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Nella tana del Sarlacc.

La biblioteca di Mosul 04.07.17

Sconfiggere l'ISIS con la cultura.
Nella martoriata città irachena, il blogger Mosul Eye ha lanciato una campagna per ricostruire e ricostituire la biblioteca universitaria.
La sua storia raccontata dal New Yorker.

I could smell the acrid soot a block away. The library at the University of Mosul, among the finest in the Middle East, once had a million books, historic maps, and old manuscripts. Some dated back centuries, even a millennium, Mohammed Jasim, the library's director, told me. Among its prize acquisitions was a Quran from the ninth century, although the library also housed thousands of twenty-first-century volumes on science, philosophy, law, world history, literature, and the arts. Six hundred thousand books were in Arabic; many of the rest were in English. During the thirty-two months that the Islamic State ruled the city, the university campus, on tree-lined grounds near the Tigris River, was gradually closed down and then torched. Quite intentionally, the library was hardest hit. isis sought to kill the ideas within its walls—or at least the access to them.

Battere il fanatismo islamico con un tocco di kawaii 04.09.15

Si chiama ISIS-chan è la risposta giapponese alla propaganda dello Stato Islamico, nata dopo l'uccisione di due ostaggi giapponesi.

Versione manga di una miliziana, che usa il suo coltello solo per pelare meloni, ISIS-chan è diventata in breve tempo un meme di internet. Un modo per combattere il terrorismo prendendosi gioco di esso con una figura pucciosa. Kakkoii.

La fragilità dello Stato Islamico 11.03.15

Secondo il Washington Post lo Stato Islamico starebbe attraversando un momento di crisi, fallendo nel tentativo di diventare uno stato e risultando indebolito dalle divisioni interne tra combattenti stranieri e milizie locali.

Il muro d'Arabia 17.01.15

Il muro d'Arabia

L'Arabia Saudita sta costruendo una barriera difensiva di quasi 1.000 km che correrà lungo tutta la frontiera con l'Iraq, tra la Giordania e il Kuwait, per difendersi da possibili incursioni dello Stato Islamico.
La barriera sarà formata da 78 torri di controllo, otto centri di comando, 10 mezzi di sorveglianza mobile, 32 centri di intervento rapido, oltre a reparti di truppe speciali.

Per l'Arabia Saudita sarà la seconda barriera difensiva.
La prima, realizzata nel 2013, è un muro di cemento di 1.800 km che separa a sud il paese dallo Yemen. Anche in questo caso lo scopo difensivo è rivolto verso l'integralismo islamico, in particolare per contenere la minaccia di Al-Qaeda nella penisola arabica.

Essere governati dallo Stato Islamico 12.12.14

Il reportage del New York Review of Books sulla vita dei residenti di Raqqa che vivono sotto il controllo dello Stato Islamico. Dalle esecuzioni alle imposte, dalla sharia ai servizi pubblici.

Sull'independent la lista di 27 suggerimenti per i militanti islamici dell'IS su come trattare (punendole, vendendole e violentandole) prigioniere e schiave.

La moneta dello Stato Islamico 14.11.14

La moneta dello Stato Islamico

Lo Stato Islamico ha tutta l'intenzione di battere moneta.
Sette i diversi valori del dinar: due di colore oro, tre di colore argento e due di color rame.

Medagliere a pois 13.08.08

La mappa delle medaglie olimpiche.

Lo Stato Islamico spiegato in 9 punti 28.08.14

Il decalogo di Vox per approfondire la minaccia portata dallo Stato Islamico.

If you want to understand the Islamic State, better known as ISIS, the first thing you have to know about them is that they are not crazy. Murderous adherents to a violent medieval ideology, sure. But not insane.

