dal Pdl per il prossimo 13 febbraio alla quale parteciperà il premier in persona. Un capo del governo che scende in piazza per protestare contro un altro potere dello Stato. Una cosa mai vista.
Per questo, prima che lo faccia il presidente della Camera, è molto più urgente che si dimetta il presidente del Consiglio. Poi accada quel che deve. Compreso il voto anticipato, se non c'è altra soluzione. Al punto in cui siamo, forse, le elezioni non sono più una minaccia, ma una necessità.

Libero e l'attentato a Fini 27.12.10

Belpietro e la fantascienza ucronica.
Dal suo editoriale di oggi su Libero.

Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno. Se mi limito a riferirle è perché alcune persone di cui ho accertato identità e professione si sono rivolte a me assicurandomi la veridicità di quanto raccontato e, in alcuni casi, dicendosi addirittura pronte a testimoniare di fronte alle autorità competenti. Toccherà quindi ad altri accertare i fatti. La prima storia è ambientata in Puglia, anzi, per la precisione ad Andria, un grosso comune da poco diventato capoluogo della neonata provincia di Bat, Barletta, Andria e Trani. Qui qualcuno avrebbe progettato un brutto scherzo contro il presidente della Camera. Non so se sia giusto parlare di attentato, sta di fatto che c’è chi vorrebbe colpirlo in una delle sue prossime visite e per questo si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200 mila euro. Secondo la persona che mi ha fatto la soffiata, nel prezzo sarebbe compreso il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l'organizzazione dell'agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio. Per quel che ne ho capito, l’operazione punterebbe al ferimento di Fini e dovrebbe scattare in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l'esito.

Quelli dell'opposizione seria e responsabile 16.12.10

Il terzo polo si candida ad essere l'ago della bilancia. Battitori liberi permettendo.

Ci confronteremo con il governo per tutte le iniziative da assumere e per contrastare quelle che con condividiamo. E' un'iniziativa che è nella direzione della chiarezza, del coraggio e dell'unità: che più di 100 parlamentari aderiscano a questo coordinamento è un elemento molto positivo. Per gli italiani che possono fare le vacanze di Natale questo sarà un elemento di serenità, perchè c'è bisogno di abbassare il tasso di litigiosità, di pacificare l'Italia e riunificare il Paese.

Un giorno di respiro per un Berlusconi impiccato 14.12.10

Silvio Berlusconi si salva per una manciata di voti. Si salva per ventiquattro ore, da domani ricomincerà la giostra della crisi politica di un Governo in crisi d'ossigeno.
I problemi sono ancora tutti sul tavolo.
Abbiamo solo perso altro tempo. Tempo che non avevamo e non abbiamo.

Moralmente è una sconfitta disastrosa per le opposizioni che da sei mesi si erano incatenate mani e piedi al suicidio politico di Fini, senza ragionare su alternative autonome e programmatiche. Ora è tutto un po' più difficile; anche in vista di possibili elezioni anticipate.
Un sonoro e paterno calcione del Cavaliere, l'ennesimo, a chi nella sinistra ha pensato che fosse più facile far fare ad altri il lavoro sporco, mentre al contempo andava in scena l'irresponsabile sport del farsi le scarpe a vicenda. Dalle primarie alla leadership.

Per chi era certo che il voto di oggi sarebbe bastato non solo a fare cadere Berlusconi, ma a spazzare via il berlusconismo. Beh. Non avete capito un cazzo.
Ed è un leitmotiv che va avanti da 16 anni.

Auguri. All'Italia.

P.S.: e per la cronaca i radicali hanno votato la sfiducia. Compatti. Al contrario dell'IdV di Di Pietro, i cui due transfughi hanno fornito i voti necessari alla tenuta dell'esecutivo.

Le parole di fuoco di Fini da Lucia Annunziata 12.12.10

Lo strappo finale tra Fini e il premier Berslusconi si consuma a In Mezz'ora.

Scherzi futuristi 28.11.10

On. Presidente,
Generazione Italia considera conclusa negativamente l'esperienza di questo Governo che, come fosse un suo feudo personale, ha presieduto.

La dichiarazione di fuoco comparsa sul sito di Generazione Italia non era altro che la missiva con cui Umberto Bossi, il 21 dicembre 1994, annunciava la sfiducia al Governo Berlusconi.

I futuristi finiani hanno così commentato la loro nota polemica all'indirizzo del premier Berlusconi.

Abbiamo utilizzato il discorso dell'allora onorevole Bossi anche per replicare alle accuse di tradimento che ci piovono addosso dal Pdl e dalla Lega Nord. Chi ha replicato al nostro "scherzo" con parole al vetriolo, farebbe bene a pensare prima di ragliare.

