tizianocavigliablog
Il Lich.

Mubarak ultimo atto 02.06.12

Sostenitori di Mubarak

L'ex raiss è stato riconoscuito colpevole della morte di 850 manifestanti durante la primavera araba e condannato all'ergastolo.
L'Egitto cerca di mettersi alle spalle 30 anni di regime con un processo che è un unicum nel mondo arabo a campagna elettorale per le presidenziali tuttora aperta.

L'esercito egiziano preparava il dopo Mubarak prima della rivoluzione 28.02.12

Secondo un rapporto pubblicato dallo Strategic Forecasting, l'esercito egiziano preparava piani per spodestare l'allora presidente Hosni Mubarak da prima della nascita dei moti rivoluzionari che poi ne avrebbero accelerato la caduta.

Il processo a Mubarak 03.08.11

Al Cairo inizia il processo contro l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, i suoi figli Alaa e Gamal, l'ex ministro dell’interno Habib al Adly e altri sei funzionari.
Le accuse contro Mubarak - responsabilità diretta delle 800 persone morte durante le proteste di gennaio e corruzione - potrebbero costargli la pena di morte.

La calcolatirce ad acqua 21.01.05

Calcolatrice ad acquaC'è una calcolatrice che funziona grazie all'acqua contenuta in un piccolo serbatoio interno.

Quando l'acqua evapora si può nuovamente riempire il serbatoio e la calcolatrice ritorna a funzionare normalmente.

Il principio che fa funzionare il tutto è il medesimo delle batterie tradizionali.
L'energia elettrica è generata dalla differenza di potenziale che si viene a creare tra un anodo ed un catodo immersi nell'acqua che fa da conduttore di elettroni, sostituendo lo zinco delle normali pile zinco-carbone.

Ora cosa succede in Egitto? 13.02.11

Dopo la cacciata di Mubarak l'Egitto entra nella sua fase di transizione.
I militari si faranno garanti del processo lasciando intatto il governo di emergenza di Ahmed Shafiq e affidandosi alla figura vicepresidenziale di Omar Suleiman.

Il primo problema da risolvere sarà il ritorno alla normalità dopo due settimane di caos.

Il secondo problema riguarderà la disponibilità a venire incontro alle richieste di trasparenza e democrazia sostenute dalla piazza.
Qui la risposta dell'esercito, per il momento, si fa più incerta. Da una parte si sospende la costituzione voluta dal rais e si scoglie il Parlamento, dall'altra si mantiene in vigore lo stato di emergenza, garantendo tuttavia l'apertura della discussione sulle riforme da approvare in futuro mediante referendum.

Catturare la libertà in un tweet 12.02.11

La mappa sull'influenza delle relazioni su Twitter nelle proteste egiziane

La mappa sull'influenza delle relazioni su Twitter nei primi giorni delle protese in Egitto.

The lump on the left is dominated by journalists, NGO and foreign policy types; it seems nearly gafted on, and goes through an intermediary buffer layer before making contact with the true Egyptian activists on the ground. However, this process of translation and aggregation is key; it is how those in Egypt are finally getting a voice in Western society, and an insurance policy against regime violence. Many of the prominent nodes in this network were at some point arrested, but their deep connectivity help ensure they were not "dissapeared".

Most of those in this network speak both English and Arabic, and their choice of language says a lot about both the movement and about Twitter. Some may choose to primarily communicate with their friends, while others make an effort to be visible to the rest of the world on purpose. They want to reach out, and connect with, the rest of the global society. The structure on the bottom, near Ghonim, seems entirely composed of this free intermingling.

Pubblicità comparativa intelligente 14.01.05

Il logo dell'Alfa RomeoE' una delle poche pubblicità intelligenti in circolazione.
L'Alfa Romeo prende in giro in modo intelligente e davvero sagace lo spot della concorrente BMW Serie 1 a proposito del suo famoso: "One like no one".

Per la casa italiana il motto si trasforma in: "One like 147".

I 18 giorni che hanno cambiato l'Egitto 11.02.11

Un bambino in braccio al padre festeggia la cacciata di Mubarak

Manifestazioni ad Alessandria d'Egitto

Cittadini, in nome di Dio misericordioso, nella difficile situazione che l'Egitto sta attraversando, il presidente Hosni Mubarak ha deciso di dimettersi dal suo mandato e ha incaricato le forze armate di gestire gli affari del Paese. Che Dio ci aiuti.

Così Omar Suleiman, vicepresidente egiziano, ha annunciato il ritiro di Hosni Mubarak dopo trent'anni di regno alla tv di stato.
Il rais ha resistito appena 18 giorni all'inarrestabile determinazione del suo popolo.
La nuova dottrina dell'amministrazione Obama che ha voltato le spalle al vecchio alleato per appoggiare senza mezze misure la rivoluzione ha eroso l'ultimo sostegno su cui si basava il potere di Mubarak. Una dottrina che potrebbe avere ora un effetto dirompente anche sugli altri stati arabi al centro di tensioni sociali.