Look at the history of ISIS's rise in Iraq and Syria. From the mid-2000s through today, ISIS and its predecessor group, al-Qaeda in Iraq, have had one clear goal: to establish a caliphate governed by an extremist interpretation of Islamic law. ISIS developed strategies for accomplishing that goal -- for instance, exploiting popular discontent among non-extremist Sunni Iraqis with their Shia-dominated government. Its tactics have evolved over the course of time in response to military defeats (as in 2008 in Iraq) and new opportunities (the Syrian civil war). As Yale political scientist Stathis Kalyvas explains, in pure strategic terms, ISIS is acting similarly to revolutionary militant groups around the world -- not in an especially crazy or uniquely "Islamist" way.

Lo Stato Islamico dato per dato 26.08.14

Infogravica sullo Stato Islamico

Lo Stato Islamico raccontato da Matter attraverso i dati della sua avanzata territoriale e mediatica.

Fuggire dallo Stato Islamico 18.08.14

La storia di Hasan, in fuga dallo Stato Islamico attraverso l'Iraq, raccontata da ThinkProgress.

"I don't want to live in a city where ISIS is," Hasan said. "I don't accept their faith, I don't accept their ideas, their opinions. There is no city for ISIS and I. No city can hold us together."

Even over the electronically distorted crackle of a Skype connection, Hasan sounded exhausted. It was only 7:00 in the evening here in Washington, D.C., but he was in Duhok, Iraq, where it was almost 2:00AM. He had trouble sleeping, but not for reasons usually cited by young people in their 20s, such as late nights with friends or stress over final exams. Instead, Hasan, who requested ThinkProgress not publish his real name out of safety concerns, couldn’t sleep because he was still recovering from his narrow escape from murderous religious extremists.

"Life here... it changes the way you live," he said, his voice soft so as not to arouse slumbering neighbors or suspicion. "All the families that I arrived with have insomnia, so usually we don’t actually get to sleep until 6:00AM."

Tre settimane nello Stato Islamico 14.08.14

I giornalisti di Vice News hanno trascorso tre settimane in Siria, nella regione governata dallo Stato Islamico, che oggi si estende dalle porte di Aleppo fino all'Iraq centrale, documentando la lucida follia che guida la mano dei militanti fondamentalisti nella loro missione di istituire un califfato, gli eccidi e l'indottrinamento di una popolazione inerme, bambini compresi.
Il video contiene imagini forti, fate attenzione.

10 anni di attacchi dell'ISIS in Iraq in un'infografica 15.06.14

10 anni di attacchi dell'ISIS in Iraq in un'infografica

Le recenti avanzate delle milizie jihadiste dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante sono solo il culmine di 10 anni di attacchi in Iraq.

La guerra in Iraq per immagini 20.03.13

Soldati americani a Falluja

Per segnare l'anniversario dello scoppio del conflitto Reuters ha raccolto 45 immagini della guerra in Iraq.

Le vacanze passatele in Iraq 16.02.12

Le sfide del ministro del turismo iracheno Liwass Semeism.

The man with the hardest job in Iraq works out of a warren of cluttered Baghdad offices lined with calendars from 2008 ("Iraq’s Year of Progress and Reintegration") and yellowing ads touting the city's finest pre-war hotels. His name is Liwass Semeism and he is Iraq's minister of tourism and antiquities, charged with persuading foreigners that a country beset by years of brutal warfare and political instability is the perfect place for their next vacation.

La biografia di un tiratore scelto 26.01.12

Si chiama Chris Kyle e viene dal Texas.
Arruolato nei Navy SEAL ha al suo attivo 255 bersagli, di cui 160 confermati dal Pentagono, diventando il cecchino più letale degli Stati Uniti.
Ora ha scritto un libro sul suo servizio in Iraq.

Sic transit 18.12.11

Soldati americani lasciano l'Iraq

L'ultimo convoglio di militari americani lascia l'Iraq.

Missione compiuta? 21.10.11

L'annuncio del presidente Obama di riportare a casa tutte le truppe americane dal suolo iracheno entro la fine dell'anno non convince proprio tutti.

President Obama announced on Friday that all 41,000 U.S. troops currently in Iraq will return home by December 31. "That is how America's military efforts in Iraq will end," he said. Don’t believe him.