Di campagne acquisti e cerini 19.11.10

Circolano due ipotesi riguardo l'euforia delle ultime ore del premier Berlusconi per aver trovato, a parole, i voti necessari per superare lo scoglio del voto di sfiducia del 14 dicembre.

La prima è la più accreditata dalla stampa. Fini non sarebbe i grado di controllare il nuovo gruppo di Futuro e Libertà, mentre la campagna acquisti del Cavaliere starebbe mietendo strage fra i banchi dell'opposizione, senza considerare poi il da molti annunciato mercimonio dei sei deputati radicali pronti a votare la fiducia a Berlusconi pur di conquistare visibilità.

La seconda ipotesi è la chiave di lettura del Secolo d'Italia.
Il raffreddamento delle posizioni di Fini e Casini sarebbe un bluff volto a rosolare il Governo sino alle ultime ore dal voto di sfiducia alla Camera. Le defezioni e la mancata presentazione di una propria mozione altro non sarebbe se non una strategia pianificata.

Nell'incertezza della situazione il Partito Democratico, da cui oggi non si leva una voce, si presta una volta ancora a rimanere con il cerino in mano.

Il manifesto di Futuro e Libertà 18.11.10

Il messaggio di Fini che invita a sottoscrivere il manifesto di Futuro e Libertà.

I numeri di Berlusconi in Parlamento 18.11.10

Il Giornale calcola i numeri necessari al Governo per superare il voto di sfiducia previsto per il 14 dicembre.
Stando a questa analisi Berlusconi è tutt'altro che finito. La campagna acquisti è appena iniziata e tra alcuni deputati di Futuro e Libertà inizierebbe già a serpeggiare il dubbio.

I tempi della crisi 16.11.10

Sul blog di Gilioli tempi, modi e imprevisti della crisi che sta lacerando il centro destra e per rimbalzo l'Italia.

Quindi alla fine si vota?
«Sì, alla fine questa è la convinzione più diffusa tra i parlamentari. Crisi non subito ma prima di Natale, qualche settimana di consultazioni, quindi scioglimento della Camere e voto in primavera. Ma come si è visto le varianti sono molte di più e nessuno al momento sembra avere il timone della crisi. Anche perché molto dipende dai presidenti dei due rami del Parlamento, che sono tutto fuori che neutrali, altro che balle: uno, Fini, lavora per sé e per il suo partito; l'altro, Schifani, è eterodiretto dal premier. Di qui il lavoro, difficilissimo, di Napolitano».

Cinque anni con Silvio 14.05.01

E ora godiamoci un lustro in compagnia del contratto con gli italiani, le bave leghiste, paillettes e nostalgici di destra riciclati pensando che la responsabilità sia stata derubricata a terzi. Vediamo quanto tempo durerà la luna di miele prima di capire chi abbiamo appena eletto alla guida del paese.

La buona notizia è che la sinistra ora avrà molto tempo per metabolizzare la sconfitta e comprendere che per vincere le prossime elezioni saranno necessari tre elementi imprescindibili. Un candidato forte; un programma chiaro e in pochi punti; una campagna elettorale giocata all'attacco, fresca, moderna e che sia capace di aprire alle nuove tecnologie.

Showdown 16.11.10

Entro il 10 dicembre approvazione della finanziaria.
Il 13 ci sarà il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Partito Democratico e IdV.
Il 14 si andrà al voto prima a Senato e poi alla Camera.

Sempre il 14 dicembre è fissata l'udienza della Consulta sulla questione di legittimità costituzionale della legge sul legittimo impedimento.

Se tutto va come deve andare i posteri parleranno del 14 come il Giorno della Caduta.

Costretti a inseguire avendo il fiato corto 15.11.10

La nostra preferenza è un nuovo governo di centrodestra e ove si andasse al voto per scelte altrui traumatiche, ci andremmo con un'altra coalizione di centrodestra con le forze che si richiamano ai valori del popolarismo europeo e quindi Fini, Casini, il movimento di Lombardo, l'Api di Rutelli e comunque le altre forze sociali e produttive del paese che vogliono, nel centrodestra, dal centrodestra, cambiare e rinnovare la politica, voltare pagina, fare davvero le riforme.

Così Urso. Difficile essere più chiari.
Ora, al netto delle chiacchiere, possiamo iniziare a costruire il Partito Democratico o almeno ricompattare quel casino che è il centro sinistra prima di inseguire improbabili alleati?

In sintonia con Renzi 15.11.10

Lo si scriveva questa mattina. Basta pensare a inseguire Fini, si inizi piuttosto a costruire il PD.
Fa piacere leggere un analogo giudizio di merito sul profilo Facebook di Matteo Renzi.

