tizianocavigliablog
Alabarda spaziale.

La contesa dei trailer 10.11.11

Tra i tanti problemi della SIAE uno è quello di riconoscere i passi falsi solo a cose fatte e a volte neanche allora. E questo è uno di quei casi.
La Società Italiana degli Autori e degli Editori fa una parziale marcia indietro, ma pur sempre ipocrita e insufficiente, sulla cosiddetta tassa sui trailer, distinguendo in maniera più dettagliata chi ne sia soggetto e chi no.

La tassa sui trailer online 27.10.11

Secondo la SIAE i siti che pubblicano regolarmente trailer cinematografici dovrebbero pagare un licenza mensile di 450 euro per continuare a farlo legalmente e comunque mai in numero superiore ai 30 al mese.
La pazzesca vicenda è raccontata dal Corriere della Fantascienza.

Come mai questa cosa salta fuori adesso? Pare che tutto nasca da un accordo tra Agis e SIAE firmato all'inizio dell'anno, in cui Agis avrebbe messo sul piatto di una bilancia più complessa anche la concessione che i siti delle sale cinematografiche pagassero per poter pubblicare i trailer. La cosa però veniva evidentemente redatta in modo abbastanza generico da renderla allargabile a ogni tipo di sito web. Del resto sulla base di quale principio un sito di una sala cinematografica sarebbe obbligato a pagare qualcosa che un sito di tipo diverso pubblica gratis? Ora a quanto sembra la SIAE ha deciso che l'interpretazione corretta della norma è quella di chiedere soldi a tutti. E ci ha telefonato intimandoci di sottoscrivere una licenza, minacciandoci di chiudere il sito e definendoci "illegali".

Non tanto per le minacce - siamo pur sempre una testata giornalistica registrata in tribunale, farci chiudere non è poi così facile - quanto per l'assurdità della richiesta, abbiamo deciso di chiudere completamente il reparto video. Soldi da noi con richieste che - dal nostro punto di vista - sono del tutto ingiustificabili non ne avranno.
Sappiamo di altri siti che stanno prendendo misure analoghe. Plausibilmente molti seguiranno, se la SIAE non affronterà la faccenda. Alla fine i trailer cinematografici saranno visibili solo su siti stranieri. Questo non piacerà molto, probabilmente, all'AGIS e alle agenzie di promozione dei film.

Ora è possibile che alla cara anacronistica SIAE abbiano preso troppo alla lettera quel siate folli citato dal compianto Steve.

Dell'elmo di Scipio s'è cinta la SIAE 01.05.10

Gli equivoci insorti e strumentalmente utilizzati mediaticamente per attacchi alla SIAE, istituzione che da più di un secolo è preposta alla promozione della cultura in Italia attraverso la tutela economica dei soggetti, autori ed editori, che la producono, spingono la Società a rinunciare nei confronti della casa editrice Sonzogno all’incarico di riscuotere i predetti diritti di noleggio, assumendosene la relativa responsabilità.

Alla SIAE ci sono rimasti sotto per la figuraccia dei diritti sull'Inno di Mameli. Quindi hanno deciso di giocare ai rivoluzionari.

Inno d'autore 28.04.10

Maurizio Codogno sulla richiesta della SIAE del pagamento dei diritti d'autore sull'inno di Mameli, utilizzato durante un concerto organizzato da una associazione no profit a Messina.

La soluzione, dal mio punto di vista, è semplicissima. Sono ragionevolmente certo che la Presidenza della Repubblica ha la possibilità di pagare un'orchestra per una registrazione ufficiale dell'inno, e nel caso voglia anche le parole possa anche pagare un coro; tanto la parte istituzionale è solo la prima strofa che non è così lunga e a volte riesce a essere memorizzata persino da un calciatore. A questo punto il Quirinale prende la registrazione (di cui ha acquistato i diritti economici di elaborazione), rinuncia esplicitamente ai suoi diritti e la lascia a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Sarebbe preferibile porla nel pubblico dominio, ma anche solo una cessione a titolo gratuito dei diritti di esecuzione sarebbe sufficiente. Tutti quelli che vogliono eseguire l'inno lo prendono, lo suonano e salutano l'ominio SIAE.

E' una proposta intelligente. Ecco perché non ci hanno pensato.

[16:56] La risposta della SIAE che si dice estranea al fatto.

"La SIAE non ha mai richiesto diritti d'autore per l'Inno di Mameli.
Solo 100 euro sono stati incassati l'anno scorso dalla SIAE per il noleggio dello spartito dell'Inno di Mameli e per conto della casa editrice Sonzogno.
La cifra di oltre mille euro era riferita principalmente alla somma di 816 euro richiesti per i diritti d'autore per musica tutelata utilizzata nello stesso concerto svoltosi a Messina."

Un equo passo indietro 16.01.10

Solo per fornire un'altra indicazione "quantitativa" utile alla comprensione della rilevanza della vicenda, sembra opportuno ricordare che nel 2008 la SIAE ha complessivamente incassato compensi per 671 milioni di euro e che tale importo è destinato, per effetto delle nuove disposizioni varate dal Ministro Bondi il 30 dicembre, a lievitare di circa il 50% nel prossimo anno.

Nel Decreto appena varato, tuttavia, il Ministro sembra aver completamente dimenticato i limiti del potere regolamentare affidatogli e sembra essersi spinto ad imporre il pagamento di un compenso anche in relazione a "memorie fisse o trasferibili" NON "destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi" in esecuzione della copia privata. Si tratta di una categoria di prodotti in relazione ai quali il Decreto sembra varato in totale assenza della necessaria potestà.

Via Punto Informatico