Cosa succede ora? L'Unione Europea da tempo sostiene i manifestanti e la Svizzera ha annunciato il congelamento di tutti i beni del vecchio faraone, ritiratosi al momento a Sharm el-Sheik.
Il Consiglio della Difesa ha preannunciato misure per la transizione. Ai militari appare ben chiaro che il popolo egiziano non si accontenterà di una ritinteggiata al palazzo presidenziale e la venuta di un fantoccio.
Restano pochi mesi alle elezioni. Bisognerà lavorare bene e in fretta.

A dispetto di tutto pensare ad un futuro Egitto democratico e senza faraoni oggi è più semplice.

Verba Fumant 13.01.05

Un pacchetto di sigarette 'modificato'LSDesign ha da poco creato Verba Fumant.

L'obiettivo è quello di ironizzare sulle recenti norme anti fumo, modificando le scritte in modo "creativo" sui pacchetti di sigarette.

Mubarak sarebbe pronto a dimettersi 10.02.11

Secondo voci incontrollate sulle tv satellitari arabe il presidente parlerà questa sera annunciando il suo ritiro.

Fonti militari annunciano alla piazza che questa sera potrebbe avere una bella sorpresa.
Anche per Hossam Badrawi, segretario del Partito Nazionale Democratico, Mubarak potrebbe dimettersi entro venerdì assecondando le richieste del popolo.
Infine secondo Al Arabiya il presidente egiziano sarebbe già in viaggio per Sharm el-Sheik

A 17 giorni dall'inizio della rivolta di piazza per il rais potrebbe davvero essere arrivato l'ultimo giorno.
A questo punto con ogni probabilità il potere passerebbe nelle mani del vicepresidente Suleiman chiudendo, si spera, l'era a un regime pluridecennale.

[18:34] Situazione molto fluida. Per i Fratelli Musulmani ci sarebbe il rischio di un possibile golpe militare.
Continua l'incertezza su dove si troverebbe Mubarak al momento. Secondo fonti dell'aeroporto militare il presidente sarebbe già decollato, mentre la tv egiziana afferma che al momento è a colloquio con il vicepresidente Suleiman.
Il discorso di Mubarak è atteso intorno alle 19:30.

[20:15] Nuovo orario per il discorso televisivo di Mubarak, ora atteso per le 20 (le 21 in Italia).
Intanto a piazza Tahrir sarebbero presenti almeno 200.000 persone.

Il discorso di Mubarak in diretta 10.02.11

Screenshot di BBC News

L'atteso discorso di Mubarak in diretta su BBC News e Al Jazeera, a partire dalle 21 in Italia.

Mubarak non si dimette, vuole guidare la transizione 10.02.11

Screenshot di Al Jazeera

Mubarak guiderà la transizione sino alle elezioni di settembre, ma non si ricandiderà.
Emenderà la costituzione per permettere una consultazione democratica e istituirà una commissione per indagare sui morti dei moti, ma per il momento le leggi di emergenza resteranno in vigore.
Alcune deleghe verrano passate al vicepresidente Suleiman.

La rabbia esplode a piazza Tahrir che si aspettava un ben altro epilogo.

Ho messo a punto una chiara strategia sul modo in cui risolvere la crisi, il sangue di quelli che sono stati uccisi non sarà versato invano.

[22:34] Il vicepresidente Suleiman interviene alla tv di stato.

[22:50] Suleiman ha rivolto un appello alla popolazione perchè rimanga unita e rivolga il proprio sguardo al futuro, chiedendo poi alla piazza di tornare a casa. In piazza Tahrir la tensione è alta, in molti pensano di dirigersi verso il palazzo presidenziale.

Dakar sconfigge Meoni 11.01.05

Fabrizio MeoniL'undicesima tappa della Dakar 2005 è stata fatale per Fabrizio Meoni, il motociclista italiano che aveva vinto le edizioni del 2001 e 2002.

La notizia è arivata dagli organizzatori della competizione, che hanno inviato un elicottero per tentare di soccorrere il corridore.
Tutti i tentavi di rianimarlo sono risultati inutili.

Fabrizio Meoni aveva 47 anni ed era originario di Castiglion Fiorentino, correva per la Ktm.
Lascia la moglie Elena e il figlio Gioele.