Ci mette tutta la buona volontà di questo mondo ma proprio non riesce a capire come sia possibile che il centrosinistra e il PD - alla luce del clamoroso fallimento del Governo Berlusconi - continuino a rincorrere Gianfranco Fini. Oggi dovremmo chiedere con forza le elezioni, presentando le nostre idee per il Paese e sfruttando le divisioni a destra...

E non c'è Primo Maggio senza Bella Ciao 15.11.10

Bersani legge i valori della sinistra. Debole. Lento. Impacciato. Quasi timoroso.
Era ospite da Fazio.

Ma in fondo sempre meglio di un Fini con un una spocchia da premier in nuce.

Cadi? Ma quando cadi? 12.11.10

Stando ai più recenti sondaggi, se si andasse a votare a breve, un PD al 25% potrebbe perdere 80 deputati.
Una prospettiva che mette i brividi alla più grande forza del centro sinistra.
Se a questo si aggiunge un Di Pietro in corsa solitaria, ma che sembra aver perso il suo momentum tra gli elettori di area.
I crescenti dubbi - e preoccupazioni - di Bersani nei riguardi del vendolismo.
La candidatura in cerca di autore dello stesso Vendola.
La Santa Alleanza del Nuovo Ulivo che finisce per schiantarsi sotto il peso della perenne crisi identitaria del Partito Democratico e i movimenti dell'UDC sempre più diretti verso un ipotetico terzo polo da costruire assieme a FLI, capirete perché l'opposizione di sinistra nella peggiore crisi affrontata da Berlusconi non sta toccando palla.

La palla resta tra i piedi di Fini.
Tra una dichiarazione di Bocchino sull'imminente ritiro dei ministri di FLI dal Governo, governi tecnici e ipotesi di rimpasti dopo l'approvazione della legge di stabilità - un tempo nota come finanziaria - la crisi e il dopo si profilano come un gioco tutto interno al centro destra.

Fare i conti senza l'oste 12.11.10

Mentre in parlamento si gioca alla guerra delle mozioni di sfiducia (PD e IdV + FLI, API e UDC) e fiducia (PdL) temo le contromosse del Cavaliere, sempre pronto a esaltarsi e a tirare fuori l'arma finale in tempo di elezioni.

Il calendario delle elezioni anticipate 10.11.10

Se mai (o meglio, quando) dovremo tornare alle urne, al netto di ipotesi di governi tecnici, per cercare di chiudere definitivamente il capitolo Berlusconi - il berlusconismo invece continuerà a perseguitarci a lungo - non sarà prima della fine del prossimo marzo.

Fini da Perugia 07.11.10

Nuova agenda e nuovo programma. Così non si va avanti, premier decida se tirare le cuoia o tirare a campare. Se non lo fa Fli lascia il governo.

Occhio perché Fini ha fatto più in sei mesi che l'opposizione in quindici anni.

Fare opposizione a Fini sarà molto più difficile che farla a Berlusconi. Vediamo quanto i leader del centro sinistra ci metteranno a a capirlo.

Il logo di Futuro e Libertà sull'iPad 02.11.10

La presentazione del logo di Futuro e Libertà

C'è una sola cosa notevole nella presentazione dell'altrimenti banale logo di Futuro e Libertà, Bocchino mostra la nuova creazione su un iPad.

Un'altra grande inchiesta de Il Giornale 26.10.10

E' stato il tormentone politico estivo, portato avanti a colpi di prime pagine sul Giornale di Feltri.
L'affaire casa a Montecarlo di AN ha squassato il PdL, ha accelerato la scissione dei finiani, ha mutato il quadro politico del Governo.

Ora i pm di Roma ne hanno chiesto l'archiviazione. La procura ha accertato l'insussistenza di azioni fraudolente.
Fini era uno degli indagati.

Il partito di Fini 29.09.10

Lo avete chiesto in tantissimi, in questi mesi. "Ma il partito lo facciamo o no?". Ebbene, oggi, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, c'è stata una riunione di tutti i parlamentari di Futuro e Libertà – alla presenza di Gianfranco Fini – e la risposta alle vostre domande è finalmente arrivata: "Sì, lo facciamo".

[...] E' l'approdo irrinunciabile, naturale e inevitabile per quella che è stata, è e sarà un'avventura politica difficile, esaltante, emozionante e lungimirante, che ha a cuore un solo interesse: gli italiani.

[...] Per fare tutto questo e tanto altro, serve un partito. Vero, libero, aperto, plurale. Quello che doveva essere e non è stato il Pdl.

Gli orfani di AN ripartono da Futuro e Libertà.
Un strappo netto con il PdL che va a minare le fondamenta del Governo Berlusconi, salvo poi votarne la fiducia giusto per togliersi lo sfizio di logorarlo dall'interno.