Now: it's a big deal that all U.S. troops are coming home. For much of the year, the military, fearful of Iranian influence, has sought a residual presence in Iraq of several thousand troops. But arduous negotiations with the Iraqi government about keeping a residual force stalled over the Iraqis' reluctance to provide them with legal immunity.

But the fact is America's military efforts in Iraq aren't coming to an end. They are instead entering a new phase. On January 1, 2012, the State Department will command a hired army of about 5,500 security contractors, all to protect the largest U.S. diplomatic presence anywhere overseas.

La moda dei falsi Apple Store 31.08.11

Un falso Apple Store in Iraq

Il finto Apple Store iracheno a Sulaimaniya.
Nel negozio si intravedono anche occhiali e cellulari Nokia, segno che i gestori hanno ancora molto da imparare dai colleghi cinesi.

E' tutta una questione di badge 10.05.11

Si chiama Kimberly Johanek. E' tenente colonnello dell'esercito degli Stati Uniti. E' lei che controlla gli accessi alla Green Zone di Baghdad.

Slate racconta la sua storia.

La rivoluzione non è finita 12.02.11

Manifestanti yemeniti mostrano le mani con la scritta 'go out' rivolta al governo' /></p>
<p>Centinaia di arresti ad Algeri durante un'imponente manifestazione per chiedere <a href=democrazia e la fine del regime di Bouteflika, che gioca la carta della repressione.
Lì dove tutto è iniziato come una protesta per il carovita, trasformatosi rapidamente in movimenti per maggiori diritti civili, riprende vigore la protesta di un popolo stremato da decenni di corruzione, terrorismo e repressione.

Intanto in Giordania re Abdullah deve ancora nominare un governo dopo aver sciolto l'esecutivo a inizio gennaio ai primi sentori dei moti di protesta.

In Yemen le manifestazioni nella capitale San'a e nell'importante porto commerciale di Aden non accennano a diminuire. Nonostante la promessa del presidente Ali Abdullah Saleh di non ricandidarsi non si fanno accenni a riforme strutturali e civili in grado di risollevare un paese allo sbando.

In Siria si da respiro a internet. Cessano i blocchi su Twitter, YouTube, Facebook e Myspace, mentre il presidente Bashar al-Assad firma l'approvazione di sussidi per il riscaldamento.

In Iraq il premier Nouri al-Maliki conferma di non volersi ricandidare per un terzo mandato e ordina tre mega-generatori da installare a Baghdad per supplire alla carenza cronica di elettricità nella capitale.

Iraq: the war logs 23.10.10

Prigionieri iracheni

Stanno uscendo i documenti riservati sulla guerra in Iraq pubblicati da Wikileaks.
Il Guardian e il New York Times hanno la copertura migliore.

Vale la pena darci un'occhiata.

According to the reports, most Iraqi civilians were killed by other Iraqis in violence that was driven by sectarian cleansing.

Reports of the beatings surfaced in the documents, giving the impression that such treatment was not an exception.

The political struggle between the United States and Iran to influence events in Iraq continues today.

War is over 01.09.10

La guerra è finita almeno per loro 19.08.10

L'ultima brigata americana lascia l'Iraq

La seconda guerra irachena si conclude oggi con il ritiro dell'ultima brigata meccanizzata americana.
Dal prossimo mese i cinquantamila uomini rimasti avranno solo compiti di addestramento e di genio.

Il teatro dei combattimenti ora si concentra sul solo Afghanistan.

L'inizio della fine della stupida guerra 02.08.10

Forse la missione in Iraq si appresta davvero ad essere compiuta.
Dalla fine del mese, negli intenti del presidente Obama, i teatri di guerra dovranno interessare il solo Afghanistan.

Omicidi collaterali 05.04.10

Oggi WikiLeaks ha pubblicato il video, girato il 12 luglio 2007 da due elicotteri americani Apache, che mostra il massacro di una decina di persone alla periferia di Baghdad, tra cui un fotografo e un autista della Reuters, e il ferimento due bambini.

La Reuters aveva cercato più volte di ottenere il video, ma l'esercito USA si era sempre rifiutato di rilasciarlo dichiarando che l'operazione militare era giustificata e le vittime erano tutte ribelli iracheni.