Il punto non è Mubarak 08.02.11

Focalizzare tutta l'attenzione solo sulla cacciata del tiranno potrebbe indurre a compiere errori di valutazione e a far perdere di vista la vera sfida che si pone davanti al popolo egiziano.
Il futuro dell'Egitto passa da una radicale riforma del suo sistema politico, elettorale e costituzionale. Un processo che dovrà necessariamente vedere la luce nei prossimi mesi e che riguarderà tanto le elite economico e militari quanto la società civile e il forte legame con la sua componente religiosa.

The real struggle for the future of Egypt has only begun. It could be far less telegenic than last week's protests - largely committee meetings and long documents rather than mass rallies and placards.

this is the important battle. Mubarak's future is clear. Egypt's future is not. Egyptians must focus on Egypt.

La domenica dei martiri 06.02.11

In piazza i manifestanti ricordano le vittime delle proteste contro il regime di Mubarak. Nel palazzo del governo si pensa alla sua successione.

Gli incontri tra il vicepresidente Suleiman, le opposizioni - ElBaradei e Fratelli Musulmani in testa - e le elite del paese pongono alcuni paletti per normalizzare la situazione nel paese e intavolare un dialogo per gestire la transizione.
Fine dello stato d’emergenza, come già annunciato dallo stesso Mubarak nell'ultimo intervento televisivo.
Pugno di ferro contro i responsabili delle violenze.
Riforme costituzionali garantite da un apposito comitato che vedrà lal luce entro marzo e di cui faranno parte anche i rappresentanti dell'opposizione.
Fine delle restrizioni a web e media. Più in generale verrà garantita una sostanziale libertà di espressione e informazione in vista delle prossime elezioni presidenziali.
Verrà aperto un dibattito tra opposizioni e governo sullo stato dei detenuti politici.

Il venerdì della partenza 04.02.11

Le elite politico e militari mettono a punto una strategia per il dopo Mubarak nel giorno della scadenza dell'ultimatum lanciato da piazza Tahrir.

Il comitato dei saggi, composto da personalità del mondo politico economico e culturale egiziano, suggerisce al vicepresidente Suleiman di assumere il controllo del paese relegando il rais a una mera funzione rappresentativa.
In cambio Suleiman dovrebbe impegnarsi sulla via delle riforme, con la promessa dei Fratelli Musulmani di non partecipare con un loro candidato al voto previsto per settembre.

Una proposta di compromesso che dovrebbe mettere tutti d'accordo e per questo non accontentare nessuno.

Il popolo sovrano 07.01.05

Il referendum sulla fecondazione assistita.

Caos Egitto 03.02.11

Un manifestante egiziano improvvisa un casco

Tra cecchini che sparano sulla piazza, l'ONU che decide di lasciare il paese, giornalisti stranieri picchiati, scontri tra sostenitori del rais e manifestanti anti Mubarak, la proposta del vicepresidente Suleiman di anticipare le elezioni ad agosto, agenti di Hamas e dell'Iran, il cuscinetto dell'esercito, ancora morti e saccheggi se ne va l'ultimo giorno della rivoluzione egiziana prima della scadenza dell'ultimatum al faraone.

Internet si muove per le zone colpite in Asia 05.01.05

Il logo di GoogleGoogle ha da poco inserito nella sua homepage una pagina per guidare l'utenza verso affidabili riferimenti presso i quali indirizzare la propria beneficienza in aiuto alle popolazioni colpite dallo tsunami o cercare notizie.

Sempre Google rilancia la Google Foundation (gruppo che avrà in gestione l'1% dei ricavi del gruppo).
Larry Page e David Brin stanno cercando il responsabile che dovrà gestire la fondazione e forse non a caso proprio in queste ore è tornato in auge un progetto lanciato già nell'Aprile 2004.

Anche Yahoo! ha lanciato la sua iniziativa benefica per raccogliere fondi. Dopo 18 ore l'ammontare registrava già 1.2 milioni di dollari.

Altre iniziative sono arrivate da parte di eBay, Salesforce ed altri siti.

Il disastro ha fatto emergere purtroppo anche alcuni lati oscuri.
ll giornalista freelance Michelle Tirado ha registrato poche ore dopo il disastro il dominio tsunamirelief.com, mettendolo in vendita a 99$.

Il dominio è stato acquistato da Josh Kaplan, ventenne presentatosi come rappresentante di una associazione operante nel mondo della raccolta benefica.
Quando Tirado ha però saputo che il dominio era in vendita su eBay per 50.000 dollari, la storia del found-raising è divenuta presto una storia di mera speculazione ed il ragazzo è stato immediatamente additato nonostante tutte le promesse per cui il ricavato dal dominio sarebbe stato devoluto ad associazioni benefiche.

Christopher Pierson ha invece spedito 35 finte mail mandate per annunciare la morte di alcune delle persone scomparse nelle aree colpite dal maremoto. Il trentasettenne ha già ammesso la propria responsabilità.