Il discorso di Fini 25.09.10

Il meno convinto della difesa di Fini sul caso Tulliani sembra proprio lo stesso Fini.

Il passaggio più forte è quando afferma che lascerà la presidenza della Camera qualora fosse dimostrato che è davvero Tulliani il proprietario della casa a Montecarlo.

Fini ha ben poco in mano. Dall'altra parte c'è la lettera di Rudolph Francis, ministro della giustizia di Santa Lucia. Il nulla montato a neve.
Una brutta storia che è ben lontana dalla conclusione.

La mossa di Fini assomiglia più a un arrocco che a un contrattacco.

Stallo.

Venti e non più venti 14.09.10

La lista dei voltafaccia che sosterranno il Governo

I venti pronti-a-vendersi salvatori della patria.

[16:03] Nel frattempo qualcuno di loro prende tempo.

Abbiamo scherzato il Governo va avanti 13.09.10

Francesco Nucara, Pri (sì, esiste ancora), avrebbe trovato i venti deputati che permetteranno al Governo Berlusconi di raggiungere i 316 parlamentari necessari per proseguire la legislatura senza dover sopportare la continua minaccia del ricatto di FLI.
Di sicuro il nuovo gruppo parlamentare di "responsabilità nazionale" che sosterrà l'esecutivo sarà composto dai due deputati del Pri, cinque deputati di NoiSud, tre Liberlademocratici e i cinque dell'MpA di Lombardo.
Gli altri cinque deputati potrebbero spuntare fuori dai partiti delle minoranze linguistiche (due dalla Svp e uno dell'Union Valdotaine) e da acquisti tra i finiani e i banchi dell'opposizione.

I numeri ci sono, mi pare che raggiungiamo la ventina senza iniezioni dal Pdl. E' gente che non ha già votato la fiducia, tranne me, Pionati e quelli di Scotti.

Giù dal predellino 05.09.10

Il popolo della Libertà non c'è più. E non potrà accadere che Futuro e libertà possa rientrare in ciò che non c'e più. O si ricostruisce, o il Pdl appartiene a una bella pagina che non si è concretizzata. Ora c'è il partito del predellino, un'estensione di Forza Italia.

Un discorso infarcito di buon senso, di contenuti e ovvietà quello di Fini, oggi a Mirabello.
Un discorso che apre una nuova stagione politica, che apre al senso di responsabilità mancato negli ultimi quindi anni di convivenza con l'anomalia Berlusconi.

Eravamo sinceramente convinti che le nostre posizioni potessero scorrere nei canali della democrazia interna. Era una sicurezza che derivava da una certezza cresciuta negli anni: Berlusconi non era il Caimano descritto dagli antiberlusconiani di professione; Berlusconi era un leader atipico ma liberale; Berlusconi non era uno da "editti bulgari"; certo, Berlusconi aveva tante questioni personali e aziendali (quante se ne potrebbero elencare) ma era comunque un leader con un sogno, una lucida follia; Berlusconi, insomma, non era come lo descrivevano i suoi nemici. Ed è in base a queste certezze che lo abbiamo difeso per anni, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista.

Ora la destra finiana si interroga sugli errori del passato giungendo ad una conclusione per molti aspetti sorprendente.
Non sono mai stati in malafede, erano soltanto ingenui.

Non certo una prospettiva elettrizzante.

Ossessione Fini 05.09.10

Le pagine de Il Giornale su Fini

Le prime pagine de Il Giornale sono tutte per Fini. Dal 28 luglio.

L'apertura Bindi 03.09.10

Se Berlusconi e la Lega dovessero portare il Paese alle terze elezioni in sei anni, allora noi proporremo al Fli un'alleanza per la democrazia. Noi staremo con tutti coloro che sono disponibili a salvare questa Costituzione.
Dopo le parole di Farefuturo sul killeraggio del berlusconismo che cosa aspettiamo da domenica se non la rottura definitiva?

Così Rosy Bindi, a Telelombardia, sulle alleanze del PD in previsione delle elezioni anticipate.
Buttata a mare la vocazione maggioritaria del partito si è deciso di inseguire Fini.

Fini. Quello della legge Bossi-Fini sull'immigrazione. Quello della cabina di regia al G8 di Genova. Fini.

Poi dici che non ci meritiamo Berlusconi.