Neo Bush 15.12.08

Bush schiva una scarpa

Si parla di questo.

Via Il Disinformatico.

Iraq: gioia e dolore 22.12.04

La giornata in Iraq si divide tra gioia e dolere.

Finalmente i due giornalisti francesi, Christian Chesnot e Georges Malbrunot, sono stati liberati dopo quattro interminabili mesi. La televisione del Qatar al Jazira lo ha annunciato con una scritta in sovraimpressione.

La notizia è stata data anche con un comunicato dell'"Esercito di Ansar al Sunna" diffuso su un sito web dello stesso gruppo integralista.
"Sono stati liberati perché è stato dimostrato che non erano spie degli Stati Uniti e in risposta agli appelli di istituzioni e organismi islamici, e in apprezzamento delle posizioni della Francia sull'Iraq e della posizione dei due giornalisti sulla causa palestinese".

Attualmente i due giornalisti si trovano attualmente ad Amman e torneranno domani a Parigi.

Ma non si può parlare di iraq senza la quotidiana strage. Oggi almeno 24 persone sono rimaste uccise in una base militare americana (Task Force Olympia) nella città di Mossul.
Oltre 60 i feriti.

Secondo fonti della Cnn, l'esplosione si è verificata nella mensa della base, all'ora del pranzo.

Lo stesso gruppo che aveva dato l'annuncio della liberazione degli ostaggi francesi (Ansar al Sunna) ha rivendicato l'attacco sempre utilizzando un sito web.

Santoro e' stato ucciso 16.12.04

L'ANSA ha da poco dato la notizia che Santoro, l'italiano che si credeva rapito in Iraq, e' in realta' stato ucciso ad un posto di blocco dei miliziani.

Italiano rapito: ancora incertezza 16.12.04

L'italiano rapito nella zona di Ramadi si chiamerebbe Salvatore Santoro, nato a Pomigliano D'Arco il 10 Gennaio 1952, cittadino italiano, ma residente da anni in Gran Bretagna.

Un fotografo che avrebbe visto la foto del rapito e del suo passaporto avrebbe informato il corrispondente dell'AP che a sua volta si sarebbe messo in contatto, per via diplomatica, con la nostra Ambasciata a Baghdad.

Il passaporto di Santore era stato rilasciato dall'ambasciata italiana ad Amman nel 2004.

L'ultimo contatto di Santoro è stato quello con l'ambasciata italiana ad Amman, tra il 6 e l'8 Dicembre.

Santoro aveva detto di recarsi in Iraq per lavorare on una Ong britannica, ma l'organizzazione non governativa interessata ha smentito la circostanza.

Un altro italiano rapito in Iraq 15.12.04

Notizia ANSA di poco fa:

Un italiano che lavora per un'organizzazione non governativa inglese è stato sequestrato in Iraq. L'uomo, di 52 anni, è originario della Campania. Lo si apprende da fonti dell' intelligence.

L'Epopea di Gilgamesh si arrichisce di 20 nuove righe 03.10.15

Una tavoletta dell'Epopea di Gilgamesh

Il ciclo epico di ambientazione sumerica, l'Epopea di Gilgamesh, si arrichisce di una nuova tavoletta d'argilla contenente 20 righe. La scoperta fortuita è merito del museo di Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno, che ha acquistato l'artefatto per 800 dollari da alcuni contrabbandieri prima che il reperto lasciasse il paese. L'iscrizione getta una nuova luce sullo scontro tra Gilgamesh, accompagnato da Enkidu, e il gigantesco Humbaba guardiano della Foresta dei Cedri. Il ciclo fu composto tra il 2600 a.C. e il 2500 a.C. per narrare le gesta del re sumero di Uruk. L'Epopea di Gilgamesh viene considerata il primo poema epico della storia dell'umanità.

La tempesta di sabbia sul Medio Oriente 08.09.15

La tempesta di sabbia sul Medio Oriente

Le foto satellitari danno la dimensione della tempesta di sabbia che ha investito gran parte del Medio Oriente, da Israele all'Iraq sino a Cipro. Almeno otto persone sono morte e centinaia hanno avuto problemi respiratori.