Pierson avrebbe raccolto gli indirizzi sul sito di Sky News ed avrebbe mandato il terribile hoax sfruttando un falso indirizzo legato al governo inglese (ukgovoffice@aol.com).

Le autorità hanno già fatto sapere che tratteranno il responsabile con la dovuta fermezza.

Il ritorno del dodo 02.01.05

Il dodoIl libro di Harri Kallio, Il dodo e l'isola di Mauritius. Incontri immaginari, è stato il vincitore dell'European Publishers Award for Photography 2004.

Il volume realizza un filo rosso tra passato e presente, ornitologia e arte, invenzione e natura, e associa la puntuale ricostruzione storica, geografica e zoologica alla potenza fantastica delle scenografie di sfondo.

Il dodo, grosso uccello della famiglia dei colombiformi (specie estinta dal 17° secolo), incapace di volare, insieme a tartarughe e altre specie, fu tra le facili prede dei cacciatori europei, approdati nell'isola di Mauritius.

Oltre 90 tra fotografie e riproduzioni d'epoca ci parlano anche di una creatura che ha nutrito di immagini la fantasia, come in Alice nel paese delle meraviglie: "Bene, disse il dodo, il modo migliore per spiegarlo è farlo" (Lewis Carroll, 1865).

Reperti fossili, in genere percepiti come freddi referti scientifici, acquistano morbidezza, tatto, quasi calore, generando un immediato coinvolgimento emotivo nel lettore.

Libro fotografico, ma anche opera di accurata documentazione e manuale di scultura, il lavoro affonda le radici in studi presso biblioteche e musei, sulle tracce di fossili, resti dell'animale, dipinti.

Nel volume è presente uno specifico capitolo intitolato: "Manuale per la costruzione di un dodo".
Propone un esempio di ricostruzione anatomica, attraverso procedimenti scultorei e tassidermia (tecnica di preparazione degli animali impagliati). Alla fine ammiriamo due ricostruzioni di dodo, maschio e femmina, a grandezza naturale, in ricostruzioni fotografiche nell'habitat naturale.

Le figure tridimensionali vantano articolazioni regolabili, scheletri meccanici, di alluminio e acciaio, ricoperti da una massa corporea fatta di dacron, fibra di vetro, filo di cotone e lattice di gomma. La testa, inizialmente in creta, attraverso vari passaggi di modellatura, si struttura in un calco in gomma al silicone.
Per il piumaggio sono state utilizzate piume di oca e struzzo.

Il fotografo Harri Kallio è nato in Finlandia nel 1970. Ha studiato presso la University of Art and Design di Helsinki e presso la Oxford Brookes University. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il BFF Promotion Award 2003, il Finish Cultural Foundation Grant nel 2002 e nel 2003, il Finish Art Council Grant nel 2000 e 2004.
I suoi lavori affrontano principalmente la particolare relazione tra la natura e l'uomo. Vive e lavora a New York.

Il volume è edito da Peliti Associati.

La marcia del milione in diretta 01.02.11

L'opposizione a Mubarak oggi è pronta a mostrare i muscoli. L'obiettivo è portare almeno un milione di persone in piazza Tahrir per poi marciare compatti verso il palazzo presidenziale.
Nel giorno decisivo per il futuro dell'Egitto i militari hanno annunciato che non faranno uso della forza contro i manifestanti e il vicepresidente Suleiman si è detto pronto a aprire un dialogo con le opposizioni.

Il Guardian segue in diretta l'evolversi della situazione.

Intanto Google, con la collaborazione di Twitter, aggira la censura del regime permettendo di inviare twit vocali via telefono.

La manifestazione al Cairo per immagini 01.02.11

Veduta aerea di piazza Tahrir

Cartelli contro Mubarak

Cartelli contro Mubarak

Un carro armato egiziano tra la folla di manifestanti

Circa due milioni per le strade del Cairo hanno inscenato l'ostinazione di un popolo oppresso che ha voglia di cambiare pagina e la prova di forza di oggi potrebbe portare alla svolta tanto attesa.
Niente marcia, pochi scontri. Tanti cartelli, tanti colori, tante lingue. Giovani e anziani, cristiani e musulmani, donne e uomini insieme per gridare al mondo la loro voglia di democrazia.

L'attesa ora è per il messaggio televisivo di Mubarak attesto per le prossime ore. E c'è già qualcuno pronto ad affermare che il rais si sarebbe già dato alla fuga.

[23:50] Mubarak ha parlato in diretta tv. Non si ricandiderà alle elezioni previste in settembre, ma neanche lascerà l'Egitto. "Ho sempre lavorato per questo Paese e continuerò la mia vita, fino alla morte, su questa terra", ha annunciato. Una dichiarazione irricevibile secondo le opposizioni che hanno concesso al rais un ultimatum per abbandonare il potere che scadrà venerdì.