La grande balena grigiastra 23.08.10

Il primo comandamento di "Futuro e libertà" è la volontà di non far precipitare l'Italia verso un voto che danneggerebbe il Paese e consegnerebbe il governo all’asse Bossi-Tremonti. Il secondo comandamento garantisce il nostro ancoraggio politico e culturale al centrodestra e quindi l'impossibilità in questo sistema bipolare a valutare alleanze diverse e non omogenee politicamente e culturalmente. Il nostro terzo comandamento prevede che garantiremo la fiducia al governo fino all'ultimo giorno della legislatura e che voteremo tutti i provvedimenti contenuti nel programma perché ci vedono vincolati con gli elettori. Va infine detto che pur allertando Berlusconi rispetto ai rischi che corre non saremo noi a generare contrasti con la Lega, che fa solo il suo mestiere di competitor elettorale del Pdl, o con Tremonti, che fa benissimo il ministro dell’economia anche se rappresenta un equivoco politico per il "Popolo delle libertà".
A questo punto la partita per Berlusconi diventa veramente difficile. Se va alle urne rischia tutto e rischia molto, se sta fermo minacciando reazioni che non può fare rischia il logoramento nazionale e internazionale. L'unica strada che ha è appellarsi al Parlamento come gli ha consigliato Casini per varare un nuovo governo con un profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi. Sappiamo che per Berlusconi questa strada è quasi impossibile da intraprendere perché dovrebbe sostituire la logica della monarchia aziendale con quella della democrazia repubblicana, condividere scelte con logiche politiche e dar vita a un esecutivo fatto di ministri politici che darebbero un’altra fisionomia al governo che oggi è semplicemente un "governo del Presidente". Sappiamo che questa ipotesi gli fa accapponare la pelle, ma è l'unica che ha per sopravvivere alla crisi implosiva che ha aperto da solo.

Italo Bocchino.

La sfiducia a Caliendo 03.08.10

Cosa succederà mercoledì quando verrà votata la mozione dell'opposizione sulla sfiducia a Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia, attualmente indagato nell'inchiesta P3? Come si comporteranno i finiani? Quali saranno le conseguenze?
Sono le domande che da giorni elettrizzano gli schieramenti politici.

Le ipotesi al momento sono tre, ma nessuna prevede grossi rischi per il Governo.

Futuro e Libertà per l'Italia sta cercando convergenze con l'UDC e l'ApI di Rutelli.
L'ipotesi più accreditata è l'astensione, ma tengono piede anche l'uscita dall'aula al momento del voto o la presentazione di un documento politico che chiarisca le posizioni di FLI.

La strategia di Fini potrebbe essere quella di rosolare a fuoco lento Berlusconi, invece di tentare subito uno strappo che imprimerebbe un'accelerazione alla caduta dell'esecutivo dalle conseguenze potenzialmente disastrose.

Le scommesse sono aperte.

I numeri del Governo 31.07.10

La nuova maggioranza a sostegno del Governo Berlusconi

Se da un lato il premier Berlusconi è intento a dare la caccia a parlamentari pronti a sostenere il Governo vendendosi al miglior offerente - sulla lista acquisti sarebbero già finiti Noi Sud (transfughi dell'MpA), i Liberaldemocratici, una manciata di finiani comprati a forza di cariche nell'esecutivo e alcuni esponenti dell'opposizione - dall'altro si pensa a elezioni anticipate, magari in ottobre.

Visto lo stato attuale dell'opposizione potrebbe anche essere un'idea vincente.
Di sicuro sarebbe lo scontro finale.

Futuro e libertà per Fini 30.07.10

La fantasia al potere della destra finiana. Due scarpe. Un solo piede.
Sentivate la mancanza di AN, eh?

Berlusconi ha dimostrato ancora una volta un'idea illiberale di democrazia.

Sono stato espulso in due ore dal partito che ho contribuito a fondare.

Il gruppo che nascerà dai deputati e senatori che hanno lasciato il PdL è formato di uomini e donne liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell'interesse generale.

La fine del PdL come lo conosciamo 29.07.10

Ciò che non era prevedibile è il ruolo politico assunto dall'attuale Presidente della Camera. Soprattutto dopo il voto delle regionali che ha rafforzato il governo e il ruolo del Pdl, l'On. Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio. Non si tratta beninteso di mettere in discussione la possibilità di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico, possibilità che non è mai stata minimamente limitata o resa impossibile. Al contrario, il Pdl si è contraddistinto dal momento in cui è stato fondato per l'ampia discussione che si è svolta all'interno degli organismi democraticamente eletti.

Le posizioni dell'On. Fini si sono manifestate sempre di più, non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori.e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del Presidente del Consiglio. In particolare, l'On. Fini e taluni dei parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori.

L'ufficio di presidenza del PDL ha sancito la definitiva rottura tra Berlusconi e Fini con la cacciata di quest'ultimo e il deferimento di Granata, Bocchino e Briguglio.
33 voti a tre, ovvero i finiani Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pasquale Viespoli.