Le donne in prima linea che combattono lo Stato Islamico 08.10.14

Donne curde in prima linea contro lo Stato Islamico

Dall'Iraq alla Siria, dalla Turchia all'Iran nessun curdo si tira indietro dal combattere la minaccia integralista dello Stato Islamico. La storia delle donne curde, soldati in prima linea dell'esercito dei peshmerga, con la consapevolezza che la morte è una condizione preferibile all'essere catturare vive dai miliziani islamici.

La prima top gun araba 27.09.14

Il maggiore Mariam Al Mansouri

Il maggiore Mariam Al Mansouri dell'aeronautica degli Emirati Arabi Uniti è la prima donna araba ad aver comandato uno squadrone di caccia durante un'incursione delle forze alleate contro obiettivi dello Stato Islamico.

Fonte: NBC News

Il cimitero più grande del mondo 19.07.14

Wadi Al-Salaam

Wadi Al-Salaam, la Valle della pace, è il cimitero di Najaf. Sorge vicino al santuario dell'Imam Ali ibn Abi Talib, primo imam sciita e quarto califfo, motivo per cui le richieste per le tumulazioni sono elevatissime tanto da renderlo il più grande del mondo con le sue oltre 5 milioni di lapidi.

Le esecuzioni sommarie in Iraq 15.06.14

Le uccisioni di massa in Iraq

Il massacro a sangue freddo di soldati e civili iracheni da parte delle milizie jihadiste dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante nelle foto scattate da Associated Press e diffuse dalle stesse milizie dell'ISIS.

La fuga da Mosul 10.06.14

Fuga da Mosul

Centinaia di migliaia di persone fuggono da Mosul minacciata dall'avanzata delle milizie jihadiste dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante nel nord dell'Iraq. Le forze governative irachene non oppongono resistenza all'avanzata dell'ISIS che ha ormai il controllo di Tikrit, Ninive e della provincia di Baiji.

Coperti di fango per l'Ashura 14.11.13

Due uomini coperti di fango per l'Ashura

I musulmani sciiti celebrano la festività dell'Ashura per commemorare il martirio dell'imam Hussein, nipote del profeta Maometto, e di 72 suoi seguaci nella battaglia di Karbala contro il califfo omayyade Yazid I avvenuta in Iraq nel 680 d.C. Durante l'Ashura, letteralmente il decimo giorno, gli sciiti rivivono la sofferenza e il sacrificio dell'imam ricorrendo a pratiche di autoflagellazione, automutilazione e ricoprendosi di fango i musulmani ricordano la sofferenza e il sacrificio dell'Imam, con preghiere, pianti, racconti e flagellazioni.

Il ritorno di Muqtada al-Sadr 08.01.11

Muqtada al-Sadr

Il leader religioso sciita, tornato in Iraq questa settimana dopo il suo esilio auto imposto, ha invitato i suoi seguaci a resistere e a disturbare gli Stati Uniti, Israele e Gran Bretagna. Ha tuttavia affermato di essere disponibile a sostenere il nuovo esecutivo di Nouri al-Maliki.

Fonte: CNN

Talabani sospende la condanna a morte di Tareq Aziz 17.11.10

Tareq Aziz

Il presidente iracheno Jalal Talabani si è rifiutato di firmare la sentenza di condanna a morte per Tarq Aziz, vice primo ministro e consigliere di Saddam Hussein.

Fonte: Guardian

Il terrorismo torna a colpire duramente Baghdad 03.11.10

Funerali a Baghdad

La capitale irachena squassata da almeno 14 autobombe e colpi di mortaio. Colpiti i quartieri sciiti. Le vittime sarebbero almeno 63, centinaia i feriti.

Fonte: CNN

Il massacro in chiesa a Baghdad 01.11.10

La notte a Baghdad

E' strage a Baghdad. La polizia irrompe nella chiesa presa in ostaggio da terroristi islamici.