Un augurio 31.12.04

Concludo l'anno con la tristezza nel cuore.
E' una tristezza dettata dall'egoismo, i grandi problemi del mondo non c'entrano, riguarda soltanto me.
Dicono che il tempo guarisce ogni cosa.
Non ne sono così convinto.

Vi auguro comunque un felice Anno Nuovo, con la speranza che sia migliore di quest'ultimo.
Un augurio di felicità per tutti.

Chiesto un passo indietro a Mubarak 31.01.11

Secondo il Sunday Times il nuovo vicepresidente egiziano Omar Suleiman e il ministro della Difesa, Mohammed Tantawi avrebbero chiesto a Mubarak di farsi da parte.

I blogger raccontano il disastro 28.12.04

Sul blog di giusec&frienz è possibile trovare link a siti di blogger che raccontano in presa diretta il dramma asiatico.

Un nuovo giorno di rivoluzione in Egitto 30.01.11

Una madre col figlio guarda piazza Tahrir

Un jet militare sorvola a bassa quota piazza Tahrir

Manifestazione a piazza Tahrir

Una domenica a piazza Tahrir.
Il Cairo a sei giorni dela rivolta.

Il presidente Obama sulla crisi egiziana 29.01.11

I governi devono matenere il potere attraverso il consenso.

Il presidente ha parlato pochi minuti fa riguardo la situazione in Egitto.
Intanto la Casa Bianca minaccia di tagliare fondi e assistenza al regime di Mubarak dopo gli scontri di oggi.

L'esercito egiziano si frappone fra manifestanti e polizia 29.01.11

Nel video girato oggi al Cairo tre mezzi corazzati dell'esercito forniscono riparo ai manifestanti contro i proiettili di gomma e i fumogeni della polizia.
Le notizie che giungono dall'Egitto sembrano confermare che le forze armate al momento preferiscono contenere invece di reprimere.

La violenza arriverebbe solo dalla polizia. Intanto le agenzie parlano ormai di più di 100 morti negli scontri.

Vecchi e nuovi focolai di rivolta sorgono nel paese.
Situazioni critiche a Ismailia, e Alessandria. Si parla di assalti al ministero dell'interno e al museo egizio al Cairo.

Il manuale del manifestante egiziano 29.01.11

Screenshot del manuale dell'attivista egiziano

I manifestanti egiziani hanno creato un vero e proprio manuale per istruire gli attivisti a organizzare, sopravvivere e pianificare la protesta di piazza.

Buone Feste! 23.12.04

Una buona antivigilia in ritardo ed una felice vigilia di Natale in anticipo a voi tutti!

Chi è Omar Suleiman 29.01.11

Omar Suleiman durante un incontro con Barak

Omar Suleiman, 74 anni, uomo forte e capo dei servizi segreti, è stato nominato vicepresidente egiziano da Mubarak. Il paese non ne aveva uno dal 1981.
Una mossa verso la successione, un scelta che protegge l'alleanza tra regime e esercito. Una figura su cui anche l'Occidente potrebbe contare.

Ian Black ne traccia un profilo sul Guardian.

Omar Suleiman, Hosni Mubarak's intelligence chief, is the keeper of Egypt's and the president's secrets, a behind-the-scenes operator who has been intimately involved in the most sensitive issues of national security and foreign policy for nearly 20 years.

Suleiman's appointment as vice-president carries two highly significant messages: for the first time since coming to power in 1981 Mubarak has a designated successor – finally quashing speculation that it will be his son Gamal; and that successor has the full confidence of the military. Its role will now be crucial as the Egyptian drama unfolds.

Suleiman, 74, is bald and moustachioed and despite his military bearing has a penchant for discreet dark suits and striped ties. Acquaintances often remark on his exquisite manners. In 1995, two years after taking over Egypt's General Intelligence Service (known, as in all Arab countries, as the mukhabarat) he saved the president's life during an assassination attempt in the Ethiopian capital Addis Ababa. He also played a key role in defeating the insurrection mounted by Egyptian armed groups such as Islamic Jihad.

For 30 years before that he served in the army, fighting in Yemen as well as in the 1967 and 1973 wars against Israel, rising to be director of military intelligence. Like many Egyptian officers of his generation he was trained in the then Soviet Union.

In recent years one of Suleiman's biggest preoccupations has been dealing with the volatile Palestinian file, mediating between the western-backed Fatah movement and the Islamists of Hamas – a group with special resonance in Egypt because of its control of the Gaza Strip and their links to the Muslim Brotherhood. He has also been involved in mediation attempts between rebels and the government in Yemen.