Berlusconi inoltre aggiunge la sua personale sfiducia al ruolo ricoperto da Fine quale presidente della Camera.

Allo stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni.

Il PdL finisce oggi e rinasce Forza Italia con tutto ciò che ne consegue.

Ora si andrà alla conta e al gruppo autonomo.
I finiani possono contare tra i 30 e i 34 deputati e almeno 15 senatori, il che comporta una serie di criticità per il Governo che ora si troverà costretto a contrattare manciate di voti per ogni provvedimento in esame.

Un'alternativa al caos del centro destra italiano non è comunque all'orizzonte.
Fini, in questa fase, ha i numeri per creare qualche fastidio al Berlusconi, ma non a prendere le redini di un nuovo progetto.
Le opposizioni non si rendono ancora conto di quello che è successo e si presentano in ordine sparso.
Rutelli e Casini restano alla finestra pronti a vendersi al migliore offerente.

Resettare Fini 28.07.10

La mano tesa di Fini, volta a ricucire gli strappi con Berlusconi e la maggioranza del PDL, dimostra solo che non esiste (ancora) una valida alternativa al carrozzone rappresentato da questo centro destra.
Un castello di carte pronto a crollare, ma pur sempre più sicuro dell'oblio che lo circonda.

Il bavaglio sui blog 23.07.10

L'accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

La lettera aperta per salvare i blog dall'obbligo di rettifica.

Il solito ammazzablog 22.07.10

Dopo aver rilasciato mille dichiarazioni su internet che merita il Nobel, ed è un diritto dell'uomo, e la rete è il futuro, e il web è la libertà, beh dopo tutto questo meraviglioso bla bla di mesi, Fini e i suoi voteranno l'ammazzablog senza alzare nemmeno un ditino.

Via Piovono rane.

Le intercettazioni senza bavaglio 20.07.10

Cade il bavaglio al ddl intercettazioni sotto i colpi dell'atteso emendamento dell'ultima ora presentato dal Governo.
Un'insperata vittoria dei finiani che rischia però di lasciare praticamente inalterata l'attuale situazione.

Come a dire, mesi di polemiche e paura svanite nell'afa di luglio.
Poterono più i giochi di palazzo che la minaccia alla libertà di stampa.

Chiedi di Cesare 15.07.10

Se il Governo Berlusconi cadrà non sarà per la spinta innovatrice o la forza delle idee del PD e delle opposizioni, ma soltanto per un'implosione interna fatta di corruzione, interessi particolari, egoismi e Fini.

Mantenendo questa linea comunque andrà a finire il PD avrà perso o, nella migliore delle ipotesi, dovrà sottostare a soluzioni di ripiego dettate dai soliti noti cespugli.

Le Nazioni Unite intervengono sulla legge bavaglio 13.07.10

Secondo Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di espressione, il progetto di legge sulle intercettazioni se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia.

E' un ceffone che lascia il segno.

Imbavagliarsi contro il bavaglio 09.07.10

Daniele Sensi commenta le parole di Luca Sofri per discutere sullo sciopero dei giornalisti contro l'orrendo ddl intercettazioni e l'ossimoro di imbavagliarsi per opporsi alla legge bavaglio.

Oggi la miglior protesta sarebbe stata informare il doppio.

Ecco, sicuramente impegnato nell'elaborazione definitiva di una teoria unificata della fisica che finalmente tenga assieme l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo (dove per infinitamente grande s'intende l'iPad e per infinitamente piccolo l'iPod) al più brillante blogger del mondo dev'essere sfuggito uno di quei dettagli da niente per i quali tuttavia passa la differenza tra una cima e un ciuccio: il ddl intercettazioni non minaccia alcun posto di lavoro: non vi sono rivendicazioni contrattuali nella protesta in atto e gli operatori dell'informazione, più che per se', stanno battagliando per i propri lettori.

Pessimo è il risveglio nel Paese dei balocchi.

C'era una volta Brancher 05.07.10

La pedina si è dimessa.
Fini può segnare il punto e Berlusconi può arroccarsi in una finta tregua.

Quello che è certo è che la resa dei conti interna al PdL è appena all'inizio e le sorprese nelle prossime settimane, o al più tardi alla ripresa dei lavori in settembre, potrebbero non mancare.

Il terzo polo e gli eretici che squassano il PdL 04.07.10

Li chiama uno ad uno, persino quelli che l'hanno visto solo in fotografia, e gli dice: io e te dobbiamo parlare, vienimi a trovare. Può anche darsi che riesca a rosicchiare qualcosa, ma in caso di rottura sono sicuro che qualcosa si sfrangerebbe anche dalla sua parte.

