tizianocavigliablog
Diamo perle ai porci.

L'inno d'Italia modificato è bellissimo 02.05.15

L'Inno di Mameli, cantato duranto l'inaugurazione di Expo 2015, arrangiato a cappella da Stefano Barzan e con la strofa Siam pronti alla morte modificata in Siam pronti alla vita dal coro dei Piccoli Cantori di Milano è una delle migliori versioni del Canto degli italiani che abbia mai ascoltato.

Benigni tricolore 17.02.11

Sanremo si ferma per ascoltare il delizioso monologo di Benigni sull'Inno di Mameli, nella serata dedicata alla celebrazione dell'Unità d'Italia.

Che schiava di Roma ladrona 06.06.10

Con il mondiale alle porte in attesa del calcio giocato e con i risultati delle amichevoli che latitano, non resta che passare il tempo col gossip.
Il video mostra il pre partita tra Svizzera e Italia. Marchisio alle prese con l'inno nazionale modificherebbe, secondo le ricostruzioni, la strofa "che schiava di Roma" in:

che schiava di Roma "ladrona" iddio la creò.

Va detto che la qualità del video è quella che è e il labiale lascia il tempo che trova al punto che potrebbe cantare anche My Sharona.

Dell'elmo di Scipio s'è cinta la SIAE 01.05.10

Gli equivoci insorti e strumentalmente utilizzati mediaticamente per attacchi alla SIAE, istituzione che da più di un secolo è preposta alla promozione della cultura in Italia attraverso la tutela economica dei soggetti, autori ed editori, che la producono, spingono la Società a rinunciare nei confronti della casa editrice Sonzogno all’incarico di riscuotere i predetti diritti di noleggio, assumendosene la relativa responsabilità.

Alla SIAE ci sono rimasti sotto per la figuraccia dei diritti sull'Inno di Mameli. Quindi hanno deciso di giocare ai rivoluzionari.

Inno d'autore 28.04.10

Maurizio Codogno sulla richiesta della SIAE del pagamento dei diritti d'autore sull'inno di Mameli, utilizzato durante un concerto organizzato da una associazione no profit a Messina.

La soluzione, dal mio punto di vista, è semplicissima. Sono ragionevolmente certo che la Presidenza della Repubblica ha la possibilità di pagare un'orchestra per una registrazione ufficiale dell'inno, e nel caso voglia anche le parole possa anche pagare un coro; tanto la parte istituzionale è solo la prima strofa che non è così lunga e a volte riesce a essere memorizzata persino da un calciatore. A questo punto il Quirinale prende la registrazione (di cui ha acquistato i diritti economici di elaborazione), rinuncia esplicitamente ai suoi diritti e la lascia a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Sarebbe preferibile porla nel pubblico dominio, ma anche solo una cessione a titolo gratuito dei diritti di esecuzione sarebbe sufficiente. Tutti quelli che vogliono eseguire l'inno lo prendono, lo suonano e salutano l'ominio SIAE.

E' una proposta intelligente. Ecco perché non ci hanno pensato.

[16:56] La risposta della SIAE che si dice estranea al fatto.

"La SIAE non ha mai richiesto diritti d'autore per l'Inno di Mameli.
Solo 100 euro sono stati incassati l'anno scorso dalla SIAE per il noleggio dello spartito dell'Inno di Mameli e per conto della casa editrice Sonzogno.
La cifra di oltre mille euro era riferita principalmente alla somma di 816 euro richiesti per i diritti d'autore per musica tutelata utilizzata nello stesso concerto svoltosi a Messina."

Che schiavo del Lambro iddio lo creò 21.07.08

Caro Umberto, il tuo problema è di semplice risoluzione. Credimi.

Roma ti sta stretta?
Hai nostalgia della nebbia mattutina?
Tuo figlio viene bocciato a ripetizione?
A sud di Sorigherio non ti viene duro?

I gesti incolsulti non servono.

Prendi armi e bagagli e ti trasferisci a Ponte di Legno, dove l'aria è salubre e i celti ti fanno ciao.

Possibilmente dando le dimissioni da ministro della Repubblica italiana e senza sporcare durante il trasloco.