Suleiman figures often in US diplomatic cables released by Wikileaks. In a meeting with a US military delegation in April 2009 he explained that "his overarching regional goal was combating radicalism, especially in Gaza, Iran, and Sudan." The US and other western governments will see him as a safe pair of hands. But for how long is impossible to say.

Mubarak resta, ma destituisce il governo 28.01.11

Hosni Mubarak

La giornata più calda in Egitto si conclude con l'apparizione di Mubarak alla tv di stato.
Il leader si dichiara dispiaciuto per le vittime, ma mette subito in chiaro che la sua posizione non è in discussione.
Al contrario fa dimettere in blocco il governo per insediarne domani uno nuovo.
Mubarak passa poi all'attacco definendo le dimostrazioni un complotto per destabilizzare la società e promette riforme sociali, economiche e politiche.

Un discorso che ha tutta l'aria di una mossa per prendere tempo.
Si ha l'impressione che all'interno del regime inizino a presentarsi le prime crepe e che al momento nessuno sappia come uscire da questa situazione.

L'unica certezza è che la protesta non si fermerà.

Perdere peso 23.12.04

Stop a fatiche indicibili trascorse tra palestre, piscine e jogging.
Per perdere peso basta una dieta equilibrata a base di termiti giganti, larve del legno, grilli e gechi d'acqua dolce.

Molti assicurano infatti che tali animali contengano un enzima che blocca l'assunzione di grassi da parte dell'organismo umano.

Non resta che provare per credere.

Cosa sta succedendo a internet in Egitto 28.01.11

Crolla il traffico internet in Egitto.
Mubarak ha deciso di usare il pugno duro contro le opposizioni bloccando direttamente gli ISP nel tentativo di limitare le comunicazioni tra i manifestanti in previsione della grande protesta in programma oggi dopo la preghiera del venerdì

What's different in this case as compared to other 'similar' cases is that all of the major ISP's seem to be almost completely offline. Whereas in other cases, social media sites such as facebook and twitter were typically blocked.  In this case the government seems to be taking a shotgun approach by ordering ISP's to stop routing all networks.

When looking at the data it's clear that many Egyptian networks have fallen off the Internet. Let's start by looking at a quick summary. Yesterday there were 2903 Egyptian networks, originated from 52  ISP's. Transit was provided via 45 unique isp's.
Today at 2am UTC, the numbers look quite different, there were only 327 Egyptian networks left on the Internet. These were originated 26 by ISP's.
So 88% of the Egyptian networks is unreachable!

Il venerdì della collera egiziana 28.01.11

Il blocco di internet da parte del regime di Mubarak non ha impedito a decine di migliaia di persone di manifestare in piazza dopo la preghiera del venerdì.
La diretta del Guardian racconta di scontri violentissimi con la polizia, coprifuoco violati, proiettili di gomma, morti, reporter arrestati, carri armati diretti verso le piazze del Cairo, ElBaradei agli arresti domiciliari, l'incendo alla sede del Partito Nazionale Democratico di Hosni Mubarak.
E la protesta dilaga in tutto l'Egitto.

Molto dipenderà dalle mosse politiche, ancor prima di quelle militari, dell'esercito.

L'Egitto è pronto per la democrazia? 28.01.11

Il Guardian lo chiede all'esperto di cose arabe Brian Whitaker, mentre Il Cairo è in fiamme.

A question about an Eqyptian democracy... is there a basis for hope? is there a political culture that can step up to represent the people and what role will youth play in the new landscape?

Egypt already has the infrastructure to turn into a working democracy -- elected parliament, long-established political parties, etc. The problem is the the NDP has monopolised this system for a very long time.
So the transition to a working democracy would not be all that difficult, though I would expect it to be a somewhat flawed democracy for some time - maybe like some of the East European or Latin American countries.
One problem is that most of the opposition parties are just as hidebound as the regime. The younger "Facebook generation" doesn't seem to have much interest in them and prefers to do things in its own way. Youth movements are going to become more and more important, and they are a very hopeful sign.

What are the chances that all this could be repeated in Syria?

I was discussing that with an Arab friend yesterday. We both felt that it would be very difficult at present in Syria to organise the kind of protests seen in Tunisia and Egypt. One thing you need for it to happen is a civil society structure of some kind, whether it's trade unions, opposition parties or NGOs, plus a lot of internet users. I don't think Syria has that. Instead, it as a very proficient secret police.
That said, I would expect the Syrian regime to be very scared. Yemenis have told me of the panic in the Marxist regime in the PDRY following the revolution in Romania in 1989 -- they feared it could happen to them. I would expect similar fears in the Syrian regime.
Who knows? Could they be the ones who decide to reform rather than waiting to be toppled?

How likely do you think it is that these uprisings will drive Egypt & Tunisia towards democracy? Is it likely that these situations will descend into sectarian or ethnic conflict as we seen in Kyrgyzstan last year?