Così Fini su Berlusconi e la sua campagna acquisti.
La lotta intestina del PdL non accenna a placarsi.

L'isola della libertà 16.06.10

Il Parlamento islandese ha approvato la Icelandic Modern Media Initiative.
L'idea è quella di costruire un vero e proprio paradiso a tutela della libertà di espressione, partendo dalle migliori legislazioni mondiali in materia.

E questo potrebbe avere ricadute anche sull'Italia.
La nostra legge sulle intercettazioni, la così detta "legge bavaglio" al momento al vaglio del Parlamento, potrebbe essere inefficace già prima di vedere la luce.
Basterebbe infatti trasferire la propria sede legale in Islanda per poter pubblicare tranquillamente qualsiasi tipo di intercettazioni, eludendo legalmente qualsivoglia provvedimento sanzionatorio.

Cosa emerge dalla legge bavaglio 10.06.10

Il ddl sulle intercettazioni fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Berlusconi incassa il via libera del Senato, ma qual è il vero dato politico dell'intera vicenda?

Non certo la debolezza del PD o gli schiamazzi dell'IdV. Non è la paura per la tenuta dei processi e delle inchieste e neanche il temuto colpo alla democrazia e alla libertà di stampa.

Ciò che emerge è che nello scontro tra Fini e Berlusconi l'unico a uscirne vincitore è sempre e solo il premier.
Le istanze critiche di parte del PdL si sono dovute piegare ad accettare lo strumento della fiducia.
Se le tensioni all'interno del maggiore partito del paese non sono di certo archiviate, resta evidente che arrivati alla conta Fini non ha i numeri per muovere una foglia e non ha la forza di tentare uno strappo.
Dettare la linea politica poi resta un miraggio.

La misura della sconfitta 20.05.10

Per sperare in un ritocco, con conseguente ammorbidimento, della legge sulle intercettazioni bisogna puntare sulla coscienza e gli interessi dei finiani.

Quando tutta l'erba era un fascio 29.04.10

Il giovane Bocchino in compagnia di Almirante

Il giovane Bocchino in compagnia di Almirante.

L'ultima conta 27.04.10

Bocchino si fa brillare.

Penultimatum e miccette 26.04.10

Dobbiamo garantire la massima lealtà alla coalizione e al programma di governo. Non è in discussione la permanenza nel Pdl o nella maggioranza.

Gianfranco Fini. Sì, una settimana fa minacciava gruppi separati in Parlamento.

E sì, vi avevamo suggerito di restare calmi.

L'ipotesi fine di mondo 23.04.10

Paradossalmente le minacce di elezioni anticipate e della fine della santa alleanza tra PdL e Lega spaventano più l'opposizione che il Governo.
Senza un leader, alleanze certe e un programma condivido, andare oggi alle elezioni potrebbe essere un massacro, contro un Berlusconi che storicamente da il meglio di sé proprio nei momenti di maggiore difficoltà.

Il PD farebbe meglio a preparare un piano di battaglia in tempi brevi. Non farsi trovare impreparati di fronte allo scenario peggiore potrebbe essere l'arma vincente della sinistra.

Ti aspetto fuori 22.04.10

Gli sguardi, i gesti, le grida.
Il teatrino nell'auditorium della Conciliazione ha portato agli occhi dell'opinione pubblica le crepe e i rancori personali tra i due eterni leader del centro destra, in attesa del voto sul documento finale per vedere se alla fine tutto si risolverà in una bolla di sapone o se si vedrà qualche sprazzo di politica.

Undici uomini sulla cassa del morto 22.04.10

Sono undici - più un astenuto e Fini - i voti contrari dalla deludente direzione nazionale del PdL.
Abbiamo assistito ad uno scontro personale duro, ma la grande assente resta la politica.

Se a sinistra rimane il vuoto, a destra le crepe di uno scomposto Berlusconi sollevano il velo su un altro nulla.
In attesa di una scossa restano le liti da cortile e i cani che inseguono la propria coda, tentando di abbaiare alla luna.

Uccidere il padre anche a destra 22.04.10

Probabilmente l'unica possibilità per l'Italia di riacquistare una destra liberale e moderna chiudendo con l'anomalia di questi ultimi quindici anni.
Fini però dovrà prendere coscienza di sé einiziare a mordere. Abbaiare ormai non è più sufficiente, se mai lo è stato.

La sinistra diversa dalla destra 22.04.10

Ieri Sofri si interrogava su quali differenze lo separavano da Flavia Perina - direttrice del Secolo d'Italia e recentemente molto critica verso l'anomalia Berlusconi - e così facendo si interrogava su quali differenze dividono il PD dai finiani o comunque dall'area più liberale del PdL.

