tizianocavigliablog
Spazio, ultima frontiera.

L'attentato a Belpietro che non lo era 12.04.11

C'è un'unica certezza che emerge dall'inchiesta sul presunto attentato subito da Belpietro l'autunno scorso, non è stato un'attentato.

Le immagini del pestaggio del giornalista Oleg Kashin 08.11.10

Sono state diffuse le immagini dell'aggressione al giornalista russo del Kommersant, Oleg Kashin, davanti alla sua abitazione venerdì scorso.

Kashin è stato ricoverato con fratture multiple.
Il giornalista era impegnato in un reportage sulle manifestazioni dell'opposizione.

Quanti voti sposta il vittimismo? 26.10.10

Interessante valutare peso politico del pugno dato a Capezzone oggi.

Gesti stupidi di tafazziana memoria.

Sembra un super cattivo della Marvel 01.10.10

L'identikit dell'aggressore di Belpietro

L'identikit dell'aggressore di Belpietro.

Assange nuovamente indagato per stupro 02.09.10

La magistratura svedese ha riaperto l'inchiesta per l'accusa di stupro contro Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

Wikirape 21.08.10

La settimana scorsa Julian Assange, fondatore di Wikileaks, aveva annunciato la pubblicazione a breve di altri 15mila documenti riservati sulla guerra in Afghanistan.
Ora è ricercato dalla polizia svedese per violenza sessuale e aggressione.

Quando si dice il caso.

[18:36] La procura svedese ha annullato il mandato di cattura.

Quelli del complotto 17.12.09

C'è chi pensa che l'aggressione a Berlusconi sarebbe tutto un complotto.

Pare che la statuina del Duomo fosse in realtà di cristallo. E non fosse affatto a forma di Duomo, bensì di teschio.

Forse questa volta ci siamo (era: Benvenuti in Cina) 16.12.09

Al momento le foto di Berlusconi ferito al volto domenica sera non sono visibili su Google Images.

Ci si augura per un malaugurato, momentaneo disservizio. Ci si augura.

(17:40) Aggiornamento: Google risponde alle accuse, "Aggiorniamo l'indice delle immagini regolarmente ma questa procedura richiede tempo, pertanto è possibile che immagini già comparse in articoli non siano immediatamente disponibili nei risultati della ricerca immagini su Google. Google dà grande importanza all'imparzialità dei propri risultati di ricerca. Non censuriamo né rimuoviamo immagini a meno che non provengano da pagine web che violano le nostre linee guida per Webmaster, non ci venga imposto dalla legge o non venga espressamente richiesto dal webmaster responsabile della pagina che le ospita". Ora i casi sono due. O Google Images dopo tre giorni non è in grado di fornire risultati coerenti, e questo è abbastanza grave per un motore di ricerca leader del mercato e che punta tutto sull'indicizzazione in tempo reale (tra l'altro altri motori di ricerca, vedi Bing, hanno quelle immagini). Oppure l'altra ipotesi che preveve censure e oscuramenti non voglio nemmeno immaginarla.

Perdono solo colpi (era: Abbiamo rimandato la fine) 16.12.09

Pare che il ritardo nell'indicizzazione su Google Images delle immagini del Presidente del Consiglio ferito sia imputabile esclusivamente a Google stesso.

Una buona notizia per la nostra democrazia. Un duro colpo alla precisione e all'affidabilità del leader di mercato tra i motori di ricerca, che per questo evento è stato surclassato da tutti i suoi rivali.

Berlusca bizzarro 15.12.09

Immancabile è partito il nuovo meme su FriendFeed, sì internet non è solo Facebook, sulla dichiarazione con sfondo da cartellone elettorale di Berlusconi, pubblicata sul sito del PdL.
Il gioco ha origine da qui.

Lo screenshot del sito del PdL con il messaggio di Berlusconi

Il finto messaggio di Berlusconi

Il finto messaggio di Berlusconi

Il finto messaggio di Berlusconi

Spegnere incendi con la benzina 14.12.09

Ci sono momenti in cui è necessario mettere da parte i complottismi, riporre i "se", i "ma" e i "però" per ritrovare un minimo di oggettività e serietà.
Oggi è uno di quei momenti. Di fronte all'aggressione, alla violenza, è desolante ascoltare dichiarazioni e analisi ricche di distinguo e ammiccamenti.

Prima la classe politica farà suo questo comportamento e prima l'Italia e la sua democrazia potranno iniziare a definirsi mature. Senza rischiare di inciampare e tagliarsi sull'affilato rasoio di Occam.

anche nel tentativo di giustificare l'ingiustificabile, bisognerebbe avere l’onestà di non cadere in contraddizioni grandi quanto burroni. Chi sostiene che quanto accaduto ieri è conseguenza diretta di un clima d'odio e intolleranza fra gli schieramenti politici, generato da azioni e linguaggi politicamente violenti, credo non possa fare a meno di includere nell'elenco anche chi quotidiamente sostiene che Berlusconi è come Hitler, come Videla o come Mussolini (a quel punto la resistenza anche violenta sarebbe non tanto un rischio, quanto un diritto e forse un dovere) e soltanto qualche giorno fa diceva che «il governo è sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilità ci potrebbe scappare l'azione violenta». Se uno pensa che è Berlusconi è un tiranno al pari dei più grandi sterminatori del Novecento, forse dovrebbe essere conseguente fino in fondo con la sua impegnativa asserzione, oppure magari evitare di delirare dall’alto di un pulpito che dovrebbe comportare grandi responsabilità. In ogni caso, va da sé che non si può contemporaneamente sostenere sia questa tesi che quella secondo cui si è trattato del gesto isolato di un pazzo e quindi non c'è niente di cui preoccuparsi.

Via Francesco Costa.

Il gruppo di Facebook per bloccare i gruppi di Facebook 14.12.09

I gruppi di Facebook sono rappresentativi quanto le scritte nei bagni delle stazioni.

Knock-out 13.12.09

Berlusconi colpito al volto da un oggetto contundente dopo il comizio in piazza Duomo a Milano sanguina copiosamente

Berlusconi colpito al volto a Milano.
Sanguinava, fermato l'aggressore.

Aggiornamento 21:00: Si chiama Massimo Tartaglia, ha 42 anni e risiede a Cesano Boscone l'uomo che ha colpito il premier Silvio Berlusconi dopo il comizio in piazza Duomo. E' in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Questa notizia è stata confermata da fonti investigative.

P(i)azza follia 13.12.09

L'account fake su Twitter di Massimo Tartaglia

L'aggressione a Berlusconi è l'ultimo gradino di una graduale discesa nel delirio collettivo cominciata nel '92. Ma la prima preoccupazione di tutte le forze democratiche, come si diceva una volta, dovrebbe essere adesso quella di "fare cordone". E per primissima cosa Bersani dovrebbe condannare con parole dure, possibilmente al limite della querela, la dichiarazione rilasciata poco fa da Antonio Di Pietro.

A "fare cordone" dovrebbero pensare però anche i mezzi di informazione, per esempio risparmiandoci per una volta la solita fiera della demenza sui mille gruppi nati su Facebook che inneggeranno all’aggressore (ma non c'è niente da fare, mentre scrivo hanno già cominciato - è più forte di loro, è un pezzo facile, non costa nemmeno una telefonata).

Secondo me, sarebbe ora di fermarsi.

Via Quadernino.