Adapting to democracy will be a lot easier in Tunisia and Egypt than it was in Iraq. There are no major ethnic issues; Egypt does have something of a sectarian problem but it is not insurmountable.

Le immagini degli scontri al Cairo 28.01.11

Fedeli in preghiera al Cairo circondati da poliziotti in tenuta antisommossa

La polizia usa gli idranti per disperdere i manifestanti su un ponte sopra il Nilo

Manifestanti e polizia egiziana a confronto

Sventola una bandiera egiziana tra gli idranti

La preghiera del venerdì nelle strade della capitale egiziana

La battaglia al Cairo raccontata per immagini.

Frattini sempre sul pezzo 28.01.11

Speriamo che il presidente Mubarak continui, come ha sempre fatto, a governare il suo paese con saggezza e con lungimiranza.

Dalla sua nota su Facebook a quattro giorni dall'inizio della rivolta egiziana.

Reality: non c'è ne mai abbastanza 23.12.04

In effetti un po' se ne sentiva la mancanza su Rai 1.
Meno male che il reality è giunto anche lì.

La protesta contro Mubarak in diretta 27.01.11

In attesa della grande manifestazione di domani prevista dopo la preghiera del venerdì e del ritorno in patria del riformatore Mohamed ElBaradei, già direttore generale dell'AIEA, il Guardian segue in diretta il terzo giorno delle tensioni sociali scopppiate in Egitto.

BlogBar 5 20.12.04

Sul blog di Macchianera è disponibile la nuova versione (la 5) della BlogBar per Internet Explorer.

A differenza della versione 4, la 5 funziona anche sui sistemi operativi Windows 98 e ME.

E' stata eliminata la funzione del PageRank.

E' finalmente possibile cercare anche immagini, testi, video, musica, ecc. sui motori di ricerca più conosciuti.

E' stata aggiunta una sezione chiamata "Opzioni di sistema" studiata per la privacy e la gestione della barra.

La vecchia BlogBar dovrebbe aggiornarsi automaticamente, in caso negativo è necessario disintallarla prima di caricare la nuova versione.

Si allarga la tensione sociale nel nord Africa 25.01.11

Sarebbero almeno 15.000 le persone scese in piazza oggi a Il Cairo per chiedere riforme sociali e mutamenti istituzionali.

Le proteste che hanno incendiato l'Algeria e squassato il regime tunisino iniziano a minacciare la stabilità dorata dell'Egitto del faraone Mubarak.

[19:00] Un agente è morto durante gli scontri seguiti alla manifestazione tra polizia e manifestanti, calpestato dalla folla.
Intanto i social network si dimostrano ancora una volta fondamentali per organizzare i movimenti di opposizione bypassando le censure imposte dai regimi.

In Egitto si festeggia il Giorno della vittoria 18.02.11

La banda sfila per piazza Tahrir al Cairo

Gli egiziani celebrano in piazza Tahrir al Cairo la cacciata di Mubarak e la speranza di un paese finalmente democratico.

Fonte: Guardian

La vittoria della rivoluzione egiziana su Mubarak 11.02.11

La festa a piazza Tahrir all'annuncio delle dimissioni di Mu

Dopo 18 giorni di battaglie e proteste il popolo egiziano riprende in mano le redini del proprio destino. Ad un Mubarak abbandonato da USA e Europa non resta che deporre il potere e ritirarsi a Sharm el-Sheik. I militari guideranno ora la transizione verso un futuro democratico per l'Egitto.

Fonte: TLUC Blog

Hosni Mubarak annuncia di voler guidare la transizione 10.02.11

Hosni Mubarak annuncia di non volersi ritirare

Drammatico epilogo nel 17esimo giorno di rivolta in Egitto. In mattinata si era diffusa la certezza che Mubarak avrebbe annunciato le sue dimissioni entro domani. Questa sera il presidente egiziano ha rifiutato questa ipotesi. Guiderà la transizione sino alle elezioni di settembre, emendando la costituzione, ma senza abrogare le leggi di emergenza. Il vicepresidente Suleiman riceverà alcune deleghe. In piazza Tahrir esplode la rabbia delle 300.000 persone radunate.

Fonte: Guardian

Il ruolo dei Fratelli Musulmani nella rivolta egiziana 09.02.11

Protesta dei Fratelli Musulmani

Da paria politici ad attori fondamentali nel destino dell'Egitto post-Mubarak. Jack Shenker, del Guardian, cerca di capire le loro aspirazioni in un'intervista esclusiva.