Inkiostro ha deciso di fugare i dubbi con un po' di sano fact checker, andando a vedere come Perina, deputata PdL, ha votato sui temi chiave di questa legislatura.

Quando si dibatteva se Obama fosse troppo moderato o troppo liberal, qualcuno andò a vedere come votava da senatore e se si discostava (e quanto) dall'ortodossia del suo partito. Ebbene, su 129 volte in cui Flavia Perina e Ignazio La Russa sono stati presenti assieme in seduta, hanno dato lo stesso voto per 128 volte. Delle 11 volte che Berlusconi è stato presente con lei, hanno espresso lo stesso voto tutte e 11 le volte. Con Umberto Bossi sono andati d'accordo 166 volte su 167. Con Michela Vittoria Brambilla 69 su 71. Con Paolo Bonaiuti si sono trovati d'accordo 360 volte su 361. Più in generale, su 3979 votazioni nominali a cui ha partecipato (votazioni, cioè, in cui l'eventuale dissenso dal gruppo è scoperto), l'on. Perina ha votato diversamente dal Gruppo PdL 17 volte, lo 0,43% delle volte. Antonio Martino, per dire, ha espresso 146 voti ribelli su 3067 votazioni nominali (4.76%); Gaetano Pecorella (dico: Gaetano Pecorella) ha votato difformemente dal gruppo 50 volte in 3863 votazioni nominali (1.29%). Piero Fassino, per fare un esempio, ha votato in dissenso dal gruppo PD per 17 volte sulle 862 votazioni nominali a cui ha partecipato: quasi il 2% delle volte. Dati alla mano, Piero Fassino è un democratico ribelle quasi 5 volte tanto quanto Flavia Perina sia una pidiellina ribelle.

La conclusione è modesta: i numeri spiegano poco, forse. Ma le suggestioni spirituali ancora meno.

Fini manifesti 17.04.10

Gianfranco Fini legge il Manifesto

Straordinaria foto scattata da Repubblica.

Maggioranza esplosiva 16.04.10

Gli attriti tra Fini e Berlusconi stanno raggiungendo il culmine. Tra oggi e la prossima settimana molto potrebbe cambiare nei rapporti di forza all'interno del PdL e tra il PdL e la Lega.
Pacificazione o scissione sarà comunque una resa dei conti.

Appunti per l'opposizione. Raffreddare i facili entusiasmi.

Ipotesi Fini 21.12.09

Il presidente della Camera Gianfranco Fini viene visto bene come premier dal 47% degli elettori del Pdl

E fin qui. Poi arriva la mazzata.

e dall'82% degli elettori del Pd.

Ed ecco che scatta qualcosa di indefinito. Una sensazione spiacevole. Un che di stantio e fastidio che lascia indisposti verso il prossimo.

La nostalgia della sobrietà ingessata del pentapartito 18.12.09

Un flacone di Valium con un biglietto di auguri,

Egregio Direttore, per festività 'serene' senza ossessioni e allucinazioni.

E' il regalo che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha inviato ieri al direttore del Giornale Vittorio Feltri.
La risposta non si è fatta attendere,

ho una raccomandazione per il Presidente della Camera: ci vada piano con il lambrusco, il rosso fa bene ma non bisogna esagerare. E lui ultimamente ha fatto parecchio uso di 'rosso', e non gli ha fatto bene...

Casini e la mossa del cavallo 12.12.09

E' chiaro che in queste condizioni una richiesta di elezioni anticipate farebbe emergere uno schieramento repubblicano a presidio della democrazia. E poiché penso che la democrazia sia un valore io mi schiererei "senza se e senza ma" in sua difesa.

Pier Ferdinando Casini apre all'alleanza col Partito Democratico, IdV e Fini in chiave anti-Berlusconi.

Versetti satanici 02.12.09

Non ha detto nulla di nuovo. Ha tradotto in prosa quello che di solito dice in poesia.

Casini su Fini.

Rivoluzionari da caps lock 18.10.09

Io non prenderei in considerazione minacce scritte in Comic Sans.

Il PPE ripudia AN con un me ne frego 22.11.06

Il presidente del PPE Martens a proposito dell'adesione di Alleanza Nazionale al partito:

"Abbiamo una posizione molto chiara: non vogliamo cooperare nè con l'estrema sinistra nè con l'estrema destra."

SDENG!

I tempi della crisi del governo Berlusconi 16.11.10

Il presidente della Repubblica Napolitano, il presidente del

Le date della crisi in Italia. Entro il 10 dicembre verrà votata la legge finanziaria. Il 13 avverrà la discussione sulla mozione di sfiducia al Parlamento, mentre il voto è atteso per il 14.