Fonte: Guardian

Le ore cruciali per l'Egitto 03.02.11

Un dimostrante egiziano prega davanti a mezzi blindati

Una giornata sanguinosa di scontri tra le fazioni pro e contro Mubarak. Ora è caccia anche ai giornalisti stranieri. L'acutizzarsi della tensione mostra ancora una volta la debolezza del faraone egiziano costretto ad affidarsi a picchiatori, mentre l'esercito si frappone tra i contendenti.

Scontri al Cairo tra opposizioni e fedelissimi di Mubarak 02.02.11

Scontri tra manifestanti pro e contro Mubarak

Tre morti e e 1.500 feriti il bilancio di una giornata tragica in Egitto. Manifestanti pro Mubarak (alcuni dei quali poliziotti in borghese) hanno caricato le opposizioni asserragliate in piazza Tahrir. Guerra civile alle porte o ultimo colpo di coda del regime del faraone? E' la domanda che lascia col fiato sospeso il paese.

Fonte: Le Monde

I due milioni del Cairo sfidano Mubarak 01.02.11

Piazza Tahrir all'imbrunire

Due milioni sono scesi in piazza per dare la spallata finale al regime del rais egiziano. L'esercito, come annunciato, non ha usato la forza e la manifestazione si è svolta in modo pacifico. Mubarak in diretta tv ha annunciato che non si ricandiderà a settembre, ma rimarrà al servizio del paese. "Morirò su questa terra" ha concluso il dittatore. L'opposizione ha concesso a Mubarak un ultimatum. Deve lasciare la guida del paese entro venerdì.

Fonte: TLUC Blog

Il Cairo sotto assedio 31.01.11

Un soldato pattuglia il museo egizio del Cairo

Iniziano a scarseggiare i beni di prima necessità al Cairo dopo sette giorni di rivolte. Il vicepresidente Suleiman si è detto pronto a trattare con l'opposizione, mentre si attende per domani oltre un milione di persone per le strade. L'esercito egiziano in una nota ufficiale ha fatto sapere che non userà la forza contro i manifestanti e che le proteste sono legittime. Intanto iniziano i rimpatri degli stranieri con lunghe attese negli aeroporti.

Fonte: Guardian

Il sesto giorno della rivoluzione in Egitto 30.01.11

Una madre con il suo bambino guarda da un balcone la manifes

Non si placa la rivolta egiziana contro il regime del rais Mubarak, giunta al sesto giorno di lotta. Sale la conta dei morti superando ormai quota 150. ElBaradei si dice disponibile ad assumere il compito di traghettare la transizione del paese. Si rincorrono voci secondo cui le rivolte nelle carceri sarebbero state fomentate dallo stesso governo come pretesto per reprimere in modo violento la protesta di piazza. Sarebbe giallo anche sulla sorte dela famiglia Mubarak, forse rifugiatasi già a Londra, mentre si attende il nuovo corso del neo nominato vicepresidente Suleiman.

Fonte: TLUC Blog

L'Egitto si solleva contro Mubarak 29.01.11

Manifestanti egiziani salgono su un carro armato

I 100 morti degli ultimi giorni non fermano i manifestanti che chiedono la fine del regime del rais Mubarak. Decine di migliaia di persone scendono in piazza ignorando il coprifuoco. La folla raggiunge piazza Tahrir nonostante i posti di blocco. L'esercito sembra voler solo contenere i disordini, l'uso della forza è finora affidato alla sola polizia. Mubarak in diretta tv prende tempo promettendo riforme e destituendo il governo.

La battaglia al Cairo 28.01.11

Fedeli pregano circondati da poliziotti in tenuta antisommos

Il venerdì della collera è arrivato con una forza dirompente nelle strade della capitale egiziana. Duri scontri tra i manifestanti che chiedono la fine del regime di Mubarak e la polizia. Si parla di morti e dell'arresto del ElBaradei. Intanto la protesta dilaga in tutto il paese. Dalla tenuta dell'esercito si potrà capire l'epilogo di questo braccio di ferro.

Fonte: TLUC Blog

Il ritorno di ElBaradei 27.01.11

El Baradei di ritorno in Egitto

In attesa della grande manifestazione prevista per domani in Egitto, dopo la preghiera del venerdì, il ritorno di ElBaradei - già direttore generale dell'AIEA - ha scaldato gli animi delle opposizioni al regime di Mubarak.

Gli oppositori di Mubarak scendono in piazza 25.01.11

Manifestanti anti Mubarak a Il Cairo

Tra quindicimila e ventimila persone si sono riversate nelle strade de Il Cairo per chiedere riforme sociali e mutamenti istituzionali. Il vento di protesta nato in Algeria e sfociato nella rivoluzione tunisina sembra ora destinato a spostarsi sopra all'Egitto. Non sono mancati scontri con la polizia. Le agenzia riportano un bilancio di quattro morti.

Fonte: Guardian